Favoriti e profilo della tappa 19: Feltre – Alleghe (Piani di Pezzè)
Con la frazione numero 19 il Giro d’Italia 2026 affronta quella che può essere considerata la sua tappa regina. Venerdì 29 maggio andrà infatti in scena la Feltre - Alleghe (Piani di Pezzè), prima di due giornate di montagna consecutive e vero tappone dolomitico nonostante la distanza abbastanza ridotta, 151 chilometri totali.
La frazione non è lunghissima, ma è davvero molto dura. Si tratta di un vero e proprio tappone dolomitico fatto di sole salite e discese, con un dislivello complessivo di 5.000 metri. Dopo un breve avvicinamento gli ultimi 100 km contengono l’intero dislivello di circa 5000 m. Gli ultimi 100 km contengono l’intero dislivello di circa 5000 metri.
Percorso e altimetria
Dopo un breve avvicinamento gli ultimi 100 km contengono l’intero dislivello di circa 5000 m. Si scalano in sequenza, senza nessun tratto di riposo: il Passo Duran (12,1 km all'8,2%, max 14%), Coi (5,8 km al 9,7%, max 19%), Forcella Staulanza (6,3 km al 6,7%, max 10%), il Passo Giau (Cima Coppi, 9,9 km al 9,3%, max 14%), il Passo Falzarego (10,1 km al 5,6%, max 10%) e infine i 5 km che portano all’arrivo di Piani di Pezzè.
Anche se le prime vere difficoltà arrivano dopo poco meno di 50 chilometri dalla partenza da Feltre, le fasi iniziali della tappa non sono comunque semplici, dato che nei primi 25 chilometri i corridori incontreranno strada piuttosto ondulata e irregolare transitando da Cesiomaggiore, San Gregorio nelle Alpi e Sospirolo.
Dopo una discesa abbastanza tecnica si tornerà subito a salire con il GPM di Coi, impegnativa rampa di 5800 metri al 9,7% (max. 19%) che forma quasi una salita unica con la successiva Forcella Staulanza (6,3 km al 6,7%, max. 10%) dato che le due asperità, la seconda delle quali comprende anche il traguardo volante di Palafavera, sono divise tra loro solo da un tratto in contropendenza di 2600 metri.
Trattasi di una salita molto regolare, con pendenze quasi sempre attorno al 9% e diversi tratti in doppia cifra, che porterà i corridori fino a 2236 metri di quota, rappresentando perciò la Cima Coppi di questo Giro. La Cima Coppi, il Passo Giau, è la vetta più alta toccata quest’anno dalla corsa con i suoi 2236 metri di quota. Sono 9,9 km di salita con pendenza media del 9,3% e massima del 14%, concentrata nella parte iniziale.
Dopo una discesa abbastanza tecnica sarà quindi la volta del Passo Falzarego, ascesa più semplice (10,1 km al 5,6%, max. 10%, ma la media è falsata da un falsopiano di circa 2000 metri), ma anch’essa con scollinamento oltre quota 2000, quest’ultimo anticipato dal passaggio al Red Bull KM.
In vetta mancheranno 28,8 chilometri alla conclusione, poco meno di 20 dei quali di una discesa piuttosto insidiosa e 4,4 di fondovalle fino ad Alleghe, dove avrà inizio la salita finale verso Piani di Pezzè. Ultimi 5 km costantemente attorno al 10% con la parte centrale che tocca il picco del 15%. Salita con carreggiata stretta e tortuosa, caratterizzata da 8 tornanti e numerose semicurve di raccordo. Ultimo chilometro tutto attorno all’11%.

I pericoli della tappa
È una tappa con sei Gran Premi della Montagna, compreso quello che si snoderà su una delle salite più dure di tutta questa Corsa Rosa. Questo comporta evidentemente tutti i pericoli tipici di giornate di questo genere, dalla “cotta” che può essere dietro ogni tornante alle insidie che si possono trovare in ogni curva delle discese. I corridori che puntano a obiettivi importanti dovranno gestire al meglio tutte le situazioni che caratterizzeranno la tappa, compresa anche l’alimentazione e, soprattutto, l’idratazione, anche se le temperature vengono segnalate leggermente in calo rispetto ai giorni scorsi.
Chi può vincere: i favoriti principali
Senza dubbio, il favorito numero uno per il successo di tappa è la Maglia Rosa, Jonas Vingegaard (Visma|Lease a Bike). Il corridore danese ha vinto tutti gli arrivi in salita fino ad oggi e non avrà certamente voglia di abdicare. Il danese è in condizione smagliante e vorrà prendersi la tappa regina di questo Giro d'Italia 109, passando in testa, magari, già sulla Cima Coppi, ovvero il Passo Giau. Vincere qui vuol dire entrare nella storia del ciclismo.
La squadra neerlandese potrebbe però anche puntare su Davide Piganzoli, che fin qui si è dimostrato uno dei corridori più brillanti in salita. Il valtellinese si è speso in brucianti trenate a favore dell’illustre compagno di squadra, ma più volte ha deciso di rimanere nel cuore dell’azione, mettendosi a ruota dei rivali di classifica e confezionando, così facendo, una posizione che per lui è già abbastanza lusinghiera.
L’altro corridore che ha mostrato qualcosa in più rispetto al resto della carovana, quando la strada punta verso l’alto, è Felix Gall (Decathlon CMA CGM). L’austriaco sta però correndo con l’obiettivo podio ben definito nella mente ed è probabile che metta davanti alle ambizioni di tappa una condotta un po’ più accorta, mirata più che altro a tenere d’occhio i potenziali rivali per il secondo posto in classifica.
Un occhio di riguardo anche a Jai Hindley, il quale, non lontano da qui, sulla Marmolada, ha conquistato il suo Giro d’Italia. In caso di sorprese bisogna attenzionare i nomi di Gall, al momento si è dimostrato il migliore in salita dopo Vingegaard, e Hindley. Thymen Arensman (Netcompany-INEOS) verosimilmente potrà contare su un gregario d’eccezione come Egan Bernal per provare a inventare qualcosa lungo le tante salite che attendono il gruppo.
I possibili protagonisti e le strategie
La Red Bull-Bora-hansgrohe ha un solido Jai Hindley in lotta per il podio oltre a un Aleksandr Vlasov che ha fatto vedere di volersi togliere qualche soddisfazione personale ed a un Giulio Pellizzari che, dopo il recente “naufragio” potrebbe anche provare a riemergere mostrando quel carattere e quella determinazione che sicuramente non gli mancano.
Ci sono poi tanti corridori di classifica che nel corso del Giro si sono mostrati praticamente sullo stesso livello, al netto di qualche ondulazione. Qualcosa potrebbero provare a fare, quindi, Derek Gee-West (Lidl-Trek), il duo della Tudor composto da Michael Storer e Matys Rondel e magari anche quel Ben O’Connor (Jayco-AlUla), che arriva da qualche giornata difficile, ma che ha caratteristiche da fondista che potrebbero venire molto utili in questa fase della Corsa Rosa.
C’è poi l’ormai consueto manipolo di corridori che vorranno provare l’impresa attaccando da lontano, sperando in “guinzagli” molto lunghi nelle mani della Visma|Lease a Bike e delle squadre degli altri uomini di classifica. Ci proverà evidentemente Giulio Ciccone (Lidl-Trek), che finora ha raccolto poco rispetto all’impegno profuso e che nella giornata di domani potrebbe vedere un’altra ghiotta occasione per tentare il successo.
Potrebbe trovare spazio per possibili iniziative da lontano anche Damiano Caruso (Bahrain Victorious) che, oltre al prezioso lavoro svolto per i compagni, rappresenta sempre un corridore da tenere d’occhio e capace ritagliarsi un ruolo da protagonista. Anche da parte della Movistar ci si potrà aspettare qualche iniziativa, considerando come la formazione spagnola abbia spesso animato le tappe di questa edizione della Corsa Rosa. Da tenere d’occhio sarà dunque Einer Rubio, ma attenzione anche a Enric Mas e Juan Pedro López.
Tra i corridori che potremmo vedere protagonisti di attacchi da lontano ci sono anche Wout Poels (Unibet Rose Rockets), corridore di grande esperienza, e Chris Harper (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team). Da seguire saranno inoltre il ceco della NSN Cycling Team, Jan Hirt e il suo compagno di squadra Alessandro Pinarello, insieme a Johannes Kulset (Uno-X Mobility), Igor Arrieta (UAE Team Emirates XRG) e Markel Beloki e Jefferson Alexander Cepeda per la Ef Education-EasyPost.
Favoriti sintetici e quote redazionale
| Favorito | Valutazione |
|---|---|
| Jonas Vingegaard | ***** |
| Jai Hindley, Felix Gall | **** |
| Michael Storer, Giulio Pellizzari, Thymen Arensman, Giulio Ciccone | *** |
| Ben O'Connor, Chris Harper, Damiano Caruso, Derek Gee | ** |
| Egan Bernal, Enric Mas, Jefferson Cepeda, Afonso Eulalio | * |
Orari, TV e info utili
Feltre - Alleghe (Piani di Pezzè), 151 km. Partenza: 12h30. KM 0: 12h45. Apertura LIVE: 11h00. Arrivo: 16h54 circa. Orario di partenza: 12:45. Orario d'arrivo: tra le 16:54 e le 17:32. Lunghezza: 151 km. Dislivello: 5000 metri.
TV: Come di consueto, RAI racconta in chiaro al pubblico nazionale ogni giorno di gara. La giornata televisiva in rosa inizia con un’ora di “Giro Mattina” su Rai Sport HD, programma che comprenderà la presentazione dei corridori e le interviste del pre-gara, dopodiché sempre sullo stesso canale ci sarà “Prima Diretta” per seguire il momento della partenza della tappa fino alle 14:00.
Per la parte clou della programmazione il palinsesto della Corsa Rosa si trasferisce su Rai 2, con “Giro in Diretta” fino alle 16:15 e “Giro all’Arrivo” immediatamente a seguire, per il racconto delle fasi culminanti di ciascuna frazione fino al traguardo. Inoltre, la corsa sarà trasmessa in diretta integrale anche su Eurosport e sulle piattaforme on demand Discovery+ e HBO Max.
Altre informazioni pratiche
La tappa di oggi è il perfetto riassunto del perché la Corsa Rosa sia chiamata “la corsa più dura del mondo, nel Paese più bello del mondo”. GUARD A I DAILY HIGHLIGHTS DEL GIRO D’ITALIA! Non perdere nemmeno un istante della Corsa più dura del mondo, nel Paese più bello del mondo!
A quanto ammonta il montepremi? Per questa edizione 2026 gli organizzatori hanno mantenuto il montepremi degli anni passati, con il vincitore del Giro d'Italia che guadagnerà circa 265 mila euro. 11 mila euro al vincitore di ogni singola tappa, 20 mila euro al supercombattivo.
Feltre e Alleghe: due tappe nel territorio
Adagiata ai margini delle Dolomiti bellunesi, Feltre è una città veneta dalle origini antiche, già centro romano con il nome di Feltria. Il suo centro storico sorge su un colle dominante la valle del Piave ed è racchiuso da mura che ne definiscono l’impianto urbano.
Affacciata sull’omonimo lago ai piedi del Monte Civetta, Alleghe è una località delle Dolomiti bellunesi il cui abitato è strettamente legato all’ambiente montano circostante. Il paese si sviluppa in un contesto naturale segnato da boschi, pareti dolomitiche e acque alpine, ed è storicamente connesso alle attività di montagna e alla vita della valle.

