Campioni del Tandem: Dalle Paralimpiadi ai Titoli Mondiali, una Storia di Passione e Sinergia
Il ciclismo su tandem, specialità che richiede un'intesa quasi telepatica tra i due atleti, ha visto nel corso degli anni emergere storie di successo e dedizione, che spaziano dalle competizioni paralimpiche ai massimi livelli olimpici. La provincia di Lodi, con Codogno come teatro, ha recentemente ospitato i campionati italiani assoluti di paraciclismo, assegnando titoli in diverse categorie, tra cui la MB dedicata ai non vedenti. Qui, una nuova e promettente coppia ha conquistato la prova in linea: Lorenzo Bernard e Davide Plebani.

Dalle Vele alla Pista: La Nuova Carriera di Lorenzo Bernard
Lorenzo Bernard è un esempio emblematico di come la passione per lo sport possa portare a reinventarsi e a raggiungere traguardi in discipline differenti. Proveniente dal mondo del canottaggio, Bernard ha partecipato alle Paralimpiadi di Tokyo 2020, dimostrando una notevole capacità di adattamento e una forte mentalità agonistica. Dopo l'esperienza olimpica, ha deciso di spostare il suo focus sul ciclismo, trovando nel tandem la sua nuova sfida. "Ho sempre avuto la passione verso il ciclismo," racconta Bernard, "e dopo Tokyo mi sono messo alla prova. Ho iniziato a girare in tandem con degli amici e pedalavo per il semplice gusto di farlo."
La sua transizione nel mondo del ciclismo su tandem è stata facilitata dall'incontro con il commissario tecnico della nazionale, Addesi, che lo ha messo in contatto con Davide Plebani. Sebbene Plebani fosse già impegnato con un altro compagno, l'opportunità di formare una nuova coppia per il campionato italiano si è presentata a giugno, portando a un successo quasi immediato.
La Chiave dell'Affiatamento: Sintonizzazione Fisica e Mentale
La costruzione di una coppia di tandem vincente e affiatata non avviene in poche settimane. Come ammette Bernard, "Più si pedala insieme, più si crea affiatamento, dobbiamo creare un’unione. Bisogna essere in totale sintonia ed avere anche fisici e caratteristiche simili." In questo senso, la somiglianza tra Bernard e Plebani si è rivelata un vantaggio significativo: entrambi condividono la stessa età, peso e altezza, caratteristiche fisiche che hanno indubbiamente favorito la loro sintonia.
L'apertura e la fiducia reciproca sono state fondamentali. Davide Plebani ha aperto le porte di casa sua a Lorenzo, ospitandolo frequentemente a Sarnico per gli allenamenti. "Il feeling in bici si crea man mano, serve totale fiducia e devi capire cosa vuole fare la guida," sottolinea Bernard.
Ercole Spada, presidente del Team Equa, ha lodato l'impegno di Plebani: "Quello che ha fatto Plebani non è da tutti. Sia Davide che Lorenzo sono due persone d’oro, anche il fatto di aprire le proprie porte di casa ad un estraneo è bellissimo."
L'Esperienza della Guida: Responsabilità e Sensibilità
Davide Plebani, atleta della Polizia, ha condiviso la sua esperienza nel diventare una guida su tandem. Inizialmente, era stato indirizzato da Spada per fare da guida a un altro atleta, ma pochi mesi dopo si è trovato in coppia con Lorenzo. "Sono rimasto stupito del livello che ho trovato in queste competizioni, sono tornato ad allenarmi seriamente," afferma Plebani. La sua dedizione si è manifestata nell'ospitare Bernard a casa sua per quattro settimane, allenandosi tre giorni a settimana. Anche la sua compagna, Elisa Balsamo, ha offerto supporto.
La figura della guida su tandem è cruciale. Plebani spiega: "Sul tandem la guida ottima è quella che pensa anche per chi ha dietro. Se una delle due parti “salta”, il tandem non va più avanti. Sono io che gestisco la bici: cambio il rapporto, guido e do le indicazioni a Lorenzo. Prima pensavo solo a me stesso, ora invece devo farlo anche per lui." La sua sensibilità è fondamentale per percepire le sensazioni di Bernard e correggerle.
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Sfide e Adattamenti nella Categoria Non Vedenti
Le competizioni ciclistiche per non vedenti presentano sfide uniche. Plebani evidenzia la complessità della categorizzazione: "Non è stato facile, nel ciclismo le categorie dedicate ai non vedenti sono tutte insieme, quindi c’è grande differenza tra avere alle spalle un ipovedente o un non vedente come Lorenzo."
La comunicazione diventa essenziale, soprattutto quando l'atleta non vedente ha anche problemi di udito, come nel caso di Lorenzo Bernard. "Al campionato italiano mi è capitato spesso di guidarlo anche con la voce," racconta Plebani. "Dovete sapere che i non vedenti si regolano con l’udito, capiscono che un avversario sta attaccando dal rumore della cambiata. Lorenzo, però, nel suo incidente ha perso anche l’udito, ad un certo punto in gara ci hanno attaccato ed io ho aumentato il ritmo. Stavo facendo una fatica enorme, ad un certo punto guardando i nostri dati al ciclocomputer mi sono reso conto che Lorenzo non spingeva a tutta." Questa situazione ha richiesto a Plebani un ulteriore livello di attenzione e capacità di lettura della situazione.
Prospettive Future e la Magia Cremisi
Nonostante siano una coppia nuova, Bernard e Plebani guardano al futuro con ottimismo. "Ora andremo a Livigno con la nazionale a fare un ritiro," dice Bernard, "e non vedo l’ora di affinare la tecnica con Davide. Siamo l’unica coppia nuova, gli altri lavorano insieme da inizio anno, però andiamo forte."
La loro recente vittoria al campionato italiano è solo l'inizio: "Non abbiamo ancora festeggiato la vittoria del campionato italiano," conclude Plebani, "aspettiamo i mondiali e gli europei."
L'articolo menziona anche altre realtà sportive che promuovono l'inclusività, come le Fiamme Cremisi, una società che vanta successi in diverse discipline paralimpiche e non. Tra queste, spiccano i titoli italiani tandem non vedenti di Beatrice Cal e un secondo posto maschile a seguito di una foratura. La società si distingue anche per l'organizzazione di giornate di "Open day" che coinvolgono persone con disabilità visive, donne operate al seno e ragazzi autistici, dimostrando un impegno a 360 gradi verso lo sport inclusivo.

L'Eredità Olimpica del Tandem Italiano: Angelo Damiano e la Vittoria di Roma 1960
La storia del ciclismo su tandem italiano è costellata di successi memorabili, tra cui spicca la medaglia d'oro conquistata da Angelo Damiano e Sergio Bianchetto alle Olimpiadi di Tokyo 1964. Damiano, napoletano di nascita, ha avuto una carriera ricca di successi nella velocità su pista, iniziando fin da giovane e tesserandosi un anno prima dell'età canonica per competere. Ha frequentato la storica pista dell'Arenaccia a Napoli e ha fatto parte della Scuola Fausto Coppi, affinando la sua tecnica sotto la guida di Guido Costa.
Tra i suoi ricordi più vividi, Damiano menziona la "Medaglia" di Parigi del 1959 e la magica pista del Vigorelli di Milano, dove ha provato inizialmente una forte vertigine a causa delle ripide curve. Tuttavia, ha saputo superare questa paura, conquistando nel 1963 l'oro della velocità ai Giochi del Mediterraneo a Napoli, superando il fuoriclasse francese Daniel Morelon. Dopo un'esperienza da dilettante con la S.C. Padovani, Damiano è passato professionista, vestendo maglie di squadre prestigiose come Termozeta FBE, Ignis, Scic e Ferretti, prima di chiudere la carriera nel 1972 con la Conterosso Padova.
La vittoria olimpica del tandem italiano non è un evento isolato. Ai Giochi della XVII Olimpiade di Roma nel 1960, la coppia formata da Giuseppe Beghetto e Sergio Bianchetto conquistò l'oro nella specialità del tandem. Entrambi originari di Padova, classe 1939, i due atleti fecero enormi sacrifici per inseguire la loro passione: Beghetto si alzava alle tre del mattino per allenarsi prima di andare a lavorare come carpentiere meccanico, mentre Bianchetto faceva il guardiano di vacche.

La preparazione si svolse per venti giorni alle Frattocchie. Il commissario tecnico Guido Costa decise di schierare Beghetto al fianco di Bianchetto, fresco primatista del mondo sul chilometro da fermo, preservando Sante Gaiardoni per la prova di velocità. La gara si disputò in due giornate, con ventiquattro coppie al via. Gli azzurri non erano i favoriti, con Australia e Paesi Bassi dati per vincenti. Tuttavia, le sorprese non tardarono ad arrivare, con le eliminazioni premature delle squadre favorite.
L'Italia entrò in gara nei quarti di finale, superando gli Stati Uniti. In semifinale, affrontarono la forte coppia olandese, che cadde rovinosamente nel tentativo di attaccare gli azzurri. Nell'altra semifinale, i tedeschi sconfissero i sovietici. Il bronzo andò ai sovietici, mentre i Paesi Bassi non poterono disputare la finale per il terzo posto a causa degli infortuni subiti.
La finalissima vide l'Italia contrapposta alla Germania. Beghetto e Bianchetto studiarono gli avversari e nella prima manche presero subito la testa, vincendo con il tempo di 10”7. Nella seconda manche, dopo aver fatto credere ai tedeschi di essere ancora in fase di studio, i due azzurri partirono in volata con un colpo ad effetto, raggiungendo quasi i 90 km/h e lasciando di stucco gli avversari. Dodici anni dopo il successo di Terruzzi e Perona a Londra, il titolo del tandem tornò prepotentemente in Italia grazie a questi due ventunenni dalla simbiosi perfetta, che scrissero la storia di quell'indimenticabile 27 agosto 1960.
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