banda musicale Pino Daniele Medley: un ritorno all’epoca d’oro tra jazz, blues e Napoli
Il 30 dicembre, a Napoli nei pressi del Palapartenope, si respira aria di revival: un blues partenopeo anni ottanta riporta indietro nel tempo, all’epoca d’oro in cui dei ragazzotti napoletani imbracciano i loro strumenti e improvvisano sessioni musicali di altissimo livello che danno anche l’idea di una spensierata festa tra amici.
Questi amici sono Pino Daniele, Tullio De Piscopo, James Senese, Joe Amoruso, Tony Esposito, Rino Zurzolo. Terra mia apre la serata, tra gli applausi e l’emozione del pubblico, quasi palpabile. La chitarra di Pino Daniele è riconoscibile sin dalle prime note ed immediatamente trascina lo spettatore a qualche decennio fa.
Parte poi una sorta di medley con Putesse essere allero, Qualcosa arriverà, Je sto vicino a te e iniziano a salire sul palco Tullio De Piscopo, James Senese, Joe Amoruso. Il “nero napoletano” Senese, virtuosissimo sassofonista, si esibisce con il suo gruppo storico Napoli Centrale offrendo una performance di un’energia straordinaria. Je so pazzo, O Scarrafone, Chi tene o mare, Quando: l’atmosfera è densa di emozione, il pubblico si scalda e canta ogni singola parola a memoria.
Non solo Pino Daniele dunque: le guest star si alternano sul palco offrendo performance straordinarie della loro musica. E’ gioia per le orecchie quando Tony Esposito accenna l’intro di Kalimba de luna con sola voce e percussioni. Anche Tullio De Piscopo, prima con la batteria poi con la sua voce, scatena palco e pubblico con Aiz Aiz ed è subito festa. Joe Amoruso sembra non accusare l’età che avanza: la sua esibizione alla tastiera è magistrale.
Oltre alla “vecchia formazione” della superband di Pino Daniele sono saliti sul palco anche Enzo Gragnaniello e Raiz, che si sono prima esibiti in alcuni dei loro pezzi per poi accompagnare Pino Daniele nei suoi brani. Grande assente Enzo Avitabile; primo nome in cartellone, è venuto meno a pochi giorni da concerto per “mancati accordi artistici” relativi alla presenza dei bottari. La delusione dei fan c’è stata, soprattutto per la scorrettezza del gesto, dal momento che il prezzo del biglietto comprendeva anche la sua di esibizione.
Altra nota dolente, per i puristi del vecchio Pino, una mezz’ora circa di brani più “recenti”, come Dubbi non ho, Sara, Coffe time. Ma tutto il resto ripaga ampiamente: nel finale con Viento e terra, Yes i know my way e l’immancabile Napul’è il pubblico si alza in piedi e ad occhi chiusi, anche se sono passati ormai 30 anni e l’energia di una volta è stata in parte portata via dal passare del tempo, sembra di ascoltare uno di quei vecchi live in cui la superband, tra risate in amicizia e sguardi complici, dava il meglio di se.
Pino Daniele sarà in scena fino al 6 gennaio, per un totale di sei date, quattro delle quali sold out. Utilizziamo cookie tecnici per accedere alle funzionalità del sito e cookie funzionali analitici e di profilazione finalizzata al marketing di terze parti, sia per personalizzare contenuti ed annunci che per analizzare il nostro traffico. Qui trovi le nostre cookie policy e privacy policy Utilizziamo cookie tecnici di prima parte per accedere alle funzionalità del sito, per rendere l’uso del sito più semplice, per fornire i nostri servizi e per consentire di effettuare acquisti, come descritto in dettaglio nella nostra informativa sui cookies. Utilizziamo cookie di terze parti analitici e di profilazione finalizzata al marketing, sia per analizzare il nostro traffico che per personalizzare contenuti ed annunci.

Se l’occasione per un reunion live ha acceso la passione di una città, resta la memoria di una serata in cui la musica ha nutrito lo spirito di un pubblico variegato, tra gioventù che ritrova il gusto dell’improvvisazione e veterani che confermano la loro cifra stilistica suonando insieme a compagni d’avventura.
