opinioni rock shox lyrik 160: prestazioni, regolazioni e confronto con Fox 36
La Lyrik 2-step è una forcella ad aria a piastra singola, con una compensazione fra la camera negativa e quella positiva che avviene automaticamente, permettendo di avere un unico punto di carico dell'aria e di non doversi preoccupare di bilanciare convenientemente la pressione delle due camere. Come ormai di norma per forcelle di queste escursioni, il fissaggio della ruota avviene tramite un perno passante. Rock Shox adotta ormai da anni un perno denominato Maxle di sua proprietà, il quale rimane in sede grazie a due camme che ne espandono le estremità. Molto importante è avvitare a fondo il perno prima di bloccarlo tramite l'apposita levetta, dato che non è la prima volta che troviamo dei Maxle allentati proprio perchè non avvitati a dovere durante il montaggio della ruota!
La cavo del freno anteriore viene fissato alla forcella alloggiandolo in un apposito incavo presente nell'archetto e bloccandolo con una fascetta da elettricista. Morale della favola: la pompa in dotazione non ha l'attacco più lungo del solito per pura casualità, ma perché effettivamente necessario con la valvola di questa Lyrik se non si vuole perdere qualche decina di psi ogni volta che si stacca la pompa. L'idraulica adottata dalla Lyrik in test è di tipo Mission Control. Taratura del gate (soglia di sblocco), mediante il registro posto al centro della ghiera di regolazione delle basse velocità. Il registro si aziona mediante una chiave esagonale che potete trovare sfilando il registro del ritorno dalla sua sede, nel caso ne foste sprovvisti.
Giocando con le varie regolazioni, troviamo conferma di quanto ricordavamo dalle Lyrik provate nelle ultime stagioni. La compensazione fra la camera negativa e quella positiva avviene automaticamente, il che consente di avere un unico punto di carico dell'aria e di non doversi preoccupare di bilanciare convenientemente la pressione delle due camere. Dal punto di vista del controllo dell'idraulica, la Lyrik 2-step è quanto di meglio si possa immaginare. La regolazione della compressione alle basse velocità ed il lock-out con ampio range di regolazione del gate permettono infatti di trovare tutte le combinazioni possibili ed immaginabili e di soddisfare perciò ogni esigenza. La risposta "piena" anche nella parte intermedia di travel fa sì che questa 2-step sostenga debitamente l'avantreno anche sulle discese più ripide e gradonate.
Passando alle impressioni di guida, la Lyrik sembra offrire una precisione di guida e una solidità strutturale superiori rispetto alla Fox 36, soprattutto in abbinamento a ruote come le Sram Rail 40 con mozzo Torque Cap, che potrebbero aumentare la sensazione di precisione direzionale. L’interasse maggiore (seppure di pochi mm) e la struttura massiccia della RockShox si fanno sentire davvero. La Fox 36, invece, in questo frangente ha un comportamento più personalizzabile grazie all’apposito registro delle alte velocità, anche se di base mi è sembrata comunque abbastanza “sostenuta”, dettaglio che in discesa, specie in frenata, si apprezza molto.
La Fox 36 può vantare una sensibilità di funzionamento alle basse velocità davvero notevole e agevola la marcia nell’offroad. Stesso discorso per la Lyrik, salvo che sui fondi compatti si può contare sulle posizioni Pedal e Lock del Charger Damper. Su entrambe i click dei registri si sentono. Per Fox le differenze sui registri di compressione sono più avvertibili ogni due click. Sia la RockShox Lyrik che la Fox 36 sono regolabili alle basse velocità e questo mi ha aiutato a trovare il giusto feeling. Più sensibile la Lyrik, più sostenuta la Fox 36 in frenata.
La RockShox Lyrik non è regolabile esternamente, mentre la Fox 36 lo è. Assorbono benissimo anche gli impatti più violenti trasmettendo una sensazione di grande contatto con il terreno, quindi tanto feeling con la guida. Le bici odierne con angoli di sterzo così aperti non soffrono più molto di ondeggiamenti fastidiosi in pedalata. Certo che la 36 non ha registri di nessun tipo per la salita, mentre la Lyrik, regolando la forcella nella posizione Climb, è sostanzialmente ferma e più efficiente.
La Fox 36 è più sensibile alle regolazioni. Personalmente ho preferito la Fox 36: ha tante regolazioni a patto però di saperci mettere le mani, altrimenti diventa un problema. che mostra, quindi, la Fox in vantaggio sulla Lyrik.
Dal punto di vista delle dimensioni e delle escursioni, la gamma Lyrik propone opzioni di travel che vanno da 160 a 180 mm per ruote da 27,5”, mentre la Fox 36 si estende da 140 a 170 mm per la stessa categoria. Inoltre, Fox non dimentica le ruote da 26” ed estende quindi la compatibilità della 36 a tutti i diametri di ruota canonici. Entrambe le forcelle hanno un perno passante da 15 mm con battuta di 100 mm, e la Fox propone anche la convertibilità dal 20 al 15 mm sulla gamma 2016.
La distanza tra gli steli della Fox 36 è inferiore rispetto a quella della Lyrik. La Fox, pur avendo steli più grandi, ha un interasse di 134,5 mm, mentre la Lyrik è 136,6 mm (lo stesso della Pike). In sintesi, la Lyrik può offrire una sensazione di maggiore rigidità e direzionalità in certe condizioni, mentre la Fox 36 propone una maggiore personalizzabilità e una gestione migliore in salita grazie al settaggio delle alte velocità e a una mappa di regolazioni più accessibile.
Nell’analisi finale dei tester, la Lyrik appare come riferimento dell’enduro per precisione e solidità, ma la Fox 36 resta preferibile per chi cerca una configurazione altamente personalizzabile con un’enfasi sulla salita e sulla frenata in condizioni aggressive. Le differenze pratiche tra le due forcellone emergono soprattutto dalle preferenze di guida: la Lyrik è più stabile e precisa su terreni moderatamente accidentati, mentre la Fox 36 brilla per la varietà di settaggi e per la gestione in salita e in frenata su salite e discese molto impegnative.
- Uso di ruote 27,5”: Lyrik 160-180 mm, Fox 36 140-170 mm, con differenze di feeling in tracciato enduro.
- Interasse: Lyrik 136,6 mm, Fox 36 134,5 mm, influenze su stabilità e sterzata.
- Regolazioni: Lyrik esternamente non regolabile, Fox 36 regolabile esternamente con una gamma più ampia di tweak.
- Comportamento: Lyrik più rigida e stabile, Fox 36 più personalizzabile e sensibile alle regolazioni.

Per chi chiede se valga la pena l’upgrade, alcune considerazioni finali includono scenario di utilizzo e peso. Una persona di 100 kg potrebbe ritenere meno vantaggioso l’upgrade a una forca rigida, soprattutto su discese lunghe e molto impegnative, dove la rigidità aggiunta potrebbe portare a maggior affaticamento. Altri potrebbero beneficiare di un miglior grip in condizioni difficili, ma la perdita di comfort su percorsi molto assorbenti potrebbe essere un compromesso non ideale. La valutazione resta fortemente dipendente dal tipo di giri, dai percorsi e dall’uso.
RockShox, Fox o Öhlins? Il confronto DEFINITIVO delle forcelle MTB
Dal punto di vista della manutenzione, la Lyrik richiede attenzione al three-steps del sistema 2-step della tecnologia Dual Flow e una gestione accurata del registro del ritorno e delle basse velocità, mentre la Fox 36 richiede una gestione più attenta delle alte velocità e delle pressioni interne per mantenere la sensazione di controllo. Il test di durata ha dimostrato che l’affidabilità del sistema 2-step della Lyrik rimane elevata, con una buona stabilità nel lungo periodo, sebbene sia necessario monitorare nel tempo l’usura dei componenti e le variazioni di prestazioni.
In conclusione, per chi cerca una guida più stabile e direzionale in condizioni miste, la Lyrik offre una precisione superiore e una gestione molto efficace del sistema 2-step, mentre la Fox 36 propone un insieme di regolazioni che permette di adattarsi rapidamente a diverse situazioni, con una sensibilità e una prestazione in salita che possono essere decisive per chi guida con stile agonistico o prova a massimizzare la velocità in percorsi impegnativi. Entrambe le forcelle rappresentano un riferimento nel settore enduro e oltre, offrendo livelli di avanzamento tecnologico e di regolazione che possono soddisfare diversi stili di guida e bisogni degli appassionati di mountain bike.
