Pedali SPD per enduro: analisi, confronto e scelta tra flat e sgancio
SUMMIT è il pedale flat sviluppato per rispondere alle esigenze reali del freeride moderno: massima stabilità, grip costante e affidabilità assoluta anche nelle condizioni più estreme. After months of testing in the most extreme bike parks and thanks to feedback from athletes and riders, the Freeride XL was born - the expanded version of our best-selling pedal. Freeride pedal, the result of several months of testing directly in the best European bike parks. Its surface and the position of the PINs guarantee the foot excellent grip in all conditions. This extruded aluminum pedal has a narrow plant design making it ideal for those looking for stability and control on their trail and enduro bikes. The 8 pins guarantee a perfect foot grip and the offset of the pin means that the entire sole of the foot rests solely on them. This extruded aluminum pedal has a wider width than standard pedals, making it the ideal choice for riders looking for maximum stability and control during their MTB adventures, whether trail, enduro or downhill.
Il contesto: perché pedali flat o SPD?
Il controllo è tutto, soprattutto quando il sentiero diventa tecnico. Molti rider apprezzano i pedali flat per libertà e immediatezza, ma quando si cerca un collegamento più saldo con la bici, il pedale con aggancio rimane una scelta molto efficace. Tutti i modelli analizzati promettono una connessione precisa alla scarpa, una buona trasmissione della potenza e uno sgancio affidabile anche nelle situazioni difficili. Se vuoi il massimo equilibrio tra precisione, qualità costruttiva e controllo, Crankbrothers Mallet E LS è il riferimento del test. Se cerchi un pedale più leggero e molto efficiente per trail riding, Shimano XTR PD-M9120 e HT T1 sono alternative eccellenti. La scelta non dipende solo dal peso o dal prezzo.
Un buon pedale deve continuare a funzionare anche con sporco, pietre e colpi laterali. Consiglio pratico: se possibile, prova sempre l’abbinamento scarpa-pedale prima dell’acquisto. Nel test trovi pedali con sistemi differenti. DMR, Funn, Shimano, Xpedo e Paw MC Fly utilizzano soluzioni compatibili o vicine allo standard SPD, apprezzato perché collaudato, diffuso e regolabile. HT usa un sistema proprietario molto simile come filosofia. Lo standard SPD è spesso il più intuitivo per chi arriva dal cross-country o usa già pedali Shimano. I sistemi a staffa come Crankbrothers e Time possono offrire un ottimo comportamento con fango e sporco, ma hanno una sensazione diversa in fase di aggancio e sgancio.
La tabella aiuta a capire in pochi secondi carattere, peso e destinazione d’uso dei modelli principali. Lavorazione di alta qualità, estetica curata e grande sensazione di solidità. L’ingresso risulta più fluido rispetto ai sistemi SPD classici, mentre il meccanismo a staffa lavora bene anche con sporco e fango. Il DMR è grande, pesante e molto orientato alla presa. I pin opzionali permettono alla scarpa di aderire con decisione al pedale. Il Funn Ripper MTB utilizza un meccanismo oscillante compatibile con SPD e offre una base leggermente più ampia rispetto al DMR. Il sistema HT è vicino come filosofia allo standard SPD, ma funziona al meglio con le tacchette in dotazione, disponibili con galleggiamento da 4° o 8°. Il Magped Enduro è grande, pesante e completamente diverso dagli altri pedali del test. Non usa un aggancio meccanico classico: sfrutta un magnete regolabile in due intensità e una piastra metallica montata sotto la scarpa. Il pedale XTR è leggero, affidabile e molto funzionale. L’ingresso e lo sgancio sono facili, rapidi e prevedibili. Da considerare: la gabbia protegge il meccanismo, ma non lavora come grande piattaforma di appoggio. Il più leggero del test, con una lavorazione molto curata. L’attacco è compatibile SPD, ben regolabile e funziona in modo convincente. Pedale solido, ben rifinito e comunque leggero. Come Crankbrothers, Time utilizza una struttura a staffa. È l’unico pedale del test con corpo in nylon e attacco compatibile SPD integrato. I piccoli pin in plastica non sono particolarmente aggressivi, ma l’ampia superficie garantisce comunque una buona posizione del piede.
Il Crankbrothers Mallet E LS si distingue perché unisce qualità costruttiva, stabilità, gestione dello sporco e sensazione di controllo. Perché vince: offre una piattaforma stabile, un ingresso fluido, un meccanismo efficace anche su terreni sporchi e un livello di finitura superiore. I pedali mostrano il loro vero carattere solo in movimento. Ogni pedale è stato provato su un percorso di circa otto chilometri, con tratti tecnici in salita e in discesa. Tutti i pedali del test sono validi, ma non tutti rispondono alla stessa esigenza. I modelli con gabbia ampia, come Crankbrothers, DMR, Funn, Magped e Xpedo, offrono più appoggio e trasmettono maggiore controllo nelle fasi guidate. Se vuoi un pedale completo per trail ed enduro, il Crankbrothers Mallet E LS è la scelta più convincente. Se preferisci una sensazione classica, immediata e affidabile, Shimano XTR PD-M9120 rimane una garanzia.

La tabella elenca pesi e destinazioni d’uso di modelli principali: PD-ME700, Magped Enduro, XTR, M820, M520 e altri, con note su affidabilità, ingresso e sgancio, e robustezza in condizioni di sporco e fango.
- Peso 480 gr. Grazie alla vasta superficie di contatto, i pedali PD-ME700 vi consentono di concentrarvi sul tracciato.
- Peso 420 gr. Agganciati ai robusti denti di aggancio dei pedali SPD della serie SAINT M820 per affrontare i più impegnativi tracciati di downhill.
I PEDALI A SGANCIO SHIMANO M520 SPD sono perfetti per MTB Cross Country e XC. Questa coppia di pedali automatici Shimano XT soddisfa le tue aspettative in termini di rigidità, prestazioni e leggerezza nella tua normale mountain bike. Il pedale BLACK KAT è il mix perfetto di peso, dimensioni, prestazioni, sensazione e la durata che ti aspetti da DEITY. Renthal è orgogliosa di presentare i nuovissimi pedali piatti Revo-F. Voglio condividere la mia esperienza in merito all’eterno dubbio Flat o Spd nella scelta dei pedali per la Mtb. Che poi di eterno dubbio non si parla visto che negli ultimi 5 o 6 anni ho usato solo pedali Spd senza avere nessun dubbio.
Io faccio Enduro, All Mountain e qualche granfondo. Ho usato i pedali Flat nel primo periodo in cui ho iniziato a andare in mtb e poi ho capito subito che “quelli bravi” non usavano i pedali normali ma quelli a sgancio. Quindi se volevo anche io avere un approccio serio alla Mountain Bike dovevo passare ai pedali Spd; ho usato vari modelli di pedali Spd ma sempre Shimano, alla fine usavo questo modello. Questo anche se non erano le gare XC o Granfondo la mia passione ma l’enduro e l’All Mountain. Effettivamente a parte le prime uscite dove “essere agganciato” era imbarazzante e dopo essermi abituato ho dimenticato i pedali flat e mi sono persuaso che potevo anche io essere uno serio. Così ho usato gli spd per molti anni e ho convinto molte persone a passare agli spd.

Nella primavera del 2018 decido che voglio migliorare la mia tecnica a 360 gradi, in discesa e salita. Inizio a studiare, leggere e informarmi. Ryan Leech propone di usare sempre i flat nei suoi corsi; Luca Masserini consiglia ai principianti almeno un anno di Flat. Molti spiegano che il pedale agganciato ci fa disimparare perché il piede non deve schiacciare, non serve che si muova, che copi il terreno e tutto il corpo non assumerà determinati atteggiamenti utili a stare ben posizionati sulla bici.
Cercando in Internet non farete fatica a trovare un video di un tester inglese che fa 2 discese con flat e spd e misurando la velocità nelle varie frazioni. Nella discesa completa guadagna 8 secondi con i flat. Flat spariti in DH ed Enduro Race. Eppure in DH ed Enduro ormai si vedono solo SPD, solo Sam Hill fa qualcosa in Enduro con i Flat. Un approccio serio ai pedali Flat porta a una tecnica che valorizza la libertà di movimento e il contatto diretto con la bici.

Ho deciso quindi di riprovare i pedali flat optando per una combo pedale/scarpa serio (DMR Vault e 5.10 Freerider Pro) e grazie al corso di Ryan Leech ho imparato che andare con i flat ha delle regole ben precise. Ho iniziato in modo serio sia in salita che in discesa. Ho avuto la sensazione di ricominciare ad usare i piedi per guidare, di usare correttamente i tendini di achille e polpacci, di ritrovare un senso di divertimento e libertà. Ho osato di più in passaggi tecnici sia in salita che discesa. Non avevo la sensazione di essere meno efficace in salita, ora uso meglio i piedi. Lavorando sulla tecnica in discesa, sulla posizione dei talloni, gambe e corpo sto smettendo di pensare ai piedi che possono staccarsi dai pedali e inizio a sentirmi una cosa unica con la bici.
DEVI USARE I PEDALI FLAT.... Punto e basta
Pedali Catalyst: oltre ai DMR Vault ho deciso di ordinare dagli USA una coppia degli ormai famosi pedaly Catalyst di Pedalling Innovation. Puoi ordinarne un paio direttamente dal sito ufficiale. Sono pedali innovativi più lunghi di un pedale normale che stanno riscuotendo un grande successo grazie all’efficacia sia in pedalata che in fase di guida. Che ne dite?
Chi utilizza pedali clipless da molto tempo, spesso resta fedele allo stesso marchio o sistema per anni, per la logica che “squadra che vince non si cambia”. Avere gli svantaggi dei pin su un pedale a sgancio non piace. Qual è il sistema migliore? Flat o sgancio?
I pedali a sgancio rapido sono indicati per chi cerchi l’efficienza, la connessione col mezzo e le alte prestazioni, anche in ambito race. I pedali e le scarpe costituiscono le fondamenta della nostra struttura “biker+bici”. Ovviamente, oltre che in discesa, anche nel gesto pedalato la connessione calzatura-pedale assume una grande importanza, così come il posizionamento del piede sul pedale stesso. Se avete letto il nostro tutorial come scegliere la prima mtb saprete che al momento dell’acquisto la maggioranza delle mountain bike monta degli economici pedali di plastica. I pedali a sgancio si usano con scarpe apposite che si agganciano al pedale tramite una tacchetta posta sotto la suola. I pedali ibridi specifici da mtb (quindi dotati di pin sulla faccia piatta) possono essere una soluzione per chi stia imparando ad usare lo sgancio rapido ma voglia avere comunque la sicurezza del flat.
Un esempio di pedale per mtb a piattaforma, “flat”. In questo caso il materiale plastico permette di ridurre sia il peso che il prezzo, pur offrendo un ottimo grip grazie ai pin molto sottili e intercambiabili. I flat sono più semplici da usare ma anche loro richiedono scarpe dedicate. Le sneakers da tennis o gli scarponcini da montagna non sono nati per stare incollati a dei pin; fate la prova con una scarpa dedicata. In caso di molto fango o neve i flat sono più comodi e relativamente più sicuri. I flat, per essere utilizzati al meglio, richiedono più tecnica degli sganci. È necessario fare attenzione a come si pedala, una posizione errata dei piedi fa perdere efficienza ed ergonomia.
A volte vedo dei rider che tengono i piedi troppo “a papera” oppure con l’asse del pedale a metà piede. I pro: i pedali a sgancio offrono una migliore efficienza in pedalata. Con gli sganci possiamo effettuare una pedalata rotonda al 100%, utilizzando tutti i muscoli della gamba nell’azione propulsiva. Un pedale a sgancio rapido con piattaforma è indicato per MTB all mountan, trail, enduro e downhill: offre più appoggio al piede ed è più robusto. Un buon pedale flat è concavo, sottile ma non troppo, della grandezza giusta, cioè correlata al vostro piede e dotato di pin sottili. Questi devono poter penetrare bene nella suola della scarpa. La piattaforma o gabbia esterna non solo protegge il pedale dagli urti ma fornisce un appoggio in caso di tratti scivolosi percorsi con il piede sganciato e appoggiato sul pedale.

Esistono pedali con aggancio fisso sui due lati o con un sistema simile a un “frullino” che ruota sul perno centrale. Le tacchette possono essere fornite insieme ai pedali o acquistate compatibili con più modelli. Se il vostro pedale presenta un meccanismo di ritenzione regolabile, allentate la tensione della molla portandola al minimo. Durante i primi giri agganciate-sganciate molte volte, esagerando il movimento di rotazione del tallone. Presa la dovuta confidenza, via alle prime uscite: riscaldamento e prove costanti di aggancio e sgancio in rettilineo e in curva, con sella alta e bassa. Il surplace è una delle basi della mtb assieme al manual e al bunny hop.
La scelta finale dipende dalle preferenze personali, dal tipo di terreno e dal livello di tecnica. Le aziende di scarpe con suola progettata per i pedali flat sono poche; abbiamo provato e ci siamo trovati bene con FiveTen, Fox, Ride Concept, Specialized e la suola XS Ride di Vibram. Con i pedali flat, in discesa, è indispensabile assumere una posizione con il piede anteriore per avere il massimo grip, e in frenata con entrambi i piedi a talloni bassi.
