Albero motore Gilera Arcore 150: restauro, diagnostica e curiosità dal mondo delle due ruote d’epoca
La rubrica dei restauri di moto d'epoca realizzati dai lettori di Moto.it racconta storie di ripartenze lente ma ferme nel desiderio di preservare un patrimonio motoristico unico. La Gilera Arcore 150, nata in un periodo di crisi economica e di crisi di mercato per le motociclette, rappresenta un esempio emblematico di impegno, pazienza e passione per il restauro di pezzi storici.
Contesto storico e destinazione delle unità
La moto, che tanto era andata di moda nel secondo dopoguerra quando la libertà e la voglia di muoversi ben si sposavano alle due ruote, molto più economicamente accessibili rispetto agli autoveicoli, alla fine degli anni ‘60 dovette cedere il passo alle auto che, ormai, erano diventate più a buon mercato di una volta e meglio si adattavano alla vita di tutti i giorni. In questo scenario di crisi del mercato delle moto, Gilera, che dal 1969 era di proprietà Piaggio, decise di presentare nel 1971 al Salone del Ciclo e del Motociclo di Milano, la nuova Arcore. Delle unità prodotte, alcune furono destinate alle forze di Polizia locale, altre furono esportate in Spagna, Francia e Germania, con il nome di Gilera Strada e anche negli Stati Uniti.
Dal restauro alla messa in moto: una cronaca personale
“Era dicembre di due anni fa e, seduto sul divano con l'obbligo di non guardare fuori dalla finestra che dava sul box, sento arrivare strani cigolii... era lei ma ancora non ero sicuro. La prima prova è la compressione e sembra essere a posto, mi giro verso la compagna, sorrido "Ci sarà da lavorare ma si può fare!".”
“Poi ho cominciato a guardare e curiosare, tanto che ad un certo punto vengo tirato di peso fuori dal box erano le due di notte ed era inverno. In quel periodo ero a circa metà del rifacimento del box e quindi non sono partito subito, prima c'era da creare il garage e poi lavorarci dentro! L'obiettivo non è mai stato far la moto perfetta come appena uscita dal concessionario ma fare solo una riparazione dei pezzi più rovinati ed una perfetta pulizia degli altri.”
“Dopo aver consumato due spazzolini da denti, 6 litri di Nitro, 2 di detergente, 4 giri in lavastoviglie (quella nel box non quella di casa tranquilli) tutto era pulito e lustro. Con il motore pulito ad ultrasuoni da chi mi ha fatto la rettifica, ma non sabbiato o pallinato perché volevo lo stesso effetto del motore originale, sono partito a rimontare il tutto.”
“Non è stato facile perché le dime che citano nel manuale di officina non le ho (un paio le ho costruite per lo smontaggio ma per il rimontaggio... non servono!). Il manuale non è come quelli moderni con esplosi e passo passo è più come dire... Insomma ci ho messo quasi un altro anno ma alla fine l'ho finita ed a novembre di quest'anno l'ho messa in moto.”
“Ora, dal momento che la moto è ante 76 e che dal 2006 non ha fatto revisioni mi tocca compilare scartoffie alla motorizzazione, dopo aver e pagato il passaggio di proprietà. Purtroppo solo in questo modo posso effettuare la revisione e circolare.”
“Adesso la parte migliore, quella dei ringraziamenti: prima di tutto e tutti la mia compagna Ros che ha avuto l'idea, ha coinvolto mio padre nella scelta, ha fatto i documenti, l'ha portata nel box, ha sopportato che per molti week end di bel tempo fossi chiuso nel box a pastrugnare e sporcarmi la mani. Poi ad Albino il meccanico delle Gilera di Oreno che con qualche pezzo di ricambio e molti consigli mi ha aiutato.”
“Avete restaurato anche voi una moto d'epoca? Mandateci le foto e i dettagli del restauro. Le documentazioni più complete verranno pubblicate su Moto.it.”
Consigli pratici alla luce dell’esperienza del restauro
Dai racconti emerge una modalità di lavoro basata su una pulizia accurata e una verifica meticolosa:
- Una buona pulizia generale, con attenzione al gruppo termico e alle parti cromate.
- Controllo del pistone e delle fasce, e una pulizia accurata delle valvole.
- Verifica dell’impianto elettrico: spesso i problemi sono legati a contatti e cablaggi, come nel caso della spia di pressione dell’olio che richiede diagnosi sul bulbo e sul collegamento di massa.
- Rischi comuni: incollaggio del pistone e usura di componenti come cuscinetti e guarnizioni se la moto è ferma da molto tempo.
- Importanza di un “passo per passo” logico: fotografare tutto prima di smontare, seguire una scaletta semplice e non avere fretta, per evitare danni durante il rimontaggio.
Un elemento ricorrente è la necessità di contenere i costi ricorrendo a ricambi e revisioni mirate, senza alterare l’anima originale del motore: “il motore pulito ad ultrasuoni da chi mi ha fatto la rettifica, ma non sabbiato o pallinato perché volevo lo stesso effetto del motore originale”.
La testimonianza di chi ha partecipato al restauro insegna anche che la meticolosità paga: la revisione e la verifica di ogni componente, anche quando si tratta di parti cromate o parti metalliche, può fare la differenza tra una moto che torna in strada e una che resta ferma.
Note sull’elaborazione del restauro e numeri chiave
La storia raccontata lascia emergere una gestione del progetto su un arco di tempo esteso: mesi di smontaggio, mesi di rimontaggio, una lunga fase di ricerca di documentazione e l’adempimento delle pratiche amministrative per la circolazione su strada. L’esperienza mostra come una Arcore possa tornare a rivivere con una manutenzione attenta, uso di pochi litri di olio e una revisione controllata del gruppo termico, senza stravolgere la configurazione originale.
I contributi della community segnalano anche la disponibilità di pezzi di ricambio e consigli utili, e testimoniano come le dinamiche di gruppo e di collaborazione possano facilitare i progetti: chi ha già restaurato può fornire indicazioni preziose su cosa fare prima e come affrontare eventuali problemi, dal sistema di accensione all’impianto elettrico fino alla verniciatura e alla cromatura.

In chiusura, il lavoro di restauro non è solo un recupero meccanico: è una storia condivisa, una memoria che ritorna a circolare sulle strade tramite una manutenzione attenta, una scelta di non rinunciare alla tecnologia del passato ma adattarla alle esigenze di oggi.
