Lo Spergiuro e il Perdono: Un'Analisi Decostruttiva dell'Impossibile
La riflessione filosofica su concetti cardine quali lo spergiuro e il perdono ha trovato terreno fertile nella prolifica opera di Jacques Derrida. L'uscita, nel novembre 2023, del volume edito da Jaca Book, "Lo spergiuro e il perdono", curato da Vittorio Perego, getta luce sull'ampio ciclo di seminari che Derrida dedicò, nel corso di dodici anni, alle questioni della responsabilità, declinandole in una chiave sempre più marcatamente politica.

Il Seminario di Derrida: Un Viaggio nelle Questioni della Responsabilità
La serie "Les séminaire de Jacques Derrida", parte della collezione "Bibliothèque Derrida", si articola in sequenze tematiche ben definite. Dopo aver esplorato "Nationalité et nationalisme philosophiques" (1984-1988) e "Politiques de l’amitié" (1988-1991), Derrida si addentra nella vasta serie delle "Questions de responsabilité" (1991-2003). Quest'ultima affronta nell'ordine il segreto (1991-1992), la testimonianza (1992-1995), l'ostilità e l'ospitalità (1995-1997), per poi concentrarsi sullo spergiuro e il perdono (1997-1999), la pena di morte (1999-2001) e, infine, le questioni della sovranità e dell'animalità con il titolo "La bête et le souverain" (2001-2003).
Il seminario in questione, dunque, si inserisce in questo percorso decennale dedicato alla responsabilità, un periodo in cui Derrida applica la sua metodologia decostruttiva a tematiche di stringente attualità politica. La sua peculiarità risiede non tanto nell'affrontare queste questioni come oggetti di studio isolati, quanto nel mostrare ciò che accade "quando si ha a che fare con lo spergiuro e il perdono". La decostruzione, in questo contesto, si rivela essere un processo simultaneamente di evento singolare e di riproduzione archiviale.
Come sottolinea Derrida stesso, la ricerca è "impegnata dall’inizio del seminario a proposito di ciò che nel perdono, nelle scuse o nello spergiuro accade, si fa, avviene, succede". Questo evento richiede non solo un'operazione, un atto o una performance, ma anche una "sopra-vita", un "eccesso sulla vita presente" che conferisce all'opera una sorta di autonomia archiviale e la capacità di ripetizione seriale.
Spergiuro e Perdono: L'Essenza dell'Impossibile
Il volume recensito si propone di rispondere alla domanda fondamentale: "Cos'è che accade, dunque, quando abbiamo a che fare con lo spergiuro e il perdono?". Il testo riproduce le dieci lezioni tenute da Derrida, offrendo una presentazione approfondita del suo pensiero. I curatori dell'edizione francese, Ginette Michaud e Nichols Cotton, indicano come la migliore presentazione del seminario quella riportata da Derrida nell'Annuaire de l'EHESS 1997-1998.
In questo resoconto, Derrida delinea il programma del seminario, focalizzandosi sulla tematica dello spergiuro come "esperienza del male, della malignità o della mala fede quando questa negatività assume la forma del rinnegamento". Vengono analizzati i concetti di pegno o impegno performativo ("davanti alla legge"), studiati in differenti campi (etica, antropologia, diritto) e a partire da diversi corpus testuali (esegetico, filosofico, letterario).
Il seminario collega queste questioni del "male" a quelle del perdono, interrogandosi sulla sua natura. Derrida chiarisce che il perdono non è scusa, oblio, amnistia, prescrizione o "grazia politica". La sua possibilità, paradossalmente, si misura in relazione all'imperdonabile. Come pensare, dunque, la "possibilità" di questa "impossibilità"?
La traiettoria del seminario si snoda attraverso letture di autori come Jankélévitch, Kant, testi biblici e greci, opere di Shakespeare ("Il mercante di Venezia", "Amleto"), Kierkegaard, Baudelaire e Kafka. Parallelamente, Derrida analizza scene di "perdono" o "pentimento" politiche contemporanee, evidenziando la loro diffusione globale.
La Filosofia che Rovescia Ogni Certezza - Jacques Derrida
La Cucina Filosofica del Perdono: Gusto, Ripetizione e Aporia
Vittorio Perego, nel suo saggio introduttivo "Il perdono ovvero la prova dell’impossibile", individua due movimenti nella riflessione derridiana: uno fenomenologico-descrittivo, volto a cogliere l'eidos del perdono e le sue aporie, e un altro che attesta l'impossibilità di sottrarsi all'esperienza del perdono stesso.
Il primo movimento mira a "portare alla luce l’identità di un concetto per delimitarlo dal suo opposto", per poi risalire al "differire originario che produce queste stesse distinzioni concettuali e che le contamina, rendendole aporeticamente impraticabili".
Derrida stesso definisce il suo percorso come un "percorso a zig zag o a slalom", evidenziando la natura complessa e non lineare del suo pensiero. Nel seminario, egli distilla alcuni punti chiave riguardanti la natura del perdono:
- Il perdono non è la scusa: mentre la scusa cerca attenuanti e giustificazioni, il perdono non cerca di spiegare o discolpare la colpa.
- Il perdono è l'ultima, ma anche la prima parola: "ti perdono" implica un taglio netto, un "non parliamone più", ma allo stesso tempo rende possibile un "ri-cominciamento", una rigenerazione del legame interrotto.
- Il perdono non è la giustizia: chi perdona non giudica nel senso di applicare un codice, ma si pone al di fuori del regime della giustizia. Tuttavia, il perdono non può esimersi dal giudizio sul male compiuto.
Perego immagina una "cucina filosofica" per illustrare il pensiero di Derrida, dove il perdono è un "ingrediente segreto". Un esempio emblematico è la scena de "Il mercante di Venezia" di Shakespeare, dove Porzia afferma: "Mercy seasons justice" (Il perdono mitiga la giustizia).
Derrida analizza questa frase attraverso tre livelli di giustificazione del verbo "relever" (sollevare, dare sapore):
- Dare gusto: il perdono "rileva" la giustizia, conferendole un gusto più intenso.
- Elevazione: il perdono eleva la giustizia, trascendendola.
- Aufhebung hegeliana: il termine richiama il concetto hegeliano di "aufheben" (ciò che nega conservando, ciò che eleva sopprimendo).
"Il mercante di Venezia" viene definito un "trattato teologico-politico del perdono" e un'"opera sul giuramento e sullo spergiuro", rappresentando una delle vette della "tradizione abramitica, del perdono cosiddetto infinito". Questa tradizione si contrapporrebbe a una certa tradizione greca e persino ebraica, ritenute prive dell'esperienza del perdono autentico, poiché prive dell'ingrediente segreto della clemenza o misericordia, elementi considerati specificamente cristiani.
Solo puntando all'imperdonabile, a questo "al di là della giustizia", è possibile che il perdono non si confonda con l'oblio, l'amnistia, la grazia politica o la prescrizione. Ma è davvero possibile perdonare l'imperdonabile?
Derrida chiarisce che, per lui, l'impossibile non è il contrario del possibile, ma ciò che ne sollecita l'imprevedibilità. Affinché un "evento di perdono" si dia, il possibile deve anche essere impossibile. La "letteratura" gioca un ruolo cruciale in questo senso, essendo capace di "saggiare" la possibilità dell'impossibilità.

La Lingua del Perdono: "Non C'è Male"
Nella "cucina filosofica" di Derrida, oltre all'ingrediente letterario, entrano in gioco anche la ripetizione di frasi d'uso comune legate allo scusarsi e al chiedere perdono, come "Perdono, sì, perdono", "Perdono, grazie…", "Perdono per non voler dire", "Non c'è niente di male", "Mi scuso", e la risposta "-Perdono, mi scuso. -Ma no, non c’è nessun male".
Un'espressione di particolare rilievo è "non c'è niente di male". In francese, essa può essere tradotta come "il n’y a pas de mal" o, più comunemente, "y a pas d’mal". Derrida predilige la seconda forma, poiché l'ellissi trasforma la negazione in affermazione.
Non si tratta di una mera questione linguistica. L'ellissi in "y a pas d’mal" cancella il "Il n’" (il nulla), sopprimendo il "non" della negazione. Si dice: "sì, c'è, ma cosa? Esiste 'nessun male'. Nessun male, sì, c'è, esiste nessun male". Questa differenza sottile, questa "interruzione della via", è l'aporia che conduce, attraverso la giustizia stessa, al di là di essa, offrendo l'unica possibilità di un perdono veramente infinito.
Il perdono, dunque, si dà sempre "al di là e attraverso la giustizia". È "giusto e insieme al di là della giustizia". Questa feconda aporia, questo gesto linguistico che trasforma la negazione in un'affermazione di assenza di male, rappresenta il cuore pulsante della riflessione derridiana sul perdono, un concetto che, pur radicandosi nell'esperienza umana, si spinge costantemente verso l'orizzonte dell'impossibile.
Il materiale fornito nel prompt contiene anche informazioni eterogenee su diversi argomenti, tra cui:
- Veicoli BMW: Descrizione di una motocicletta BMW in condizioni eccezionali, con un elenco dettagliato di optional e pacchetti.
- Salute Mentale e Demenza: Statistiche sulla depressione a livello globale ed europeo, con un accenno ai centri di eccellenza per la cura delle demenze come "Il Paese Ritrovato".
- Fondo Globale per la Lotta all'AIDS, alla Tubercolosi e alla Malaria: Descrizione dell'organizzazione, dei suoi investimenti, degli obiettivi raggiunti e del ruolo dell'Italia come donatore. Vengono anche citati i progressi e le sfide attuali, come la resistenza ai farmaci e le nuove infezioni.
- Normativa Italiana su Accessibilità, Rifiuti, Adozioni Internazionali, Pari Opportunità: Riferimenti a leggi e decreti riguardanti l'eliminazione delle barriere architettoniche, la gestione dei siti minerari dismessi, il funzionamento della Commissione per le adozioni internazionali (CAI) e la figura delle consigliere di parità.
- Accordo Nucleare Iraniano (JCPOA) e Relazioni Internazionali: Breve descrizione del JCPOA e delle implicazioni economiche per le imprese italiane. Viene anche menzionata l'instabilità in Medio Oriente e il coinvolgimento italiano in missioni navali.
- Centri Vaccinali: Informazioni sull'allestimento di un centro vaccinale presso il palazzetto dello sport "Ezio Perego" a Besana, con dettagli sulla capacità operativa e gli investimenti regionali.
Queste informazioni, pur essendo presenti nel testo fornito, sono scollegate dal tema principale dell'articolo ("tmax perego unico proprietario informazioni" e l'analisi del seminario di Derrida) e non possono essere integrate in modo organico in un discorso coerente. Pertanto, l'articolo si concentra esclusivamente sull'analisi del seminario di Derrida, come indicato nel tema principale e nel corpo del testo fornito.
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