Una Sicilia nascosta e autentica: il viaggio di Magna Via Francigena raccontato da Tullia Caballero Prizzi
Come spesso accade sono i viaggi che ci sembrano più distanti a insegnarci e a farci sentire più vicini alle emozioni di casa, quelle che arrivano al cuore. Ho pensato di raccontarvi le emozioni che abbiamo vissuto e gli aspetti che hanno colpito ognuno di noi mentre scoprivamo passo dopo passo una Sicilia nascosta, autentica, vera.
Invece del solito panettone, come regalo pre natalizio ho deciso di chiudere l’ufficio per una settimana di condivisione e arricchimento e siamo partiti tutti e 18 per la Magna Via Francigena, chi a piedi, chi in bici. Nonostante il tempo incerto, il freddo e il fango abbiamo voluto sfidarci e andare a conoscere uno dei nostri viaggi più magici, reso unico e indimenticabile dall’ospitalità e il calore umano delle persone del posto.
L’entroterra siciliano tra Palermo e Agrigento, dove si snoda la Magna Via Francigena, d’inverno si trasforma in un mondo fiabesco, un insieme di highlands scozzesi e l’Irlanda dalle mille sfumature di verde. Paesaggi nordici che contrastano con l’immaginario collettivo di caldo intenso e campi bruciati dal sole. Quella è la Sicilia d’estate.
Ernesto ha percorso la MVF lo scorso anno insieme a suo padre, di origine siciliana. "Mancava da quell'isola da quasi 40 anni e non si muove quasi mai da casa." Questo ragazzo di Prizzi che gestisce un B&B e mille altre cose, da me ribattezzato il "sindaco", con il suo spirito imprenditoriale e le sue idee mi ha fatto riflettere su cosa voglia dire restare nella città che ami e darti da fare per avviare un'attività.
Vuoi vivere anche tu un'avventura come la nostra? La Magna Via Francigena è un itinerario di 160km da percorrere a piedi o bici che da Palermo ad Agrigento attraverso tappe di 20-25km tocca paesi dell'entroterra come Corleone, Prizzi, comuni arbëreshë come Santa Cristina di Gela, e gioielli come Sutera e Racalmuto. Anime e corpi sconosciuti tra di loro, timorosi e incerti su ciò che li attende, forse anche diffidenti. Ma già solo per questo coraggiosi. Sia i momenti di difficoltà che quelli di spensieratezza li portano ad accorciare le distanze, annusarsi e poi prendersi per mano. Per continuare il cammino insieme, certi di poter contare l’uno sull’altro e con il desiderio e la speranza che questo mantenersi, tenersi per mano, non finisca.
(Sara) Essere parte di un progetto comune è ciò che più mi entusiasma. I giorni insieme sono stati intensi e ricchi di passione. Abbiamo costruito assieme la possibilità concreta di un cambiamento. A Prizzi abbiamo conosciuto i ragazzi di SikanaMente e SikanaTrek. Una mente collettiva, uno straordinario genius loci è quello che ha partorito il Dedalo. E il Dedalo è Prizzi, un paese generato dalla necessità di adattarsi a un luogo non facile: montagna, roccia e vento, argilla e fango. Bisogna andarci a Prizzi, per perdersi in questo meraviglioso Dedalo di minuscole case che abbracciano il pendio e la collina, per vederlo illuminato la notte, per fare sì che la creatura partorita dalla montagna continui a vivere. La foto di Prizzi al tramonto è quasi un’ossessione, le sagome di case che si toccano e quasi si sostengono l’un l’altra. Il mio bisnonno dipinse un quadro simile a questa fotografia, come se volesse su tela le emozioni che gli suscitava questa visione sempre uguale. Anch’io ogni volta che guardo quel paesaggio mi emoziono, mi piace.
In viaggio con noi c'era Giulia, una guida sensoriale non vedente. Giulia ha divelto i nostri schemi mentali, ci ha fatto sentire, provare, vedere oltre ciò che diamo per scontato, oltre ciò che ci circonda. La stanchezza, quella piena, quella che deriva dalla vera fatica, quella che ti unisce agli altri. Il mio punto di vista di me che non vedo è questo. È il punto di vista di una persona che non poteva sentirsi meglio di così. Perché nel gruppo eravamo tutti diversi, e sono state proprio le differenze a rendere il gruppo più bello e interessante. L’idea di essere parte pienamente di un gruppo è quella che mi porto dietro da questo viaggio. La diversità rappresenta il punto di forza di un gruppo, di una comunità e di un popolo evoluto. Giulia mi ha trasmesso un’energia positiva, è stata la mia guida. Accanto a lei ho imparato che non bisogna pensare troppo agli ostacoli che la quotidianità di volta in volta ci presenta.
Per lunghi tratti abbiamo faticato sulle sabbie mobili: colate di fango causate dall’alluvione che il 4 novembre 2018 ha colpito tutta la zona. La gente del posto è stato l'autentico valore aggiunto di questa magnifica esperienza. Ti adottano come se tu fossi un amico di vecchia data, un familiare. La sua Accoglienza, con la A maiuscola la senti eccome. Si sente perché quando una cosa è fatta con passione ed è vera, arriva al cuore.
Nicolò è diventato sindaco di Palazzo Adriano da pochi mesi. Davanti al Teatro Andromeda, come anche al racconto della storia di Reina, la sensazione era quella di qualcosa di geniale, vasto ed immortale; al tempo stesso - però - costruito passo dopo passo, giorno dopo giorno, quasi con semplicità. Ne abbiamo tantissimi e ne sono orgoglioso. Le mie fangose gambe durante la sosta pranzo nel primo giorno di camminata sono la cosa più bella che ricordo. Nonostante la difficoltà fisica del camminare su un terreno ostile e nel quale mi sentivo letteralmente “affondare”, con attorno solo pioggia e foschia, senza vedere ad un palmo dal naso, la sensazione era quella di profonda rilassatezza e intimità con quello che stavo facendo e con le persone con cui lo stavo facendo. La “fatiga”, dunque, che si fa leggera se lo spirito e l’atmosfera sono quelli giusti.
I ragazzi di SikanaMente ci hanno raccontato e mostrato momenti scolpiti nel tempo che scorre a Prizzi come il ballo dei diavoli durante la processione di Pasqua. La cultura e le radici sono vive e coesistono, come le comunità siciliane ed arbëreshë a Palazzo Adriano con le sue chiese, cristiana ed ortodossa, che ogni giorno s'affacciano l'una di fronte all'altra.
“Being half-Italian, half-Spanish, and raised in the UK, South America, and Italy, I embody the spirit of a true Mediterranean…”
In chiusura, Tullia Caballero Augi descrive come la partecipazione a progetti comuni, l’esplorazione di regioni diverse e la collaborazione con partner come SloWays e ActiveItaly rappresentino non solo viaggi, ma percorsi di crescita personale e professionale, capaci di intrecciare cultura, antropologia e turismo sostenibile.

Ho attraversato la Sicilia a piedi sulla Magna Via Francigena. L'emozione dell'arrivo ad Agrigento
Aspetti chiave del percorso MVF in Sicilia
- Itinerario di 160 km da Palermo ad Agrigento, con tappe di 20-25 km e attraversamento di paesi come Corleone, Prizzi, Santa Cristina di Gela, Sutera e Racalmuto.
- Paesaggi invernali che evocano Highlands e verdi irlandesi, offrendo una Sicilia diversa dall’immaginario estivo.
- Accoglienza locale come valore aggiunto: ospitalità, calore umano e supporto alle difficoltà fisiche e logistiche.
- Diversità del gruppo come punto di forza: presenza di guide sensoriali e persone con background differenti che arricchiscono l’esperienza.
- Riflessioni sul cambiamento e sulla coesione di gruppo, con rilassamento e profondità emotiva trovate nel cammino condiviso.
La narrazione combina elementi di viaggio, identità locale e dinamiche di comunità, intrecciando testimonianze personali con descrizioni del paesaggio e della cultura arbëreshë presente in Sicilia.
