Allergia al polline: sintomi, diagnosi e gestione durante la stagione pollinica
All allergie poliniche si intendono una serie di disturbi che si manifestano nei soggetti allergici ai pollini: raffreddore con starnuti, naso che cola e si chiude, occhi arrossati, tosse e difficoltà di respirazione.
Gli allergici sviluppano una reazione specifica verso questi pollini e producono anticorpi IgE che, dopo il contatto con gli allergeni liberati dallo scioglimento dell’involucro protettivo del polline, inducono la reazione allergica.
Avviene ad esempio tra l’allergene maggiore della betulla e la frutta della famiglia delle Rosacee: mela, pera, pesca, albicocca, ciliegia, prugna.
La gestione della pollinosi richiede, innanzitutto, l'individuazione dell'allergene pollinico verso cui il soggetto è sensibile.
La terapia farmacologica preventiva si basa essenzialmente sull'assunzione di cromoni, che diminuiscono la sensibilità dell'apparato respiratorio nei confronti del polline allergenico.
Questi farmaci sono utilizzati per prevenire le reazioni allergiche e le crisi di asma bronchiale.
Per questo motivo, il trattamento andrebbe iniziato prima della possibile esposizione agli allergeni pollinici.
In particolare, l'inizio della terapia preventiva dovrebbe avvenire da due a quattro settimane prima della stagione di fioritura tipica della specie botanica che rende suscettibile il paziente allergico.
In seguito, il trattamento va proseguito per tutto il periodo a rischio, con assunzioni regolari del farmaco indicato.
Hanno effetti collaterali limitati, ma anche una brevissima azione, per cui vanno assunti a dosi molto ravvicinate.
La posologia varia secondo i casi clinici ed è stabilita dal medico.
Gli spray nasali ed i colliri decongestionanti non vanno utilizzati per un lungo periodo (non più di 2-3 volte al giorno, meglio se a cicli di una settimana, con qualche giorno di pausa), perché possono indurre effetti collaterali sistemici importanti: tachicardia, ipertensione, aritmie, senso d'irrequietezza, bruciore o prurito del naso e arrossamento degli occhi.
L'abuso di questi farmaci causa, inoltre, alterazioni atrofiche della mucosa nasale o danni ai vasi sanguigni a livello oculare.
Potrebbe essere necessario evitare i decongestionanti in gravidanza, in età avanzata o se si soffre di pressione alta (ipertensione).
Esistono anche decongestionanti in compresse (che hanno effetto più lento, ma prolungato) ma il loro impiego è meno diffuso, poiché possono causare una serie di effetti indesiderati (irritabilità, aritmia, tachicardia, vertigini, mal di testa, ansia e ipertensione).
Antistaminici - Gli antistaminici bloccano l'attività dell'istamina, una delle principali sostanze chimiche infiammatorie, rilasciate dal sistema immunitario, che intervengono nelle manifestazioni allergiche.
Questi farmaci possono aiutare a ridurre i segni e i sintomi clinici della reazione allergica come gonfiore, prurito, lacrimazione degli occhi, starnuti e naso che cola, ma producono un effetto minore sulla congestione nasale.
L'effetto si protrae per diverse ore.
Gli antistaminici andrebbero usati 1-2 volte al giorno al massimo per il periodo a rischio (meglio se con qualche giorno di pausa ogni tanto).
Questi farmaci richiedono la prescrizione medica, per via dei molti effetti collaterali: mal di testa, vertigini, nausea, epistassi, secchezza delle mucose, sonnolenza, bruciore nasale, lieve prurito agli occhi e tachicardia.
Non devono essere assunti durante la guida e non sono indicati per i bambini o le persone anziane.
I più recenti antistaminici orali (di nuova generazione) sono meno propensi a provocare sonnolenza e hanno meccanismo d'azione più selettivo.
Antileucotrieni - Questi farmaci hanno un'azione specifica contro i recettori dei leucotrieni, sostanze infiammatorie che sono liberate dai mastociti durante la reazione allergica.
Sono disponibili sotto forma di compresse e la dose va stabilita dal medico (in genere 1-2 compresse al giorno per tutto il periodo primaverile).
Altri possibili effetti collaterali includono infezioni delle alte vie respiratorie e mal di testa negli adulti, infezioni alle orecchie e mal di gola nei bambini.
Su Amazon è disponibile una lunga serie di rimedi naturali per il trattamento delle allergie dovute ai pollini.
Lo spray nasale Puressentiel vanta una efficacia scientificamente provata del suo effetto barriera anti-allergeni, ambientali e vegetali, presenti nell'aria e sui tessuti.
Previene i sintomi della rinite allergica: starnuti, naso che cola, naso chiuso, pruriti nasali e affaticamento respiratorio.
Idrata la mucosa nasale in modo sicuro ed efficace grazie alla combinazione di una soluzione salina, un agente filmogeno e un olio essenziale Bio di Eucalipto radiato, che genera un immediato comfort per la mucosa nasale e una sensazione di freschezza lenitiva.
L'integratore alimentare Nutriva Allergilen è a base di Ribes nero, Adathoda vasica, Piantaggine, Reishi, Perilla, Boswellia e Quercetina.
L'Adhatoda aiuta a fluidificare le secrezioni bronchiali, il Llantén favorisce la funzionalità delle vie respiratorie e delle mucose dell'apparato respiratorio e il Reishi e la Perilla contribuiscono alle difese naturali dell'organismo.
La dose giornaliera di questo integratore, studiato nella sua composizione per alleviare i sintomi delle allergie, è di una compressa al giorno con molta acqua.
Il collirio Optrex Actimist Spray 2in1 contro prurito e lacrimazione eccessiva, con la sua doppia azione lubrificante e reidratante, dona un rapido sollievo agli occhi dal danneggiamento dello strato lipidico del film lacrimale, che può essere dovuto ad allergie ai pollini o ad altri fattori ambientali (come l'aria condizionata).
I liposomi aiutano a ripristinare la barriera protettiva dell'occhio e grazie alla loro azione aiutano a donare sollievo dal prurito interno ed esterno all'occhio.
Questo collirio spray, pratico e facile da portare con sé, è semplice da applicare: basta spruzzare il collirio spray sulle palpebre chiuse.
Non è necessario reclinarsi all'indietro per la sua applicazione, assumendo posizioni scomode.
Contenuto sponsorizzato: My-personaltrainer.it presenta prodotti e servizi che si possono acquistare online su Amazon e/o su altri e-commerce.
Ogni volta che viene fatto un acquisto attraverso uno dei link presenti in pagina, My-personaltrainer.it potrebbe ricevere una commissione da Amazon o dagli altri e-commerce citati.
Per comprendere l’allergia al polline è necessario capire come funziona il meccanismo dell’allergia.
L’organismo reagisce anche in base a come l’allergene è introdotto: attraverso l’ingestione, ad esempio, oppure il contatto con la pelle o la respirazione.
I soggetti allergici sviluppano un insieme di manifestazioni sintomatologiche che determinano infiammazioni alla mucosa nasale, e ad altri tessuti delle vie aeree.
La stagione allergica pertanto può estendersi da marzo a ottobre.
Ma nei casi in cui si è allergici a più pollini, rimangono solo i tre mesi invernali come arco di tempo privo di sintomi.
Con le precipitazioni, c’è da aggiungere, è possibile una riduzione dei sintomi, perché i pollini sospesi nell’aria sono rimossi.
Come si fa a capire se si è allergici al polline? Prima di intraprendere la batteria di test necessari a capire quali pollini innescano la reazione allergica, l’allergologo svolge una anamnesi per capire lo stile di vita che il paziente conduce.
Una diagnosi che sia corretta deve prevedere anche dei test, cutanei o da svolgere con prelievo ematico.
il prick test, che consiste nella somministrazione, tramite un piccolo graffio con ago sterile, di diverse tipologie di allergene.
il prist test, un esame del sangue per il dosaggio delle IgE totali.
Esistono poi pacchetti per IgE specifiche per gli allergeni tra i più comuni, relativamente alla famiglia dei pollini.
Perché si diventa allergici ai pollini?
Come si fa a far passare l’allergia al polline?
Esistono diverse opzioni di trattamento per l’allergia al polline, tra cui i farmaci antistaminici e decongestionanti, che possono aiutare a ridurre i sintomi e migliorare il comfort del paziente.
Tuttavia, alcune persone preferiscono usare rimedi naturali omeopatici per gestire i sintomi di questa allergia.
Tra i rimedi naturali più comuni per l'allergia al polline ci sono alcuni alimenti e integratori che possono aiutare a ridurre i sintomi allergici.
Anche alcune erbe e piante possono essere utilizzate come rimedi naturali per l'allergia al polline.
Per quanto riguarda l’approccio omeopatico, ci sono diversi rimedi disponibili.
Uno dei rimedi omeopatici più utilizzati per l'allergia al polline è l’Allium cepa, un rimedio derivato dalla cipolla.
Un altro rimedio omeopatico che può essere utilizzato è il Natrum muriaticum, un rimedio derivato dal sale marino.
Allergia al Polline: cos'è, sintomi e come difendersi
Con l'arrivo della primavera, molte persone iniziano a soffrire di starnuti, occhi che lacrimano e naso chiuso.
Questi sintomi, spesso staitiati per un comune raffreddore, possono invece essere segnali di una allergia al polline, una condizione molto diffusa che colpisce milioni di persone in tutto il mondo.
Cos'è l'allergia al polline?
L’allergia al polline è una reazione del sistema immunitario a minuscole particelle prodotte dalle piante durante la fioritura.
In individui allergici, il corpo riconosce il polline come una minaccia e produce istamina e altre sostanze chimiche che causano i sintomi tipici dell’allergia.
Si tratta di una condizione fastidiosa, ma gestibile con l’aiuto di uno specialista e qualche precauzione quotidiana.
Se sospetti di soffrirne, non sottovalutare i sintomi: una diagnosi corretta può migliorare sensibilmente la qualità della vita.
I pollini che causano più spesso allergie provengono da: Alberi (betulla, cipresso, olivo); Graminacee (erba comune nei prati); Erbacce (parietaria, ambrosia).
La Visita Allergologica
Allergia al polline: sintomi principali
I sintomi più comuni dell'allergia al polline comprendono: Starnuti frequenti; Naso chiuso o che cola; Prurito a naso, occhi, gola; Occhi rossi e lacrimanti; Tosse secca o asma allergico, nei casi più gravi.
Questi sintomi possono durare per settimane o mesi, a seconda della stagione e del tipo di polline coinvolto.
La diagnosi
La diagnosi si effettua con: Test cutanei allergologici (prick test); Dosaggio delle IgE specifiche nel sangue.
È importante rivolgersi a un allergologo per identificare l’allergene responsabile e ricevere un trattamento personalizzato.
Il Prick Test
Allergia al polline: come proteggersi
Non esiste una cura definitiva per l’allergia al polline, ma con alcuni accorgimenti si può tenere sotto controllo.
Evitare le uscite all’aperto nelle ore centrali della giornata, quando la concentrazione di polline è più alta;
Tenere chiuse le finestre durante le giornate ventose o nelle ore di picco;
Usare filtri antipolline in auto e nei condizionatori;
Lavare spesso i capelli e cambiarsi i vestiti dopo essere stati fuori.
Inoltre, i farmaci antistaminici, spray nasali cortisonici e colliri antiallergici possono alleviare i sintomi.
Il polline è una polvere finissima prodotta da alberi, fiori, erbe ed erbacce per fertilizzare altre piante ed è anche una delle cause più comuni di allergie.
Ma come fermare un attacco di allergia?
Naaxia collirio, congiuntiviti e cherato-congiuntiviti di natura allergica, acute e croniche.
Anche il risciacquo nasale pulisce il naso e può alleviare i sintomi di allergia eliminando i batteri e il muco sottile e riducendo il gocciolamento postnasale.
Con un kit di risciacquo, mescolare 3 cucchiaini di sale con 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio, il tutto in acqua distillata o bollita e poi raffreddata.
I decongestionanti sbloccano il naso chiuso, da non usare per più di 3 giorni di seguito, altrimenti si può avere una congestione di rimbalzo.
Tendere la testa sopra una pentola di acqua calda o al lavello per vapori, oppure anche in bagno, con una sana doccia calda che dirige il vapore verso le prime vie respiratorie.
Il migliore antistaminico valido per tutti non esiste, dipende sempre dalle proprie esigenze e dal personale adattamento al farmaco.
Anche al tempo dell’emergenza coronavirus, arriva il momento delle allergie al polline.
In casa o all’aperto, quando nell’aria si diffondono i pollini, i sintomi con cui si manifesta l’allergia possono spaventare.
Rinite, naso che gocciola, starnuti, lacrimazione degli occhi, tosse, fino a emicrania, eczema, asma e gravi difficoltà respiratorie, possono essere i primi segnali dell’allergia stagionale.
«La cura della pollinosi caratteristica della primavera e dell’estate, dipende dalla diagnosi specifica - sottolinea la dott.ssa Alessandra Piona -.
Pioppo, parietaria, graminacee, betulla, ambrosia sono i più comuni responsabili delle allergie da micropollini che si possono trovare nell’aria anche fuori stagione.
Rileva la sensibilità a specifici allergeni che vengono fatti penetrare sotto la cute mediante un piccolo ago.
Durante e dopo un temporale è meglio non uscire: umidità e calore possono favorisce la dispersione di pollini.
Nelle ore più fresche della giornata, cioè al mattino presto o alla sera tardi, la concentrazione di pollini è in genere ridotta.
Al rientro in casa, fare la doccia e lavarsi i capelli ogni giorno.
Togliersi le scarpe prima di entrare in casa.


