Jorge Lorenzo vs. Andrea Dovizioso: Rivalità e Contrasti nel Box Ducati
La MotoGP è un palcoscenico di emozioni intense, dove la competizione si gioca non solo in pista, ma anche nei rapporti umani e nelle dinamiche interne ai team. Tra i protagonisti che hanno animato le discussioni e i contrasti, spiccano senza dubbio Andrea Dovizioso e Jorge Lorenzo, piloti che hanno condiviso il box Ducati in un periodo di grande fermento e aspettative. Le loro vicende, segnate da successi, delusioni e divergenze, offrono uno spaccato affascinante delle complessità del motociclismo di vertice.
Il Paradosso Dovizioso e il Peso Lorenzo in Ducati
Nel contesto del box Ducati, in particolare a Jerez de la Frontera, si manifestava un paradosso e un peso, la cui entità era difficile da quantificare. Il paradosso riguardava Andrea Dovizioso, un pilota che, pur essendo stato vicecampione del mondo e trovandosi in testa alla classifica, non aveva ancora il rinnovo del contratto per il biennio 2019/20. A fronte di questa situazione apparentemente semplice, si celava una complessa trattativa. Dovizioso, che percepiva poco più di un milione di euro annui più premi, ne chiedeva sei. La Ducati, pur avendo formulato tre offerte, si era sempre mantenuta al di sotto, con l'ultima proposta ferma a cinque milioni, rifiutata categoricamente da Andrea. La ragione di tale rifiuto non era prettamente economica - Dovizioso era noto per la sua serenità riguardo alle cifre - ma di principio. Il pilota riteneva che, dopo aver corso due stagioni guadagnando solo un decimo rispetto a Lorenzo, meritasse un trattamento differente.

Questa posizione era comprensibile: in Ducati, la proposta era motivata da un budget complessivo ridotto, ma vi era fiducia nel poter chiudere l'accordo proprio in Andalusia, con l'arrivo dell'amministratore delegato. Logicamente, il rinnovo rappresentava la soluzione ideale per entrambi: Dovizioso necessitava di una Ducati che ormai padroneggiava alla perfezione, mentre la Ducati aveva bisogno dell'unico pilota in grado di portarla al successo. Tuttavia, quando entrano in gioco i principi, la logica può vacillare. Nonostante le smentite della Honda, l'idea di ingaggiare Dovizioso per formare un "dream team" con Marc Marquez a Tokyo non era del tutto campata in aria. Marquez stesso aveva dichiarato che preferiva avere un compagno di squadra forte e che, al momento, i candidati erano Pedrosa e Dovizioso. Dovizioso, pur non mostrando fretta, gradirebbe chiudere la questione per concentrarsi esclusivamente sulla pista. La Ducati rappresentava la scelta per continuare a vincere, mentre la Honda sarebbe stata una mossa dettata dall'orgoglio.
Il Declino di Lorenzo e le Difficoltà in Ducati
Parallelamente, la fine del rapporto tra Jorge Lorenzo e la Ducati sembrava ormai inevitabile. Lorenzo stesso ammetteva di non essere in grado di negoziare, trovandosi in una situazione triste e non a suo agio sulla moto. Nel box, il suo volto era spesso cupo, e nonostante provasse ogni genere di modifica, cercando "suavità" nella guida e creando "Frankenstein" meccanici innestando parti della moto del 2017 su quella nuova, i risultati non arrivavano. Ai microfoni, a volte sfogava la sua frustrazione, arrivando a dare del "buffone" a chi lo criticava. Il suo insuccesso in Ducati si profilava peggiore di quello di Valentino Rossi nel 2011/12; Valentino, almeno, era stato il miglior ducatista, mentre Lorenzo veniva spesso surclassato anche dai piloti clienti.
In Ducati, dove si vociferava di avere già individuato un sostituto giovane ed economico come Miller o Petrucci, si ammetteva sottovoce la mancanza di "chimica" con Lorenzo, lasciando intendere che un eventuale rinnovo sarebbe avvenuto a prezzo di saldo: un milione contro i dodici attuali, un chiaro invito a cercare altrove. Si diceva che la Suzuki fosse interessata, convinta che Lorenzo potesse essere l'interprete tecnico ideale per la loro moto, ma anche da parte loro arrivavano smentite. Lorenzo, nel frattempo, attendeva, sbuffava, giurava di non volersi arrendere e si dibatteva tra una scelta utile e una dettata dall'orgoglio.
L'Incidente di Barcellona e le Conseguenze sul Campionato
La gara di Barcellona si presentò facile per Marc Marquez, soprattutto perché Andrea Dovizioso, uno dei suoi principali rivali, fu costretto al ritiro nelle primissime fasi a causa di un incidente. Il pilota Ducati finì a terra dopo essere stato speronato da Jorge Lorenzo, il quale, nella caduta, trascinò con sé anche i due piloti ufficiali Yamaha. Dovizioso, partito dalla seconda fila in quinta posizione, era riuscito a guadagnare la seconda piazza nelle prime curve.

Dopo l'incidente, Dovizioso si trovava a 37 punti da Marquez in classifica generale, un distacco inaspettato, soprattutto considerando che quella pista, sulla carta, doveva essere complicata per il sette volte campione del mondo. Dovizioso commentò la manovra di Lorenzo, in parte giustificando l'errore: "Guardando l’incidente da pilota e nel dettaglio, dico che Jorge non ha fatto un errore madornale a livello di punto di frenata. Secondo me quella è una staccata molto difficile anche quando sei da solo, perché arrivi dalla parte sinistra della pista ma vai verso destra. Credo che fosse semplicemente concentrato nel passare Maverick, ma lui aveva staccato già un po’ lungo, di conseguenza Jorge era lunghissimo ed era all’interno. Quando sei così all’interno non puoi recuperare una staccata."
Valentino Rossi, intervenendo sulla questione, si domandò se Marc stesse difendendo Jorge. Dovizioso, pur riconoscendo che l'errore non fosse "grosso a livello di guida", sottolineò la mancanza di lucidità di Lorenzo: "Aveva troppa foga, si trovava in una situazione positiva, il suo passo in prova non era male come altre gare e quindi secondo me ci stava provando al massimo per portarsi avanti e giocarsi posizioni migliori." L'incidente, oltre a costare caro a Lorenzo, danneggiò anche i due piloti ufficiali Yamaha e Andrea Dovizioso. Quest'ultimo, parlando della situazione del campionato, affermò: "Sicuramente influenza il campionato e non di poco. 37 punti in questo momento, quando ci potevamo giocare la gara, fanno una bella differenza. Invece che continuare a mettere pressione e giocarcela con Marc, lui ha la possibilità come l’anno scorso di gestirsi e non è la strategia migliore per noi."
Jorge Lorenzo si assunse le proprie responsabilità, scusandosi con i piloti coinvolti. Tuttavia, il suo compagno di squadra sostenne che Lorenzo non dovesse essere sanzionato, arrivando persino a suggerire che l'errore fosse dovuto a una manovra sbagliata da parte di Dovizioso. Il pilota Ducati rispose a questa affermazione: "Marc ha dato la colpa a noi? È abbastanza chiaro quello che è successo e non lo devo spiegare ad altri piloti. Viñales è arrivato lungo e per non tamponare noi si è allargato."
Come di consueto, questi episodi lasciano strascichi. Mentre Marquez "assolveva" il suo vicino di box, Dovizioso invocava una penalità: "Secondo me Jorge va penalizzato perché è palese che sia stato fatto un errore per la troppa foga e la poca lucidità in quel momento. È chiaro quello che è successo. Non è la conseguenza, ma l’errore è perché lo ha fatto lì in quella curva, con altri quattro piloti. Sono tanti anni che corre, dovrebbe saperlo. Tutti possono sbagliare, non si deve puntare il dito contro Jorge."
Anche Valentino Rossi espresse la sua opinione, suggerendo che, con la vecchia configurazione della curva, l'incidente non sarebbe avvenuto. Dovizioso, pur non esprimendosi direttamente, lasciò intendere un velo polemico: "Sono quattro o cinque anni che ne parliamo…meglio che non dico quello che penso. Il motivo per cui facciamo questo tipo di curva che non piace a nessuno è perché la sicurezza della curva vecchia non è sufficiente. Poi ognuno capisce quello che vuole, se si sa come funzionano varie moto, c’è chi predilige delle piste e chi delle altre."
Jorge Lorenzo speaks after his mistake wiped out Rossi, Viñales and Dovizoso
Rapporti Interni e Dichiarazioni Controversie
In un'intervista a Milano, Andrea Dovizioso descrisse il rapporto con il suo compagno di box Lorenzo in modo piuttosto diretto: "Rispetto all’anno scorso ora va meglio tra me e il mio compagno nel box. Jorge pensa molto a sé, solo a sé, è egoista, ma è giusto così, perché pensando a sé non interferisce nel mio lavoro. È perfetto, anche perché è una persona molto rispettosa, come ha dimostrato sotto il podio." L'intervista, andata in onda nello speciale "DESMODOVI - Una storia d’amore" su Sky Sport MotoGp HD, toccò diversi temi della vita privata e in pista del pilota italiano.
Riguardo alla Ducati, Dovizioso affermò: "Pensare che la Ducati possa funzionare solo con un pilota anglofono, con la faccia da matto e la guida sporca, è proprio da ignoranti. È più importante come sei dentro, non quello che si vede da fuori. L’aspetto psicologico nel nostro mestiere pesa moltissimo. Io ad esempio ho la guida pulita, ma non sapete quanta grinta ho dentro quando corro. E ora sto proprio bene. Con la Ducati l'amore è arrivato lavorandoci.”
Parlando della sua vita privata, Dovizioso si descrisse come un padre tranquillo, impegnato a dare qualità al tempo trascorso con la figlia, pur riconoscendo le difficoltà legate alla sua professione: "Nella vita sono posato, ma non è che non abbia anch’io la mia parte ignorante, altrimenti non farei questo mestiere. È solo che la parte folle la tengo a bada e la metto da parte per i momenti in cui posso sfogarmi. Sono un papà tranquillo. Porto mia figlia e i suoi amichetti al lago a fare i salti con la moto d’acqua. Però lei fa ginnastica artistica. Non sono presente fisicamente per il lavoro che faccio, ma quando ci sono cerco di dare qualità. Non so se basta, ma mi impegno.”
In questo contesto, Lorenzo intervenne con una replica tagliente: "L’equivalente del suo talento." La discussione era nata da un'osservazione di un giornalista iberico, Dennis Noyes, che si interrogava sull'importanza della centralina unica in MotoGP rispetto al pilota. Lorenzo rispose: "Da quando c’è la centralina unica, non ci sono marche ‘intoccabili’ come accade in Formula 1. Nella MotoGP attuale è molto più difficile vedere una casa fare una netta differenza e mettere a referto molte doppiette, come poteva accadere cinque o dieci anni fa senza centralina unica."
Un tweet della TV spagnola Movistar, datato 06 aprile 2018, annunciò un servizio in cui Jorge Lorenzo utilizzava toni severi nei confronti di Andrea Dovizioso, rompendo il clima di apparente pace nel team Ducati. La frase anticipata dello spagnolo era emblematica: "Durante tutta la mia carriera Andrea Dovizioso ha sempre cercato di minare il mio morale e continua a farlo come compagno di squadra, non è qualcosa di nuovo. Però è un ragazzo tranquillo e abbiamo un rapporto cordiale: va bene così, perché veniamo qui per vincere e l'amicizia va riservata per altri posti, non al paddock."
Sullo sfondo di queste dichiarazioni, vi era la difficile stagione 2017, con Lorenzo nettamente battuto in pista dall'italiano, e la trattativa per il rinnovo di contratto in Ducati, che si preannunciava sbilanciata in favore di Dovizioso, il quale otteneva risultati migliori a fronte di un ingaggio significativamente inferiore a quello del maiorchino. La piccata precisazione di Lorenzo potrebbe aver avuto un antefatto in Qatar, quando Dovizioso, interrogato sui fattori che avevano ostacolato il compagno di box, rispose di averli compresi ma che non sarebbe stato giusto parlarne pubblicamente.

Le Verità e i Retroscena dell'Addio di Dovizioso
Il 2020 fu un anno funesto per Andrea Dovizioso, sia in pista che fuori. Con una sola vittoria e due podi, si arrivò alla rottura con Ducati e alla consapevolezza di non essere presente in MotoGP nel 2021. La notizia del suo addio alla squadra bolognese fece scalpore, considerando il suo ruolo di uomo di punta nella rinascita di Ducati e il suo ritorno ai vertici, cosa che non si vedeva dal quadriennio 2007-2010 di Casey Stoner. Nonostante una percepita tensione tra il pilota e il box, pochi potevano prevedere l'epilogo degli eventi.
In un'intervista a La Gazzetta dello Sport, Dovizioso rivelò la sua verità, spiegando che l'addio alla casa di Borgo Panigale era legato a un episodio specifico: un meeting tecnico con Gigi Dall'Igna (Direttore Generale Corse) durante il Gran Premio di Germania al Sachsenring nel 2019. "Quell’incontro doveva essere un meeting tecnico. C’erano idee diverse - dichiarò Dovizioso - c’era attrito e volevamo confrontarci con tutti gli ingegneri. È iniziato come meeting tecnico, ma è diventato un confronto tra noi due […] Gigi si è sentito…colpito, attaccato. Per me lui lì ha chiuso le porte, ma le ha chiuse stando zitto”.
Dovizioso rispose anche ad alcune dichiarazioni di Paolo Ciabatti (Direttore Sportivo Ducati Corse) risalenti a Jerez, in cui si faceva riferimento a una possibile scarsa motivazione del pilota a continuare con Borgo Panigale negli anni successivi. "Nel 2020 sono state fatte dichiarazioni sulla mia motivazione. Ora sappiamo che non era la verità. Gigi Dall’Igna non è stato trasparente, perché la situazione in Ducati, nel 2020, era quella del 2019, del 2018…”.
Il pilota forlivese rivelò anche un retroscena di mercato di grande importanza: Ducati stava trattando con Marc Marquez per la stagione 2017, ma fu Dall'Igna a volere a tutti i costi Jorge Lorenzo. "Questo tipo di decisioni arrivano tutte da Gigi - spiegò Dovizioso - È sbagliato parlare di Ducati: da quando c’è lui, tutte le decisioni prese sono sue. Come Jorge Lorenzo al posto di Marc Marquez nel 2017. A inizio 2016 c’era stata la possibilità di prenderlo, ma Dall’Igna aveva già deciso di ingaggiare Lorenzo”.
Il suo rapporto con il Direttore Generale Ducati non fu mai idilliaco, testimoniato dagli scontri interni nati da un contrasto di idee. "Invece, avendo io idee diverse, siamo andati subito in contrasto. […] Il pilota in Ducati ha sempre pressione. Nelle dichiarazioni viene chiesto sempre di più, indipendentemente dalla posizione in classifica. Finché vai bene è ok, ma appena fai male succede il disastro”.
Infine, Dovizioso parlò del suo rapporto con l'amministratore delegato Claudio Domenicali, figura pubblicamente assente durante il suo ultimo anno in Ducati: "Non l’abbiamo mai sentito, anche dopo l’addio. Mi ha mandato un messaggio a fine stagione, salutandomi."
La Polemica Continua tra Dovizioso e Lorenzo
La polemica tra Andrea Dovizioso e Jorge Lorenzo non accennava a placarsi, esplosa in seguito al forfait dello spagnolo nel sabato del GP della Malesia. La dichiarazione di Lorenzo giunse dopo che Dovizioso aveva affermato: "Le dichiarazioni di Dovi mi sorprendono e non penso che lui abbia ragione. La Ducati ci ha detto a Brno di non parlar male l’uno dell’altro e per tutta risposta Andrea ha detto quello che sapete." La Ducati, tramite il direttore sportivo Paolo Ciabatti, cercò di mediare: "Ci siamo riuniti con i due piloti in modo separato, ma non c’è un incendio da spegnere. Come ho già detto, il team è più importante dell’ego di ciascuno. In fin dei conti, Jorge e Andrea sono umani e, in situazioni particolari, possono avere reazioni inappropriate. In questo caso non si sono comportati bene, ma c’è rispetto tra di loro e quel che importa è che si lavori perché la situazione ritorni entro la sana rivalità sportiva."

Ciabatti aggiunse: "È chiaro che le dichiarazioni di Andrea non sono state gradite, e quindi abbiamo visto la reazione di Jorge. Abbiamo già parlato con entrambi."
Continua la diatriba tra Andrea Dovizioso e Jorge Lorenzo. Se è vero che l’amore non va in vacanza, l’odio non è da meno. Proprio in questi giorni è uscita un’intervista ad Andrea Dovizioso su DAZN in cui il forlivese, alle prese con il suo anno sabbatico, ha parlato della sua carriera e dei rivali di sempre. Ovviamente la cosa non è passata inosservata e Jorge, come fa in questi casi (ad esempio con la diatriba del mese scorso con Crutchlow), ha lanciato una sessione di Q&A su Instagram con i fan. Inevitabilmente la domanda sulla querelle con Andrea non ha tardato ad arrivare: "Dovizioso ha detto che non gli piaci perché non hai digerito che ti ha battuto in Ducati. È vero?".
La risposta di Lorenzo fu tagliente: "Capisco che gli abbia fatto male che la Ducati abbia deciso di scommettere su un campione e pagarlo 12 volte di più di lui ma la realtà è che l'ho battuto in 250 e in 9 anni in MotoGP, compresi quelli in cui abbiamo corso entrambi con una Yamaha. Nel secondo anno in Ducati, quando sono riuscito ad avere una moto a mio piacimento sono riuscito anche a batterlo regolarmente e a mettermi davanti a lui in campionato. Quindi "caro" Andrea, tu sai bene (e anche il resto del mondo lo sa) che non è vero che ti sto antipatico perché mi hai battuto nel mio primo anno di adattamento con la Ducati, era abbastanza normale… Come è altrettanto normale che ti avrei battuto tutti gli altri anni se avessi continuato in Ducati."
Questa lunga e complessa rivalità, fatta di scontri in pista, trattative contrattuali serrate e dichiarazioni al vetriolo, ha segnato un capitolo importante della storia recente della MotoGP, evidenziando le dinamiche umane e professionali che spesso accompagnano i successi sportivi.
