Velocità massima nello short track: dinamiche, regole e strumentazioni
Campo di gara. Il patinatore gareggia in senso antiorario su una pista ghiacciata, detta ovale, lunga 111,12 m e delimitata nelle curve da sette piccoli blocchi di gomma; nel caso in cui la curva venga effettuata dall'atleta all'interno dei blocchi scatta la squalifica immediata. Data l'esiguità dell'anello, le curve rappresentano una percentuale altissima del tracciato: gli atleti le affrontano con il corpo inclinato e la mano interna in leggero appoggio sul ghiaccio. Regole. La particolarità dello short track è la partenza in gruppo: fino alla distanza di 1000 m il regolamento prevede un massimo di quattro partecipanti; oltre quella distanza il numero sale a sei. Le gare si svolgono con la formula dell'eliminazione diretta; attraverso diverse batterie si giunge alla finale a quattro. Nelle staffette i quattro pattinatori componenti la squadra si danno il cambio volante con una spinta sulla schiena, alternandosi a discrezione ogni giro e mezzo o due. Non è ammesso contatto fisico tra gli avversari, se non accidentale, pena la squalifica. Nel caso della staffetta, se un atleta cade a terra un compagno deve raggiungerlo dalla linea di partenza, toccarlo e continuare la gara. Le distanze delle gare individuali contemplano i 500 m (quattro giri e mezzo dell'ovale), 1000 m (nove giri), 1500 m (tredici giri e mezzo) e 3000 m (ventisette giri), mentre le gare a staffetta sono disputate sui 3000 m dalle donne e sui 5000 (quarantacinque giri) dagli uomini. A differenza dei Campionati europei e mondiali nei Giochi olimpici le medaglie vengono assegnate per ogni singola specialità maschile e femminile, oltre che nelle staffette. Tre sono i falli che comportano squalifica: il crosstrack, ovvero taglio della strada a un avversario in procinto di sorpasso; l'impending, ovvero la caduta o il rallentamento provocati ai danni dell'avversario nel momento del sorpasso; e il kicking-out, ovvero un movimento pericoloso effettuato con le lame. A Pechino 2022 si aggiunge la gara a staffetta mista. Questa gara era presente anche alle Olimpiadi Giovanili Invernali del 2012. Ogni squadra sarà composta da quattro atleti: due donne e due uomini. La competizione prevede una gara di 2000 metri, in cui quattro pattinatori percorrono 18 giri di pista. Equipaggiamento. Lo short track, rispetto alle altre discipline del ghiaccio, si pratica con pattini con la lama più lunga, decentrata e piegata nel senso della curva, completati da una calzatura elastizzata che copre il piede fino alla caviglia. Da Torino 2006 sono diventate obbligatorie, per la sicurezza degli atleti, le tute prodotte con un materiale a prova di taglio, il casco, i parastinchi e il collarino in gomma piuma. La disciplina deriva dal pattinaggio di velocità su ghiaccio, dal quale si differenzia per la minore lunghezza della pista e la partenza in gruppo. Nasce infatti agli inizi del Novecento tra il nord degli Stati Uniti e il Canada dove spesso i pattinatori, non avendo a disposizione ovali da 400 m, si allenavano sui campi da hockey, quindi da 111 m. Di qui la denominazione di short track, «pista corta». Nel 1906 si svolge la prima gara di sperimentale; nel 1910, sempre nel Nord America, viene organizzata la prima gara ufficiale. Ai Giochi Olimpici invernali del 1932 a Lake Placid le gare di pattinaggio di velocità si svolgono, proprio come avviene per lo short track, invece che con la consueta modalità a coppie, con la partenza in gruppo. Nel 1967 lo short track ottiene dall’ISU il riconoscimento di disciplina sportiva vera e propria. Nel 1981 in Francia, a Meudon-la-Forêt, si svolge il primo Mondiale riconosciuto internazionalmente. Ai Giochi invernali di Calgary del 1988 viene ammesso in qualità di disciplina dimostrativa, e nell'edizione successiva di Albertville entra nel programma olimpico con la prova individuale maschile (1000 m) e femminile (500 m), e quelle a staffetta (5000 m per gli uomini e 3000 m per le donne). Dall'Olimpiade di Lillehammer del 1994 si svolgono anche la prova individuale maschile sui 500 m e femminile sui 1000 m. Ai Giochi di Salt Lake City del 2002, infine, entra nel programma la gara sui 1500 m, sia maschile sia femminile. Dal 1997 (edizione di Malmri) vengono organizzati anche dei Campionati europei. In Italia lo short track si diffonde a partire dagli anni Ottanta con buoni risultati a livello europeo. Sulla scena internazionale il lungo predominio del Canada è stato attaccato dal Giappone e dagli Stati Uniti e, in tempi più recenti, da Corea del Sud e Cina dove è molto popolare. Per l’Olimpiade invernale di Milano Cortina, lo short track è concentrato in un blocco molto “televisivo”: dal 10 al 20 febbraio 2026. C’è un’immagine che spiega lo short track meglio di mille definizioni: una curva da prendere al limite, gomito a gomito, con il rumore delle lame sul ghiaccio e una balaustra protetta da padding pronta a “prendere” chi sbaglia di un nulla. È uno sport rapidissimo, tattico e spesso imprevedibile: non è solo cronometro, è posizione, è scia, è tempo. Per l’Olimpiade italiana, lo short track è concentrato in un blocco molto “televisivo”: dal 10 al 20 febbraio 2026. Il dato più solido per farsi un’idea arriva dai 500 metri, la distanza sprint per eccellenza: con un record mondiale in 39.505 secondi, la velocità media è circa 45,6 km/h. In gara, soprattutto quando il gruppo si compatta e l’uscita di curva diventa una fiondata, diverse guide del settore riportano picchi che possono arrivare intorno ai 48 km/h. Lo short track vive su una pista standard da hockey: la superficie deve essere almeno 60 × 30 m. I marker non sono un dettaglio estetico: sono parte della geometria della pista. In ogni curva ce ne sono sette, e non vengono fissati al ghiaccio (così, in caso di contatto, non diventano un pericolo rigido). Poi c’è la parte che il pubblico percepisce anche senza conoscerla: la sicurezza. Perché proprio 111,12? È una misura standard internazionale: rende ripetibile la gara ovunque e permette di tradurre facilmente distanze e giri. Per orientarsi serve un trucco semplice: nello short track i giri sono pochi, ma ogni giro conta “doppio”. Il formato è quasi sempre a eliminazione: si parte da batterie (heats/qualificazioni) e si avanza verso quarti, semifinali e finali. La gestione di partenze e irregolarità è parte integrante dello spettacolo. Se le gare individuali sono scacchi a 45 km/h, le staffette sono la stessa partita… ma con più variabili. Nello short track, fare il nome “giusto” è difficile perché una gara può essere decisa da una penalità o da un contatto. Courtney Sarault: stagione 2024-25 chiusa al n. A Milano Cortina 2026 lo short track avrà anche un’Italia molto presente e trasversale, con 10 convocati (5 uomini e 5 donne) e riserve, e soprattutto con l’ambizione di essere competitiva nelle tre staffette oltre che nelle prove individuali. Vai alla navigazione principaleVai al contenutoVai al footerAccedi8 agosto 2026IlSole24OreTVNavigaSerieGalleryPodcastBrand ConnectAbbonatiAccediShort Track: velocità e coraggio in pista Battiti olimpici 31 gennaio 2026Prosegue il racconto della preparazione degli azzurri verso MiCo ’26 con gli atleti dello Short Track all’Istituto di Medicina dello Sport. Per loro non conta solo essere i più veloci: in uno sport fatto di curve, contatti e scelte fulminee, per vincere bisogna saper leggere il caos. La posizione dei partiti è nota
“Una curva da prendere al limite” descrive bene l’essenza: lo short track è rapidissimo, tattico e spesso imprevedibile. La pista è un ovale di 111,12 metri, con sette curve per giro, e la sicurezza è centrale: i blocchi ammortizzano gli impatti e la protezione personale è rafforzata da tute taglio-protette, casco, parastinchi e collarino in gomma piuma. Dal punto di vista storico, lo short track nasce tra Canada e Stati Uniti agli inizi del Novecento, si diffuse in Europa e Asia e ottenne riconoscimenti ufficiali dall’ISU nel 1967, entrando infine nel programma olimpico nel 1992-1994 con diverse prove individuali e a staffetta. Oltre a privilegiarne la velocità, la disciplina premia l’uso strategico della posizione e della scia, con giri da contare doppio e batterie che conducono a finali spesso fotofinish. L’evoluzione tecnologica ha reso i pattini più lunghi e decentrati per aderire meglio alle curve, mentre l’equipaggiamento protettivo ha reso gli atleti più sicuri in un contesto di gare ravvicinate. Promessa di Milano Cortina 2026 è una forte presenza italiana, con una squadra ampia e competitiva nelle tre staffette e nelle prove individuali, confermando l’Italia tra le nazioni di riferimento della disciplina.
Prestazioni e velocità massime nello short track
Il 500 metri resta la distanza chiave per la velocità esplosiva: il record mondiale è 39,505 secondi, con una velocità media di circa 45,6 km/h; picchi di circa 48 km/h vengono segnalati quando il gruppo esce dalla curva con potenza. In gare intensamente tattiche, la lunghezza della pista e i rifornimenti di energia fanno la differenza: la gestione di partenze, posizioni e sopravvivenza nelle curve determina spesso l’esito più che la pura accelerazione. Il gigante del palinsesto olimpico è la combinazione di tecnica, lucidità e coraggio, non solo di velocità pura. La pista standard da hockey richiede dimensioni almeno 60 × 30 m, e i sette marker per curva sono sagomati in modo da non costituire un pericolo rigido in caso di contatto. In una gara, la testa del gruppo trova spesso momenti chiave nelle curve degli ultimi giri, dove il distacco è minimo e la decisione di sorpasso è cruciale.
Strategia, tattica e spettacolo
Lo short track è uno sport dove la tattica ha un peso determinante: leggere la gara, scegliere il momento giusto per il sorpasso e mantenere una posizione favorevole sono spesso più rilevanti della velocità massima. Ogni batteria racconta una storia diversa: protagonisti, ritmo, traiettorie e dinamiche di gruppo variano, con cadute, recuperi e finali al fotofinish che fanno parte dell’identità della disciplina. Il formato a eliminazione richiede gestione oculata delle partenze e delle irregolarità, perché una penalità o un contatto può cambiare l’esito di una gara. In staffetta, il cambio volante e la coordinazione tra i quattro atleti introducono ulteriori variabili strategiche, con la squadra che può decidere di accelerare o gestire le energie a seconda delle fasi della corsa.
- Curva: sette blocchi mobili per giro definiscono la geografia della pista e la sicurezza del passaggio.
- Partenze: la partenza in gruppo premia la scelta del momento di sorpasso e la gestione del caos iniziale.
- Regole: tre falli principali (crosstrack, impending, kicking-out) possono sancire la squalifica.
- Equipaggiamento: pattini con lama lunga, tuta taglio-protetta, casco, parastinchi e collarino
- Storia: evoluzione dall’uso di ovali di 111 m all’ovale moderno di 111,12 m e riconoscimenti ISU

I marker lungo la pista non sono accessori, ma elementi strutturali della geometria della corsa, e la curva è dove si concentra la maggior parte dell’impegno tecnico e fisico. Il pubblico percepisce subito l’essenza dello sport: velocità, contatto minimo, tattica e spettacolo in un contesto di gara ravvicinata. Con l’avvento della TV e del formato “block” di Milano Cortina 2026, lo short track diventa uno spettacolo televisivo in cui la valenza sportiva è accompagnata dalla gestione della spettacolarità, senza rinunciare alla sicurezza.
Il panorama internazionale mostra una competizione molto equilibrata tra Canada, USA, Corea del Sud e Cina, con apparizioni significative di Giappone e Paesi europei. Kristen Santos-Griswold, William Dandjinou, Jens van ’t Wout, Arianna Fontana e Park Ji-won sono esempi di atleti che hanno caratterizzato la scena recente, sia in sala prove sia alle Olimpiadi e ai World Tour ISU.
