Yamaha TDM 850: Risolvere i Misteri dell'Avviamento e del Funzionamento
La Yamaha TDM 850, una moto apprezzata per il suo motore "twin pulse" elastico e pastoso, può presentare alcune sfide legate all'avviamento e al funzionamento, specialmente dopo periodi di inattività prolungata. Problemi come difficoltà di accensione, funzionamento irregolare, perdite di benzina e un'erogazione "a scatti" sono stati riscontrati da diversi proprietari, spesso legati a componenti che richiedono attenzione e manutenzione specifica.
La Sfida dell'Avviamento a Freddo e le Prime Impennate
Molti proprietari di TDM 850 si sono trovati ad affrontare la frustrazione di un motore che non ne vuole sapere di avviarsi, nonostante la presenza di corrente e componenti apparentemente in ordine come filtro benzina e aria nuovi. Il sintomo comune è quello di un motore che gira, "sembra voler accendersi per un secondo, ma non c'è verso di metterla in moto". Le candele asciutte in questi casi sono un chiaro indicatore che la benzina non sta raggiungendo la camera di combustione in modo efficace.

La soluzione a questo enigma è talvolta più semplice di quanto si pensi. Lasciare il rubinetto della benzina aperto, magari in posizione di riserva per favorire il flusso attraverso il filtro nuovo, per un paio di giorni può essere risolutivo. In alcuni casi, è bastato premere il pulsante di avviamento "starter" per vedere la moto partire come se nulla fosse. Tuttavia, è importante notare che la posizione della moto durante questo processo può influenzare il riscaldamento uniforme dei cilindri. Una moto non perfettamente dritta può far sì che il pistone di destra impieghi più tempo a scaldarsi. Per ovviare a ciò, si consiglia di lasciare la moto appoggiata al muro per mantenerla dritta, garantendo così un riempimento omogeneo dei carburatori.
Carburatori: Il Cuore Pulsante dei Problemi
I carburatori rappresentano spesso il fulcro dei problemi legati al funzionamento irregolare e alle perdite di benzina della TDM 850, soprattutto dopo lunghi periodi di fermo. La benzina, evaporando, può lasciare residui che intasano i getti e le sedi degli spilli, compromettendo il corretto afflusso e la miscelazione aria-benzina.
Uno dei problemi più comuni è l'intasamento dei carburatori stessi, che può manifestarsi con perdite di benzina dalle viti di svuotamento (a volte a causa della mancanza o del deterioramento degli o-ring) o, più insidiosamente, dal tubo di troppo pieno. Questo fenomeno può presentarsi in modo "random", ovvero quando la moto decide lei, creando un piccolo lago di benzina a terra anche ore dopo lo spegnimento del motore.

Quando i carburatori sono compromessi, la moto può manifestare sintomi preoccupanti: il motorino di avviamento si inchioda al primo tentativo, il motore parte male, gira come fosse ingolfata o "fuori fase", e la potenza non supera una certa soglia, dando l'impressione che non arrivi abbastanza benzina. Questo "girare frullando" invece del "pulsare" tipico del motore "twin pulse" Yamaha è un chiaro segnale di malfunzionamento.
La Complessa Danza degli Spilli e dei Galleggianti
Il corretto funzionamento dei carburatori dipende in larga misura dall'azione degli spilli e dei galleggianti. Sebbene i galleggianti possano sembrare in ordine e chiudere appena appoggiati nelle loro sedi, il problema potrebbe risiedere nel fatto che non salgono abbastanza per interrompere efficacemente l'afflusso di benzina. Questo, unito a spilli che non chiudono perfettamente nelle loro sedi, può portare a un eccesso di benzina.

Un sintomo di questo problema è lo "sputacchio" di benzina dai carburatori subito all'avviamento, anche prima che il motore parta, causando il già citato effetto "ingolfata". La benzina che scende dal troppo pieno, anche quando la moto sembra girare bene a 2000 giri, è un'ulteriore conferma che gli spilli non stanno facendo il loro lavoro. Il fatto che a motore spento si verifichino perdite, ma che queste cessino chiudendo il rubinetto, rafforza ulteriormente l'ipotesi di spilli non perfettamente efficienti.
La tentazione di intervenire sui galleggianti è forte, ma la revisione degli spilli e, soprattutto, delle loro sedi, con particolare attenzione agli o-ring dei cilindretti dove gli spilli entrano, è cruciale. La scelta di Mikuni di utilizzare questi cilindretti alloggiati a pressione con un o-ring può introdurre un ulteriore punto di potenziale guasto.
La Pompa Benzina: Un Ruolo Cruciale e Sottovalutato
La pompa della benzina gioca un ruolo fondamentale nel garantire un flusso costante e adeguato di carburante ai carburatori. Se la moto è rimasta ferma per un lungo periodo, la pompa stessa potrebbe non funzionare correttamente. Il rumore caratteristico che si sente dando chiave ("trutututu…") è il segnale che il solenoide sta lavorando per creare la pressione necessaria.

Un sospetto sulla pompa benzina emerge quando, pur con galleggianti che sembrano chiudere, si manifestano perdite e problemi di funzionamento. È possibile che la pompa pompi troppo forte, vincendo la resistenza dei galleggianti e causando un eccesso di benzina. In questi casi, la presenza di un bypass che eviti sovrapressioni diventa essenziale. Se questo bypass non funziona, si possono verificare i sintomi descritti.
Bypassando la pompa e collegando direttamente il tubo del carico benzina dal rubinetto ai carburatori, si può notare un miglioramento immediato: lo sputacchio di benzina all'avviamento cessa e la moto gira meglio. Tuttavia, il problema del troppo pieno può ripresentarsi dopo poco, indicando che, nonostante l'assenza di sovrapressione dalla pompa, il difetto intrinseco degli spilli persiste.
Il Rubinetto Benzina: Un Sospettato Inaspettato
Anche il rubinetto della benzina, spesso trascurato, può essere una fonte di problemi, specialmente dopo anni di inattività. La presenza di un filtrino otturato all'interno del rubinetto può limitare il flusso di benzina. La modifica del rubinetto da depressione a un sistema manuale di apertura/chiusura può semplificare la gestione del flusso.

È importante notare che la TDM 850 può presentare due rubinetti: uno al serbatoio e un altro "solito". Entrambi possono perdere, e una semplice "curvata" alla molletta rotonda può risolvere temporaneamente il problema. Tuttavia, una pulizia approfondita del serbatoio e una revisione completa del rubinetto sono passaggi consigliati per escludere questa causa.
Candele e Accesso: Una Questione di Chiavi e Pazienza
La sostituzione delle candele su una TDM 850 prima serie può rivelarsi un'operazione ostica a causa dello spazio angusto in cui si trovano. La domanda su quale chiave candele acquistare è ricorrente tra i proprietari. Per accedere alle candele, spesso è necessario smontare i supporti del radiatore, lavorando da sopra il radiatore stesso, pur mantenendo i tubi collegati.

La corretta identificazione della misura della chiave è fondamentale. L'uso di una chiave candele specifica e collaudata per questo modello può semplificare notevolmente il lavoro, evitando frustrazioni e potenziali danni.
Il Regolatore di Tensione e lo Statore: Un Duo Sotto Stress
I problemi elettrici, in particolare legati al regolatore di tensione e allo statore, sono un'altra area critica per la TDM 850, soprattutto per i modelli più recenti e per quelli con frizione a bagno d'olio. Gli alternatori moderni, capaci di erogare potenze elevate (500/600 W), mettono a dura prova gli isolamenti dei conduttori degli statori, che possono superare i cento gradi centigradi.

Il surriscaldamento continuo e il conseguente raffreddamento deteriorano l'isolamento, portando alla cottura letterale dell'avvolgimento e a cortocircuiti. Sebbene alcuni casi di rottura dello statore siano stati segnalati principalmente sui modelli 2013 in Italia, e meno sui modelli 2014 e successivi, il rischio potenziale esiste.
La soluzione adottata da molte case costruttrici, come Suzuki, BMW e Polaris, è l'utilizzo di regolatori di tensione basati sulla tecnologia MOSFET a Shift. Il modello SH 847 della Schindelgen è considerato un ricambio originale e collaudato. Sebbene possa essere leggermente più grande del regolatore originale (FH 20 AA), con alcune piccole modifiche all'alloggiamento (segare le asole dei fori e allargare leggermente la plastica sottostante), è perfettamente compatibile elettricamente e meccanicamente. Questa modifica, che richiede circa un quarto d'ora, non solo mette al sicuro da un potenziale inconveniente, ma può anche portare a un leggero aumento di potenza (circa 1 CV) grazie a una migliore gestione energetica.
È importante notare che, sebbene il problema dello statore non sia immediato, il continuo surriscaldamento ne deteriora l'isolamento nel tempo. La scelta di utilizzare un regolatore di tensione più performante e affidabile come l'SH 847 può prevenire danni maggiori e costosi.
