La saga dello Shimano Dura-Ace: dal 1973 ai giorni nostri
Dal 1984 in poi lo sferragliare della catena sui componenti della bicicletta iniziò a diventare solo un romantico ricordo: da quel momento - udite udite - era realmente possibile cambiare moltiplica della bicicletta con un sistema a scatti di incredibile precisione; ad ogni movimento impresso sulle levette cambio poste sul tubo diagonale corrispondeva un analogo e preciso movimento del parallelogramma del cambio.
È un meccanismo che nella percezione che abbiamo oggi della tecnica ciclistica appare scontato ed elementare, ma che in realtà 37 anni fa era una vera rivoluzione. Manco a dirlo, protagonista di tutto questo fu Shimano e il suo “gruppo” di vertice Dura-Ace, proprio quello di cui stiamo ripercorrendo la storia in questo 2021 in cui la casa nipponica celebra il centenario e si appresta a varare una nuova, attesissima versione di questo “reparto” assai noto a tutti i corridori della bici su strada.
Dunque, se nella prima puntata abbiamo parlato degli albori, questa volta ci concentriamo sul periodo probabilmente più fervido, più creativo, più dirompente di questo sistema di trasmissione diventato praticamente un mito. Dunque, nel 1984 nelle fiere di settore fa la sua comparsa il nuovo gruppo Dura-Ace di serie 7400, lui e il suo inedito cambio di velocità indicizzato per biciclette.
«Indicizzato che???»: un vocabolo del genere, all’epoca, era sconosciuto ai più, tanto che nelle pubblicità di lancio la stessa Shimano pensa bene di rendere il concetto con degli esempi: «Azionare il cambio di velocità su una normale bici da corsa è come selezionare manualmente un programma alla radio. L’operazione richiede grande sensibilità, ma soprattutto tempo. Con il nuovo sistema SIS, invece, il cambio di velocità è paragonabile a selezionare un programma con la radio preselezionata.
Per usare i comandi SIS in modalità a frizione bastava una breve controrotazione del galletto della levetta di destra (la leva sinistra del deragliatore restava comunque a frizione), lo stesso che tra l’altro era necessario in fase di registrazione sul cambio. La precisione assoluta del sistema era garantita dall’abbinamento perfetto con il deragliatore posteriore, disegnato con un’architettura e un design del parallelogramma che assicurava una distanza ridotta tra pulegge e pignoni e che manteneva questo gap su tutta la scala utile.
Ma la rivoluzione del “7400” non è limitata al SIS: la guarnitura ha un interasse di fissaggio delle corone ridotto rispetto alla versione precedente: i 130 millimetri consentono ora di montare il 39 come corona piccola, non più il 42 (o 41), spianando la strada a quella che sarà un altro pilastro della modalità di pedalata moderna, l’agilità. Il “barilotto” interno alle leve freno del Dura-Ace 7400 assegnava alla frenata maggiore linearità e modulabilità.
Ancora, oltre al classico “duralluminio” la serie sterzo utilizza anche il più durevole titanio sul rivestimento del cono inferiore; ha inoltre tre guarnizioni - di cui una torica - che rendono il ruotismo stagno; non da ultimo la nuova serie sterzo produce un ingombro verticale ridotto, in modo tale che il corridore possa ottenere un assetto ancor più basso e “aero”. Infine, rispetto agli standard dimensionali allora in uso, i mozzi adottavano un design delle flange differente, che spostava poco più a sinistra la posizione dei sei pignoni a cassetta.
Così, dal 7400 in auge nel 1985 e 1986, possiamo dire che si passa al 7401 del 1987 e 1988. 5 giugno 1988, una tappa storica del Giro d’Italia che poi andrà a vicnere: Handrew Hampsten scala il Passo del Gavia tra la neve. Con i freni BR-7403 (1991) i caliper adottano un’architettura a doppio pivot. È un’altra innovazione, questa, che riguarda architettura e meccanica di un componente della bici da corsa che ai più giovani appare scontato, ma che ai tempi era autentica rivoluzione.
I comandi Dual Control erano sicuramente l’espressione tecnologica più alta ed avanzata di quella STI, Shimano Total Integration, con cui Shimano intendeva ribadire e sottolineare la perfetta integrazione tra parti progettate per dare tutte il massimo dell’efficienza, e ovviamente per farlo se utilizzate necessariamente tutte assieme. I comandi Dual Control di serie ST-7400 erano dedicati ai deragliatori SIS, lavoravano alla perfezione con ingranaggi e catene con profilo specifico chiamato HG, assicuravano il top delle frenate accoppiate con i freni SLR (con architettura che garantiva linearità e allo stesso tempo modulabilità della frenata) e garantivano il top nelle deragliate se usati con corone e guarniture con piolini SG.
Insomma, si trattava di una perfetta “integrazione di sistema”, sigla che oggi è familiare a tanti marchi per spiegare e raccontare i loro prodotti. Nel 1993 Shimano è già diventato un colosso del ciclismo “che conta”, se almeno con questo termine si intende la sua presenza “a brodo” dei team professionistici: al Giro d’Italia di quella stagione 13 su venti dei team iscritti sono equipaggiati Shimano; da quella stagione, sulle loro bici, c’è la versione più aggiornata della serie 7400, la 7410 che rispetto alla precedente 7403 ha novità relative ai pedali, al movimento centrale e al design della guarnitura.
Se c’è un aspetto tecnico che la storia del Dura-Ace fin qui ancora non aveva mai tanto approfondito, probabilmente questo era la leggerezza, o meglio della ricerca estrema della leggerezza. L’abbattimento degli etti, anzi in molti casi dei grammi, fu un po’ trait-d’union della storia tecnica degli anni Novanta e in fondo coinvolse anche Shimano, che con il suo nuovissimo reparto di serie 7700 a inizio del 1996 lascia tutti a bocca aperta sia per il design di rottura rispetto alla serie precedente, sia per un peso dell’interno reparto che rispetto al primo era sceso di ben 500 grammi!
Ma l’innovazione più altisonante riguarda il numero dei pignoni: stesso ingombro per il corpetto ruota libera del mozzo, ma ora ci sono nove pignoni al posto di otto, quindi con una drastica riduzione degli spessori distanziati interposti tra gli ingranaggi. Il Dura-Ace viene utilizzato per la prima volta in una grande corsa a tappe nel Giro d’Italia del 1996 e in forma ancora di pre-serie, non ancora sul mercato: alla corsa rosa di quell’anno cambiano, frenano e deragliano con componentistica Dura-Ace ben sette squadre: la Mapei, la MG Technogym, la Polti, la Rabobank, la TVM, la Once e la Motorola.
A parte implementazioni parziali riguardanti più che altro una guarnitura e un deragliatore da cronometro (2001) e l’aggiunta di un'opzione guarnitura tripla (con relativo cambio posteriore dedicato, 2002) la storia della 7700 è quella di una serie che durante la sua “vita” è rimasta sostanzialmente invariata da un punto di vista strettamente tecnico/meccanico; questo sicuramente a conferma della affidabilità e la precisione assoluta di una piattaforma riconosciuta da tanti come leader indiscussa nel mondo del ciclismo su strada da competizione.
Sempre nel 2000, Shimano pensò di accoppiare alla tradizionale componentistica trasmissione delle ruote “dedicate”, le WH-7700 del 2000 (unite a un omologo modello di classe inferiore, Ultegra). Quelle ruote si caratterizzavano per un’inedita architettura di ancoraggio dei raggi sul cerchio: anziché sul dorso, sul fianco dello stesso (che poi dal 2002 diventò anche in carbonio, con il modello WH-7701).
Il primo Shimano Dura Ace risale al 1973, sei velocità e componenti costruiti in lega d'alluminio. Alla base ci sono delle lacune in fase di progettazione che riguardano l'interfaccia tra i componenti e le geometrie dei telai. Nonostante tutto i corridori della Flandria portano a termine il Tour de France e Maertens conquista la medaglia d'argento al Mondiale di Barcellona, quello vinto dal nostro Felice Gimondi.
Il podio del Mondiale 1973. Il campione bretone nel 1979 si presenta al via del cronoprologo del Tour de France in sella alla Gitane TT (una delle prime bici con tubazioni aero che segna un punto di svolta per tutta l'industria del ciclo). La Gitane TT utilizzata da Hinault al Tour 1979 allestita con gruppo Dura-Ace 7100.
La prima vittoria al Tour de France, invece, arrivò nel 1999 con il gruppo Dura Ace 7700 a 9 velocità.

