Come riutilizzare un motore di lavatrice: idee, procedure e progetti fai da te
La lavatrice è, per definizione, un macchinario la cui funzione principale sta nel lavare i vari capi d’abbigliamento che vengono inseriti in un cestello presente al suo interno. Quando si parla di lavatrici, si è soliti fare riferimento esclusivamente a quelle macchine che utilizzano l’acqua e non eseguono il lavaggio a secco. Le lavatrici sono elettrodomestici incredibilmente semplici e comodi nel loro utilizzo giornaliero e hanno reso più semplice e meno noioso il lavaggio dei vestiti. A lungo andare, può capitare che la vostra lavatrice presenti qualche problema di funzionamento oppure si rompi; allora, è bene sapere che molti dei pezzi che costituiscono questo elettrodomestico possono essere riciclati e riadoperati.
Il motore ad esempio, se in buono stato, può essere venduto o reimpiegato in un altro elettrodomestico, o se preferiamo, in un altro dispositivo. Il motore della lavatrice può essere adoperato, innanzitutto, per costruire una turbina eolica o idrica, con l’intento di produrre energia elettrica. Il motore si trova nella parte inferiore della lavatrice ed è fissato con dei bulloni; dopo aver tolto il pannello posteriore, allentate i bulloni e, con attenzione, cercate di svitare il motore. Se il motore della lavatrice è dotato di un condensatore di avviamento è, però, importante rimuoverlo mantenendo elevato il livello di attenzione.
Un’altra idea particolare per assegnare una nuova funzione al motore della vostra lavatrice, può essere quella di utilizzarlo per la costruzione di un dispositivo che necessiti di parti in movimento e che sia di facile realizzazione, come ad esempio un ventilatore: ci occorreranno, infatti, soltanto un’elica da montare su di un asse ed una gabbia di protezione per inserirla al suo interno. Ricordiamoci che per evitare di forzare le varie parti meccaniche ed evitare, quindi, di rompere qualche componente sarà meglio girare la lavatrice a testa in giù e svitare con pazienza i vari supporti.
Un’ennesima possibilità consiste nel realizzare un motore a corrente continua (o un generator) sfruttando il motore prelevato dalla lavatrice da “rottamare”. Tutte le parti del motore e del generatore sono, infatti, uguali con l’unica differenza che sono alimentati in maniera differente. Per sviluppare un progetto simile, sarà opportuno ricercare tra quei modelli di lavatrice che utilizzano motori di grandi dimensioni; questi devono essere ripuliti completamente dei loro assi e dei loro cuscinetti per essere riutilizzati come generatori.
In ogni caso ed in conclusione, qualsiasi sia l’utilizzo che intendete fare del motore è bene osservare scrupolosamente delle norme di sicurezza per quanto riguarda poi i vari collegamenti elettrici. Fatevi consigliare, eventualmente, da un professionista.
Dieci progetti pratici con un vecchio motore di lavatrice
Oggi vedremo 10 progetti realizzabili con un vecchio motore di lavatrice. Tutti, volenti o nolenti, abbiamo in casa una lavatrice, e molto spesso ci ritroviamo a doverla cambiare per dei malfunzionamenti nella maggior parte dei casi elettrici, dovuti quindi alla scheda di controllo più che a componenti fisici. Non sempre però tutto ciò che buttiamo è inutile, ed è proprio questo il caso; infatti da una lavatrice in disuso si possono recuperare diversi pezzi che potrebbero tornarci utile, uno di questi è sicuramente il motore. Allora, come possiamo riutilizzare il nostro motore di lavatrice?
Difficoltà di realizzazione 4/5. Procuratevi un recipiente capiente e cilindrico aperto da un lato e chiuso dall’altro. Ponetelo su un carrello con la parte aperta rivolta verso l’alto con un angolo di circa 40 gradi rispetto l’orizzontale. Assicuratevi di non bloccare la rotazione, a tal fine vi consiglio di porlo su dei rulli. Inserite anche il vostro motore, ponendolo in linea col recipiente e al di sotto di esso, senza permettere ai due di toccarsi (un buon metodo sarebbe di porlo al di sotto del pianale del carrello). Collegate il motore al recipiente tramite una cinghia e assicuratevi che la tensione sia quella giusta: troppo molle non permetterebbe la rotazione, troppo tesa non riuscireste ad inserirla.
Difficoltà di realizzazione 3/5. Abbiamo bisogno di un vecchio cric, anche quelli più piccoli vanno bene e di un carrellino con delle ruote, sul quale fisseremo il nostro cric andandoci a saldare delle barre di ferro in modo da formare due triangoli a destra e a sinistra del cric, così facendo saremo certi di poter alzare in sicurezza carichi elevati. Vi consiglio di munire il carrellino di piedi fissi, in modo da evitarne il ribaltamento.
Difficoltà di realizzazione 4/5. Per questo articolo dovremo recuperare un gruppo compressore dei freni di un camion e il serbatoio per l’aria compressa, sarà invece necessario comprare nuove le valvole di sicurezza e il pressostato in modo da evitare scoppi vari. Collegare quindi il gruppo compressore al motore tramite una cinghia e delle pulegge in modo tale da rispettare il numero di giri espressi dalla traghetta del gruppo compressore.
Una volta accertati che il motore è in buone condizioni possiamo pensare di utilizzarlo per qualcosa di veramente utile. Il primo strumento molto semplice da realizzare è una molatrice. La prima cosa da fare è fissare il motore ad un tavolo in modo da non permettere alle sollecitazioni, dovute all’utilizzo dello stesso, di smuoverlo. Fatto ciò bisogna montare sull’asse rotativo del motore un platorello porta abrasivo, facilmente reperibile in una ferramenta; sceglietelo in base alle dimensioni che volete abbia la vostra mola.
Uno strumento che renderà la vostra vita ancor più confortevole potrebbe essere un ventilatore. Anche in questo caso il motore deve essere adeguatamente ancorato ad un sostegno, tenendo però presente che sull’asse rotativo questa volta andrà montata un’elica, e quindi dovrete tener conto di ciò quando sceglierete dove ancorare il vostro motore. Procuratevi un’elica e una gabbia di protezione e assemblate il tutto. Ponete particolare attenzione alla velocità di rotazione del motore, scegliere un’elica molto grande per un motore con più di 5000 giri al minuto potrebbe diventare pericoloso per motivi ingegneristici che non siamo qui a spiegare.
Ancora un progetto utile, soprattutto per chi ha fatto del fai da te una missione. Ancorare il motore è sempre il primo passo, fornire il suo asse rotativo di un cilindro in legno e porre sullo stesso piano un altro cilindro leggermente più piccolo del primo, ancorandolo in modo tale da permettergli la rotazione. Procurarsi della carta vetrata e richiuderla su se stessa in modo da formare un nastro delle dimensioni adatte, ovvero che posto sui due cilindri sia alla giusta tensione.
Il tornio a mio avviso è uno dei progetti più complessi ma al contempo uno dei più utili. Iniziamo col fissare il motore ad una estremità di un tavolo e porre all’altra un mandrino, magari di un trapano che scorra su due guide appositamente create e poste anch’esse sul tavolo in modo da poter adattare il tornio a diversi pezzi di varia misura. Ricordatevi di lasciare il mandrino libero di ruotare e di fissare all’asse del motore una mandrino da tornio, recuperabile in ferramenta.
Questo particolare strumento è dedicato a chi crea lavori in ceramica. La differenza sostanziale rispetto a tutti i progetti precedenti è che il motore deve essere fissato in verticale, ovvero con il suo asse rivolto verso l’alto. Vi consiglio di fissarlo su uno sgabello o comunque su un ripiano più basso del vostro ginocchio, in modo da poter operare semplicemente anche da seduti. Ponete sull’asse rotativo il ripiano da ceramisti sul quale andrete a lavorare.
Anche se abbastanza ingombrante e non facilmente maneggiabile a causa delle sue dimensioni, il motore di una lavatrice può fungere anche da trapano, basta qualche piccolo accorgimento e ricordarsi che il movimento è una questione relativa. Dal momento che come detto non sarebbe facile maneggiare un trapano con un motore così grande, possiamo pensare di tener fisso il motore, ancorandolo ancora una volta su un ripiano e permettere al pezzo da forare di muoversi verso di esso. Recuperando un vecchio mandrino da un trapano in disuso o comprandolo da una ferramenta potremo creare il supporto regolabile per le varie punte da trapano da inserire sull’asse rotativo del motore. Difficoltà di realizzazione: 5/5.
Sicuramente uno dei progetti più difficili e rischiosi. Si parte creando un’asola su di un tavolo delle dimensioni adatte a permettere il passaggio della sega circolare. Il motore va collocato al di sotto del pianale di lavoro e fissato alla struttura in modo da far muovere solidalmente l’asse rotativo dello stesso con la sega circolare attraverso una cinghia che collega i due pezzi. La cinghia deve essere ancorata al mozzo presente al centro della sega circolare ed essere in tensione tale da non permettere pericolosi gioghi.
Il motore della lavatrice: come recuperarlo con il fai da te
Il motore della lavatrice ha una buona potenza, è silenzioso e si adatta a molti impieghi. Con alcuni accorgimenti è possibile recuperarlo da una lavatrice fuori uso e utilizzarlo in vari modi. Le attività del fai da te raramente si limitano ai lavori di manutenzione e riparazione delle varie strutture della casa, ma si estendono spesso alla costruzione, specialmente in legno o in ferro, ma anche di tipo meccanico.
Alla base di qualsiasi apparecchiatura per la lavorazione del legno, del ferro o di altri materiali, c'è sempre un motore elettrico che fornisce la necessaria energia per mettere in azione l'utensile. Il motore, che in genere ha dimensioni e potenza commisurati al servizio che deve svolgere, è solitamente il componente di maggior costo di tutto l'apparecchio. Ecco perché può essere interessante recuperare dei motori elettrici ancora perfettamente funzionanti, dalle lavatrici fuori uso: basta effettuare le giuste operazioni di recupero e di rimessa in funzione per disporre di un ottimo elemento propulsore che serve per differenti applicazioni.
Le caratteristiche del motore della lavatrice
Le lavatrici dismesse perché un po' vecchiette, sono equipaggiate con un motore a induzione della potenza media di 350 watt. Questo è a induzione e non a spazzole (potrebbe essere più piccolo e ugualmente potente) per sfruttare la estrema silenziosità di questo tipo di soluzione e per evitare lo scintillio, tipico dei motori a spazzole, che disturberebbe la ricezione di radio e TV. Inoltre, il motore a induzione, non ha praticamente bisogno di alcuna manutenzione. In generale, una lavatrice fuori uso ha ancora il motore funzionante in quanto raramente è l'elemento che, guastandosi, determina la fine dell'elettrodomestico, ma anch'esso può essere danneggiato.
Capita, infatti, che la vasca in cui ruota il cestello, dopo anni d'uso si perfori e lasci fuoriuscire dell'acqua che, cadendo sul motore, crea un corto circuito, mettendo fuori uso un avvolgimento. Il recupero del motore da una lavatrice dismessa
Presso i rottamai c'è sempre una vasta scelta di motori da lavatrice che, per i motivi prima accennati, sono sempre molto appetiti dal pubblico (un motore recuperato viene pagato otto-dieci volte di meno di un motore nuovo di pari potenza) ma è anche conveniente saper procedere da soli all'asportazione del motore. Il motore si trova nella parte inferiore dell'elettrodomestico ed è fissato per mezzo di un lungo bullone con dado che impegna delle alette ricavate sulla carrozzeria della lavatrice e dei fori passanti presenti sul mantello del motore.
Quest'ultimo può fare perno e ruotare intorno all'unico bullone in modo da poter assumere diverse posizioni. Ciò consente al motore stesso di essere regolato opportunamente in modo da mantenere ben tesa la cinghia che trasmette il moto rotatorio al cestello. Dopo aver tolto il pannello posteriore della lavatrice, allentate con la chiave del diametro opportuno i bulloni del tendicinghia che mantengono il motore nella posizione di massima tensione e quindi allentate anche il bullone di sospensione.
Prima di prelevare il motore dovete staccare tutti collegamenti: non è facile capire come sono disposti ma dovete, almeno, contrassegnare i cavi che partendo dalla morsettiera del motore vanno direttamente ai capi del condensatore di spunto. Il successivo lavoro verrà, comunque, facilitato se prenderete nota dei vari collegamenti.
Staccati i fili, levato il bullone e tolta la cinghia, potete finalmente estrarre il motore e verificarne lo stato esteriore. Spesso al suo interno si è accumulata polvere (che potete togliere con un aspiratore), mentre una buona spazzolata toglie la sporcizia depositatasi sull’esterno. Non dimenticate di recuperare il condensatore di spunto e verificare che sia funzionante.
Per farlo si utilizza un cavo dotato di spina, con le due estremità opposte collegate ai morsetti del condensatore. Si inserisce, per un istante, la spina nella presa; in questo modo il condensatore viene caricato e può cedere, violentemente, la sua carica se i morsetti vengono cortocircuitati. Questa operazione è comunque delicata e va fatta con un cacciavite a manico isolato.
Se il condensatore è funzionante scocca una robusta scintilla: non toccate con le mani i morsetti del condensatore carico perché ricevereste una scarica non pericolosa ma estremamente dolorosa. Prima di interessarvi della parte elettrica verificate che l’albero del motore non vibri nella sua sede o che il mantello non abbia evidenti segni di urto o di bruciatura.
Potete anche eliminare la piccola puleggia inserita sull’albero, solitamente bloccata con una chiavetta o con un perno passante. Nel primo caso, potere levarla con colpetti ripetuti inferti con uno scalpello (ma non è facile) o con un estrattore; nel secondo caso, aiutandovi con un’astina d’acciaio battete sul perno passante fino a farlo fuoriuscire e liberare la puleggia.
I collegamenti del motore di una lavatrice
Sul mantello del motore è presente una morsettiera che può avere cinque o sei morsetti. Consideriamo, per il momento, il caso più semplice: i sei morsetti e poi il caso più complesso, quello con cinque morsetti. Lavatrice: motore con sei morsetti Tre di questi sono collegati al primo avvolgimento (bassa velocità) e tre al secondo avvolgimento (alta velocità). Per mezzo di un tester posto sulla misurazione di resistenza potete verificare facilmente quali sono i morsetti di una terna e quali quelli dell’altra terna.
Scoprirete, ad esempio, che il morsetto uno è collegato elettricamente al due ed al tre mentre il morsetto quattro è collegato al cinque e al sei. Dedicatevi a una terna effettuando, per mezzo di un cavo dotato di spina e alcuni spezzoni di filo, il seguente collegamento: un conduttore proveniente dalla spina va direttamente al morsetto uno, l’altro va a uno dei morsetti del condensatore. Dai due morsetti del condensatore partono altri due cavi che vanno ai morsetti due e tre del motore. Fatti i collegamenti eseguite una prima prova: inserite per un istante la presa nella spina, e osservate quello che avviene. Nel caso più favorevole il motore si mette regolarmente a girare e allora la prova è già conclusa positivamente, oppure, non succede assolutamente nulla o ancora il motore ronza e non ruota. Nel secondo e terzo caso, dopo aver scollegato la spina dalla presa e scaricato il condensatore, invertite i collegamenti ai morsetti uno e tre del motore. Reinserite la spina e il motore certamente si metterà in funzione. La medesima procedura la potete eseguire sulla seconda terna, che interessa l’avvolgimento con altra velocità di rotazione.
Quando avete controllato che il motore funziona regolarmente in entrambe le velocità provate anche l’inversione del moto che ottenete semplicemente invertendo (ai morsetti del motore) i cavi che provengono dal condensatore di spunto. Naturalmente, tutte queste prove devono avvenire in situazione di totale sicurezza: eseguite i collegamenti sempre e solo con la spina scollegata e, se non avete l’interruttore differenziale (salvavita) centralizzato, acquistatene uno di tipo portatile da inserire nella presa che utilizzate per queste prove.
Lavatrice: motore con cinque morsetti
Se la morsettiera ha cinque morsetti c’è una certa complicazione in quanto uno di essi è in comune alle due terne: bisogna scoprire, per mezzo del tester ed eseguendo alcune prove, come quelle descritte precedentemente, qual è questo morsetto e quali sono le terne giuste. Poi, per il funzionamento valgono gli stessi collegamenti indicati per i 6 morsetti.
Riutilizzo del motore della lavatrice
Quando sono chiari i collegamenti elettrici è possibile procedere al riutilizzo del motore. Tra le macchine che più frequentemente vengono realizzate vi sono: le seghe circolari, le toupie, le levigatrici a nastro e piccoli torni.

