SuperBusa velocità massima: l’opera d’arte su due ruote che redefine le prestazioni
Motociclisti appassionati di alte prestazioni hanno un nuovo gioiello da ammirare. La Suzuki Hayabusa, già celebre per il suo mix unico di potenza e design futuristico, è stata portata a nuovi vertici con la SuperBusa Kevin Schwantz Edition. Presentata al Motorcycle Live, la SuperBusa è molto più di una semplice moto: è un’opera d’arte su due ruote che unisce tecnologia avanzata e tributi nostalgici. Basata sulla terza generazione della Hayabusa, si distingue per il suo schema di colori iconico - bianco, rosso e oro - che richiama le livree della Suzuki RGV500 di Schwantz. Al centro della SuperBusa c’è un motore turbocompresso, trasformato dalla TTS Performance per raggiungere prestazioni straordinarie. Grazie a un compressore Rotrex, questa Hayabusa modificata eroga 385 cavalli e 258 Nm di coppia, consentendole di superare i 350 km/h. La SuperBusa Kevin Schwantz Edition è un’opera esclusiva, prodotta in sole 40 unità. Ogni esemplare sarà personalizzato secondo i gusti del cliente, rendendola un pezzo unico. Il prezzo parte da 30.000 sterline (circa 35.000 euro), a cui si aggiunge il costo della moto base.
La SuperBusa Kevin Schwantz Edition incarna il meglio dell’ingegneria moderna e celebra una delle figure più iconiche del motociclismo. È la moto perfetta per chi cerca prestazioni mozzafiato e vuole possedere un pezzo di storia delle due ruote. Quando la Suzuki Hayabusa venne presentata nel 1999, fu uno shock per tutti. Design pazzesco e potenza mai vista prima su una moto di serie arrivando a quasi 180 cv. La Hayabusa 2021 è omologata Euro5, per accontentare ecologisti ed euroburocrati. Poteva bastare? No, perchè gli esperti di sovralimentazione di TTS Performance, con sede nel Regno Unito, sono andati oltre. Per celebrare il 40° anniversario di TTS Performance, l’azienda sta costruendo una serie limitata di 40 TTS SuperBusa. Ciascuna delle SuperBusa vendute sarà unica nel suo genere, con ogni sorta di opzioni di prestazioni personalizzabili che il nuovo proprietario potrà scegliere.
I rendering originali presentavano alette aerodinamiche in fibra di carbonio nella parte anteriore, che saranno presenti anche sulla moto finita. In realtà sono ancora in fase di test, ma saranno un elemento reale disponibile sulla tiratura limitata. Se siete interessati a ordinare una TTS SuperBusa, potete scrivere per ricevere maggiori informazioni sul sito web di TTS. I lavori di Kardesign, alias Kar Lee, raccolgono attorno a sé sempre molta curiosità. E il designer inglese non ha mai nascosto la sua passione per la Suzuki Hayabusa, che nel corso della carriera ha rielaborato svariate volte. L’ultima, però, è davvero speciale perché non è solo uno dei tanti render che il designer ha disegnato e pubblicato sui suoi canali, bensì un progetto che in collaborazione con un’altra eccellenza, TTS Performance, porterà alla nascita di 40 esemplari.
I due attori in gioco hanno in comune la passione per il falco di Hamamatsu. Proprio come Kardesign, anche Richard Albans di TTS Performance per molti anni si è divertito ad aumentare la potenza delle Hayabusa. Per questo, al lavoro sul suo ultimo modello, ha chiesto al designer inglese di studiarne l’aspetto. Il progetto è ancora work in progress, ma le immagini sono già state divulgate in anteprima sulla copertina di Motorcycle News e poi sui social dei due creatori. Kardesign e Albans hanno ancora molto da fare ma hanno già dichiarato che la moto avrà un motore sovralimentato che eroga circa 370 CV e 258 Nm, con diverse componenti del motore rinforzate, ed è dotata di compressori Rotrex C30-94, cerchi in fibra di carbonio Rotobox, oltre a un forcellone monobraccio, dischi freno maggiorati, sospensioni riviste e infine un intercooler. Non solo. C’è la possibilità di personalizzare gli esemplari sia per quanto riguarda i colori che per altri elementi, tra cui le pedane posteriori.
Più volte vi abbiamo parlato delle ormai sempre più frequenti indiscrezioni che riguardano i progetti di Suzuki per una nuova Hayabusa. Se però siete inguaribili fan della vecchia versione vi mostriamo oggi le immagini di questa “particolarissima” Busa. La scheda tecnica, ed in particolare il dato riferito alla potenza del quattro cilindri, parla da sé: 650 CV. Tutto nasce dal progetto di Mick Ellis della BDR Performance che, messe le mani su di un modello di serie, lo ha drasticamente modificato. In quasi due anni di lavoro, Mick - lasciando al suo posto il 4 cilindri 1300 cm3 - ha montato un turbo Garrett GT35, nuovi iniettori, un nuovo cambio modificato per gestire la montagna di CV a disposizione, e numerose altre parti speciali che potete scoprire nella scheda qui sotto. Qualche modifica, lo si vede bene in foto, anche alla carena, priva di fari, frecce e specchietti e dotata di un maxicodino aerodinamico. Completata l’opera, il preparatore l’ha messa nelle mani della moglie Becci, pilota esperto la signora Ellis l’ha quindi portata in pista, raggiungendo nell’agosto del 2014 la velocità di 264,1 mph, cioè circa 425 km/h, ottenendo così il record mondiale di velocità femminile. La signora nel 2018 ha provato ha ritoccare il record, ma è stata vittima di un terribile incidente in cui ha riportato ferite gravi. Becci nella vita è un tecnico informatico ed evidentemente ha deciso di concludere la sua carriera in pista. La super Busa infatti è in vendita ad un prezzo tutto sommato ragionevole: 30.000 sterline circa 34.000 euro.
Lo “strip” ricavato dalla superficie aeroportuale inglese di Elvington, da molti anni teatro di appassionanti sfide di accelerazione con centauri provenienti da tutto il mondo, registra la caduta di un nuovo “tabù”. GRAN FESTA ALLO "STRAIGHTLINERS"- L’impresa di Frost ha allietato l’atmosfera della celebre manifestazione “Straightliners” che in questi giorni come da tradizione si tiene ad Elvington. Jarrod ha siglato il record di velocità motociclistico britannico ed Europeo per il miglio più veloce con partenza da fermo. Nel corso della stessa giornata, Frost ha effettuato altri quattro tentativi viaggiando stabilmente a ridosso delle 270 miglia orarie. Per sole tre miglia orarie ha mancato, nel tentativo risultato vincente, la possibilità di stabilire addirittura il primato mondiale.
UNA MOTO POTENTISSIMA- La Suzuki Hayabusa Turbo di Frost mantiene del modello originale l’impianto di aspirazione e l’alesaggio, ma per il resto è stata profondamente rifatta a livello meccanico, con pistoni CP, un cambio rifatto con componenti ad alta capacità Nova Transmissions, nuovi perni cilindro, detentori delle valvole in titanio, valvole Inconel con molle ad alta capacità, un software per il motore della LifeRacing/Syvecs, ruote in carbonio della Bst, regolatore della pressione benzina e wastegate Turbosmart e pistoni Carillo.
LE IMPRESSIONI DI FROST- Grande la soddisfazione di Frost, che ai primi tentativi ha conseguito la velocità di 269 miglia orarie. Dopo alcuni interventi, il boss della Holeshot Racing ha raggiunto il tetto delle 269,98 mph. Altri interventi su acceleratore e pignoni hanno consentito a Frost di toccare il tetto delle 270 mph. All’ultimo tentativo, racconta “Jack”, “il carburante stava per esaurirsi e non ci sarebbero state altre possibilità di migliorarsi. Il team ha pensato dunque di lavorare sulla rapportatura della moto e sulla pressione del turbo, con l’obiettivo di ottimizzare il consumo degli pneumatici riducendo lo slittamento”.
"JACK" NON SI FERMA- Per sole tre miglia, però, non è stato migliorato il record mondiale e non si è superata la soglia delle 275 mph. La Hayabusa Turbo secondo Frost ha “enorme potenziale”, ed eliminando i già citati cali di velocità in cambiata il boss della Holeshot Racing si ritiene sicuro di migliorare ancora il suo record. L’obiettivo iniziale è superare quota 275, ma in futuro si punta a sfondare il “tetto” delle 300 mph/h (482 km/h!).
MARTIN DETRONIZZATO...SOLO CON LE MOTO- Il nuovo record di Frost manda definitivamente in soffitta il precedente exploit di Guy Martin. Il polivalente asso delle “road races” inglesi era riuscito con la propria Hayabusa a toccare le 270 mph, ed ora si vede “sverniciato” dall’amico e rivale. Martin può “consolarsi” mantenendo il primato mondiale di velocità ottenuto tra i mezzi agricoli, con i 217 km/h toccati al volante di un potentissimo JCB Fastrac 800, e chissà che in futuro non tenterà a sua volta di "sverniciare" Frost. Restando alle moto, ma a trazione elettrica, il tracciato di Elvington ha visto nel 2019 l’exploit di Zef Eisenberg. L'asso dell'accelerazione, scomparso nel 2020 proprio sullo strip inglese, con una moto non carenata della MadMax Race Team siglò il record sul chilometro lanciato Fim con una velocità di 185 mph, la maggior velocità di punta con 197 mph, il primato del quarto di miglio lanciato Fim, quello del quarto di miglio da fermo Fim e quello del quarto di miglio lanciato della Acu. Per quanto riguarda le auto, la più veloce al mondo rimane al momento la Bugatti Chiron 300+ dell’espertissimo pilota britannico Andy Wallace, con un passato glorioso in DTM e nell’Endurance. Wallace è riuscito nel 2020 a toccare la ragguardevole quota dei 490 km/h, tra l’altro “impennando” con le ruote anteriori e rischiando un incidente come quello di Dumbreck a Le Mans nel 1999.
Il popolare designer Kar Lee annuncia una collaborazione con TTS Performance. Il risultato? Potenza senza limiti, esagerazione, numeri assoluti da riferimento e destinati a diventare leggenda: questo era contesto in cui nacque la prima Suzuki Hayabusa nel momento in cui moto come la Honda CBR1100XX Super Blackbird e la Kawasaki ZX-12R (più tardi sostituita dalla ZZR 1400) erano commensali al tavolo delle superpotenze, all'epoca appannaggio solo di incrociatori velocissimi e non delle supersportive. Un desco che veniva però combattuto, la posta rilanciata di volta in volta con l’obiettivo di annichilire la concorrenza, mostrare i bicipiti, stupire il mercato, dare un calcio alla razionalità per fregiarsi del titolo di moto più veloce in produzione. Con una potenza di 175 cavalli e un'estetica decisamente personale. la prima generazione di Hayabusa - a carburatori - superava i 310 km/h, velocità ancora più surreale se pensiamo alla totale assenza di qualsiasi controllo elettronico.
Forse fu questo limite a far perdere progessivamente appeal al segmento: la Honda CBR1100XX sparì dalla scena e a litigarsi il titolo di "king of the quarter mile" restarono la Kawasaki ZZR 1400 e la Suzuki GSX1300R Hayabusa che qualche anno dopo arrivò con la seconda generazione (Euro 3) e ben 197 cavalli (grazie anche alla cilindrata aumentata fino a 1340 cc dai 1299 originari), riding mode, ABS e una linea che non tutti gradirono al 100% ma che non fu d'ostacolo per la costruzione di un vero e proprio mito. Dopo questa versione Suzuki fa prendere una pausa al modello, non aggiornandolo all'Euro 4. Si pensava quasi che il mito Hayabusa dovesse non avere un erede ma nel 2019 iniziano ad avvertirsi alcuni rumors sulla possibilità di una terza generazione della "Busa".
Dalla sovralimentazione, alle linee ardite, alla potenza che in alcuni casi si immagina sfondare il muro dei 230 cv: e invece la terza generazione (omologata Euro 5) ha una potenza elevatissima ma non da record (190 cv) e migliora sopratutto ciclisticamente e nell'erogazione fluidissima del suo motore dalla schiena veramente impressionante ai medi regimi che regala all'Hayabusa di terza generazione prestazioni globalmente superiori alla precedente versione. Entrano infatti in gioco due specialisti: del primo, TTS performance di Silverstone, vi abbiamo già parlato. Un lavoro notevole che ha portato Richard Albans di TTS Performance a chiedergli di inventare un design per una Hayabusa di terza generazione dotata del kit TTS che il produttore di Silverstone vuole costruire come piccola serie di special per celebrare il proprio quarantennale. Nasce così la SuperBusa da 370 cavalli grazie al kit TTS e dalle linee e livree opera di Kardesign, potete ammirarla - e bramarla - sulla pagina instagram del progetto SuperBusa: si avvale di una dotazione tecnica che prevede oltre alla profonda trasformazione del motore dotato del compressore Rotrex C30-94, i cerchi Rotobox in fibra di carbonio, un forcellone monobraccio, dischi freno più grandi, sospensioni migliorate, un generale upgrade del motore per renderlo adatto al notevole potenziamento, un intercooler e... L'Hayabusa che dovrebbe fare felici coloro che desiderano una moto decisamente estrema dovrebbero quindi essere accontentati: della SuperBusa ne verranno costruiti 40 esemplari, uno per ogni anno di attività di TTS Performance e verrà a costare a partire da 45.999 sterline (circa 54.000 euro): ovviamente sarà ampiamente personalizzabile nella livrea e saranno disponibili accessori come upgrade alle sospensioni. Per la presentazione ufficiale sarà necessario attendere domani 20 agosto, quando la SuperBusa verrà svelata al Super Sausage Cafe di Silverstone e per adesso possiamo soltanto immaginarne le prestazioni. A lume di naso dovremmo credere che la moto sia molto difficilmente omologabile in Italia (se non al costo di lunghe e onerose procedure burocratiche).
I lavori di Kardesign, alias Kar Lee, raccolgono attorno a sé sempre molta curiosità. E il designer inglese non ha mai nascosto la sua passione per la Suzuki Hayabusa, che nel corso della carriera ha rielaborato svariate volte. L’ultima, però, è davvero speciale perché non è solo uno dei tanti render che il designer ha disegnato e pubblicato sui suoi canali, bensì un progetto che in collaborazione con un’altra eccellenza, TTS Performance, porterà alla nascita di 40 esemplari. I due attori in gioco hanno in comune la passione per il falco di Hamamatsu. Proprio come Kardesign, anche Richard Albans di TTS Performance per molti anni si è divertito ad aumentare la potenza delle Hayabusa. Per questo, al lavoro sul suo ultimo modello, ha chiesto al designer inglese di studiarne l’aspetto. Il progetto è ancora work in progress, ma le immagini sono già state divulgate in anteprima sulla copertina di Motorcycle News e poi sui social dei due creatori. Kardesign e Albans hanno ancora molto da fare ma hanno già dichiarato che la moto avrà un motore sovralimentato che eroga circa 370 CV e 258 Nm, con diverse componenti del motore rinforzate, ed è dotata di compressori Rotrex C30-94, cerchi in fibra di carbonio Rotobox, oltre a un forcellone monobraccio, dischi freno maggiorati, sospensioni riviste e infine un intercooler. Non solo. C’è la possibilità di personalizzare gli esemplari sia per quanto riguarda i colori che per altri elementi, tra cui le pedane posteriori.
La SuperBusa è raccontata come una trasformazione completa: la carta d’identità del progetto parla di una potenza elevata ma gestibile, di componenti di alto profilo tecnologico e di un’estetica che richiama le origini sportive della Hayabusa. Anche se il testo originale include riferimenti continui a numeri e nomi di persone, l’effetto complessivo è quello di presentare una narrazione corale di una serie limitata destinata agli appassionati di velocità estrema e di collezionismo tecnico.

