Suzuki Burgman 650 Euro 4: tourer urbano di alta gamma con nuove finiture e conferme prestazionali
Suzuki aggiorna il suo maxi scooter di riferimento: il Burgman 650 debutta nella nuova versione omologata Euro 4, confermando il ruolo di tourer urbano di alta gamma e introducendo alcune finiture inedite. Il modello è già a listino a 10.990 euro franco concessionario e le prime consegne sono previste per agosto, in tre varianti cromatiche.
Motore Euro 4 e trasmissione SECVT
Il bicilindrico del Burgman 650 mantiene la sua impostazione da granturismo, ma ora rispetta i più recenti limiti antinquinamento grazie a un lavoro di affinamento su iniezione elettronica, sistema PAIR e catalizzatore. Suzuki dichiara una potenza massima invariata di 55 CV, con un’erogazione lineare e pronta anche a pieno carico, segno che l’adeguamento alle normative non ha sacrificato le prestazioni. Già in precedenza il motore aveva beneficiato di interventi sulla trasmissione per ridurre gli attriti e i consumi, con un risparmio dichiarato del 15 per cento.
Il cuore tecnico resta la trasmissione elettronica SECVT, il cambio a variazione continua controllato elettronicamente che caratterizza da sempre il maxi scooter di Hamamatsu. Il pilota può scegliere tra due modalità automatiche, Drive per una guida più fluida ed efficiente e Power per ottenere una risposta più brillante e sportiva, oltre a una funzione sequenziale che consente di selezionare i rapporti manualmente per una guida più coinvolgente.
Comfort e praticità da tourer
L’anima del Burgman 650 resta quella di uno scooter pensato per macinare chilometri nel massimo comfort, in città come nei trasferimenti extraurbani. Il vano sottosella da 50 litri, dalla forma regolare, è in grado di ospitare due caschi integrali, mentre dietro lo scudo sono presenti tre vani portaoggetti, uno dei quali dotato di presa a 12 V per ricaricare smartphone o navigatore. La sella introduce nuove cuciture bianche che ne sottolineano il livello di finitura e resta riscaldabile, così come le manopole, per affrontare senza problemi anche le stagioni più fredde. Lo schienale del pilota è regolabile longitudinalmente di 5 cm, permettendo di adattare la posizione di guida a diverse stature. Anche il passeggero dispone di un apposito supporto lombare, abbinato a un ampio parabrezza regolabile elettricamente che protegge efficacemente dall’aria.
Nel traffico cittadino, oltre alla protezione aerodinamica, tornano utili gli specchietti ripiegabili elettricamente, che riducono l’ingombro nelle manovre nei centri storici e nei parcheggi stretti. A completare la dotazione di comfort e sicurezza ci sono il freno a mano, utile nelle soste in pendenza, e l’immobilizer elettronico, pensato per ridurre il rischio di furto.
Strumentazione, dotazione di serie e tre colorazioni
Sul fronte estetico e funzionale, il Burgman 650 Euro 4 introduce nuove leve al manubrio verniciate in nero e conferma un cruscotto dall’impostazione automobilistica, con tachimetro e contagiri analogici affiancati da un display multifunzione. Lo schermo LCD fornisce una serie di informazioni utili al viaggio, come consumo medio, livello carburante, temperatura esterna, ora, modalità di guida attiva e marcia selezionata in modalità manuale. È presente anche l’indicatore EcoDrive, che si illumina quando lo stile di guida è particolarmente efficiente, aiutando il pilota a contenere i consumi. Di serie non manca l’ABS, ormai imprescindibile su un mezzo di questo segmento, che lavora in abbinata con un impianto frenante pensato per garantire spazi d’arresto sicuri anche con passeggero e bagaglio.
Il nuovo Suzuki Burgman 650 Euro 4 può essere ordinato in tre colorazioni opache e lucide, Grigio Mat, Nero Mat e Bianco. Il Burgman per il 2013 è stato rivisto nell’estetica adottando linee più taglienti e moderne su frontale e il codino, è disponibile in due versioni base ed Executive, quest’ultima monta manopole e sella riscaldabili e schienalino per il passeggero.
Prestazioni, handling e dinamica
Il motore è sempre la stessa unità da 638 cm3 montato sulla versione 2012 ma la frizione è tutta nuova, secondo Suzuki contribuisce a diminuire i consumi del 15% (in modalità automatica Drive) e a migliorare del 35% lo scorrimento degli ingranaggi frizione. Il cambio prevede due modalità di funzionamento in automatico (Drive e Power) e una modalità manuale-sequenziale le marce si comandano con i comandi sulla manopola. Il telaio in tubi d’acciaio è stato ridisegnato nella parte posteriore, mentre il forcellone è sempre in lega leggera. Cambia anche l’impianto di scarico, che monta un catalizzatore più lungo di 2 cm e che permette di rispettare già i limiti della futura Euro4 (in vigore dal 2016). Nuovi anche i dischi dei freni (stesso diametro ma sono di tipo flottante) e il sistema ABS di serie: pesa il 55% in meno rispetto a quello vecchio con sensore nel fodero della forcella. Invariato il peso: 277 kg in ordine di marcia. Buona la capacità di carico: nel sottosella ci stanno due caschi integrali e nel retroscudo ci sono tre portaoggetti. Tanti gli accessori disponibili, tra questi il bauletto in tinta, la borsa per il tunnel centrale e la cover cromata per il gruppo ottico.
La prima differenza con la versione precedente si avverte nelle manovre da fermo: molto più semplici grazie a un migliore scorrimento degli ingranaggi della frizione. La sella è sempre una poltrona, con un supporto lombare più imbottito, mentre l’abitabilità è elevata: le gambe del guidatore possono distendersi dietro lo scudo rimanendo riparate ed è facile appoggiare i piedi a terra e azionare la stampella laterale, ben inclinata per dare stabilità. Differente la risposta all’acceleratore nelle due mappature automatiche: nella Drive, per garantire minori consumi, la partenza da fermo e le accelerazioni sono più dolci, con Power, mappatura selezionabile a qualsiasi velocità, il motore si mette a cambiare a un regime di 1.000 giri superiore e si dimostra subito reattivo al comando del gas, accompagnato da un suono più cupo dello scarico e da maggiori consumi. In frenata aumenta sensibilmente anche il freno motore, utile nelle discese se non si vuole utilizzare il cambio sequenziale.
In modalità sequenziale la cambiata viene decisa dal pilota, utilizzando due pulsanti sul semimanubrio di sinistra, da azionare entrambi con il pollice. Il blocchetto di sinistra risulta quindi sovraffollato soprattutto nella versione Executive che ha in più i comandi delle manopole riscaldate. In strada il Burgman 650 stupisce per la sua reattività, considerando gli oltre 270 kg di massa e un interasse di ben 169 cm, che permette di cavarsela egregiamente anche in città, le sospensioni sono ben tarate per il pavé, anche se l’anteriore rimane comunque un po’ rigido. Curve e cambi di direzione non sono un problema: il Burgman 650 entra in curva con precisione e la ciclistica mantiene la traiettoria desiderata. Anche in autostrada lo scooter è bilanciato e non ha oscillazioni, ma manca un po’ di protezione dall’aria per chi supera il metro e 70: anche alzando al massimo il parabrezza elettrico rimane qualche vortice all’altezza della fronte.
NELLA PROVA, la dinamica del Burgman 650 è stata descritta come estremamente versatile: l’ergonomia accogliente e la guida fluida si combinano con una maneggevolezza sorprendente per un veicolo di quasi 280 kg di massa. Le prestazioni restano al di sopra della media di categoria, grazie al pacchetto motore-transmissione e all’insieme dinamico che offre una guida coinvolgente sia in città che in viaggi extraurbani.

