Trasformare la mobilità per uno sviluppo sostenibile: loghi e visione del ciclista connesso
Trasformare la mobilità per uno sviluppo sostenibile - ecco la mission di Velco. Il settore ciclistico non ha ancora sviluppato appieno il suo potenziale, ma collaboriamo con gli stakeholder per incoraggiare l’uso della bicicletta da parte di chiunque e per tutti gli spostamenti. La connettività trasforma una bici elettrica in una smartbike. Come per lo smartphone, alla base di molti servizi ci saranno la raccolta e l’utilizzo dei dati trasmessi dalla bici nel corso degli spostamenti. La raccolta dei dati consentirà di individuare le aree più affollate o più soggette a incidenti all’interno della città. La tecnologia connessa permette di fare enormi passi avanti in termini di sicurezza personale. La bici connessa è difficile da rubare. Grazie alla tecnologia proprietaria infatti le bici connesse Velco sono dotate di un dispositivo antifurto completo che funge da deterrente e in seconda battuta permette il tracciamento e il recupero delle biciclette. Tramite il rilevamento e la notifica di movimenti sospetti, il ciclista sarà informato che la sua bicicletta è a rischio di furto e potrà attivare un allarme a distanza per scoraggiare il ladro. Grazie alla bicicletta connessa il ciclista può viaggiare in modo sicuro, divertente e comodo. Conoscere in che modo i ciclisti utilizzano la bicicletta ci permette di definire abitudini e profili e di stabilire un piano d’azione per accrescere la consapevolezza circa l’uso della bicicletta. Attraverso l’analisi delle categorie di ciclisti (genere, età, ceto sociale, ecc.), è possibile stabilire quali interventi effettuare per promuovere la bicicletta come mezzo di trasporto. Per favorire lo sviluppo del settore ciclistico, le imprese e i player attivi in tale area devono far leva su efficienza, rilevanza ed efficacia.
Sabato 3 giugno si celebra la Giornata Mondiale della Bicicletta. Vista l’occasione così importante abbiamo pensato di analizzare insieme a voi il concetto di mobilità sostenibile. Cambiamenti climatici, inquinamento atmosferico e carenza di combustibili fossili sono ormai delle realtà concrete. Partiamo questa riflessione dal concetto di mobilità urbana sostenibile che racchiude la rappresentazione di un insieme di sistemi di trasporto in grado di rispondere alle esigenze di spostamento di ognuno di noi. Chiaramente non possiamo pensare che, dall’oggi al domani, in tutto il mondo si abbandonino le classiche automobili, autobus, aerei o treni e tutti si spostino in bicicletta! Decidere, ad esempio, di andare al lavoro in bici significa optare per un mezzo di trasporto a zero emissioni. Senza contare tutti i benefici che apporta al nostro corpo perché ci aiuta a vivere una vita più sana. E se non ne possediamo una possiamo anche affidarci ai servizi di city bike della città. Del resto sono ormai tantissime le amministrazioni comunali che stanno adottando politiche incentrate sulla promozione della mobilità sostenibile. Ampliando il nostro sguardo è chiaro poi che una scelta di mobilità sostenibile come quella orientata verso l’uso di diversi tipi di bicicletta, anche elettrica, comporti altri vantaggi più grandi. Dalla riduzione del traffico, passando per un miglioramento della qualità dell’aria con meno emissioni di co2 e della vivibilità della città o delle strade. Ma non solo. Chiaramente, oltre alla bicicletta, esistono tante altre soluzioni green che rientrano nel mondo della mobilità sostenibile. Se proprio non abbiamo la possibilità di muoverci a zero emissioni, si può puntare al car-sharing, magari con i colleghi. Riconoscendo il fatto che i mezzi di trasporto “classici” sono altamente inquinanti, l’Unione Europea ha inserito la valorizzazione della mobilità sostenibile tra i punti cardine della strategia Fit For 55. Lo scopo di tutto il progetto è ridurre le emissioni di gas serra di tutti i Paesi della UE del 55% entro il 2030. In Italia le misure adottate per favorire i trasporti green e raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030 sono svariate. Sicuramente una delle più importanti è l’istituzione del fondo di 2 miliardi di euro proprio per la realizzazione di azioni volte a incentivare la mobilità sostenibile. Dal rinnovo del parco automobilistico cittadino dei mezzi di trasporto con veicoli ecologici, passando all’incoraggiamento nell’utilizzo di veicoli a impatto zero proprio come la bicicletta. L’importanza della promozione del concetto di mobilità sostenibile è fondamentale per Unoenergy. Non solo in occasione della Giornata Mondiale della Bici, ma ogni giorno. Tutti noi ci impegniamo per essere attori proattivi nel percorso di transizione verso la mobilità verde e un futuro più green. Muoversi in bicicletta può consentire di risparmiare molto denaro, senza perdere in prestazioni in quanto le bici moderne sono sempre più convenienti, veloci e pratiche, evitano gli ingorghi e consentono perfino risparmi di tempo sulle brevi e medie percorrenze. Scegliere la bici significa scoprire Bergamo in modo autentico e rispettoso dell’ambiente. Muoversi lentamente tra vie, colline e quartieri permette di apprezzare ogni angolo della città, riducendo il traffico e preservando il patrimonio storico e artistico.
Puntare sulla bici: le scelte di FIABMobilità sostenibile in città: Italia indietro rispetto all’Europa. Zone 30: opportunità fattibili. La mobilità sostenibile in città deve passare dalla possibilità di circolare in bicicletta e a piedi in sicurezza. FIAB - Federazione Nazionale Ambiente e Bicicletta ricorda che l’Italia detiene il primato in Europa per numero di morti in ambito urbano, dove avviene il 70% degli incidenti. Spesso negli incidenti sono coinvolte auto, furgoni e le vittime spesso sono pedoni e ciclisti. È una strage silenziosa ed evitabile, solo rendendo le città più bike-friendly. Tra l’altro, la bici può coprire la maggior parte degli spostamenti in città. Non solo: tra le cause alla base degli incidenti, uno dei tre comportamenti più frequenti, oltre alla distrazione e al mancato rispetto della precedenza è l’eccesso di velocità, che è il più sanzionato: Istat evidenzia che rappresenta il 38,7% del totale. si potrebbe pensare a sviluppare le zone 30, sempre più diffuse nelle città europee: Parigi, Barcellona, Madrid le hanno già adottate. Ecco allora che servono azioni pratiche. Quali possono essere? “Quest’anno la SEM assume un significato particolare poiché la mobilità attiva viene costantemente contrastata dall’attuale Governo, un fatto gravissimo e inedito. FIAB da anni promuove la mobilità sostenibile in città puntando sulla bici. Un esempio è il progetto Comuni Ciclabili cui oggi aderiscono quasi 180 Comuni in cui vive il 20% della popolazione italiana. In Italia tra 2000 e 2019 è aumentata la quota di autovetture pro capite, passando da 572 autovetture per mille abitanti a 663. Il nostro Paese è al secondo posto della classifica europea per auto per abitanti. In termini di tasso di motorizzazione, a Torino si contano 660 auto per 1000 abitanti, a Roma 623, a Bologna 607, a Milano 558. Il modello delle nostre città è evidente che non funziona: secondo un sondaggio commissionato da Clean Cities, che ha intervistato bambine e bambini italiani l’88% degli intervistati vorrebbe avere una strada scolastica, ma solo il 7% ne ha una. Zone 30: opportunità fattibili. In molte città europee, come detto, sta prendendo piede la formula “città 30”. Ma è possibile in Italia? «Finché in Italia non verranno rispettate le strisce sarà difficile parlare di mobilità ciclabile e sostenibile. In molti Paesi europei c’è il rispetto per chi attraversa la strada sulle strisce. Questa non è una questione tecnica, ma culturale: se non si fa questo passaggio le nostre città non saranno mai bike-friendly. Ho molti amici a Milano che mi segnalano la loro preoccupazione nel circolare a Milano in bici ed è solo un esempio del timore e della percezione di insicurezza che si vive in molte città italiane, con la diretta conseguenza di un maggior impiego dell’auto per spostarsi. Le città devono lavorare per arrivare ad azzerare i morti su strada, ma purtroppo questa volontà non la sento forte. Le stesse Nazioni Unite hanno sposato questo intento. Avviare zone 30 in città non è un’operazione impossibile e qualche città le ha attuate. Reggio Emilia lo ha fatto dal 2009, una delle prime città italiane ad adottare Zone 30 diffuse. Dondé lo ricorda perché è stato l’artefice di questo cambiamento, chiamato come consulente dall’allora sindaco Graziano del Rio ad avviare un percorso virtuoso. «All’inizio non è stato facile, come non lo è mai avviare un nuovo modello, ma oggi il consenso sulle zone 30 in città è molto alto. Siamo arrivati a questo traguardo grazie a un lavoro che ha compreso un’adeguata comunicazione ai cittadini, spiegando caratteristiche, motivi e benefici, contribuendo a creare una cultura adeguata e un consenso che si può avere solo con la conoscenza. Un tema cruciale spesso sollevato è relativo ai costi che interventi di questo tipo per promuovere la mobilità sostenibile in città possono generare. «È una domanda che spesso sento rivolgermi a questo riguardo: ma ricordo che in Italia si spendono di quasi 18 miliardi di euro come costo sociale degli incidenti stradali. Ridisegnare una città costa, certo: ma il modello Barcellona è un esempio di urbanismo tattico con interventi iniziali a basso costo e imitabili in molte città italiane: hanno fatto interventi in sola segnaletica, creando un sistema a sensi unici che impedisce di attraversare i quartieri, lasciando così solo il traffico dei residenti. Solo successivamente si sono fatte pianificazioni e investimenti nei progetti di consolidamento di questi interventi. Quali sono le priorità e i costi potenziali per attuare misure concrete che possano valorizzare e sviluppare la mobilità sostenibile, ciclabile e sicura? «Non è possibile dare una risposta univoca perché le città sono totalmente differenti, caratterizzate da una genetica urbana peculiare. Lo stesso modello di “città dei 15 minuti” a Roma la vedrei molto bene in determinati quartieri e negativamente in altri. La prima misura da attuare, quindi, è una pianificazione che non deve riguardare solo bici e ciclabili, ma l’intera mobilità cittadina e le infrastrutture dedicate. E serve partire dall’assunto che non è possibile pensare che nel futuro potranno esistere città in cui circoleranno solo bici e pedoni. Questo lavoro progettuale dev’essere svolto da esperti, sottolinea Santilli. La pianificazione generale va realizzata, analizzando tutte le situazioni e le complessità. La città capitolina conta un milione e 800mila auto al giorno: cosa occorre fare per ridurle e che tipi di alternative è possibile garantire agli automobilisti? Per questo va svolto un attento lavoro di analisi, impiegando anche la tecnologia, sulla città e la provincia, come è stato fatto, per esempio a Milano col Biciplan Cambio, un’infrastruttura per la ciclabilità di 750 km, perfettamente inserita nel piano di mobilità della Provincia di Milano. Riguardo ai costi, la stessa Santilli risponde: «una ciclabile fatta bene ha un costo che si aggira sui 2-300mila euro a chilometro. Quindi, è molto più economica di ogni altro tipo di infrastruttura stradale e stiamo parlando di un’infrastruttura realizzata a regola d’arte. Tuttavia, occorre pensare innanzitutto alla sua fattibilità, perché non è realizzabile dappertutto».
«Ma accanto ai costi, occorre anche analizzare i benefici ottenibili con lo sviluppo di infrastrutture per le biciclette e più in generale con un incremento della mobilità sostenibile. Pensiamo solo a quelli per la salute offerti dalla possibilità di muoversi in bici o a piedi, che hanno valori misurabili in centinaia di milioni di euro. Il progetto include un sistema di premialità basato su una classifica mensile che premia i dipendenti in base al numero di sessioni casa-lavoro completate durante il periodo di sperimentazione. 0,14 euros/km para passeios genéricos dentro da área urbana. 0,50 euros/km para passeios em casa/escola e em casa/trabalho. Rimborso di 0.20 €/km, per un massimo di 2 € al giorno, 35 € al mese e 150 € totali. CLUSTER #2: 0,05 € per ciascun chilometro effettivamente percorso in bici nei tragitti non sistematici all’interno del Comune di Firenze. CLUSTER #1: 0,20 € per ciascun chilometro effettivamente percorso in bici e certificato dal sistema, nei tragitti casa-lavoro. Altri importi e premi mensili compaiono in diverse varianti regionali e progetti pilota, dimostrando l’impatto economico della promozione della mobilità ciclabile.
L’Italia vuole investire in mobilità alternativa, dolce e sostenibile anche dal punto di vista ambientale e sociale. È il dato che emerge dal successo dell’iniziativa “Bici in Comune”, promossa dal Ministro per lo Sport e i Giovani, con il supporto del Dipartimento per lo Sport, per il tramite di Sport e Salute e dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani. Sono circa 500 i Comuni italiani che vedranno finanziate iniziative per la promozione della mobilità ciclistica, con la bici vissuta come strumento per uno stile di vita sano e attivo, oltre a progetti per riqualificare o potenziare percorsi ciclabili, azioni per promuovere il cicloturismo, la valorizzazione del territorio e il coinvolgimento delle scuole.
La Giornata Mondiale della Bicicletta è un’occasione per promuovere la bici come mezzo universale di trasporto all’insegna della sostenibilità. La bicicletta è vista non solo come mezzo di trasporto ma anche come strumento per società più sostenibili, inclusive e salubri. Progetti e campagne, come quella di Sapienza che invita a percorsi in bicicletta, combinano infrastrutture e cultura della mobilità, con rastrelliere, colonnine di ricarica e campagne di sensibilizzazione. Inoltre, in alcune regioni italiane è già possibile caricare gratuitamente la bicicletta sui bus urbani e sulle corriere, favorendo integrazione tra bici e mezzi pubblici. L’accordo tra Seta e Wecity mostra come i crediti per spostamenti eco-sostenibili possano trasformarsi in sconti e benefit, rendendo la mobilità verde anche economicamente vantaggiosa.
In sintesi, la connettività delle biciclette e l’analisi dei dati guidano interventi mirati per una mobilità urbana più sicura, efficiente e sostenibile. Le politiche di zone 30, le infrastrutture ciclabili di qualità, i progetti di incentivazione e l’integrazione tra bici e trasporto pubblico rappresentano una roadmap concreta per città più vivibili e meno dipendenti dalle automobili tradizionali.

Ambiente | Ottava edizione della biciclettata adriatica per incentivare la mobilità sostenibile
- Connettività e sicurezza - la bici connessa riduce i furti e migliora la sicurezza mediante antifurto intelligente e allarmi remoti.
- Analisi dei ciclisti - valutare genere, età e ceto per pianificare interventi mirati.
- Economia e incentivi - premi mensili e rimborsi chilometrici per promuovere l’uso quotidiano della bicicletta.
- Azioni urbane - Zone 30, barriere all’attraversamento e pianificazione integrata della mobilità cittadina.
Impatto e prospettive
La mobilità ciclistica è una componente chiave per la riduzione delle emissioni e per migliorare la qualità dell’aria. Le misure adottate in vari comuni italiani, insieme al sostegno europeo Fit For 55, definiscono una traiettoria verso città più sane, inclusive e resilienti. Le iniziative pilota dimostrano che l’investimento in infrastrutture ciclabili, l’uso di tecnologie connesse e la promozione della cultura della bicicletta possono tradursi in benefici economici, sociali e ambientali concreti.
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