La Verità di Sepang: Rossi Svela i Retroscena del Mondiale 2015 e il Rapporto Incrinato con Marquez
A distanza di nove anni, le cicatrici del Gran Premio di Malesia del 2015 sono ancora evidenti nella memoria di Valentino Rossi. La celebre gara di Sepang, teatro di uno scontro epocale con Marc Marquez, rimane una ferita aperta che, secondo il Dottore, gli è costata il decimo titolo mondiale. In un'intervista rilasciata al podcast "BSMT" di Gianluca Gazzoli e successivamente ripresa in altre sedi, Rossi ha finalmente svelato dettagli inediti e retroscena di quel campionato, dipingendo un quadro vivido delle tensioni, delle strategie e delle emozioni che hanno segnato uno dei capitoli più controversi della storia della MotoGP.

Il Confronto tra Delusioni: 2006 vs. 2015
Rossi non esita a definire impossibile il paragone tra la delusione provata nel Mondiale 2006 e gli eventi del 2015. "Non c'è proprio gara," afferma con decisione. Nel 2006, ammette candidamente di aver commesso degli errori, definendosi "un c***e" per aver perso il titolo a favore di Nicky Hayden, ma riconosce che quello è lo sport. Il 2015, invece, rappresenta una ferita diversa, una macchia indelebile che ha alterato la percezione di un intero sport.
La Rinascita di Rossi e il Ritorno alle Vette
Nonostante le voci che lo davano per "pilota finito" già nel 2006 e 2007, Rossi ha dimostrato una resilienza straordinaria, conquistando altri due mondiali nel 2008 e 2009. Il biennio in Ducati, tuttavia, è stato un periodo frustrante, segnato da cadute e delusioni. Il ritorno in Yamaha nel 2013 ha rappresentato una scelta strategica: l'obiettivo era chiaro, provare a rivincere il Mondiale, pur sapendo che sarebbe stato un percorso lungo e impegnativo.
Nel 2013, con la sua M1, Rossi conquista una vittoria ad Assen, pur chiudendo lontano dai "fantastici tre" (Marquez, Lorenzo, Pedrosa). Tuttavia, sente di avere un margine di miglioramento significativo. La svolta arriva alla fine dell'anno, con il cambio di capotecnico. "Burgess mi sembrava non avesse più voglia," spiega, iniziando una proficua collaborazione con Galbusera. Questo sodalizio porterà a un netto miglioramento delle prestazioni. Nonostante Marquez domini quell'anno con dieci vittorie consecutive, Rossi chiude la stagione al secondo posto, lottando per la vittoria con lo spagnolo fino all'ultima gara a Valencia.

La Scintilla Argentina: L'Inizio della "Bega"
Il Mondiale 2015 si preannuncia subito come una battaglia a tre tra Rossi, Marquez e Lorenzo. Fin dalla prima gara in Qatar, Rossi intuisce che il titolo mondiale sarà conteso con questi due piloti. La prima curva in Qatar, dove Marquez va dritto, viene vista da Rossi come un "segnale benaugurante", anche perché vince quella gara e la successiva in Argentina, dove inizia la vera e propria "bega" con Marquez.
La gara in Argentina è emblematica. Marquez monta una gomma media al posteriore e cerca di scappare, mentre Rossi opta per la mescola dura, sapendo che avrebbe potuto recuperare nella seconda parte di gara. Rossi rimonta, supera Lorenzo e Dovizioso, segnando giri veloci. Quando raggiunge Marquez, è nettamente più veloce. A due o tre giri dalla fine, in rettilineo, Rossi prende la scia dello spagnolo e lo supera con decisione. Poi, in curva, Marquez lo colpisce in pieno, "cercando proprio di stendermi subito, prova a buttarmi giù per farmi cadere". Rossi, rientrando nella sua linea, si toccano e Marquez cade.
Assen: La Rottura Definitiva
L'episodio argentino è solo un preludio a ciò che accadrà ad Assen. Dopo la gara, Marquez, "fingendo un po'", cerca di far credere che tra loro le cose vadano bene, ma la tensione è palpabile. Ad Assen, all'ultima curva, Rossi è davanti, Marquez lo tampona nuovamente. Rossi rimane in piedi "quasi per miracolo", taglia la esse passando sulla ghiaia e vince la gara.
Al parco chiuso, Marquez è "inc***to nero". Si avvicina a Rossi e gli dice: "Facile vincere così, col taglio della chicane, così non vale!". La risposta di Rossi è ferma: "Devi essere obiettivo Marc, se mi vieni addosso e mi mandi nella ghiaia, io cosa devo fare, devo farti vincere?". Da quel momento, il rapporto tra i due è definitivamente compromesso. Rossi viene a sapere che Alzamora, il manager di Marquez, andava in giro per il paddock a dire agli spagnoli: "Noi il Mondiale non lo possiamo più vincere, ma non lo vince neanche lui…".
DUELLO ROSSI - MARQUEZ ( GP ARGENTINA, 2015 )
L'Australia e il Preludio a Sepang
Il GP d'Australia è un altro tassello del mosaico che porta a Sepang. Marquez vince la gara, ma Rossi è convinto che abbia corso "su di me per farmi arrivare quarto", come testimoniano i tempi sul giro. L'obiettivo di Marquez, secondo Rossi, era impedire a Rossi di lottare per il titolo.
Sepang: La Conferenza Stampa e la Caduta Decisiva
Arrivati in Malesia, Rossi tenta una mossa audace in conferenza stampa: "ho provato almeno a sput*o davanti a tutti per provare a farlo desistere". La sua argomentazione è chiara: Marquez non c'entrava nulla con la lotta per il Mondiale, che vedeva contrapposti Rossi e Lorenzo. "Il nocciolo della questione è che se tu lotti per il mondiale allora ok, non ti è concesso tutto ma lo capisco," spiega Rossi, "ma se tu non c'entri niente, non sei neanche compagno di squadra di uno dei due contendenti devi avere il rispetto di non rompere i ci a quegli altri due, devi semplicemente fare la tua gara, provare a vincere, punto… Insomma, ‘Ma chi te lo fa fare, fatti i cai tuoi?'".
Invece, a Sepang, Marquez "mi ha danneggiato, tutta la gara mi ha infastidito, ha cercato di farmi cadere tre-quattro volte ma non mi ha preso il manubrio". Poi, nella lunga a destra, Rossi si avvicina, come per litigare per strada, e gli dice: "Basta! Ma che c**o fai?". Si toccano. Rossi sostiene di non aver voluto buttarlo giù, ma "gli si è impigliata la manopola nel mio ginocchio ed è caduto".

La Direzione Gara e la Penalità Che Costò il Titolo
Il post-gara di Sepang è carico di tensione. Rossi viene convocato in direzione gara, dove sono presenti Mike Webb (responsabile della direzione gara) e Carmelo Ezpeleta. Rossi è accompagnato da Maio Meregalli della Yamaha, mentre Marquez è con Alzamora. Alzamora inizia ad insultare Rossi, che reagisce: "ma tu perché sei qui, sei un uomo Honda? Non mi pare, perché allora io chiamo Uccio…".
Segue un acceso diverbio, e alla fine, seduti a un tavolo, Mike Webb comunica la decisione: "abbiamo deciso che a Valencia, partirai ultimo". Rossi descrive il momento come un gelo improvviso: "Appena ho sentito quelle parole mi si è gelato il sangue, perché oltre ad essere una punizione mai vista nella storia della MotoGp, mi tagliava fuori definitivamente dalla corsa per il Mondiale".
Il Pensiero su Marquez: Fuoriclasse, ma Oltre il Limite
A quasi dieci anni di distanza, il pensiero di Valentino Rossi su Marc Marquez è cristallino: "è un pilota fortissimo, un fuoriclasse molto aggressivo ma nel 2015 è proprio passato di là… Perché se tu sei un pilota cattivo sportivamente, al limite dello sporco perché vuole vincere di esempi di piloti così ce n’è tanti ma mai nessun fuoriclasse del Motorsport ha lottato per fare perdere un altro pilota. Quello è ciò che marca la linea."
Rossi ribadisce che Marquez ha agito per farlo perdere, favorendo un altro pilota, e inventando "varie scuse". "Non si è mai visto un campione comportarsi così," sottolinea, "In realtà io per lui ero il mito da distruggere in modo che lui potesse diventare ciò che ero io." L'episodio gli ha impedito di "mettere la ciliegina sulla torta alla mia carriera".
L'Incomprensione degli Steward e la Ferita Aperta
Rossi soffre nel ricordare il 2015 anche perché ritiene di non essere stato capito. "In Malesia avvertii subito i commissari, dicendo che Marquez avrebbe cercato di far vincere Lorenzo a Valencia senza mai infastidirlo. Non hanno voluto credermi. Quella era una situazione che gli steward e tutti avrebbero dovuto gestire meglio."
L'idea di un suo ritiro in caso di vittoria del titolo viene smentita: "Avrei continuato a correre perché la passione c’era ancora. Ma quella resta una grandissima ingiustizia."
Il Rapporto Frantumato: Un Legame Irrecuperabile?
Il rapporto tra Rossi e Marquez è andato in frantumi in Argentina e si è definitivamente consumato ad Assen e Sepang. Nonostante Marquez abbia continuato a fingere che andasse tutto bene, la verità è emersa con prepotenza. Le parole di Rossi sono dure: "Marquez era a testa bassa, ha fatto una cosa schifosa per lo sport."

La Prospettiva di Marquez: Nessun Rimorso, Solo Battaglia
Dal canto suo, Marc Marquez, in un'intervista al quotidiano iberico AS, ha ribadito il suo punto di vista, negando pentimento o rimorso. "Se agirei ancora allo stesso modo? Considerando che avevo 22 anni e tutto quello che successe nei giorni prima, sì mi comporterei di nuovo allo stesso modo," ha dichiarato. Ha descritto la gara come una "battaglia" e ha sostenuto che Rossi fosse quello che "perse la pazienza". La possibilità di un riavvicinamento è remota: "Riavvicinarmi a Rossi? No, lui non vuole e nemmeno io."
L'Eredità di Sepang: Divisione e Curiosità Morbosa
L'episodio di Sepang ha diviso profondamente il mondo della MotoGP. I fischi sul podio e gli applausi alle cadute sono diventati tristemente comuni. Marquez riconosce che "una persona poteva fermarli ma non ha voluto". La controversia ha generato una "curiosità morbosa" che divide i fan in opposte fazioni, alimentando ulteriormente il dibattito e la polarizzazione.
Talenti a Confronto: Stoner, Lorenzo e la Nuova Generazione
Rossi non dimentica di analizzare altri grandi talenti e rivali. Casey Stoner viene definito un "grandissimo talento", il pilota con "più talento che abbia mai visto", pur riconoscendo che "non era forte di testa". Jorge Lorenzo è considerato il suo "terzo grande avversario", dopo Biaggi e Stoner, un pilota "cattivo sportivamente, al limite dello sporco perché vuole vincere".
Guardando alla nuova generazione, Rossi analizza la situazione di Pecco Bagnaia, suggerendo che l'arrivo di Marquez e la sua forza psicologica possano averlo destabilizzato. "Il problema grande è che Pecco finisce la gomma, mentre l'anno scorso era quello che ne aveva di più alla fine," osserva. Riguardo a Marco Bezzecchi, Rossi riconosce il suo lavoro e il suo talento, pur sottolineando le difficoltà nel battere Marquez con una moto potenzialmente inferiore.
La Decisione di Smettere e il Futuro
Nonostante la passione per le corse sia rimasta, Valentino Rossi ha preso la decisione di smettere, senza rimpianti. La scoperta di un figlio nel giorno in cui ha deciso di ritirarsi ha aggiunto un ulteriore strato emotivo a questa transizione. La MotoGp, pur avendo segnato la sua vita, non gli manca più.
La rivalità con Marquez, tuttavia, rimane un capitolo aperto, una ferita profonda che, a distanza di anni, continua a far discutere e a dividere gli appassionati, testimonianza dell'impatto indelebile che quell'episodio ha avuto sullo sport.
