Investimento di ciclisti a Carisio: una intricata dinamica tra diverbio e fuga
Un automobilista, durante la mattinata di sabato 8 agosto, intorno alle 9,30, ha avuto un diverbio con dei ciclisti a Lanzo Torinese, lungo via Loreto. Dopo l’alterco, ha travolto il gruppo di persone in bicicletta ed è stato fermato dai carabinieri. Due degli uomini investiti sono stati elitrasportati d’urgenza al Cto di Torino. Uno è in condizioni particolarmente gravi. Quattro sono rimasti feriti. Due sono stati elitrasportati d’urgenza al Cto di Torino, mentre gli altri due sono stati trasferiti al Giovanni Bosco. Una persona versa in condizioni critiche. L’impatto, secondo le prime ricostruzioni, è stato particolarmente violento. Il 118 di Azienda Zero ha inviato sul posto diverse ambulanze e l’elicottero del Servizio Regionale di elisoccorso. I sanitari hanno prestato le prime cure ai ciclisti coinvolti nell’investimento, stabilizzandoli sul posto prima di trasferirli in ospedale.
La dinamica dell’incidente è stata descritta dai soccorritori e dai testimoni: tutto è iniziato quando l’automobilista, diretto verso Coassolo, avrebbe superato un gruppo di sei cicloamatori, partiti in mattinata da San Mauro, Settimo Torinese e San Raffaele Cimena per un’escursione. Durante il sorpasso, l’uomo avrebbe utilizzato ripetutamente il clacson. Alla protesta di uno dei ciclisti, che dopo il passaggio ha allargato le braccia in segno di disappunto, la situazione sarebbe degenerata in pochi secondi. L’automobilista si sarebbe fermato improvvisamente, avrebbe inserito la retromarcia e avrebbe travolto l’intero gruppo. Dopo aver investito i ciclisti, l’uomo avrebbe inizialmente tentato di allontanarsi. Alcuni dei cicloamatori rimasti illesi si sono però messi al suo inseguimento per cercare di fermarlo.
Le forze dell’ordine hanno avviato immediatamente le indagini: i carabinieri della Compagnia di Venaria e della stazione locale hanno rintracciato e bloccato il presunto responsabile in tempi rapidi, conducendolo in caserma per interrogarlo e metterlo a disposizione dell’autorità giudiziaria. Dovrà rispondere di tentato omicidio e lesioni stradali plurime. La testimonianza raccolta colloca l’accaduto in una breve finestra temporale: “Stavamo pedalando, eravamo partiti da poco. Eravamo in gruppo, stavamo chiacchierando, andavamo piano, forse ai 20 all’ora non di più. A un certo punto quell’auto ci ha passato suonando il clacson. Poi non contento ha iniziato a fare i fari. Voleva passare. Uno di noi a quel punto ha alzato il braccio in segno di disappunto. Nulla di che, un modo per dirgli di stare calmo che ci saremmo spostati”.
A proposito dell’impatto, il testimone Piercarlo Lagna ha riferito che “quando siamo arrivati all’altezza della rotonda - ha aggiunto - ha rallentato, sembrava volesse farci passare o chiarire, invece ci ha puntato contro all’improvviso. Lo abbiamo solo visto fare retromarcia. Poi ci ha travolto. È accaduto tutto in una frazione di secondo”.
Le conseguenze per i ciclisti coinvolti sono state gravi: “Il primo di noi che ha colpito ha fatto un volo di 30 metri - ha proseguito Lagna - Lo ha lasciato a terra e poi è fuggito, ingranando la prima. D’istinto l’ho rincorso, dopo aver lasciato la bici, e ho preso la targa. A quel punto è venuto addosso anche a me. Mi sono salvato perché mi sono buttato fuori dalla strada. Così l’ho schivato. Ma è tornato sul gruppo degli altri ciclisti, che nel frattempo erano in mezzo alla strada perché stavano soccorrendo il primo di noi che era stato colpito e non potevano alzarsi”.
La dinamica ha scatenato una serie di interventi di soccorso: l’eliambulanza e le ambulanze hanno lavorato sul posto per stabilizzare i feriti e trasportarli in ospedale. I pazienti elitrasportati comprendevano due ciclisti trasportati al Cto di Torino in condizioni di gravità variabile, altri due accompagnati al Giovanni Bosco, e una persona in condizioni critiche. Le autorità stanno ora raccogliendo testimonianze aggiuntive per ricostruire con precisione i passaggi della violenta lite e dell’investimento.
Nell’ambito di casi simili, si segnalano riferimenti a fatti analoghi occorsi in altre regioni: “La polizia locale di Anzio ha denunciato un uomo di 61 anni per essere fuggito subito dopo aver investito una ciclista. L’uomo a bordo del suo furgone ha urtato una donna in sella alla sua bici provocandole ferite gravi e si è dato alla fuga. È stato incastrato dalle telecamere presenti sul territorio”.
È interessante notare come ogni episodio possa avere contorni differenti: in un altro caso, a Bassano, un ciclista è stato investito su una provinciale e trasportato in elisoccorso dopo lesioni gravi, mentre un capriolo coinvolto nell’altro incidente ha perseverato il percorso nonostante l’impatto. Le forze dell’ordine hanno esaminato telecamere e testimoni per definire con esattezza i dettagli del sinistro e predisporre eventuali provvedimenti.
Le autorità invitano chiunque abbia visto l’evento a contattare i numeri utili per fornire testimonianze e chiudere il cerchio delle indagini: “Chi abbia notizia può chiamare i numeri 011.4426509 o 011.4426510.”
In una nota parallela, la dinamica e le responsabilità legali di chi guida con conseguenze gravi per ciclisti rimangono al centro dell’attenzione delle forze dell’ordine, che proseguono con le verifiche per accertare la responsabilità dell’automobilista coinvolto nell’incidente.
- La fase iniziale: diverbio e superamento del gruppo di ciclisti, uso del clacson e segnali di disappunto.
- La fuoriuscita improvvisa, la retromarcia e l’impatto violentissimo che travolge il gruppo.
- Le operazioni di soccorso e i trasferimenti ospedalieri dei ciclisti feriti.
- Le indagini delle forze dell’ordine e l’arresto/ferma del presunto responsabile.
Contesto e riferimenti a episodi analoghi
La cronaca riporta altri casi simili in cui conducenti coinvolti in incidenti hanno tentato la fuga o hanno mostrato comportamenti omissivi. In particolare, l’episodio ad Anzio e quello a Bassano dimostrano come le telecamere e le testimonianze possano contribuire a identificare rapidamente i responsabili e a garantire i soccorsi immediati e la giusta imputazione delle responsabilità.
Nel complesso, l’evento di Lanzo Torinese mette in luce le dinamiche potenzialmente letali quando un diverbio tra utenti della strada si trasforma in un atto di violenza contro ciclisti. Le autorità hanno già preso contatti con i testimoni e invitano chi abbia ulteriori elementi a fornire informazioni per completare la ricostruzione della dinamica e assegnare le responsabilità penali.

