Andrea Dovizioso: biografia di un campione inquieto e influente
Ci sono campioni che fanno la storia a suon di titoli e di vittorie. Altri invece, pur non raggiungendo numeri astronomici, scrivono pagine importanti del loro sport con il sacrificio e il lavoro. Senza ottenere ciò che in effetti meritano, ma non per questo sono meno degni di nota. Andrea Dovizioso nasce a Forlimpopoli nel 1986. Nasce in una particolare zona geografica in cui i motori sono una sorta di religione da cui nessuno o quasi sfugge. E Andrea non è immune: fin da ragazzino è appassionato di motori e la sua passione ricade sulle moto. A soli 14 anni mette in tasca il Campionato Nazionale 125 cm³ e l'anno successivo si ripete conquistando il Campionato Europeo Velocità sempre nella stessa categoria, a cui aggiunge un quarto posto a livello nazionale. Sempre nel 2001 per Andrea arriva anche il "premio" dell'esordio nel Motomondiale, sempre in 125. Debutta al Mugello, dove dopo una qualifica sfortunata si ritrova nel bassifondi della classifica ed è costretto al ritiro. In 16 Gran Premi raccoglie 42 punti per il sedicesimo posto in classifica generale. Il talento c'è, e lo si nota coi suoi migliori piazzamenti (nono in Francia e in Gran Bretagna). Qui Andrea sale di giri, e nel corso della stagione sale per ben quattro volte sul podio, secondo in Sudafrica e in Gran Bretagna e terzo in Francia e al GP del Pacifico, e riesce a ottenere la sua prima pole position sempre in Francia, senza però riuscire a ottenere vittorie. Nel 2004 Andrea lancia l'acuto. Con undici podi totali, frutto di cinque vittorie, cinque secondi e un terzo posto, racimola 293 punti nella classifica mondiale. Oltre a questo bottino, Dovizioso riesce a fare il miglior tempo in qualifica per ben otto volte. Nel 2005 "Dovi" sale di categoria, come da tradizione per i Campioni del Mondo delle categorie minori. Debutta in 250, sempre in sella alle Honda del Team Scot, conservando il suo numero 34, che aveva preso ispirandosi al pluricampione del Mondo Kevin Schwantz. Due secondi posti, Portogallo e Cina, e tre terzi, Francia, Catalogna e Qatar, sono buoni per imbastire una lotta all'ultimo punto con i maggiori indicati al titolo di Campione del Mondo: Casey Stoner e Dani Pedrosa. L'anno successivo cambiano le facce che lo circondano al vertice del Campionato: Stoner e Pedrosa passano in MotoGP sostituiti da Jorge Lorenzo e Alex De Angelis, ma non cambia il fatto che Dovi sia nella lotta mondiale. Nel 2006 ottiene due vittorie, cinque secondi posti, quattro terzi posti, due pole position (Francia e Catalogna) e 272 punti iridati totali che gli valgono il secondo posto in classifica dietro a Jorge Lorenzo. Nel 2007 conquista due vittorie, quattro secondi posti, quattro terzi posti, due pole position. Nel 2008 Andrea, dopo il triplo secondo posto in 250, viene promosso dal Team Scot in MotoGP. La prima esperienza nel miglior campionato motociclistico fa capire che la stoffa c'è. A cavallo di una Honda privata riesce a dare filo da torcere alle moto ufficiali e il culmine della sua stagione è il terzo posto conquistato in Malesia, dove al termine della gara riesce a fregare Nicky Hayden, proprio su una Honda ufficiale. L'anno successivo la Honda lo richiama al suo Team, affiancandolo a Pedrosa e gli fornisce una moto ufficiale. Dopo vari assalti falliti al podio, in Gran Bretagna Dovi riesce finalmente a vincere una gara in MotoGP, entrando nell'esclusivo club dei piloti che sono riusciti a vincere in tutte le categorie in cui hanno partecipato. Confermato in Honda nel 2010 parte col piede giusto. Il ruolino di marcia delle prime 5 gare parla chiaro: tre secondi posti e un terzo, per un totale di quattro podi sui cinque disponibili. Quest'anno Dovi c'è! E resta nel gruppo dei candidati al titolo fino alla terzultima gara. In Australia, costretto al ritiro per un guasto meccanico, abdica alle speranze iridate e conclude la stagione al quinto posto generale, ma nonostante la stagnazione dei risultati ogni anno Andrea mette in cascina più punti e dimostra la sua crescita. Il 2012 è un anno di svolta. Lascia la Honda HRC e si accasa al secondo team in Yamaha, il team Tech3. Una volta vestito di Rosso, Dovi fa il meglio possibile con una moto oggettivamente indietro con lo sviluppo. Non va oltre un quarto posto in Francia e conclude l'anno come ottavo Centauro al mondo. I primi risultati arrivano già l'anno successivo. Nel 2014 torna sul podio in tre occasioni e in Giappone riesce a conquistare la pole position e il record della pista. Continua la sua altalena di risultati. Nel 2015 non va oltre a tre podi, senza vittorie, e conclude la stagione settimo. Nel 2017 la Ducati è finalmente pronta per un assalto al titolo, frutto del lavoro e del sacrificio in fase di sviluppo del Dovi. Andrea è in lotta per il titolo per tutto il corso della stagione. Il motorone desmodromico della rossa è finalmente maturo, sia in termini di potenza (è il motore con le velocità di punta maggiori) sia in termini di affidabilità. Il mondiale si decide all'ultima gara, a Valencia, dove Marc Marquez riesce, a causa di una caduta del centauro italiano, a intascarsi il Mondiale. La campagna 2017 di Dovizioso si conclude così al secondo posto. Nel 2018 la storia è molto paragonabile. Secondo posto definitivo, con tanti podi ma anche troppe sbavature dettate da errori personali o da incidenti in cui è invischiato. Il motore Ducati si conferma una certezza, tanto che riesce a registrare il record assoluto di velocità sfrecciando al Mugello a 356,4 km/h. Nel 2019 si presenta ai nastri di partenza come uno dei favoriti. Parte fortissimo vincendo in Qatar e raggiungendo Biaggi nella classifica degli italiani più vincenti in Classe Regina. Nel 2020 Dovi matura la decisione che ha bisogno di cambiare. A metà stagione annuncia la sua volontà di lasciare Ducati per prendersi un anno sabbatico. Dopo l'anno sabbatico, Andrea ha qualche contatto e qualche test con un'altra nobile decaduta del motociclismo italiano, la Aprilia (che l'aveva scoperto in tenerissima età). Ma nonostante gli abboccamenti, non si conclude nulla di concreto. L'anno successivo rifirma con la casa del diapason ma annuncia il ritiro dal termine del GP di San Marino. Nonostante il fatto che non sia andato oltre a un mondiale nel Motomondiale, Andrea Dovizioso è stato uno dei centauri che hanno scritto pagine di storia del suo sport in un periodo dominato da miti come Rossi, Lorenzo e Marquez. Ma oggi è una giornata solo per lui. Tanti auguri Dovi! Arriva in classe regina nel 2008 dopo aver vinto il titolo mondiale in 125cc; impressiona tutto il paddock salendo sul podio a Sepang e terminando la stagione col quinto posto. L’anno successivo è pilota ufficiale Repsol Honda, dove resta fino al 2011. Nel 2012 approda in Yamaha nelle fila della scuderia Tech3 al fianco di Cal Crutchlow. Dal 2013 Dovizioso veste i colori della casa di Borgo Panigale, lavora allo sviluppo della moto e diventa progressivamente il pilastro del costruttore emiliano. La seconda vittoria nella massima categoria di Dovi arriva nel 2016 in Malesia, sul bagnato. Il 2017 gli regala sei vittorie diventando uno dei principali contendenti al titolo. Termina il campionato col secondo posto. Nel 2018 per il secondo anno consecutivo chiude alle spalle del campione del mondo, ripetendosi nel 2019. Nel 2020, nonostante la vittoria al Red Bull Ring, annuncia la sua decisione di prendersi un anno sabbatico. La pausa è breve visto che ad aprile 2021 è impegnato a Jerez per provare la nuova Aprilia RS-GP. La casa di Noale ben presto annuncia che quello sarebbe stato parte di un programma di test più esteso. Dopo la pausa estiva, con l'annuncio del ritiro di Valentino Rossi e il divorzio di Maverick Viñales dalla Yamaha, il forlivese ha l'occasione di tornare - questa volta col Petronas Yamaha SRT in occasione del GP Octo di San Marino e della Riviera di Rimini - per il resto della stagione. Nel 2022 difende i colori del nuovo WithU Yamaha RNF MotoGP Team. È difficile ignorare il contributo dato dal pilota italiano Andrea Dovizioso alla Ducati nel secondo decennio del nuovo millennio. Uno dei piloti moderni di maggior successo della MotoGP con 15 vittorie (tutte tranne una con la Ducati) e 62 podi all'attivo, l'arrivo di Dovizioso in Ducati è coinciso, seppur qualche mese dopo, con quello dell'ingegner veneto Luigi Dall'Igna come Direttore Generale Ducati Corse. Nel 2016 Dovizioso ha ottenuto la sua prima vittoria in MotoGP in sette anni a Sepang (Malesia), mentre l'anno successivo ha trovato il passo in più necessario per lottare per il titolo con sei vittorie nel corso della stagione, ma Marquez, che ha anche ottenuto sei vittorie, ha conquistato il titolo nel round finale a Valencia. Dovizioso è finito tra i primi cinque in 10 delle sue prime 13 stagioni in MotoGP ed è stato probabilmente uno dei migliori piloti della MotoGP a non vincere il titolo Mondiale. I piloti, i progettisti e i designer che hanno segnato l’ultimo decennio di Ducati. - Società a Socio Unico - Società soggetta all’attività di Direzione e Coordinamento di AUDI AG. Tutti i diritti riservati. P. Campioni Sportividata di nascita: domenica 23 marzo 1986 (40 anni fa)Andrea Dovizioso: Nato a Forlimpopoli (in provincia di Forlì-Cesena), è un ex pilota motociclistico italiano, campione del mondo della classe 125 nel 2004.L'anno dopo è passato alla 250 sempre con la Honda (secondo posto nel 2006 e nel 2007). Dal 2008 gareggia nella classe MotoGP, nel 2012 in sella ad una Yamaha e, dall'anno seguente, ad una Ducati. In tredici stagioni si è classificato tre volte secondo (2017, 2018 e 2019), una volta terzo (2011), sesto (2009), settimo (2015) e ottavo (2013), due volte quarto (2012 e 2020), quattro volte quinto (2008, 2010, 2014 e 2016). Nel 2021 è di nuovo alla guida di una Yamaha ma si classifica al ventiquattresimo posto. Oscar Vault cambia logo e diventa marchio: tutto quello che c’è da sapere Dopo essere nata come community online, Oscar Vault diventa anche il marchio delle collane Oscar Fantastica, Fabula, Romance, Draghi, Ink, e per questo il suo aspetto cambia. 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- Championship iniziali in 125 cm³ e 125cc, con esordi e prima vittoria in classi minori.
- Promozione in MotoGP con Honda, poi passaggio a Yamaha e Ducati, sviluppo e successi significativi.
- Primissime vittorie in MotoGP, lotte al titolo tra 2017 e 2019, con Ducati come motore trainante.
- Momenti chiave: vittorie in Malesia 2006, dominio Ducati dal 2016 al 2019 e decisioni di pausa nel 2020-2021.
- Ruolo storico: tra i migliori piloti senza aver vinto il Mondiale, contributo allo sviluppo Ducati Corse.
Andrea Dovizioso è una figura determinante nella storia recente della MotoGP, noto per la costanza, la resistenza al cambiamento e la capacità di guidare con una filosofia di sviluppo continuo.
