Disegno culla sidecar moto: storia, modelli e rinascita contemporanea
Hanno dominato gli anni 30 e 40, resistito negli anni 50, ma quando il boom economico, con la possibilità di acquistare un’utilitaria a rate, ha imposto nuovi modelli, le moto con sidecar sono diventate un cimelio per appassionati.
Come idea appartengono addirittura a due secoli fa, quando erano una variante delle biciclette. E quando passano al motore scoppiettante di una moto, non perdono la concezione originale di sedile comodo poggiato sulla terza ruota.
E’ il caso di una azienda statunitense, la ReVolt Eletric Motorbike che ha pensato di far rivivere la mitica Bmw R71 del 1938, ma in chiave attuale, con una motorizzazione elettrica, che può legare la passione per il retrò all’esigenza di disporre di una moto con sidecar che possa circolare liberamente, dove altri veicoli sono costretti a fermarsi.
L’aspetto aggressivo della casa di Stoccarda resta immutato, anche il sellino triangolare e scomodo per il guidatore. E l’interno, è vero, sembra la riproduzione fedele di quel modello che ha combattuto una guerra così dura. L’aria spartana non vi tragga in inganno: i pellami scelti per foderare il sedile sono di prima scelta e l’imbottitura ha il comfort di una poltrona moderna.
Eppure quello della ReVolt non è un esperimento originale. Ci hanno già provato i cinesi, con la Chang Jiang CJ750. Questa volta la moto con sidecar che hanno preferito replicare è la M-72. Robustezza e affidabilità però sono garantite.
Di contro la Harley Davidson del 1923 aveva un carrozzino biposto con una capote e un parabrezza e fu molto apprezzata anche come taxi, proprio per questo suo carattere così accogliente. Spianò la strada ad altri modelli, forse un po’ più spartani, come il Miller Balsamo con sidecar Smit Parri. Italianissima di Torino, con un parabrezza stilizzato che proteggeva il passeggero comodamente seduto nel sidecar.
Per concludere la carrellata sulle moto con sidecar più comode del passato, non si può non far cenno alla AJS con sidecar Watsonian del 1958. Un gioiello anche di tecnologia. Completamente coperto, con un tettuccio apribile, addirittura un bagagliaio e lo sportello con vetro scorrevole. Poco meno di un’auto utilitaria, molto più di una moto. Il passeggero aveva un alloggio comodissimo per viaggiare in piena tranquillità anche su percorsi più lunghi.
L’idea di possedere una moto con sidecar oggi però sta ritrovando una sua ragion d’essere. Non è poca cosa, soprattutto se si considera che un veicolo simile non è un’auto e non è neppure una moto, ma possiede di entrambe tutti i difetti. Auto e moto non avranno mai quel fascino un po’ retrò, un po’ avventuroso, vagamente cinematografico che una moto con sidecar potrà avere.
E’ la casa che in assoluto produce più mezzi come questi e li commercializza soprattutto in Francia, Olanda, Belgio e Lussemburgo. Selleria comoda per chi viaggia nel sidecar, retromarcia, freni a disco e un buon impianto di illuminazione, fanno da contraltare alla pecca atavica della stabilità. Anche su dossi particolari non si comportano benissimo, ma ci si può viaggiare comodamente in due o in tre.
Ural, azienda siberiana, li produce da più di settant’anni, ispirandosi alla produzione tedesca di Bmw. Oggi montano un motore da 750 centimetri cubici, sviluppando 40 cavalli di potenza.
Rivisitazioni moderne e dinamiche di mercato
La rinascita delle moto con sidecar si concentra sulla fusione tra stile retrò e praticità contemporanea, dove l’elettrificazione e soluzioni di comfort avanzate cercano di superare la percezione di paradosso tra auto e moto.
La presenza di marchi europei e continui riferimenti storici alimentano l’interesse degli appassionati, offrendo modelli che mantengono l’immagine di “viaggio in due o tre” su percorsi urbani e extraurbani, con una dimensione conviviale e stabile-centrica rispetto alle motociclette tradizionali.

Amazing Sidecars !
Caratteristiche ricorrenti nelle sidecar moderne
Selleria comoda e robusta, retromarcia affidabile, freni a disco e buone luci sono elementi chiave. La sfida rimane la stabilità su fondi irregolari, ma la possibilità di viaggiare in due o tre resta un grande punto di forza.
Modelli emblematici e riferimenti storici
Harley Davidson del 1923 con carrozzino e paravento, Miller Balsamo con sidecar, AJS Watsonian del 1958 e Chang Jiang CJ750 sono esempi che hanno segnato la storia, offrendo combinazioni di seduta comoda e carrozzine protette per passeggeri.
Ural e produzione odierna
Ural continua a essere un punto di riferimento con oltre sette decenni di esperienza, proponendo motori di 750 cc e potenze attorno ai 40 cavalli, mantenendo viva la tradizione di veicolo a tre ruote associato a una moto.
