Corona dentale in giornata: come funziona, quali materiali scegliere e quando il flusso CAD/CAM è la soluzione ottimale
Una corona dentale in giornata è una protesi fissa progettata e fresata in studio grazie al flusso digitale CAD/CAM, che permette di consegnare il manufatto in una singola seduta di circa 1,5-3 ore. La promessa del "dente in un giorno" è diventata uno degli slogan più ricorrenti nella comunicazione odontoiatrica degli ultimi anni.
La tecnologia CAD/CAM esiste davvero, è ormai matura, ed è stata validata da un'ampia letteratura clinica. Tuttavia, la semplificazione pubblicitaria tende a presentarla come una soluzione universale, applicabile a qualsiasi paziente e a qualsiasi situazione protesica. Comprendere come funziona davvero il CAD/CAM, cosa accade nelle ore che il paziente trascorre in studio, quali materiali vengono utilizzati e in quali casi il flusso tradizionale con laboratorio resta la strada più corretta, è il punto di partenza per una decisione consapevole.
Il concetto di corona in giornata nasce negli anni Ottanta con i primi sistemi CEREC, sviluppati per ridurre i passaggi tra studio e laboratorio e per eliminare la necessità della corona provvisoria tra una seduta e l'altra. Da allora, l'evoluzione degli scanner intraorali, dei software di progettazione e delle frese a controllo numerico ha reso possibile un flusso completamente digitale, dal rilievo dell'impronta fino alla consegna del manufatto finito. Il problema non è la tecnologia in sé, ma la narrazione che la accompagna nel marketing odontoiatrico.
Frasi come "qualsiasi corona in un'unica seduta" o "mai più impronte tradizionali, mai più provvisori" rischiano di creare aspettative che non corrispondono alla varietà delle situazioni cliniche. Semplificare la scelta protesica riducendola a una questione di tempo è fuorviante sul piano clinico. La domanda corretta non è "quanto ci vuole per avere la corona", ma "quale soluzione protesica garantisce la migliore integrazione funzionale, biologica ed estetica nel caso specifico".
Scansione intraorale: uno scanner 3D acquisisce la geometria del moncone, dei denti adiacenti e dell'arcata antagonista. Progettazione CAD: il software ricostruisce la morfologia della corona tenendo conto dei contatti occlusali, dei punti di contatto interprossimali e del profilo di emergenza. Milling: una fresa a controllo numerico scolpisce il blocchetto di materiale ceramico seguendo le coordinate del file digitale.
Non tutti i materiali protesici sono utilizzabili nel flusso CAD/CAM in giornata. Disilicato di litio: ceramica vetrosa rinforzata, offre una resa estetica eccellente per incisivi, canini e premolari. Richiede cementazione adesiva per sfruttare al massimo le proprietà meccaniche. Zirconia monolitica: materiale ad altissima resistenza meccanica, indicato per i settori posteriori dove le forze masticatorie sono elevate. Impianti appena inseriti: dopo il posizionamento di un impianto servono settimane o mesi di osteointegrazione prima di caricarlo con la corona definitiva.
Una corona singola in giornata richiede in media tra 1,5 e 3 ore di permanenza in studio, suddivise tra preparazione, scansione, progettazione, fresatura, cottura e cementazione. La decisione su come realizzare una corona non dovrebbe partire dalla tecnologia disponibile, ma dalla diagnosi del singolo caso. Una valutazione clinica accurata include l'esame del dente residuo, radiografie endorali o cone beam se indicate, analisi dell'occlusione, valutazione estetica con fotografie cliniche e rilievo del colore. Nei nostri studi odontoiatrici Adamanti, questa valutazione rappresenta lo standard preliminare a qualsiasi proposta protesica. La tecnologia è uno strumento al servizio della diagnosi, non una scorciatoia.
No. Il flusso CAD/CAM chairside è indicato per corone singole su denti posteriori, intarsi e alcuni restauri anteriori con esigenze estetiche moderate. Non è adatto per riabilitazioni multiple, corone estetiche con caratterizzazioni cromatiche complesse, carichi immediati su impianti appena inseriti o casi con instabilità gengivale. Dipende dal tipo di caso. Per corone singole posteriori in zirconia monolitica o disilicato di litio, la letteratura scientifica mostra tassi di sopravvivenza clinica sovrapponibili a quelli delle corone realizzate in laboratorio. Per restauri anteriori con stratificazione cromatica complessa, invece, la ceramica stratificata manualmente dal tecnico odontotecnico offre un risultato estetico difficilmente replicabile con il milling di un blocchetto monolitico.
Il costo di una corona CAD/CAM in giornata varia in funzione del materiale (disilicato di litio o zirconia), della complessità del caso e dell'eventuale necessità di trattamenti preliminari come la devitalizzazione o la ricostruzione del moncone. Non sempre. La devitalizzazione è indicata solo quando la polpa dentale è infiammata o necrotica, o quando la preparazione per la corona espone camera pulpare. Un dente vitale con struttura residua sufficiente può ricevere una corona senza devitalizzazione preliminare. Il momento ottimale per una valutazione è prima che la situazione peggiori: un dente scheggiato o una corona fratturata esposti nel tempo possono portare a infiltrazioni cariose profonde, frattura del moncone residuo o coinvolgimento della polpa, rendendo il percorso protesico più complesso.

