Valentino Rossi e i fan: una leggenda che cresce con la giocosità, la solidarietà e l’appartenenza
Una carriera infinita vissuta (anche) sul gioco, sullo scherzo e la risata, prendendosi mai troppo sul serio e, soprattutto, con il passare degli anni creando un senso di appartenenza fuori dal comune. Ma del resto, parlando di Valentino Rossi, di comune in questa storia sportiva che abbraccia due secoli, c’è davvero poco.
Ma del resto, parlando di Valentino Rossi, di comune in questa storia sportiva che abbraccia due secoli, c’è davvero poco. Un piccolo assaggio di cosa siano state queste 26 stagioni di Vale, lo si percepisce ancor di più in quel microcosmo colorato di giallo che è Tavullia, dove da qualche mese alle spalle del castello è nato lo Yellow Park, mini parco dei divertimenti pensato per i più piccoli, ma che è apprezzato, forse ancor di più, dagli adulti che da tutto il mondo finiscono da queste parti attirati dal mito di “The Doctor”.
"L’unico gioco che non hanno provato è lo scivolo (ovviamente a tema moto; n.d.r.), ma solo perché è troppo stretto e ci resterebbero incastrati", ride Flavio Fratesi, il responsabile del VR46 Official Fan Club. Nato da un’idea di Alessio Salucci, l’amico di sempre di Valentino, che un giorno fece firmare a papà Rino e a Flavio un foglio nel quale si impegnavano a fondare il club. Dei 12 che nell’estate del 1996 si ritrovarono una sera al Bar Sport di Stefano Vitri, alias Pedro, per creare il sodalizio, tutti e 12 sono ancora nel direttivo, presieduto da Salucci senior. Osvaldo nascosto- "Io ho iniziato a realizzare che sono passati 26 anni durante la pandemia - racconta Fratesi -, perché costretto in casa, ho ritirato fuori da una cantina ormai stracolma tutto il materiale che di questi anni, articoli, gadget, video...E rendendomi conto di come siano volati, ho preso il telefono e chiamato Vale: 'Oh, ma eravamo famosi'. Io credo che il non rendersi conto di quello che stava succedendo, i viaggi, le vittorie, le gag, sia stata la cosa più bella. A volte, nel ripensarci mi emoziono più di allora, è stata una storia inspiegabile".
Ad “aprire” lo Yellow Park c’è il Pollo Osvaldo, una delle gag più riuscite, nato all’indomani della vittoria di Imola ’98 in 250, con le magliette che reclamizzavano questa fantomatica Polleria che dopo la parata di Osvald0 nel giro d’onore del GP di Barcellona della settimana successiva, divenne tanto famosa che Renzo Rosso della Diesel provò ad acquistare il marchio. I dirottatores- Quella era stata la prima trasferta di gruppo, 40 persone in bus, con Vale a cucinare pollo allo spiedo per tutti il sabato sera. Ma la prima collettiva in aereo, l’anno dopo a Jerez (dove Vale mandò in scena la gag del bagno), dei 23 in partenza da Bologna ne vide salire sull’aereo solo 22, con Pedro rimasto a terra per overbooking.
"Prese l’aereo successivo, ma per non fargli perdere la coincidenza a Madrid, tutti ci inventammo qualche trucco, tra carte di identità dimenticate al bar eccetera, per far ritardare il volo, con quelli dell’Iberia sempre più incazzati. Quando tornammo a Tavullia, ci accolsero con lo striscione 'Bentornati dirottatores'..".
Essere tifosi di Valentino, negli anni ha risolto spesso momenti delicati. "Dopo Assen 2005, il “Biba” (Claudio Mariotti; n.d.r.) e il “Notaio” (Michele Albertini; n.d.r.) se la presero comoda e partirono tardi. Niente, tutti pieni. All’ultimo, si affacciò alla finestra il proprietario che stava per cacciarli, quando vide il cappellino del Biba: 'Valentino?' chiese. Finì che cedette loro il letto suo e del figlio, andando a dormire in salotto".
La cosa divertente, è che né Fratesi, né Salucci, né la gran parte degli altri membri parlano inglese o chissà che altra lingua. Undicimila Panama- Domenica Misano, tra un mese Valencia, l’ultima per davvero. "A Valencia non ci voglio pensare, o mi si chiude già lo stomaco, qui invece per il freddo non saranno in tanti in t-shirt, quindi daremo una bandiera da poter poi incorniciare e 11 mila Panama gialli, il nostro tanto di cappello, Valentino".
Valentino smette, il Fan Club no. "Io divido la nostra storia in due fasi, quella delle scenette, goliardica, e quella in cui, nonostante le minori vittorie, si è creata la vera appartenenza a Valentino e a tutto il suo mondo. Anch’io come Vale- Soprattutto, Fratesi continuerà il giro per gli ospedali di tutta Italia a visitare i bambini malati terminali per poi, con il progetto “Anch’io come Vale”, portare a Tavullia quelli in grado di spostarsi dall’ospedale, per visitare lo Yellow Park, il Ranch, la VR46 e persino il circuito di Misano, facendo provare loro l’emozione di sentirsi, almeno per un giorno, come il loro idolo e trovando anche nuovi stimoli per affrontare la propria malattia. "La vedi la pista che costeggia tutte le scenette? È pensata anche per i ragazzi in carrozzina, qui dentro la loro malattia non esiste".
Nella sua ultima conferenza da pilota MotoGP a Valencia, la Dorna ha mostrato a Rossi un video di ringraziamento da parte dei suoi tanti tifosi in giro per il mondo. Davanti a quelle immagini, Valentino (che è sempre riuscito a trattenere le lacrime) si è emozinato, con gli occhi lucidi. E alla fine, anche Valentino Rossi è riuscito a emozionarsi con tanto di occhi lucidi. Sembrava impossibile, lui che ci ha abituato a spezzare sempre la tensione con quel sorriso rassicurante. Un sorriso che ci ha confortato per 26 anni, anche nei momenti più difficili, più complicati, sportivamente e umanamente. E invece questa volta anche la leggenda ha ceduto, con due grandi occhi visibilmente emozionati, nel giorno della sua ultima conferenza da pilota MotoGP a Valencia. La Dorna ha regalato brividi intensi al Dottore. Prima lo ha messo in contatto con alcuni suoi tifosi in giro per il mondo, persone che hanno raccontato la loro storia di riscatto. Un riscatto partito proprio dalle imprese e dall’esempio di Rossi. Poi la Dorna ha aggiunto un altro video molto speciale, in cui tanti tifosi ringraziano di cuore Valentino in molte lingue. Tante immagini, alcune molto tenere, altre decisamente bizzarre, che hanno creato un mix a cui neanche Rossi ha saputo resistere. Dopo aver ringraziato i suoi fan per il video, il pilota nove volte campione del mondo si è emozionato di fronte all’applauso della sala stampa.
La Dorna ha regalato brividi intensi al Dottore. Prima lo ha messo in contatto con alcuni suoi tifosi in giro per il mondo, persone che hanno raccontato la loro storia di riscatto. Un riscatto partito proprio dalle imprese e dall’esempio di Rossi. Poi la Dorna ha aggiunto un altro video molto speciale, in cui tanti tifosi ringraziano di cuore Valentino in molte lingue. Tante immagini, alcune molto tenere, altre decisamente bizzarre, che hanno creato un mix a cui neanche Rossi ha saputo resistere. Dopo aver ringraziato i suoi fan per il video, il pilota nove volte campione del mondo si è emozionato di fronte all’applauso della sala stampa.

La storia di Valentino Rossi in una canzone
Gli elementi che hanno reso i fan di Rossi una comunità
La comunità dei fan di Rossi nasce dall’incontro tra sport, humor e una dimensione umanamente empatica.
Nella realtà di Tavullia, la figura di Rossi va oltre i record sportivi: è un simbolo di appartenenza che unisce generazioni diverse e nazioni diverse, trasformando tifosi in amici e sostenitori in collaboratori di iniziative benefiche e sociali.
Progetti e iniziative che coinvolgono i fan
- Yellow Park: parco pensato per i bambini ma apprezzato dagli adulti, simbolo della cultura rossiana.
- Anch’io come Vale: visita di bambini malati terminali a Tavullia per vivere momenti di normalità e speranza.
- Giochi e gag condivise: dal pollo Osvaldo alle varie barzellette che hanno accompagnato le trasferte, creando ricordi comuni.
Rapporto tra fan e leggenda
La Dorna, durante l’ultima conferenza, ha presentato video di ringraziamento dai fan sparsi nel mondo, suscitando emozione in Rossi e consolidando l’idea di una base di sostenitori che va oltre lo sport e assume una dimensione sentimentale e educativa.
Un sorriso che dura nel tempo
Il sorriso di Rossi, che aveva abituato il pubblico a una risata contagiosa, diventa ora simbolo di un’eredità: una comunità capace di trasformare sogni in azioni concrete, supportando iniziative benefiche e offrendo a chi lo ammira una bussola di ispirazione e resilienza.
