Dove e nato Giulio Pellizzari, il ciclista marchigiano emergente destinato a crescere nel panorama internazionale
La stagione 2025 di Giulio Pellizzari è stata strabiliante. Pellizzari è uno dei ciclisti per il quale viene usata, da diversi anni, l’etichetta “nuovo Vincenzo Nibali”.
Nella sua prima parte di stagione si è mostrato capace di grandi imprese: al Giro d’Italia 2025 ha rivestito i panni di capitano della sua squadra, classificandosi sesto e conquistando la maglia bianca in una stagione che lo ha visto crescere di livello gareggiando contro i migliori al mondo.
Un 2025 pieno di novità e ostacoli da superare
Nel 2025 Pellizzari ha capitalizzato al meglio le occasioni avute. Non era però tutto facile: il percorso della corsa ha presentato prove dure e il ragazzo si è trovato a dover gestire anche imprevisti e periodi non ideali di forma.
Verso metà stagione, però, lo sloveno ha terminato la sua corsa tra le difficoltà, cadendo negli sterrati tra Gubbio e Siena e ritirandosi alla diciassettesima tappa; Pellizzari, che aveva ottenuto la luce verde durante la quindicesima tappa, ha reagito con una prestazione notable, chiudendo terzo in una tappa di oltre 200 chilometri e circa 5.000 metri di dislivello positivo.
«Nella settimana finale della competizione ho continuato a guadagnare posizioni e sono arrivato sesto, corrando come un ragazzo positivo, leggero ma non in senso superficiale», ha raccontato Pellizzari. Il carisma lo contraddistingue e molti lo hanno paragonato ai grandi Campioni del passato.
Voci sul futuro: Evenepoel, gruppo e continuità
In squadra arriva un nuovo Campione assoluto come il doppio oro Olimpico di Parigi 2024 Remco Evenepoel. Come cambieranno le cose? Pellizzari ha scherzato: «Abbiamo già organizzato una partita di calcetto».
Da poco, Pellizzari ha attraversato l’Europa per allontanarsi dalla routine quotidiana: ha lasciato la casa di nonna Clara a Casalgomberto per raggiungere Bologna e da lì volare in Romania per il Sibiu Cycling Tour, dove ha preso parte a una gara importante nonostante le difficoltà legate a diverse condizioni del territorio.
Nelle Marche e nel mondo intorno a lui, Pellizzari ha costruito una rete di sostegno familiare e professionale: la gabbia dorata di affetto e supporto tecnico lo accompagna insieme a Stefano Casagranda e Caterina Giurato, con la figlia Andrea che corre per BePink. Il padre Achille, ex poliziotto e corridore, ha accompagnato i figli nel mondo della disciplina, fornendo esempi di dedizione e disciplina.
La crescita e la formazione: la strada verso l’obiettivo Giro
Dal punto di vista sportivo, Pellizzari ha lavorato in continuità con Leonardo Piepoli, mantenendo una routine di allenamento costante e condividendo piani, obiettivi e riflessioni quotidiane. «Seguo grandi corridori, conosco bene il mondo del ciclismo e confronto spesso con i miei allenatori», ha dichiarato.
A 22 anni, Pellizzari vede il podio del Giro d’Italia come possibile realtà. L’ultimo italiano vincitore del Giro fu Vincenzo Nibali nel 2016; dopo di lui, i podi italiani hanno avuto alti e bassi, con emergenti come Pellizzari che mirano a scrivere nuove pagine della storia.
Il percorso del Giro d’Italia 2026 e le prospettive
Il percorso del Giro d’Italia 2026 è stato definito adatto a Pellizzari, con una prima salita severa sul Blockhaus, una lunga cronometro di 40 km, e tappe alpine con dislivelli notevoli. Il contesto resta competitivo: Jonas Vingegaard resta uno degli avversari più forti, mentre altri nomi di rilievo includono Egan Bernal, Enric Mas, Ben O’Connor, e Adam Yates.
La presenza di Remco Evenepoel in squadra aumenta le opportunità ma anche le responsabilità per Pellizzari, il quale dovrà dimostrare continuità e determinazione per competere ai massimi livelli nelle tre settimane della corsa rosa.
Radici, formazione e identità
Giulio Pellizzari è originario di San Severino Marche (Macerata) e ha iniziato a correre all’età di sette anni, seguendo le orme del padre e della famiglia che gli ha fornito sostegno costante. Camerino, la sua città natale, si è rivelata fondamentale nella sua crescita sportiva, offrendo luoghi ideali per allenarsi e una cultura che valorizza la disciplina e la dedizione.
Il ciclismo ha insegnato a Pellizzari a vivere: ciò che accade sulle due ruote si riflette anche nella vita quotidiana. A 20 anni, dopo tredici anni di attività, sente di essere cresciuto come corridore e come persona, mantenendo la passione e la curiosità per scoprire costantemente posti nuovi.
Il supporto personale e professionale
La carriera di Pellizzari è stata accompagnata da una rete di sostegno: amici, familiari, collaboratori tecnici e compagni di squadra hanno contribuito a modellare la sua crescita. Le esperienze della sua vita, inclusi i ricordi legati al terremoto del 2016, hanno forgiato la sua resilienza e la sua attitudine positiva durante le sfide sportive.
A livello di obiettivi, Pellizzari ha spiegato di voler continuare a vestire la maglia azzurra e di competere per risultati di rilievo anche nelle gare internazionali, concentrandosi sullo sviluppo personale e tecnico.
In sintesi, Giulio Pellizzari è un giovane corridore marchigiano che ha già mostrato di possedere talento, carattere e una forte motivazione per diventare uno dei protagonisti del ciclismo italiano e internazionale nei prossimi anni.

