Moto Guzzi Falcone Militare: Storia, Valore e Identificazione di un'Icona Italiana
La Moto Guzzi Falcone 500, un nome che evoca passione, storia e un'epoca d'oro del motociclismo italiano, continua a suscitare interesse tra collezionisti e appassionati. In particolare, le versioni di derivazione militare e delle forze dell'ordine rappresentano un capitolo affascinante di questa leggendaria motocicletta. Questo articolo si propone di esplorare la storia, le caratteristiche distintive e il valore di mercato di queste moto, con un occhio di riguardo alle domande più frequenti poste dai proprietari e dagli aspiranti tali, come nel caso di Antonio, un appassionato che si è rivolto alla comunità per comprendere meglio il suo ritrovamento.
Le Origini e l'Evoluzione del Falcone
Il glorioso Falcone, prodotto tra il 1950 e il 1967, incarnava le idee costruttive di Carlo Guzzi e dell'ingegner Edgar Carcano: leggerezza, semplicità e affidabilità. Frutto delle esperienze vincenti nel motomondiale, divenne presto un simbolo dell'Italia capace di rialzarsi dopo la Seconda Guerra Mondiale. Non a caso, fu il mezzo in dotazione alle forze dell'ordine italiane, dalla Polizia Stradale ai Carabinieri, dalla Guardia di Finanza all'Esercito, fino ai Corazzieri del Presidente della Repubblica.
La Moto Guzzi Falcone 500 venne presentata al Salone di Ginevra nel 1950 e rimase in produzione, con vari aggiornamenti, sino al 1967. Nel 1953, la Moto Guzzi decise di mettere in commercio una nuova moto più "tranquilla" denominata Falcone Turismo. Da quell'anno in poi nacque la distinzione tra Falcone Turismo e Sport. La motocicletta, per le sue doti di robustezza e tenuta di strada, fu subito notata dalle Istituzioni che decisero di acquistarla sia nella versione Sport che in quella Turismo.

Il Falcone militare differiva ben poco dalla versione civile dal punto di vista meccanico. I rapporti al cambio erano più corti per favorire una maggiore ripresa. Era dotato di una dinamo più potente da 60W, modello Marelli DN36C, con regolatore di tensione separato modello IR39C, a differenza della versione civile che montava una dinamo da 30W modello Marelli DN19G 30/6 2000 D con regolatore da 6V-30W.
Dal punto di vista estetico, il Falcone "militare", sia nella versione Sport che Turismo, differiva dalla versione civile per l'adozione di un terminale di scarico di forma cilindrica privo della cosiddetta "coda di pesce". Il faro anteriore aveva una posizione più alta (tale modifica era stata ottenuta montando le orecchie di fissaggio al contrario rispetto alla versione civile) in quanto sotto di esso era installata la sirena a fischio Marelli. Inoltre, montava di serie il contachilometri, che invece risultava essere un accessorio per la versione civile. Una particolarità delle primissime Moto Guzzi consegnate alla Polizia Stradale fu quella di essere prive della sirena, che verrà installata dai reparti alla consegna del motociclo al di sopra del faro, essendo quest'ultimo ancora nella posizione bassa della versione civile. La prima fornitura di moto ai vari Corpi dello Stato e Forze Armate fu fatta nel solo colore Rosso Guzzi.
La Polizia Stradale fu il Corpo che la mantenne in servizio per più di 20 anni, arrivando ad affiancarla con la versione del 1967 alle Moto Guzzi V7. Per questo motivo, tali versioni furono anche dotate di apparato radio, che veniva installato con appositi supporti sul portapacchi posteriore. La relativa centralina, invece, era installata con apposite staffe sotto il parabrezza. Sulla moto venne montato un parabrezza realizzato con un telaio in alluminio che aveva il compito di sostenere il plexiglass a forma di mezzaluna e una paratia inferiore in pelle a protezione del motociclista. Il parabrezza era fissato al manubrio con apposite staffe in posizione arretrata rispetto al fanale.
Le Versioni Militari e delle Forze dell'Ordine: Un Mosaico di Identità
La storia del Falcone si intreccia indissolubilmente con quella delle forze armate e di polizia italiane. Diverse istituzioni hanno adottato il Falcone, ognuna con specifiche esigenze e allestimenti.
Polizia Stradale
La Polizia Stradale fu uno dei principali utilizzatori del Falcone. Le prime forniture avvennero nel classico colore "Rosso Guzzi". Successivamente, la colorazione subì variazioni: si passò al "Rosso Amaranto" (Lechler Vinaccia 8066 MIL A9) fino al 1958, poi al "Verde" (Lechler Verde 8231 MIL A15) dal 1958 al 1976, e infine all'"Azzurro" (Lechler Azzurro 8236 MIL A18) dal 1976. Le versioni della Polizia Stradale erano spesso equipaggiate con sirena, contachilometri e parabrezza.

Carabinieri
Per l'Arma dei Carabinieri, il Falcone fu introdotto in sostituzione della Moto Guzzi Superalce e rimase in servizio fino all'arrivo della Moto Guzzi V7. L'allestimento era standard, impiegato prevalentemente per uso logistico, senza particolari aggiunte. I mezzi consegnati provenivano dalla motorizzazione militare dell'Esercito, poiché i Carabinieri facevano ancora parte di quest'ultimo.
Guardia di Finanza
Anche la Guardia di Finanza adottò il Falcone 500, sia nella versione Sport che Turismo. Le prime moto furono consegnate nel classico "Rosso Guzzi". Con l'entrata in servizio della nuova versione Turismo del 1967, vennero aggiunti il paragambe, una sirena a fischio Marelli e sul gambale sinistro della forcella fu installato un disco metallico con lo stemma del Corpo. Una colorazione distintiva per la Guardia di Finanza fu il "Grigio medio più chiaro Fiat 654", denominato anche "Grigio Finanza", utilizzato tra il 1960 e il 1970.

Esercito Italiano
Il Falcone fu ampiamente impiegato dal Regio Esercito durante la Seconda Guerra Mondiale, equipaggiando interi reggimenti bersaglieri motociclisti come mezzo da esplorazione e guida-colonna. Un particolare allestimento era quello porta-arma, con un fucile mitragliatore Breda Mod. 30 installato su supporto brandeggiabile. Per l'Esercito, la colorazione predominante era il "Verde militare" (Lechler Verde Bottiglia 8024 MIL A5 o Lechler Verde oliva 8024 MIL A5).
Nel 1970 venne messo in vendita il Nuovo Falcone 500 Militare, che era tale e quale al modello dato in dotazione all'Esercito (i colori disponibili erano il verde oliva e il blu scuro, a cui si aggiungeva un rosso con parti del serbatoio cromate). Il Nuovo Falcone fu pensato prima di tutto come mezzo da destinare a militari e forze dell'ordine, per questo doveva essere semplice da mantenere e robusto.
Corazzieri del Presidente della Repubblica
Anche i Corazzieri del Presidente della Repubblica ebbero in dotazione il Falcone. Il primo allestimento era praticamente identico alla versione civile, con la differenza legata alla presenza dell'aquila simbolo dei Corazzieri sul parafango anteriore e di un paragambe differente. Il secondo allestimento presentava un parafango anteriore con paratie laterali, un faro anteriore con all'interno il contachilometri, sirena a fischio e due fari supplementari. La moto montava anche un avviamento elettrico e un impianto elettrico a 12 volt, oltre a un doppio scarico.
Vigili del Fuoco
Il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco ebbe in dotazione alcuni esemplari del Falcone 500 versione Turismo. La moto aveva lo stesso allestimento della versione Polizia Stradale, ovvero sirena sotto il faro anteriore, supporto laterale per la paletta, parabrezza e contachilometri.
Identificazione e Valore di un Falcone Militare
Identificare l'origine militare o di polizia di un Moto Guzzi Falcone 500 richiede un'attenta analisi di vari elementi, come suggerito dalla richiesta di Antonio.
- Colore e Verniciatura: Le colorazioni originali dei vari corpi sono un indicatore fondamentale. Ad esempio, il "Rosso Guzzi" per le prime forniture, il "Grigio Finanza" per la Guardia di Finanza, o il "Verde Militare" per l'Esercito.
- Allestimenti Specifici: La presenza di sirene, parabrezza, supporti per radio, contachilometri di serie, o particolari conformazioni di parafanghi e scarichi sono indizi preziosi.
- Numeri di Telaio e Motore: Sebbene non sempre immediatamente accessibili o documentati, questi numeri possono fornire indicazioni sull'anno di produzione e sull'eventuale destinazione originale. La documentazione originale (libretto, targa) è, come nel caso di Antonio, un elemento cruciale. Se la moto è stata ritargata civile nel '77, è importante verificare se la targa e il libretto originali del '77 corrispondano ai dati del telaio e del motore.
- Particolari Estetici: Elementi come le guance del serbatoio (cromate o verniciate), la forma del paragambe, la posizione del faro anteriore e la presenza di stemmi o aquile possono aiutare a definire l'allestimento originale.
Per quanto riguarda il valore, è una questione complessa e soggetta a molteplici fattori, come evidenziato nelle discussioni tra appassionati.
- Condizioni Generali: Una moto in perfette condizioni, restaurata con cura o in eccellente stato di conservazione originale, avrà un valore significativamente superiore. La capacità di avviarsi e funzionare (come nel caso della moto di Antonio) è un ottimo punto di partenza.
- Originalità delle Parti: La presenza di tutte le parti originali è fondamentale per un collezionista. Modifiche o sostituzioni non conformi possono diminuire il valore.
- Provenienza e Storia: Un Falcone con una storia documentata, magari appartenuto a un corpo specifico e con la relativa documentazione, acquista un valore aggiunto. Il "Fattore Storico" gioca un ruolo determinante.
- Rarità della Versione: Alcune versioni militari o di corpi speciali potrebbero essere più rare e quindi più ricercate sul mercato.
- Richiesta del Mercato: Come per ogni bene da collezione, il valore è influenzato dalla domanda. Le discussioni tra appassionati suggeriscono che un Falcone ex-polizia del '60 restaurato e con documenti in regola è stato acquistato per 8.400 Euro. Questo dato, sebbene specifico, fornisce un ordine di grandezza. Per una moto come quella di Antonio, completa, funzionante e con targa e libretto originali del '77, il valore potrebbe oscillare considerevolmente. Senza foto, come sottolineato da gippiguzzi, è difficile dare una valutazione "apprezzabile".

Per avere una stima più precisa, sarebbe necessario visionare la moto, verificarne l'autenticità dei componenti e valutare lo stato di conservazione e restauro. La cifra richiesta per un esemplare in buone condizioni e con storia documentata può essere considerata "non esagerata" se la disamina accurata ne conferma la congruità, come Antonio intende procedere.
Il Falcone e la Cultura Motociclistica Italiana
La Moto Guzzi Falcone non è solo una motocicletta; è un pezzo di storia italiana, un simbolo di un'epoca in cui la meccanica di precisione e il design robusto definivano l'eccellenza italiana. L'evento celebrativo per l'iscrizione della moto n. 300.000 al Registro Storico FMI, con protagonista una Moto Guzzi 350 del 1957 dell'Esercito Italiano, sottolinea l'importanza di questi mezzi nella conservazione della memoria storica e culturale del Paese.
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Eventi come questo, uniti alla passione di appassionati come Antonio, Girodan, sbraso, gippiguzzi e lambra, assicurano che la leggenda della Moto Guzzi Falcone continui a vivere, tramandando alle future generazioni il valore di un patrimonio tecnologico e storico inestimabile. La cura nella conservazione e la ricerca della storia originale di questi esemplari permettono di apprezzare appieno l'eredità di un marchio che ha segnato indelebilmente la storia del motociclismo.
