Kawasaki Z900RS retro modificata: stile classico e interiora moderne
Le Modern Classic sono diventate una nicchia importante del settore moto: sono naked (cioè moto prive di carenatura) che riprendono l'estetica semplice e con pochi fronzoli delle moto anni Settanta, quella che ispira molte delle special che vediamo sulle nostre strade.
È il modello della nostalgia: quella per le moto anni Settanta, dalle quali la Z900 di Kawasaki, specie nella versione Special Edition, Se, riprende l'estetica.
La Kawasaki Z900RS, nata come omaggio moderno alle mitiche superbike di Akashi degli anni Settanta, trova così la sua massima espressione di personalizzazione grazie ai kit e agli accessori moto sviluppati da Doremi.
Design ed estetica neoretro
Con un perfetto equilibrio tra elementi stilistici ispirati alla Z1 e maestria moderna - dal classico serbatoio a goccia al nuovo fanale posteriore LED ovale - la Z900RS unisce un’estetica senza tempo a una cura dei dettagli e a una qualità costruttiva eccellente, che le conferiscono un aspetto premium.
Il serbatoio elegantemente scolpito a goccia, fulcro del design, si ispira all’iconica Z1.
Richiamando il caratteristico design della Z1, il codino contribuisce a un profilo laterale armonioso, che scorre fluidamente dalla sella fino al termine della coda.
Le eleganti alette integrate nella testata del cilindro richiamano l’estetica dei motori raffreddati ad aria e sono ulteriormente valorizzate da dettagli del motore ispirati all’originale Z1.

Versioni, livree e personalizzazioni
Oltre alla scelta tra tre modelli diversi (Z900RS, Z900RS Blackball Edition e Z900RS SE), i motociclisti saranno entusiasti delle immagini retro sport altamente distintive create dalle combinazioni di colori disponibili.
Il modello standard è disponibile nella livrea Candy Tone Red, ispirata ai modelli Z degli anni ’70, mentre la Blackball Edition presenta un design completamente nero arricchito da badge in stile classico Z1.
Il modello SE sfoggia la vivace livrea Fireball, ulteriormente valorizzata dai componenti della sospensione color oro, per un aspetto davvero unico.
Rendere unica la propria Kawasaki Z900RS non è mai stato così semplice e affascinante, grazie alle soluzioni proposte da Doremi Collection.
L’azienda offre due principali linee di intervento: una pensata per avvicinare la Z900RS alle linee inconfondibili della Kawasaki Z1, e una seconda che riproduce fedelmente l’aspetto muscoloso della Kawasaki Z1000 MkII.
I kit retro styling sono disponibili sia già verniciati, pronti per essere montati e ammirati, sia in versione grezza, per chi desidera personalizzare ulteriormente la propria moto scegliendo colori e finiture uniche.

Accessori, dettagli e controversie
Tra gli accessori moto più richiesti spiccano i parafanghi dal design classico, le maniglie posteriori coordinate e, soprattutto, gli scarichi quadrupli, veri protagonisti di ogni restauro vintage.
Un dettaglio che non manca di suscitare discussioni tra gli appassionati riguarda i ammortizzatori retro: sebbene perfettamente in linea con lo stile delle moto anni Settanta, questi componenti hanno una funzione esclusivamente decorativa.
Sono infatti fissati tra il subframe e le pedane, senza offrire alcun contributo reale all’ammortizzazione della moto.
Un aspetto che divide la community, soprattutto considerando il prezzo di circa 170 euro per la coppia.
L’investimento complessivo richiesto dai kit e dagli accessori moto firmati Doremi Collection è sicuramente significativo, ma rappresenta una scelta di carattere per chi desidera possedere una moto moderna dal fascino intramontabile.
Il risultato finale è una Kawasaki Z900RS capace di catturare gli sguardi e di trasmettere una passione autentica per il dettaglio e la storia delle due ruote.
Motore, prestazioni e sonorità
La Z900Rs Se monta un quattro cilindri in linea da 948 cc che deriva direttamente da quello della “spigolosa” Z900 moderna: si perde un po’ di potenza massima (111 cv), ma il picco di coppia di 98,5 Nm è fissato a 1.000 giri più in basso.
Tradotto: grande godibilità su strada.
A completare il motore intuitivo e l’eccezionale maneggevolezza della Z900RS, un avanzato pacchetto elettronico di supporto al pilota include il sistema IMU e il più recente KQS bidirezionale di Kawasaki, insieme a funzioni per il comfort come il cruise control elettronico.
Come nei modelli precedenti, anche sulla Z900RS l’ottimizzazione del suono è stata studiata per ottenere la nota di scarico ideale.
Con l’obiettivo di coinvolgere i sensi del pilota, il sound dello scarico è stato progettato per richiamare il carattere di un classico impianto 4-in-1.
Il sound del motore è un paradiso per le orecchie dei vecchi motociclisti: voce roca, infonde una notevole sensazione di potenza e cattiveria.
Ciclistica, sospensioni e freni
A sostenere il motore è il telaio in tubi d’acciaio, anch’esso imparentato con la naked moderna.
La ciclistica prevede una forcella a steli rovesciati di 41 mm di diametro regolabile nell’idraulica, e un monoammortizzatore posteriore con leveraggio orizzontale.
La forcella rovesciata Ø 41 mm con smorzamento regolabile e la sospensione posteriore Horizontal Back-link garantiscono sia comfort di guida sia prestazioni sportive.
La sospensione e l'impianto frenante della Z900RS sono all’altezza di una moderna supersportiva.
L’impianto frenante vede pinze radiali e dischi da 300 mm all’avantreno.
Molto potente l’impianto frenante, specie all’anteriore, mentre il posteriore richiede un po’ di energia in più al piede destro.
| Component | Specifiche |
|---|---|
| Freni anteriori | Doppi dischi semi-flottanti da 300 mm, pinze monoblocco radiali |
| Freno posteriore | Disco singolo da 250 mm |
| Forcella | Rovesciata Ø 41 mm, smorzamento regolabile |
| Sospensione posteriore | Horizontal Back-link, monoammortizzatore con leveraggio |
| Peso | 215 kg in ordine di marcia |
| Serbatoio | 17 litri |
Comfort e esperienza di guida
Sulla Z900Rs Se la posizione di guida è comoda: il busto è eretto, le pedane centrali non troppo rialzate, il manubrio abbastanza largo.
La triangolazione manubrio-sella (a 845 mm da terra)-pedane mette un po’ tutti d’accordo, alti e bassi.
Il serbatoio è abbastanza largo tra le gambe e contiene 17 litri; il passeggero è un po’ sacrificato: non ha molto spazio sulla sella (molto ben imbottita peraltro) e ha solo la cinghia di cuoio cui aggrapparsi.
Che tu stia attraversando la città o esplorando percorsi collinari, la posizione di guida eretta e rilassata della Z900RS garantisce comfort e controllo.
Il sellone con cuciture a vista è comodissimo, e la posizione di guida è molto eretta, grazie al manubrio portato vicino al busto dai riser, mentre nella café resta più avanzato.
L’altezza da terra non è poca (835mm), ma si può abbassare con una sella opzionale, mentre il busto resta in balia dell’aria consigliando andature tranquille per gordersi la guida in lunghe passeggiate.
Specchietti un po’ troppo economici, plastica e non verniciatura nera o cromati come ci sarebbe piaciuto, ma sono grandi e aiutano a vedere bene dietro.
Comportamento su strada e guida
I primi metri occorrono per prendere confidenza, ma basta poco: il quattro cilindri è davvero molto elastico e consente di sfruttare la coppia senza usare troppo il cambio a sei rapporti, ben spaziati e precisi nell’innesto.
L’ideale con questa moto è la guida rotonda, poco aggressiva, senza spigolature: la Z900Rs Se ricambia con una risposta sempre prevedibile e mai scomposta.
Se si vuole spingere di più, occorre aumentare il peso sull’anteriore (un po’ leggero talvolta) spostando il busto in avanti, piegando le braccia e arretrando la seduta: così, il feeling con l’anteriore aumenta e con esso anche la rapidità nei cambi di direzione.
A sorprendere è sempre il quattro cilindri: la sua erogazione è lineare, ma è pronta fin dalla minima apertura del gas; poi, tra i 4mila e gli 8mila giri, diventa cattivo, per poi perdere grinta se s’insiste nella zona alta del contagiri che, però, non è nelle corde di chi ama queste moto.
Durante la prova, posso dire che mi sono divertito moltissimo, la “Z” rs riporta indietro negli anni a una velocità inconsueta, il motore spinge tanto e a lungo, tanto che i conti si fanno con l’aria che non da tregua alle alte velocità.
Sulle strade più scorrevoli, l’avantreno è preciso e sicuro, le curve si addomesticano bene a patto di non avere pretese da corsaiola, ho notato un po’ di “movimento” nelle impegnative accelerazioni in uscita di curva, dove il posteriore non risulta completamente a suo agio.
Elettronica e aggiornamenti
Il dna retrò non poteva concedere troppo all’elettronica che ne “sporcherebbe” l’immagine di “moto di una volta”; perciò, questa Kawasaki non ha ride by wire, ma l’acceleratore a cavo, non ci sono mappe motore e la strumentazione prevede il doppio orologio (tachimetro e contagiri analogici) separato da un piccolo display, molto ricco di informazioni (c’è anche l’indicazione della marcia inserita).
Presenti il controllo di trazione (regolabile su due livelli e disinseribile) e, ovviamente (lo impone la legge), l’Abs, ma senza funzione cornering.
Il motore quattro cilindri in linea di 948 cm³ è stato ottimizzato per migliorare la fluidità ai bassi regimi e la reattività agli alti.
Fra le novità troviamo l'alimentazione con nuovi corpi farfallati ride-by-wire, il cruise control e un pacchetto elettronico di assistenza alla guida che sfrutta una piattaforma inerziale a sei assi.
La Z900 RS riceve una serie di aggiornamenti mirati per il model year 2026, mantenendo il fascino neoretrò con linee morbide, faro anteriore di forma circolare e serbatoio a goccia.
Perché scegliere il restomod sulla Z900RS
Scegliere la via del restomod con i kit di carrozzeria moto e gli accessori moto Doremi significa investire in uno stile che non passa inosservato, in una moto che racconta la propria storia e quella di un’epoca gloriosa, ma con la sicurezza e l’affidabilità di una naked moderna.
Il risultato è una guida senza stress, arricchita da un sound di scarico studiato nei minimi dettagli, che amplifica il piacere di guida sin dal momento in cui si preme il pulsante di avviamento - caratteristiche che permettono al pilota di godersi la propria moto per molti anni.

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