La Pista Ciclabile del Fiume Lamone: Un Percorso tra Natura, Storia e Sfide
L'idea di percorrere la pista ciclabile del Fiume Lamone nasce da un desiderio di evasione e rigenerazione, in un periodo invernale che non si presta idealmente all'attività ciclistica. Nonostante le previsioni meteorologiche incerte e il freddo pungente di febbraio, l'urgenza di una pausa dagli stress quotidiani spinge a intraprendere questo viaggio.

Il tragitto iniziale in auto è accompagnato da una nebbiolina che lentamente si dirada, lasciando intravedere un sole incoraggiante. La prima parte del percorso si snoda lungo la sponda destra del canale di bonifica Destra Reno, offrendo una pedalata rilassata e piacevole. Le comode indicazioni marroni del percorso Adriabike guidano verso Cervia. A Mandriole, si attraversa sulla sponda sinistra per raggiungere Casalborsetti, dove si riattraversa il canale di bonifica Destra Reno tramite un piccolo ponte.
Dall'Adriatico alla Pineta Ramazzotti: Un Avvicinamento al Mare
L'avvicinamento al mare porta a tentare di percorrere la spiaggia su una passerella in legno, ma i tratti sabbiosi troppo estesi costringono a optare per il percorso nella pineta retrostante. Si passa la foce del Fiume Lamone per giungere a Porto Corsini e al traghetto che conduce a Marina di Ravenna, sull'altra sponda del Canale Candiano. Dopo una sosta per ricaricare le energie con una piadina e un crescione, si prosegue lungo il Lido di Adriano e il ponte sui Fiumi Uniti.

Poco più avanti, ci si imbatte in cancelli che sbarrano l'accesso alla pineta Ramazzotti, situata dietro il Lido di Dante e la spiaggia della Bassona. A causa di un vecchio incendio, la pineta è stata interdetta. Aggirando la pineta attraverso un sentierino, si raggiunge il Fiume Bevano. Il percorso costeggia la zona acquitrinosa dell'Ortazzo, un'area di notevole interesse avifaunistico, caratterizzata da canneti e argini con peculiari capanni da pesca. Dopo il Lido di Classe, si attraversa il ponte sul fiume Savio e si prosegue attraverso la pineta di Cervia. Purtroppo, anche qui un incendio ha lasciato la parte finale spoglia e scheletrica. Raggiungere Cervia avviene in tutta tranquillità.
Le Saline di Cervia e le Sfide del Fiume Savio
La notte ha portato pioggia e al mattino l'aria è ancora umida. Lasciando Cervia, si segue il percorso indicato da Leo e Vero attraverso le saline. Il cielo, pesante e quasi violaceo, sembra opprimere, mentre il traffico alle spalle spinge a procedere velocemente verso i primi tratti sterrati. La pista ciclabile del Fiume Savio si presenta scorrevole e panoramica, snodandosi lungo argini alti e tortuosi.

Dopo la città, la ciclabile si restringe in un single track tra le sterpaglie, che fa sorgere il dubbio sulla praticabilità con le borse laterali. Nonostante il passaggio sia possibile, il fondo diventa rapidamente molliccio, saturo dell'umidità notturna. Ci si ritrova immersi in pozzanghere e fango, persi in un'ansa del Savio. Proseguendo, le gomme perdono aderenza su un argine scivoloso. La determinazione porta a issare le biciclette una alla volta, spingendole e tirandole su per il ripido argine invaso dalle erbacce.
Rivoli Veronese XCO | il percorso
Ancora poche centinaia di metri tra pozzanghere fangose e sterpaglia richiedono una sosta per rimuovere il fango appiccicoso che blocca gomme e cambio. Sorge spontanea la domanda se anche Leo e Vero abbiano affrontato la stessa disavventura. Lo sconforto lascia spazio alla ripresa del percorso verso Bertinoro.
Il Fango e la Fatica: Un Percorso nella Romagna Interna
La discesa tra i vigneti del Monte Maggio impone di scendere e portare le bici a mano a causa della pendenza e del terreno scivoloso. Il tratto successivo si rivela ancora più fangoso, rendendo impossibile evitarlo o pedalare. Si incontrano diverse tipologie di fango: dalla poltiglia liquida alla creta grassa, dall'impasto colloidale a quello grumoso. Ogni tipo di fango si mescola con foglie, sassi e stoppie, infiltrandosi negli ingranaggi e nella catena, formando grovigli che bloccano forcelle e copertoni, oltre ad appiccicarsi alle suole delle scarpe.

Con fatica, ci si ripulisce e si prosegue su una ripida salita fino a raggiungere Fratta Terme. La giornata, seppur fredda con acqua ghiacciata nelle fontanelle e pozzanghere gelate, si presenta splendida. La faticosa salita iniziale viene ricompensata da panorami mozzafiato su strade solitarie che attraversano boschi, Meldola, antichi conventi e resti di monasteri, fino a raggiungere la Rocca delle Caminate. Si attraversa Predappio e Predappio Alta per continuare in quota verso Castrocaro Terme. La strada sterrata, sebbene bellissima, presenta una discesa vertiginosa e una risalita ripida che incutono timore.
Dopo Castrocaro, una lunga strada sterrata porta a sfiorare la Rocca di Monte Poggiolo, con continui saliscendi impegnativi. Il sole scende all'orizzonte, tingendo il cielo di violaceo. Il freddo e la stanchezza si fanno sentire. La gente che passeggia lungo la strada panoramica osserva con stupore e curiosità, salutando e chiedendo informazioni sul percorso. Questi incontri, pur piacevoli, rappresentano una scusa per fermarsi e riprendere fiato, ma il ritardo accumulato impone di proseguire.
Il Lamone: Un Fiume Dalle Sorprese Inaspettate
Oggi, San Valentino, si immagina che molte coppie festeggino pedalando tra argini erbosi e canneti. Quella che doveva essere una giornata tranquilla e rilassante si rivela subito impegnativa. Il percorso ciclabile lungo gli argini del Fiume Lamone non è, infatti, così "ciclabile". Si tratta di un tracciato su fondo naturale, in gran parte erboso, che rende la pedalata lenta, faticosa e poco efficace.

Da Faenza, si imbocca l'argine sinistro del Lamone, che alterna tratti in terra battuta, asfalto e lunghi tratti erbosi, fino al ponte della Castellina. Qui si opta per un percorso più agevole sull'argine destro o nelle sue vicinanze. In località Traversara, si ripassa sull'argine sinistro, decisamente meno scorrevole. A Villanova di Bagnacavallo, la scelta ricade sull'abbandono dell'argine per seguire la strada provinciale 25 che corre ai suoi piedi.
L'altezza insolita degli argini del Savio, notata in precedenza, si ripete con l'imponenza di quelli del Lamone, che si elevano ben più delle case circostanti. Il fiume, placido e innocuo, fa sembrare questi argini eccessivi. Tuttavia, la memoria delle recenti esondazioni, l'ultima nel 2019, ridimensiona questa percezione, facendoli apparire quasi insufficienti a contenere la furia dell'acqua. A Mezzano, si ripassa sul lato destro del Lamone, abbandonando l'argine per percorrere belle strade semideserte.
Imprevisti e Opportunità: La Pista Ciclabile del Lamone
Diversi cartelli che avvisano di qualcosa vengono ignorati, ma la sorpresa è dietro l'angolo: a Torri, in prossimità del ponte sul Lamone, si scopre che il ponte non c'è. Strada chiusa, ponte impraticabile, argini del Lamone inaccessibili. L'idea di tornare indietro a Mezzano per prendere l'argine sinistro viene scartata. Si improvvisa un percorso tra campi e vigneti per riprendere l'argine del Lamone, che qui si presenta ancora più erboso e invaso da stoppie.

Area di Sosta a Bagnacavallo: Un Punto di Ristoro e Informazione
Lungo il percorso ciclabile sul fiume Lamone, in località Bagnacavallo, Ravenna, Emilia-Romagna, Italia, si trovano diverse aree di sosta. Questi punti ristoro offrono un'ottima opportunità per una pausa all'ombra. Inoltre, sono presenti pannelli informativi che illustrano i punti di interesse della zona.
Progetto di Valorizzazione del Fiume Lamone
Il progetto "Recupero del percorso alternativo lento sul tracciato già esistente della sommità arginale del fiume Lamone" mira a favorire un turismo sostenibile e a valorizzare l'ambiente circostante. Beneficiario principale è il Comune di Bagnacavallo (Ra), con la collaborazione dei Comuni di Russi e Ravenna (Ra).
Settori d'intervento: Ambiente e territorio, Turismo e cultura.Programma di riferimento: Leader + - Azione 1.2.3/2.2.
Obiettivi:
- Recuperare il percorso lento lungo la sommità arginale del fiume Lamone per promuovere il turismo sostenibile.
- Valorizzare ambientalmente e turisticamente il fiume, l'ambiente circostante e i centri abitati attraversati.
- Favorire la conoscenza dell'habitat fluviale, facilitando l'utilizzo ciclabile lungo la sommità e creando un'occasione di incontro tra ambiente, turismo e cultura.
- Integrare in questo contesto l'Ecomuseo della civiltà Palustre di Villanova.
Intervento: Il progetto ha previsto la realizzazione di un percorso ciclo-naturalistico lungo l'asta fluviale del Lamone, in parte sulla sommità arginale, in parte in golena, alla base dell'argine esterno e su strade promiscue al traffico veicolare. Il percorso interessa i Comuni di Bagnacavallo, Russi e Ravenna e include la creazione di rampe in terra con protezioni per sottopassare i ponti e la predisposizione di piazzole di sosta attrezzate ogni circa 5 Km.
Un Paesaggio di Acque, Uccelli e Storia
Il paesaggio che accompagna questo itinerario è unico. Si incontrano le acque dolci e preziose del fiume, che rendono la terra fertile, e quelle salate dell'Adriatico, fonte di ricchezza per i pescatori locali. Sopra, si ammirano incredibili stormi di uccelli migratori, parte del Parco del Delta del Po, che solcano i cieli tra il sud e il nord del pianeta.
Punti di Interesse Storico e Naturalistico
- Russi: A causa di un terremoto nel 1688, il centro storico di Russi conserva prevalentemente architetture settecentesche.
- Oasi di Villa Marina: Un'oasi di quasi nove ettari si estende a pochi chilometri dal centro storico di Bagnacavallo.
- Villa Vaini: Costruita nel XVII secolo dai Conti Vaini di Bagnacavallo, oggi è di proprietà della diocesi di Faenza.
- Ecomuseo della Civiltà Palustre: Un museo dedicato alla civiltà contadina, con oltre duemila attrezzi e utensili tipici della Romagna.
- Hostaria del Duca di Ferrara: Imponente edificio voluto dagli Estensi nel XVI secolo come luogo di ristoro per pellegrini e viaggiatori, magazzino e forse sede di guardia.
- Punte Alberete: Meraviglioso complesso palustre d'acqua dolce, una foresta allagata molto suggestiva posta a sud del fiume Lamone.
- Pineta di Ravenna: La pineta più vasta e settentrionale del territorio di Ravenna.
- Ortazzo: Un ecosistema lagunare di circa 1100 ettari, costituito da zone umide collegate al Mare Adriatico, di grande valenza ambientale e floro-faunistica.
Rivoli Veronese XCO | il percorso
Inaugurazione del Tratto Ciclo-Pedonale del Lamone
Il 17 giugno, con una pedalata nella natura, è stato inaugurato il tratto ciclo-pedonale sull'argine sinistro del Fiume Lamone, da Punte Alberete alla foce. L'evento, partito dalla foce del fiume presso il ponte di Via Spallazzi a Casalborsetti, ha visto i partecipanti percorrere il tracciato con brevi soste presso i cartelli indicatori. L'arrivo è previsto a Valle Mandriole, dove sono state organizzate mostre, laboratori e degustazioni di prodotti tipici.
L'iniziativa rientra nel progetto "Punte Alberete e Valle Mandriole nel sistema di fruizione delle stazioni sud del Parco", finanziato dalla Regione Emilia Romagna. L'obiettivo è migliorare l'accessibilità e la conoscenza di siti ad alta biodiversità, trasformando i monitoraggi in occasioni di apprendimento e aumentando il numero di visitatori senza mettere a rischio le aree fragili. Nello specifico, i lavori di sistemazione del sottopasso sulla S.S. Romea, la riqualificazione del percorso ciclabile sinistra Lamone e la manutenzione della torretta di Valle della Canna hanno comportato un costo di circa 93 mila euro.
