Disturbi gastrointestinali negli atleti di endurance: il caso della dissenteria nei ciclisti
I principali disturbi dell’apparato gastroenterico riportati dagli atleti delle discipline di endurance sono: reflusso gastroesofageo, bruciori di stomaco, nausea, vomito, dolori addominali, diarrea e presenza di sangue nelle feci. Tuttavia, anche tra i ciclisti sono possibili disturbi gastrointestinali, in particolare quelli dovuti alla diarrea osmotica. Nelle gare di tipo “granfondo” o gare di triathlon, sono presenti i ristori in punti strategici del percorso in cui gli atleti vengono riforniti di cibi e bevande. Molto spesso in questi ristori, vengono proposte bevande idrosaline sciolte in acqua ma non sempre preparate nella giusta maniera.
Infatti, l’assunzione di soluzioni idrosaline troppo concentrate di zuccheri, in particolar modo fruttosio, richiama acqua a livello intestinale con conseguente aumento dell’osmolarità ed insorgenza di diarrea che può essere motivo di ritiro dell’atleta dalla competizione sportiva. Questo tipo di disturbo gastrointestinale è possibile anche negli atleti più esperti. Il caso più eclatante e recente è sicuramente quello del ciclista professionista Tom Dumoulin in maglia di leader al Giro d’Italia 2017, durante la tappa con la scalata allo Stelvio. L’atleta ebbe un’improvvisa diarrea osmotica, causata dall’assunzione troppo ravvicinata di gel energetici.
Le donne hanno una maggior probabilità di incorrere nei disturbi gastrointestinali rispetto agli uomini ed anche il grado di allenamento ha la sua importanza. Le alte temperature, causando un maggior sequestro di sangue verso la cute (per la termoregolazione), riducono ulteriormente il flusso ematico agli organi endoaddominali. Infine, un altro fattore di rischio è sicuramente una dieta non adeguata al tipo di attività fisica o intensità che l’atleta andrà ad affrontare. Hoffman MD, Fogard K. Res Sports Med. 2012 Jan;20(1):59-69. ultramarathon runners.
La dissenteria, diffusa anche tra atleti, può manifestarsi in diverse forme: sintomi comuni includono nausea, dolore addominale, diarrea acquosa e maleodorante, talvolta accompagnati da muco e sangue, dolore rettale e febbre. A volte possono riscontrarsi anche vomito, rapida perdita di peso e dolori muscolari generalizzati. Una gestione adeguata prevede la riidratazione orale e, se necessario, ospedalizzazione per somministrazione di liquidi endovenosi. Una diagnosi clinica tiene conto della storia clinica e di eventuali campioni di feci per identificare l’agente causale. Se trattata correttamente, la maggior parte dei casi regredisce entro dieci giorni e quasi tutti i pazienti recuperano entro due-quattro settimane dall’inizio della terapia adeguata.
Nei casi di dissenteria lieve o moderata da Shigella non grave, può essere utile lasciare che proceda il decorso, ma se l’infezione appare grave, antibiotici come ciprofloxacina possono essere utili. Tuttavia molti ceppi diventano resistenti e i farmaci efficaci scarseggiano nei paesi in via di sviluppo. In situazioni ideali, nessuna terapia antibiotica deve essere somministrata fino a quando gli studi al microscopio e la coltura microbiologica non hanno stabilito gli agenti infettivi coinvolti. Una diagnosi clinica è supportata dall’esame obiettivo e dalla coltura delle feci per identificare l’organismo causale. Se trattata correttamente, la dissenteria amebica e batterica regredisce entro dieci giorni e quasi tutti i pazienti raggiungono un pieno recupero entro due-quattro settimane dall’inizio della terapia.
Ci sono significativi richiami operativi per gli atleti: dare tempo sufficiente al nostro apparato digerente per lavorare, gestire il timing del pasto pre-gara e dei ristori; prestare attenzione al livello di umidità dei prodotti consumati e alla semplicità delle preparazioni, preferendo alimenti ben cotti e facilmente digeribili. Se usiamo riso o pasta, è consigliabile lasciarli al dente per facilitarne la digeribilità. Un altro problema può essere legato all’alto consumo di carboidrati in gara; gradualmente, in modo lento e progressivo, è necessario iniziare ad allenarsi prima a stomaco pieno gestendo le intensità. Per quanto riguarda gli integratori, alcune opzioni possono prevenire o ridurre i disturbi gastro-intestinali, ma è essenziale consultare fonti affidabili e professionisti.
La gestione periodica dei liquidi è cruciale: bere abbondantemente ma con attenzione, evitando bevande alcoliche e caffeina, che irritano l’intestino, così come le bevande gasate. In generale è preferibile bere acqua oligominerale naturale, eventualmente con zucchero e succo di limone, e farlo a piccoli sorsi frequenti per permettere un’assorbimento costante da parte della mucosa intestinale. Per quanto riguarda i cibi, esistono molte opzioni tidate e facili da digerire: pane bianco tostato, pane bianco senza mollica, fette biscottate, pasta da farina bianca 00, riso, semolino, carni magre, pesce lesso o ai ferri, formaggi freschi non fermentati, uova, bresaola, prosciutto sgrassato, carote, lattuga, patate, spinaci cotti, albicocche, ananas, banana, limone, mele, pesche, pompelmo. I condimenti vanno limitati all’olio extravergine di oliva crudo e moderato. Andrebbero invece evitate fibre grezze e alimenti integrali che accelerano il transito. In pratica, la dieta di gara deve favorire una digestione tranquilla e un bilancio idrico stabile.
Nel contesto delle gare a lunga distanza, la gestione realistica del rischio di dissenteria implica anche l’analisi del contesto climatico e delle condizioni di stress termico, che influenzano il flusso sanguigno agli organi addominali. Alla luce di casi come quello di Dumoulin al Giro d’Italia 2017, emergono riflessioni sull’uso dei gel energetici: possono essere utili ma richiedono tempismo e moderazione, poiché concentrazioni elevate di glucosio possono provocare diarrea quando l’organismo è disidratato. Questo fatto non solo compromette le prestazioni immediate, ma può incidere sull’esito di intere tappe o gare.
Di seguito, viene sintetizzato un quadro operativo utile per atleti ed entourage: attenzione al timing dei pasti pre-gara, scelta di alimenti digeribili e a basso contenuto di fibre grezze, gestione dell’idratazione con liquidi isotoni ed evitando caffeina e alcol, considerazione dell’impatto termico e della gestione dello stress. Nei casi di dissenteria acuta, la terapia di reidratazione orale è di primo livello, mentre la somministrazione di antibiotici va valutata in base all’agente infettivo e alla gravità della condizione, con particolare cautela nei paesi in via di sviluppo.

Infine, si tenga presente che le informazioni presentate non sostituiscono la consulenza medica professionale. Le fonti includono riferimenti su dissenteria, gestione della diarrea, salute intestinale e studi di contesto sportivo, con esempi pratici tratti dal mondo del ciclismo e dall’endurance.
tags: #ciclista #colto #da #dissenteria
