Racer Cafe Moto Guzzi: guida fai da te italiana per costruire una café racer su base Guzzi
Da alcuni mesi ho notato che tra gli utenti del mio blog un buon 40% sono alla ricerca di consigli su come 'costruire' una moto in stile Cafè Racer. Allora mi sono deciso di scrivere qualche riga su come realizzare una Cafè Racer, premetto che non sono nè un professionista nè un esperto. Dal 2008 sono entrato a far parte di questo mondo, nel 2009 ho realizzato la mia prima Cafè Racer e da allora sono sempre alla ricerca di moto particolari e con scelte funzionali e stilistiche non convenzionali. Il termine Cafè Racer viene coniato negli anni 60' in Gran Bretagna, con questo termine venivano indicati i locali frequentati dai Rockers e dai Ton Up Boys. I Rocker e i Ton Up Boys erano giovani scalmanati con la passione della musica e della motocicletta, non erano ben visti dalla società. Il loro 'passatempo' preferito era quello di percorrere ad elevate velocità le arterie pricipali della città che collegavano due bar.
Attualmente lo stile Cafè Racer è tornato di moda, ad esclusione di alcuni noti produttori come Filippo Barbacane, Roberto Totti, Nicola Martini e tanti altri, dal 2007 circa si è iniziato a trasformare la propria motocicletta seguendo le orme dello stile Cafè Racer. Dall'esperienza personale qualche anno fa era davvero difficile realizzare una Cafè Racer, solo blog come Cafe Racer Culture, Rocket Garage e Ottonero erano in grado di mostrare realizzazioni davvero artigianali. In negozi di accessori era difficile trovare anche dei semimanubri da 34 mm, il luogo principale d'acquisto erano i mercatini. Ora a distanza di 5 anni le Cafè Racer sono diventate una vera e propria moda, un enorme numero di motociclisti ha iniziato a trasformare la propria moto, infatti si nota sempre più la presenza di negozi e di 'costruttori' spuntati dal nulla che iniziano a commerciare e trasformare motociclette.
Base, telaio e ciclistica: come scegliere e modificare per una cafè racer
Come prima cosa da tener per realizzare una Cafè Racer è la scelta della Base ovvero della moto da trasformare. Ovviamente è fortemente cosigliato scegliere una moto che di base è una Sportiva anni 70'/80'/90' oppure una naked costruita dagli anni 90' in su. La scelta della base è vincolante, immaginiamo di dover trasformare una Super Tenerè o una Dominator in una Cafè Racer, certo è possibile ma il lavoro da fare è tanto e ovviamente il risultato non sarà dei migliori. La Base influenza almeno il 70% di tutto il lavoro che verrà fatto, quindi il mio consiglio è quello di ragionare molto sulla scelta del modello da elaborare ma sopratutto di stabilire un budget iniziale. Come già anticipato nel capitolo precedente la scelta della Base è molto importante, la Ciclistica di una moto è una caratteristica che influenza lo stile di guida e l'uso della motocicletta.
Telaio. Il telaio è l'elemento principale e caratterizzante della moto. Tagliare, saldare e modificare in qualsiasi altro modo il telaio è una pratica abituale nel mondo delle Cafè Racer. Attenzione però alle modifiche sostanziali dell'assetto, perchè influenzerà eccessivamente lo stile di guida e anche un piccolo errore potrà compromettere la resistenza del telaio con cause che non sto qui ad elencare. Il mio consiglio, a meno che non siete esperti telaisti, è quello di apportare modifiche minime.
Ruote e Cerchi. Per quanto riguarda i pneumatici la scelta è del tutto riservata al proprietario e al proprio stile di guida, certo sarebbe buffo e poco credibile vedere una Cafè Racer con pneumatici tassellati ma vi assicuro che in certi contest ho visto cose peggiori. Per quanto riguarda i Cerchi il mio consiglio è quello di montare cerchi in alluminio a raggi, certo la spesa è elevata ma esteticamente la moto avrà un altro aspetto.
Sospensione Anteriore. Attualmente apportare modifiche sull'avantreno è una pratica abituale, generalmente la modifica più immediata e semplice è quella di 'sfilare' le forcelle di qualche centimetro rispetto alle piastre di sterzo. Più 'sfilate' verso l'alto le forcelle più la moto sarà caricata sull'anteriore. In questo modo avrete una moto più rapida e precisa nei cambi di direzione ma nei curvoni veloci avrete una moto meno stabile. Se ancora non siete soddisfatti potete sostituire tutto l'avantreno, in questo caso non avete limiti, tutto dipende dal budget!
Sospensione Posteriore e Forcellone. Per la parte posteriore le modifiche più immediate riguardano la sostituzione degli ammortizzatori posteriori con modelli di gamma superiori. In questo caso la scelta è molto personale e avrete a disposizione un numero esorbitante di alternative. Ovviamente c'è chi apporta modifiche sostanziali e abbastanza rilevanti da far cambiare completamente l'assetto del motociclo.
Pedane. Per le pedane siete liberi di scegliere senza limiti, potete sbizzarrirvi. In commercio ne troverete a centinaia. Se avete un moto anni 70/80/90 potete affidarvi alle ormai famose Tarozzi o piuttosto alle Menani che sono ancora in produzione! Invece se volete divertirvi potete affidarvi a qualche bravo tornitore e farvi realizzare delle pedane ad hoc e a vostra fantasia!
Impianto frenante, manubrio e motore: sicurezza, funzionalità e stile
Impianto Frenante. Bene, ora siamo quasi al termine per il reparto Ciclistica, l'impianto frenante è un organo molto delicato e in questo caso non si ammettono errori. La cosa più semplice è fare un upgrade dell'impianto originale se avete moto anni 70/80/90. Gli impianti montati in quell'epoca non sono per nulla paragonabili a quelli che offre attualmente il mercato. La prima e indispensabile operazione da fare è quella di sostituire i tubi originali con tubi areonautici. Se ne trovano di tutti i tipi e adattabili a qualunque tipo di moto con freni idraulici. Successivamente se l'impianto risulta poco affidabile il mio consiglio è quello di montare almeno all'anteriore una pompa freno aggiornata, si trovano a partire da 100 € usate e non. Se ancora non siete soddisfatti potete sostituire il disco o i dischi freno anteriore montando dei modelli forati e di diametro maggiore assieme a delle pinze maggiorate e attuali. Per l'impianto frenante posteriore, non mi è mai capitato di notare upgrade rilevanti. Su molti modelli di moto sono montati impianti di frenatura integrale, bene, se volete una frenata più precisa e 'pistaiola' sdoppiate l'impianto. Altrimenti lasciate tutto com'è!
Manubrio. Manubrio? No, grazie. Per una Cafè Racer che si rispetti il manubrio è vietato. Per una motivi funzionali e stilistici è consigliato montare dei semi-manubri. Per le moto d'epoca si trovano su alcuni siti che trattano componentistica per moto d'epoca da competizione, nei mercatini e su siti di annunci gratuiti. La scelta, a mio parere, deve ricadere su marchi di punta come Tommaselli, Menani e Tarozzi che offrono modelli per tutti i gusti.
Motore e annessi. Qui il discorso diventa molto delicato ed è difficile entrare nel dettaglio, non mi metterò qui ad analizzare ogni componente, sia perchè il discorso diventa molto lungo e sia perchè per la quantità di motori prodotti diventa impossibile descrivere ogni possibile modifica. Questo capitolo tratterà solo le moto anni 70/80/90 e successive con elettronica ancora ridotta al minimo. Per le moto d'epoca l'elemento abbastanza rilevante è il Gruppo Termico, per alcuni modelli è possibile alesare il cilindro cosicchè l'aumento della cilindrata apporti maggiore coppia e potenza. Successivamente è possibile operare sul gruppo della testata per far aumentare il rapporto di compressione e aumentare a risposta del motore. Un altro elemento su cui si opera è l'albero a cammes modificando la geometria oppure montando uno più performante. Invece sull'impianto di scarico possiamo discuterne, attualmente si trova di tutto.
Sovrastrutture, serbatoio, codone e carrozzeria
Qui viene il bello. Le sovrastrutture definiranno lo stile e il carattere della moto, potete mettere in gioco la vostra fantasia e inventarvi tutto quello che vi passa per la mente. Ovviamente lo stile cafè racer di per se non ammette fronzoli! La prima regola e forse l'unica è quella di avere una moto Funzionale ed Essenziale. Il minimalismo è alla base di tutto, anche per il painting. Strumentazione e Comandi. Ora siete davvero liberi! La strumentazione e i comandi sono elementi molto soggettivi. Per esempio sulla mia MP1 ho montato i comandi della Cagiva Mito perchè li trovo molto comodi e funzionali. Ovviamente potete mantenere anche i comandi originali e questo vi porterà notevoli vantaggi in quanto non dovrete scervellarvi a modificare l'impianto elettrico. Per la strumentazione vale lo stesso discorso, a mio parere conviene lasciare solo quello che è davvero utile. Contagiri, contachilometri e le spie più importanti.
Serbatoio. Il serbatoio sarà un elemento che farà variare molto lo stile della nostra moto. Sulle moto d'epoca possiamo trovare serbatoi più o meno adatti per lo stile cafè racer, infatti se notiamo il Guzzi Le Mans oppure il Cb 500 montano dei serbatoi ad hoc. Il mio consiglio è di cercare qualcosa nei vari mercatini, a volte mi è capitato di trovare serbatoio a 30 €. Se poi non riuscite a trovare il vostro preferito potete affidarvi a noti costruttori di serbatoi in vetroresina, ne troverete per tutti i gusti. Se meglio ancora non avete limiti di budget e di tempo fatevi costruire un bel serbatoio in alluminio! In tutti i casi il mio consiglio è quello di avere un serbatoio semplice, dovrà essere di dimensioni proporzionate con tutto il resto della moto.
Codone/Sella. Dopo aver scelto il serbatoio potete passare alla scelta del codone o della sella. Se cercate qualcosa di sportivo e corsaiolo anni 70' il mio consiglio è quello di montare un codone monoposto in vetroresina. Ne troverete a centinaia e adattarlo alla propria moto sarà un gioco da ragazzi. Se avete praticità con la vetroresina o con l'alluminio potete realizzarlo anche nel vostro garage, su youtube girano video che spiegano passo passo come realizzare la vostra sella! Invece se siete alla ricerca della comodità (su una Cafe Racer è una parola grossa) potete farvi costruire da un semplice tappezziere una bella sella in pelle. Attenti però, la sella deve essere bassa e deve seguire la linea del telaio. Sull'interessante blog Rocket Garage potete leggere una guida riguardante la realizzazione di codoni in vetroresina e alluminio.
Cupolino e Faro. Per quanto riguarda il faro anteriore il mio consiglio è quello di montare un classico faro tondo, se di nuova realizzazione ancora meglio perchè i fari d'epoca non generano un fascio luminoso soddisfacente. Invece per il cupolino potete scegliere se montarlo o meno. Se avete una strumentazione ingombrante vi conviene montare un cupolino tondo con inserto per il faro, altrimenti se potete montare il classico 'schermo' in alluminio. Faro Posteriore e Indicatori Direzionali. Abbiamo quasi finito. Faro posteriore, più piccolo possibile e senza fronzoli, in commercio li trovate senza problemi dipende solo da quanto volete spendere. Potete alloggiarlo all'interno del codone oppure fissarlo sul telaio. Per quanto riguarda gli indicatori vale la stessa regola.
Un ultimo consiglio che voglio darvi è quello di non improvvisarsi costruttori di Special pensado di venderle il giorno dopo su Subito.it o siti di annunci simili. La Special è una moto molto personale, a meno che voi non siate professionisti del settore vendere una moto special è alquanto difficile. Bene, il mio post dedicato alla realizzazione di una moto in stile Cafè Racer termina qui!
Note e esempi: casi reali e progetti italiani
Aggiornamento Gennaio 2014: all'inizio dell'articolo definisco il 'movimento' delle Cafè Racer una moda. In questo articolo: Panorama Attuale delle Cafè Racer e non potete leggere l'evoluzione (secondo me) del mondo Cafè Racer. Hai detto Cafè Racer? Nate negli anni ’50 sulle strade di Londra, le cafè race si distinguono generalmente per la silhouette snella, il manubrio basso e la posizione di guida sportiva. Qui vi presentiamo cinque interpretazioni uniche selezionate da Bike Exif, da anni ormai sito di riferimento per le moto già belle e assurde recuperate in giro per il mondo. Piccolo spoiler: sono tutte Guzzi!

Una Le Mans III doveva essere la moto personale di Tom Simpson, ma come spesso accade è finita nelle mani di un cliente. Partita da un esemplare “a pezzi” con soli 14.500 km, Tom ha trasformato la 850 Le Mans III in una café racer raffinata, grazie a componenti in alluminio fusi a sabbia e dettagli artigianali. Il serbatoio, con ispirazione alle griglie della Ferrri Testarossa, si integra perfettamente con gli scarichi e le linee del motore. La coda ospita fanale integrato e supporto targa su misura, mentre la sella è stata rifinita in pelle su una base in schiuma modellata dallo stesso Tom. Molti i dettagli che riflettono la firma artigianale di Foundry Motorcycle: copertura motore e faro in alluminio fuso, supporti, serbatoi fluidi e staffe varie realizzate a mano. Il cockpit monta clip-on Tarozzi con indicatori di direzione Kellermann, specchietti Oberon Performance e strumentazione Motogadget.
Moto Guzzi Le Mans II by Doc Jensen Guzzi
Davide Caforio ha preso una SP3 1000 originale e l’ha trasformata in “Hokuto”, una café racer dalle linee futuristiche e ispirazioni post-apocalittiche. Il telaio Tonti è rimasto intatto, ma motore, ciclistica e carrozzeria sono stati completamente ripensati. Il propulsore è stato alleggerito e modificato con teste a doppia candela, portata di aspirazione maggiorata, camme più aggressive e carburatori Mikuni TMR40. Le sospensioni comprendono forcelle KYB da 43 mm regolabili e ammortizzatori YSS, mentre le ruote split-spoke sono calzate da pneumatici Continental ContiRoadAttack 3 e freni aggiornati. La carrozzeria in fibra di vetro e alluminio, con serbatoio nascosto e carena minimale, integra fanale a LED e piccoli winglet aerodinamici.

Axel Budde e il suo team di Hamburg hanno creato una Le Mans II nera, tra GT e scrambler, costruita su misura per un cliente che cercava una GT elegante con tocchi moderni. Anche in questo caso, il prezioso telaio Tonti è stato preservato, abbinato però a forcelle e ammortizzatori Wilbers per una guida più “precisa”. Le ruote 18” e i freni Brembo, aggiornati con tubi in acciaio inox, completano un pacchetto tecnico solido. Il cockpit include strumentazione Motogadget e clip-on LSL, mentre la piastra porta batteria e altri piccoli dettagli sono in carbonio.
La serie limitata “Aerodinamica” (10 esemplari) porta la filosofia minimalista di Kaffeemaschine ai massimi livelli. La carena monopezzo in fibra di carbonio integra serbatoio e coda, con un design pulito, leggero e rigidissimo. Forcelle da 40 mm, ruote da 18”, freni Brembo e ammortizzatori Wilbers o YSS. Ogni componente, dalle teste motore alle pedane, è realizzato su misura, con cura maniacale. L’attenzione ai dettagli è totale: staffe, comandi, supporti e cablaggi sono lì da vedere. Il risultato finale? Ultima ma non ultima questa splendida Guzzi V11.

Paul Führmann ha unito il motore V11 da 1.064 cm³ con il telaio Tonti di una Le Mans Mk II, creando la “Horizontal 723”. Le sospensioni comprendono forcelle modificate con internals Bitubo e ammortizzatori YSS, mentre freni e dischi sono stati aggiornati. Serbatoio in alluminio, sella in pelle, fanale integrato e altre finiture artigianali completano la silhouette minimalista ma aggressiva. A differenza della moto qui sopra, realizzata completamente da solo in garage, la prossima moto sarà costruita assieme a due amici, uno dei quali è il proprietario.
Moto Guzzi Le Mans II by Doc Jensen Guzzi
La moto è in pessime condizioni, ferma da 10 anni dopo essere stata completamente riverniciata a pennello. Il motore presenta perdite d'olio dalla base dei cilindri e tra cilindri e teste. Un pò di gnagna sulle pareti aiuta a lavorare meglio... ma non è tutto; la discussione prosegue tra commenti e foto condivise negli studi di appassionati. In molti casi si osservano trasformazioni di base Guzzi Nevada, Le Mans e V50 in chiave cafe racer con serbatoi, codoni e forcelle rivisitate.
