Davide Rebellin: cronaca di una tragedia e tratteggi della sua carriera
Eurosport su GoogleCICLISMO - Secondo quello che riporta Il Giornale di Vicenza, l'incidente è avvenuto lungo la Regionale 11, a Montebello Vicentino. Il camionista potrebbe non essersi accorto di nulla. Addio a Davide Rebellin! Rivivi le vittorie più belle della sua carriera. Fonte del video: Eurosport.
È Davide Rebellin, 51 anni, il ciclista investito e ucciso da un camion oggi poco prima di mezzogiorno lungo la Regionale 11 a Montebello Vicentino. Il campione vicentino, dopo 30 anni di professionismo, aveva chiuso la propria carriera poco più di un mese fa, con la partecipazione alla Veneto Classic. Secondo la ricostruzione de Il Giornale di Vicenza, l'incidente è avvenuto poco prima di mezzogiorno, all'altezza di un bar. Un camion, nell'uscire dallo svincolo, avrebbe travolto un ciclista. L'autista si è allontanato, ma non è ancora chiaro se si sia accorto o meno di quanto era successo.
Sul posto è intervenuto il personale del 118, ma per il ciclista non c'è stato nulla da fare e il medico non ha potuto fare altro che constatarne il decesso. I carabinieri sono al lavoro per ricostruire la dinamica dell'incidente e rintracciare il camionista.
Rebellin: "Contento della mia carriera, mi sono divertito. Vittoria più bella? 1990 Opel Vighini-Padana Legno; 1991-1992 MG Boys Maglificio-Doni; 1992-1994 GB-MG Boys; 1995 MG Boys Maglificio; 1996 Polti; 1997 Française des Jeux; 1998-1999 Polti; 2000-2001 Liquigas; 2002-2008 Gerolsteiner; 2009 Serr."
Davide Rebellin si mette in luce già tra i dilettanti distinguendosi sia con la maglia della trevigiana MG Boys Maglificio-Doni che con i colori della Nazionale italiana. Nel 1991 vince il Giro delle Regioni, la prova su strada ai Giochi del Mediterraneo ad Atene (battendo Michele Bartoli) e la medaglia d'argento nella prova di categoria ai campionati del mondo di Stoccarda, preceduto solo dal sovietico Viktor Rjaksinski. Esordisce da professionista dopo i Giochi olimpici nella squadra di Franco Chioccioli, Franco Ballerini e Mario Cipollini, la GB-MG Maglificio. Onora i primi mesi di professionismo con un brillante nono posto al Giro di Lombardia e coglie il primo successo da professionista l'anno successivo, vincendo la classifica finale della Hofbräu Cup, breve gara a tappe tedesca.
La dinamica degli anni successivi mostra una carriera ricca di alti e bassi: dopo un paio di anni in sordina, si mette in luce nel 1996 al Giro d'Italia, dove trionfa nella tappa con arrivo a Monte Sirino e veste la maglia rosa indossandola per sei giorni consecutivi. Per via degli incoraggianti piazzamenti nelle due grandi corse a tappe di tre settimane, decide di programmare le prime stagioni da professionista per la conquista dei grandi Giri. Tuttavia, nonostante la meticolosità nella preparazione, i risultati sono deludenti a causa dei vistosi cali di condizione che lo colpiscono nell'ultima settimana di gara.
Nel 1997 sigla una prestigiosa doppietta, vincendo nel giro di pochi giorni la Clásica San Sebastián e il Gran Premio di Svizzera a Zurigo sfruttando la condizione raggiunta al termine della Grande Boucle, suo principale obiettivo della stagione, conclusosi in modo fallimentare. Nel 2004 è protagonista di una stagione che lo vede vincente in Amstel Gold Race, Freccia Vallone e Liegi-Bastogne-Liegi: diventa così il primo ciclista capace di conquistare le tre classiche delle Ardenne in una sola settimana; inoltre arriva secondo nella classifica finale della Coppa del mondo, preceduto dal connazionale Paolo Bettini. Nel 2005, grazie ai piazzamenti nelle classiche del calendario, ottiene il terzo posto finale nella classifica UCI ProTour.
Dopo una primavera condizionata da una caduta durante la Vuelta al País Vasco, il 2006 è l'anno della ritrovata convocazione in nazionale, dove recita un ruolo fondamentale per la conquista, ad opera di Paolo Bettini, del campionato del mondo. Dopo circa un mese trionfa sulle rampe del San Luca, conquistando così il Giro dell'Emilia. Il 2007 inizia con il secondo posto nella Parigi-Nizza. La campagna delle Ardenne lo vede nuovamente protagonista: secondo, primo e quinto posto rispettivamente ad Amstel Gold Race, Freccia Vallone e Liegi-Bastogne-Liegi. Onora poi l'ottava maglia azzurra ai campionati del mondo di Stoccarda, riuscendo a piazzarsi in sesta posizione a sei secondi dal vincitore Bettini.
Il 27 aprile 2011, al termine dei due anni di squalifica, rientra alle corse con il team Miche-Guerciotti. Nell'estate dello stesso anno coglie alcuni piazzamenti, come il quinto posto al Brixia Tour, la piazza d'onore al Trofeo Matteotti e il terzo posto al Gran Premio Città di Camaiore. Il 16 agosto, pochi giorni dopo aver compiuto i 40 anni, vince la novantunesima edizione della Tre Valli Varesine, per la seconda volta in carrière, scattando nell'ultimo chilometro e superando Domenico Pozzovivo a circa 150 metri dall'arrivo.
Alcuni giorni dopo riesce a ripetersi aggiudicandosi, per la seconda volta in carriera, il Trofeo Melinda: nell'occasione scatta sull'ultima salita, precedendo sul traguardo il colombiano Miguel Ángel Rubiano e ancora Pozzovivo. In settembre arriva terzo nella Settimana Ciclistica Lombarda e quinto al Giro di Padania. Nel maggio del 2012 sigla un contratto con la formazione italo-croata Meridiana Kamen Team e ottiene subito dei piazzamenti nella gara d'esordio, il Tour of Hellas, classificandosi secondo nella graduatoria finale a soli tre secondi dal vincitore Robert Vrečer.
Nel mese di giugno si piazza quarto nel Trofeo Melinda e ritrova la vittoria nella seconda tappa dell'Okolo Slovenska, concludendo la competizione al terzo posto in classifica generale. Si fa rivedere in estate, piazzandosi quarto al Gran Premio di Carnago e quinto a Il Padania, con due secondi posti di tappa; è poi ancora piazzato, questa volta terzo, nel Gran Premio Industria e Commercio di Prato, sconfitto in una volata a tre da Emanuele Sella e Luca Paolini. Nell'ottobre 2012 sigla un contratto con la formazione polacca CCC Polsat Polkowice, con cui corre nella stagione 2013.
Ottiene i primi piazzamenti nella Vuelta a Andalucía, classificandosi quinto nella prima tappa e terzo nella terza, e alla Vuelta a Murcia, nella quale chiude settimo. Lotta con i primi anche alla Settimana Internazionale di Coppi e Bartali, dove finisce ottavo in classifica. Coglie le prime vittorie in stagione nella corsa polacca Szlakiem Grodów Piastowskich, vincendo le tappe di Dzierżoniów e Złotoryja, concludendo secondo nella generale, dietro il ceco Jan Bárta.
Partecipa inoltre al ventiduesimo Trofeo Melinda, valido come campionato italiano, classificandosi al terzo posto alle spalle di Ivan Santaromita e Michele Scarponi. In estate vince una tappa e la classifica generale della Sibiu Cycling Tour; è poi quarto alla Coppa Agostoni e quinto nella Tre Valli Varesine. Nel 2014 gareggia ancora tra le file della squadra polacca, ottenendo i primi risultati di rilievo alla Vuelta a Andalucía, con un terzo posto di tappa, e alla Vuelta a Murcia, che conclude sul terzo gradino del podio.
In aprile si piazza al tredicesimo posto all'Amstel Gold Race, dimostrando di essere ancora competitivo nelle gare World Tour. A maggio prende parte al Presidential Cycling Tour of Turkey, durante il quale coglie un terzo posto parziale e si classifica quinto nella classifica finale. Nel mese di luglio conclude in seconda posizione il Sibiu Cycling Tour, conquistato l'anno precedente, ottenendo comunque un successo nella cronosquadre della terza frazione. Ad agosto conclude al terzo posto il Tour du Limousin, sfiorando il successo nella seconda frazione. Nel finale di stagione dopo aver chiuso quarto alla Tre Valli Varesine, ottavo alla Milano-Torino e ancora in quarta piazza la Coppa Sabatini, coglie il primo e unico successo dell'annata l'11 ottobre, facendo suo il Giro dell'Emilia: nell'occasione impone lo scatto decisivo nell'ultimo chilometro.
Nel 2015, sempre presente nell'organico del team arancio - ora rinominato CCC Sprandi Polkowice -, ottiene un successo nella cronosquadre della Settimana Internazionale di Coppi e Bartali, indossando per un giorno la maglia di leader e chiudendo al terzo posto finale. Nel 2016, alla quarta e ultima annata con la maglia polacca, Rebellin non ottiene vittorie. Ad inizio stagione si fa notare con alcuni piazzamenti al Dubai Tour e al Tour of Oman, ma nelle classiche di un giorno non riesce a incidere. Trova altri piazzamenti in gare di secondo livello, quali un terzo posto di tappa e un quinto nella generale del Tour of Malopolska, un quinto alla Rad am Ring e un terzo posto di tappa con un'omonima posizione nella generale del Giro della Repubblica Ceca. Terminata l'esperienza polacca, Rebellin corre anche nella stagione 2017, firmando con la Kuwait-Cartucho.es. Nonostante i 45 anni d'età, il ciclista veneto riesce ad ottenere nella prima parte d'annata alcuni piazzamenti, tra cui un terzo posto di tappa e nella generale del neonato Tour de Lombok.
Decimo il 25 giugno ai campionati italiani in Piemonte, nel periodo estivo corre il Tour of Qinghai Lake e la Volta a Portugal, non trovando risultati di rilievo. Nonostante l'età ormai gli pregiudichi la possibilità di essere ancora competitivo nelle corse di alto livello, anche nel 2018 Rebellin non intende appendere la bicicletta al chiodo e firma per la Sovac-Natura4Ever, team algerino il cui calendario prevede prevalentemente gare nel continente africano. Dopo il debutto allo Sharjah Tour, in cui ottiene un quarto posto di tappa, tra febbraio e marzo ottiene qualche altro piazzamento nella top 10 in alcune gare tra Algeria e Marocco, tra cui una nuova quarta posizione nella classifica finale del Tour d'Algérie. La prima e unica vittoria in stagione arriva il 6 maggio, quando fa sua al termine di uno strappo la terza tappa del Tour International de la Wilaya d'Oran, che conclude secondo nella generale, alle spalle del belga compagno di squadra Laurent Évrard.
A fine mese torna a correre in Europa il Giro del Belgio, chiuso in trentaduesima posizione. Con la Sovac disputa le prime gare del calendario francese del febbraio 2019, il Grand Prix Cycliste la Marseillaise, l'Étoile de Bessèges e il Tour du Haut-Var, lontano dai migliori. A fine aprile in occasione dell'uscita de Il vecchio saggio, docufilm francese a lui dedicato, annuncia il passaggio alla Meridiana Kamen Team, squadra per la quale aveva già gareggiato nel 2012: all'esordio con la nuova maglia conclude al ventesimo posto il Tour of Slovenia di fine giugno, mentre il 30 dello stesso mese è diciottesimo ai campionati italiani di Compiano. Successivamente partecipa a Coppa Agostoni, Coppa Bernocchi e Trofeo Matteotti che chiude rispettivamente 18º, 34º e 33º. Nel 2021 gareggia tra le file della Work Service, formazione Continental di Montappone diretta da Demetrio Iommi; con la nuova maglia ottiene tra le altre il settimo posto al Turul României, a inizio settembre. Il 30 novembre 2022, all'età di 51 anni, muore investito da un camion durante un allenamento in bicicletta lungo la SR 11, presso Montebello Vicentino. Il funerale fu celebrato il 23 dicembre nel Duomo di Lonigo. Il 17 giugno 2023, la Procura della Repubblica di Vicenza ha comunicato che Wolfgang Rieke, camionista tedesco accusato dell'uccisione di Rebellin, è stato arrestato a Münster su mandato di arresto europeo richiesto dal giudice per le indagini preliminari di Vicenza.
- Riferimenti principali: cronaca degli eventi, ricostruzione della dinamica e stato della ricerca dell'autista.
- Carriera sportiva: tappe salienti, classiche vinte, periodi di pausa e ritorni.
- Contesto postumo: inchieste, arresto dell'autista e conseguenze legali.
La morte di Rebellin segna una perdita nel mondo del ciclismo italiano, ricordata anche per i successi storici nelle Ardenne e per la longevità della sua carriera, con una presenza tra dilettanti e professionisti che ha attraversato tre decenni.

