Copertoncino tubeless 25 atom Italian: guida completa ai pneumatici tubeless ready per strada
Convinto dalle sue qualità, vuoi trovare il miglior pneumatico da strada tubeless ready . La cosa più importante di uno pneumatico per bici da strada sono le sue prestazioni. In generale, lo pneumatico da strada TLR soddisfa perfettamente questo criterio. Da pneumatici da 25, 28 o addirittura 30 mm (spazi sufficienti sulle bici recenti), i produttori aumentano la larghezza dei loro migliori pneumatici da strada tubeless ready per una presa ancora maggiore. Se vuoi passare a uno pneumatico per bici da strada tubeless ready, il modo più semplice è scegliere ruote con un cerchio adatto al tubeless. L'allineamento del copertone tubeless ready con il cerchione durante il gonfiaggio deve essere effettuato con cura, ad esempio utilizzando un compressore. Ciò fornisce una tenuta di base.
Lo pneumatico da strada Tubeless Ready Hutchinson Fusion 5 Performance Eleven Storm Hardskin . Ha un battistrada “100% silice” con sottili striature che aumentano leggermente il grip. Inoltre, questo pneumatico Hutchinson ha la stessa carcassa da 127 dpi del Galactik, ma è molto più resistente. Disponibile in tre dimensioni (700x25/28/30). È una perfetta via di mezzo quando esiti tra prestazioni e resistenza alle forature. Buche, ghiaia o altri ostacoli non fermeranno questo pneumatico, che è uno dei migliori pneumatici da strada tubeless ready. Grazie all'aggiunta del liquido preventivo Hutchinson, è possibile, nella maggior parte dei casi, evitare il fermo-riparazione.
Per una versatilità ancora maggiore, lo pneumatico per bici da strada Hutchinson Fusion 5 All season Tubeless Ready offre maggiore aderenza e resistenza. Schwalbe è convinto al 100% della tecnologia Tubeless Easy. Su tutta la gamma Schwalbe Pro One 2020 è poi presente una nuovissima carcassa "Flexibility" che permette di ottenere una deformazione dello pneumatico identica a quella del tubetype. Il modello Pro One TT è dedicato alla performance pura, anche se questo significa offrire meno durabilità e meno resistenza. Con uno strato in meno al centro dello pneumatico e un rinforzo più avanzato, lo pneumatico è più leggero (10 g in meno rispetto al Pro One Tubeless Easy in 700x25C) e si dice sia anche lo pneumatico più veloce. Su questo pneumatico, la durata è inferiore rispetto agli altri della gamma, ma rimane ampiamente adeguata. Ricorda, una volta in posizione, il Pro One è sicuramente uno degli pneumatici tubeless ready installati più solidamente, quindi con ogni probabilità uno dei più sicuri e uno di quelli che accetterà le pressioni più elevate.
Sul lato di Maxxis, i pneumatici da strada tubeless ready sono più tipici del bikepacking, gravel. Lo pneumatico Maxxis Ravager Tubeless Ready - 60tpi è lo pneumatico Gravel per eccellenza. Dotato di tacchetti piccoli, bassi e stretti, la presa non può che essere rinforzata. L'obiettivo dei suoi pneumatici è mantenere il massimo contatto con il suolo in qualsiasi condizione atmosferica. Lo pneumatico da strada tubeless ready rappresenta una vera e propria evoluzione nella pratica del ciclismo su strada.
Quest'ultimo ha molti vantaggi. Famoso per evitare le forature, il pneumatico da strada tubeless ready mantiene le sue qualità anche a bassa pressione. In caso di foratura, cosa molto rara, il pneumatico si assorbe grazie al lattice che si trova nel copertone da strada tubeless ready. Montando pneumatici da strada tubeless ready sulla tua bici da strada ottieni necessariamente più comfort. In primo luogo, grazie al peso notevolmente ridotto dall'assenza di una camera d'aria. Poi, contrariamente a quanto si potrebbe dire, montare la gomma da strada tubeless ready è efficiente e semplice. Basta una buona pompa o compressore. Quindi vedrai prestazioni migliori e una presa più forte. D'altra parte, lo smorzamento contro le irregolarità della strada consente di ottenere un certo comfort durante la guida.
Per la realizzazione del tuo assemblaggio di pneumatici da strada tubeless ready, esiste una gamma completa di accessori e kit tubeless per bici da strada. Infatti, nel caso di un cerchio Tubeless Ready, avrai bisogno di un rim tape tubeless se non è già installato sulle ruote. Ultima risorsa; se il liquido preventivo a volte tende a indurirsi su un assemblaggio tubetype, allora è più compatibile con pneumatici da strada tubeless ready.
Uno pneumatico Tubeless è impermeabile senza sigillante, mentre uno pneumatico da strada Tubeless Ready richiede l'uso di sigillante per ottenere la tenuta. Questo liquido svolge due compiti: sigillatura e prevenzione delle forature. Copertoni tubeless: dopo aver parlato delle camere d’aria, è ora di approfondire il discorso sulla tecnologia tubeless, che significa appunto “senza camera d’aria” (“tube” in inglese sta per camera d’aria e “less” per senza).
Breve storia dei copertoni tubeless Se nel mondo automobilistico, il sistema tubeless ha cominciato a diffondersi a partire dal 1955, sulle nostre amate biciclette abbiamo dovuto pazientare parecchio prima di vedere comparire una tecnologia in grado di soppiantare la camera d’aria. Nel 1999 tre case francesi (Mavic, Hutchinson e Michelin) hanno lanciato il sistema UST, che sta per Universal Standard Tubeless. Da allora il brevetto è in mano a questo trittico transalpino. Il tubeless UST è di solito definito “nativo”, poiché cerchio e coperture nascono appositamente per essere usate con questa tecnologia. Negli anni però la ricerca non si è fermata ed è apparso il sistema Tubeless Ready (a volte definito con altri nomi) che permette di convertire in tubeless un cerchio tradizionale per camera d’aria, utilizzando degli appositi kit.
Ruote: costruzione, centratura e tensionatura Corso online Scopri di più
Cosa sono i copertoni tubeless? La rivoluzione del tubeless nel mondo delle biciclette è stata questa: eliminare la camera d’aria interna e rendere lo pneumatico impermeabile all’aria esterna, permettendogli così di mantenere la pressione di gonfiaggio. Il sistema è costituito da due componenti fondamentali: un cerchio e una copertura dedicati. Il primo ha un profilo differente rispetto ai cerchi per camera d’aria, poiché innanzitutto è di tipo saldato (ovvero la barra che formerà il cerchio viene calandrata a macchina e poi saldata e levigata, per permettere una tenuta perfetta) e il canale interno è sigillato. Infatti, se si osserva un cerchio tubeless, non si noteranno i classici fori per l’alloggio delle teste dei nippli. A lato del canale interno sigillato corrono due labbri che hanno lo scopo di mantenere il posizione lo pneumatico e di farlo tallonare (ovvero entrare in sede sul cerchio) ed evitare che possa stallonare accidentalmente per via della bassa pressione.
I copertoni tubeless invece sono pensati per essere impermeabili all’aria esterna e per questo presentano più gomma per chiudere le porosità. Inoltre sono più rigidi di quelli tradizionali, poiché dovranno essere mantenuti in posizione soltanto dall’aria, senza il supporto della camera d’aria. Il Tubeless Ready invece è una tecnologia che permette di convertire cerchi normali (per camera d’aria) e di utilizzarli sia con pneumatici del tipo Ready (che quindi possono essere utilizzati indifferentemente con camera o senza) oppure con quelli UST nativi. Per rendere tubeless un cerchio normale bisognerà sigillare la pista interna con del nastro e occludere tutte le porosità dello pneumatico con del lattice. Vi spiegheremo più avanti come avviene la conversione.
Vantaggi dei copertoni tubeless I vantaggi apportati dalla tecnologia tubeless sono sotto gli occhi di tutti. Innanzitutto non si fora più: infatti, ciò che provoca la classica foratura della camera d’aria è in realtà una pizzicatura. La parete del cerchio vince la resistenza della camera d’aria resa insufficiente dalla pressione troppo bassa, lesionandone il materiale e provocando la perdita di aria. Con i tubeless, non essendoci più la camera d’aria interna, non si può pizzicare. Questa è una gran bella cosa e lo capiranno tutti i ciclisti che, almeno una volta nella vita, si sono dovuti fermare a lato della strada a cambiare la camera d’aria bucata. L’UST permette di girare con una pressione interna minore, che rende le coperture più deformabili e quindi capaci di “copiare” le asperità del terreno, aumentando la trazione in fase di pedalata e la stabilità in frenata e in curva.
Questo perché il copertone si può spostare e deformare indipendentemente dalla posizione del cerchio, spostandosi così verso destra o sinistra mentre si sta curvando, oppure appiattendosi in frenata o allungandosi per un colpo di pedale su uno strappo. La camera d’aria interna invece impedisce queste deformazioni, poiché per sua stessa natura è poco deformabile una volta gonfiata. Inoltre, una volta messi in rotazione, la camera d’aria e lo pneumatico hanno due velocità di rotazione differenti, che causano un attrito tra le superfici, con conseguente diminuzione della scorrevolezza generale. I vantaggi in termini di peso non sono così sensibili (i cerchi tubeless pesano di più di quelli standard, inoltre c’è da aggiungere anche il peso del lattice).
Copertoni tubeless: e gli svantaggi? Non è tutto oro quello che luccica. Se da una parte lo pneumatico tubeless è più deformabile e permette di girare con pressioni minori, dall’altra è più propenso allo stallonamento (soprattutto nei cerchi standard convertiti, privi dei labbri dedicati), con conseguenze pericolose per il ciclista. La camera d’aria, avendo il difetto delle pizzicature, va sempre mantenuta a una pressione adeguata, che le fa assumere il ruolo di “anima” dello pneumatico. Se come abbiamo visto questa caratteristica rende meno deformabile lo pneumatico, al contempo lo protegge dallo stallonamento. Inoltre, il lattice che si inietta all’interno degli pneumatici tubeless per sigillarne le porosità tende ad asciugare e a compattarsi, squilibrando la ruota e rendendola più pesante e meno prevedibile. A volte poi il lattice secca all’interno della valvola, impossibilitando di fatto il gonfiaggio.
Non per ultimo il montaggio: montare uno pneumatico UST è più macchinoso di uno tradizionale. Innanzitutto spesso serve un compressore per mandarlo in sede, poiché le spalle sono più rigide e non c’è cacciagomme che tenga. A volte poi nemmeno il compressore può bastare, per cui si devono cospargere le piste del cerchio con dell’acqua saponata per permettere il tallonamento. Uno pneumatico che tallona male squilibra anch’esso la ruota, dando la sensazione di guidare con una ruota che ha perso la centratura. Questa macchinosità rende meno pratico il cambio dei pneumatici, cosa che sui cerchi normali è questione di cinque minuti per un meccanico sgamato. Molto spesso chi gira coi tubeless preferisce dotarsi di una o più coppie di ruote di scorta, con già installati degli pneumatici a sezione, mescola o tassellatura differente in base al tracciato che andrà a percorrere.
Copertoni tubeless nativi o convertiti? Se decidiamo di passare al sistema tubeless abbiamo ben tre possibilità: acquistare una coppia di ruote e di pneumatici UST, acquistare dei cerchi convertibili Tubeless ready e delle coperture UST o TR oppure convertire i nostri cerchi per camera d’aria e acquistare due coperture TR (che essendo utilizzabili con camera d’aria, ci darebbero la possibilità di ritornare alle origini nel caso non ci troviamo bene).
Caratteristiche e vantaggi di ciascuna tipologia Tubeless nativo: essendo la tecnologia sviluppata appositamente per girare senza camera, può apparire come la migliore. Il problema si pone se diamo un’occhiata alla disponibilità sul mercato di coperture UST native. Le tre case francesi sono tuttora proprietarie del brevetto UST (per cerchi e per pneumatici), per cui ora sul mercato le coperture UST native soffrono la concorrenza delle TR, prodotte dalle altre case (e dalle stesse tre francesi, tra l’altro). Il vantaggio nel tubeless nativo sta nel fatto che, essendo già lo pneumatico impermeabile all’aria, si può fare a meno del lattice.
Tubeless Ready: è una particolare tecnologia di cerchi e di pneumatici, che possono essere definiti “ibridi”. Infatti uniscono le caratteristiche dei cerchi normali (foratura del canale per l’inserimento dei nippli) con in più la presenza dei labbri antistallonamento nel caso di utilizzo tubeless. Le coperture TR sono più rigide di quelle normali (infatti molto spesso è difficile farle tallonare anche se si montano con camera d’aria) ma non sono impermeabili all’aria esterna. Per questo, se usate con sistema tubeless, va iniettato il lattice, che va ad occludere i pori della gomma, sigillando il sistema.
Conversione cerchio normale: per poter eliminare la camera d’aria, si possono acquistare dei kit di conversione. La pista interna deve essere sigillata con del nastro che resista alla pressione e gli pneumatici TR vanno poi sigillati con il lattice. Il problema di questi cerchi è la mancanza dei labbri di sicurezza, che aumentano il rischio di stallonamento a basse pressioni. Il vantaggio sta nel prezzo, il cerchio è già a disposizione, il kit di conversione non è molto costoso e l’operazione, anche se fatta fare da un meccanico, non ha costi elevati. Inoltre si tratta di un sistema reversibile, se non ci si trova bene con il tubeless convertito, si può sempre tornare alle origini.
Come convertire un cerchio Quando si acquista un kit di conversione, di solito è composto da: Nastro per la sigillatura del canale interno; Valvola per gonfiaggio; Lattice e siringa; Per evitare problemi, è meglio dotarsi anche di: Secchio con acqua e sapone; Spugna; Sgrassatore e panno; Compressore o pompa ad alta pressione; Le operazioni sono le seguenti: Pulire bene il canale del cerchio con sgrassatore e panno e poi lasciarlo asciugare; Sigillare il canale con il nastro, tendendolo bene ed evitando che faccia grinze. Conviene partire a nastrare circa 20mm oltre il foro valvola, effettuare due giri completi e poi terminare 40mm dopo il punto di partenza, passando così 3 volte sopra il foro valvola. Per fare questa operazione conviene stare in piedi con il cerchio stretto tra le gambe; Bucare il nastro in corrispondenza del foro valvola e inserire la valvola in dotazione; Inserire lo pneumatico UST (o TR) da un solo lato; Bagnare il lato dello pneumatico nel cerchio con dell’acqua e sapone, per renderlo più scivoloso e aiutare il corretto tallonamento; Inserire l’altro lato dello pneumatico e bagnarlo con acqua e sapone; Gonfiare con compressore finché lo pneumatico non tallona (farà un rumore metallico quando ciò avverrà). Se non tallona, sgonfiatelo e muovetelo con le mani, nel caso aggiungendo altra acqua saponata; Sgonfiate lo pneumatico Con la siringa prelevate il lattice (la quantità è definita dal produttore); Collegate la siringa alla valvola e iniettate il lattice (ovvero latticizzate); Fate girare il cerchio affinché il lattice espanda e sigilli le pareti interne; Gonfiate a pressione e lasciate riposare una notte prima di usare la ruota;
Copertoni tubeless fanno per me? Ora che abbiamo visto cos’è e come funziona, cerchiamo di capire se la tecnologia tubeless può essere la scelta giusta per voi, al netto degli svantaggi e dei vantaggi. Ciclismo su strada: il tubeless per strada offre maggior grip e trazione, oltre a stabilità in curva e frenata. Il contro è la macchinosità del montaggio, senza dimenticare che di solito le ruote per bici da corsa dovranno lavorare a pressioni di 5-6 bar. Tutti gli studi scientifici in laboratorio (per cui nulla che abbia riscontro nella vita vera), e le prove sul campo affermano che c’è un vantaggio reale tra usare i tubeless piuttosto che i vecchi tubolari, oggi addirittura con una misura importante 26mm o 28mm di larghezza; MTB: il settore dove il tubeless la fa da padrone, avendo quasi soppiantato il sistema a camera d’aria. Le bici dei pro rider e di un livello alto sono già predisposte tubeless per una serie di fattori che abbiamo già visto: possibilità di girare a pressioni più basse, impossibilità (o quasi) di forare, maggior grip. Per gli entry-level c’è la tradizionale camera d’aria oppure la possibilità di convertire e latticizare gli pneumatici tubeless ready; Gravel bike: questo tipo di bici possono alternate fasi di sterrato (di solito strade bianche o brecciolino) a tratti di asfalto. Qui il tubeless può essere una scommessa vincente, poiché si potrebbero ridurre le forature e diminuire la pressione nei tratti off-road per avere più grip, per poi aumentarla nei tratti su asfalto per avere maggior scorrevolezza; Cicloturismo: nel mondo dei viaggi in bicicletta il sistema tubeless può essere un’arma in più per non forare, ma visto che di solito non si affrontano tratti tecnici di sterrato, non serve nemmeno avere un grip elevatissimo. Inoltre la macchinosità del montaggio può comportare problemi, ci si dovrebbe rivolgere a un’officina lungo il percorso, perdendo tempo e ore di pedalata. Meglio avere delle camere d’aria di scorta e una serie di patch da applicare la sera, con pazienza. Inoltre non tutte le dimensioni dei cerchi da cicloturismo sono coperte dalla possibilità di montare pneumatici TR o UST. Cicloalvo urbano: attualmente il sistema tubeless non dovrebbe essere compatibile con le ruotine delle bici pieghevoli, oppure per classiche biciclette da città. Oggi ne siamo convinti: il Tubeless è la tecnologia per i ciclisti orientati alle prestazioni!
Note pratiche e raccomandazioni
Minore resistenza al rotolamento e maggiore aderenza sono tra i principali vantaggi; elevata resistenza alle forature e possibilità di girare a pressioni inferiori sono ulteriori benefici. Tuttavia, la conversione e il montaggio richiedono strumenti adeguati e può essere macchinosa, specialmente sui cerchi non appositamente progettati. Per chi viaggia, una strategia possibile è avere ruote di scorta con pneumatici già montati per ridurre tempi di fermata.
Elementi chiave per l’assemblaggio tubeless
- Nastro sigillante per il canale interno
- Valvola di gonfiaggio adeguata
- Lattice sigillante e siringa
- Acqua e sapone per facilitare il tallonamento
- Compressore o pompa ad alta pressione

Passaggio a ruote #TUBELESS : GUIDA COMPLETA

In sintesi, la scelta tra tubeless nativo, Tubeless Ready o conversione dipende dalle dimensioni del cerchio, dall’uso previsto (strada, gravel, cicloturismo) e dalla disponibilità di cerchi e coperture compatibili. L’adozione del lattice e dei sigillanti richiede una certa manutenzione periodica per mantenere le prestazioni nel tempo.
tags: #copertoncino #tubeless #25 #atom
