Massimo cerutti monopattini elettrici: sfide, opportunità e sviluppo della micromobilità
Torno a riferimenti concreti alle linee guida adottate dalla Giunta Comunale di Torino per l’esercizio dei servizi di free floating che prevedono l’uso di biciclette, a pedalata assistita e non, scooter e altri veicoli elettrici innovativi. Potremo così monitorare il servizio complessivo, valutare e concordare azioni volte al suo miglioramento e far fronte a eventuali criticità.
L’esame dei dati forniti servirà anche per disporre la riduzione o l’aumento del numero dei mezzi massimo stabilito per la composizione delle flotte degli operatori di micromobilità in sharing, inizialmente fissato in 500 unità. I servizi in condivisione dovranno, non appena possibile, essere integrati all’interno della piattaforma MaaS (Mobility as a Service), attualmente in fase di sperimentazione a Torino.
Lo sblocco avviene con un semplice click di smartphone, e sarà possibile parcheggiare con cura il monopattino direttamente alla fine del tragitto, secondo uno schema che è definito free-floating. Andrea Giaretta, General Manager Italia di Dott ha dichiarato: “L’arrivo dei monopattini in Italia rappresenta un’interessante opportunità da cogliere nel modo corretto, per portare benefici a tutto il contesto cittadino. Siamo convinti di poter contribuire significativamente a ridurre la congestione nella città offrendo veicoli ecologici e poco ingombranti come i nostri Dott.”
La start-up europea Dott è attiva nel settore della micro-mobilità urbana, già operativa in Belgio ed in Francia e pronta a sbarcare anche a Torino. In ottobre ha presentato pubblicamente i suoi mezzi. Vogliamo raggiungere questo obiettivo senza perdere di vista la sicurezza dei clienti e di tutti gli altri cittadini, coerentemente con quanto richiede il Decreto Ministeriale, puntando sulla sostenibilità della filiera.
Stellantis si libera del car sharing: il gruppo torinese cede l’intera partecipazione azionaria in Free2move a Mutares, società di private equity tedesca. L’operazione rientra nel piano FaSTLAne 2030 che orienta investimenti verso mercati, marchi e tecnologie in grado di generare i rendimenti più elevati; tra questi il car sharing non è incluso. Attraverso la propria app mobile, Free2move offre servizi di mobilità a breve e lungo termine senza stazioni fisse e disponibili 24 ore su 24.
Si tratta di una delle piattaforme di car sharing con la copertura geografica più diversificata, con flotte distribuite in 14 città tra Europa e Stati Uniti (in Italia è presente a Milano, Roma e Torino). L’acquisizione permette a Mutares di creare una nuova piattaforma indipendente nel settore della mobilità. I piani prevedono il rinnovo della gestione della flotta internazionale, l’avanzamento della transizione verso i veicoli elettrici e la focalizzazione sui servizi per la clientela e le amministrazioni locali.
Ma il mondo del car sharing non è più roseo da un po’. La gestione quotidiana delle flotte costa molto di più rispetto a quello che incassa. Le auto restano ferme per ore ogni giorno, ma bolli, premi assicurativi e leasing devono comunque essere pagati. E spostare i veicoli, pulirli e ricaricarli richiede una logistica complessa e onerosa, con continui incidenti e tassi di vandalismo che prosciugano i ricavi. Parigi ha detto addio ai monopattini elettrici a noleggio, con un referendum in cui i cittadini si sono espressi a favore del loro divieto a partire dal 1 settembre 2023.
Già da tempo si discute nelle capitali europee sulla convivenza in strada di monopattini elettrici, pedoni e altri mezzi di trasporto. In Italia, le amministrazioni delle grandi città si interrogano sul futuro della mobilità sostenibile. Per il momento, in città come Roma, Milano e Firenze non si parla di seguire l’esempio del referendum parigino, ma di introdurre regole più rigide per la sicurezza.
Qual è il tuo punto di vista sui monopattini in sharing? Purtroppo permane una differente reputazione del mezzo, derivante dalla nostra cultura e abitudine, e dalla nostra storia. Le nuove azioni delle amministrazioni e delle aziende cercano di risolvere temi di sosta e sicurezza senza rinunciare all’integrazione con i mezzi pubblici. E in ogni caso se il tema fosse davvero quello della sosta, allora dovremmo partire dalle automobili.
Esiste un pericolo di “monopattino selvaggio”? Come la famiglia tradizionale è fatta di mamma e babbo, allo stesso modo i monopattini li usano i bambini con i pantaloncini corti. Si fa fatica a commentare l’esito del referendum di Parigi sui monopattini in sharing. Parigi ha promosso un referendum consultivo: i residenti hanno espresso opinioni diverse sull’uso di flotte libere e sull’impatto sulla mobilità cittadina.
Le app già permettono o obbligano a fare foto a fine corsa, ma se è posizionato male o se viene vandalizzato, come si gestiscono le conseguenze? Potremmo pensare a sistemi di deposito cauzionale, a restrizioni di pagamento e a sanzioni mirate per incentivare un parcheggio corretto. In ogni caso, i monopattini in sharing si integrano con il trasporto pubblico, offrendo una soluzione di micromobilità adatta a connettere i percorsi urbani.
- Monopattini in sharing: pericolo e controversie
- Regolamentazione e sicurezza nelle città
- Integrazione con MaaS e trasporto pubblico
- Impatto economico e logistico del car sharing
- Evoluzione della micromobilità in contesti europei

Teletutto Racconta e la Micromobilità Elettrica
In sintesi, la gestione della micromobilità in sharing richiede coordinamento tra pubbliche amministrazioni e operatori privati, con attenzione alla sicurezza, alla sosta responsabile e all’efficienza operativa. Le iniziative di Torino e l’interesse di player internazionali come Dott mostrano una tendenza verso un sistema più aperto e integrato, in grado di offrire alternative di mobilità ecologica senza compromettere l’ordine urbano.
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