Rifugio Calvi MTB: Un'Avventura nelle Orobie Bergamasche
L'esplorazione delle Orobie bergamasche in mountain bike offre scenari mozzafiato e percorsi impegnativi, ideali per gli appassionati di questo sport. Tra le numerose opzioni, il percorso che conduce al Rifugio Calvi si distingue per la sua bellezza naturalistica e la tecnicità del tracciato, rappresentando una sfida stimolante per i biker più esperti. Questo itinerario, che parte e arriva a Fraz. Scalvino, Lenna (BG), si snoda per circa 50 km con un dislivello di 1980 metri, richiedendo ottime capacità tecniche e un buon impegno fisico. La ciclabilità è elevata, attestandosi al 97%, ma la presenza di tratti molto accidentati e dissestati impone cautela, soprattutto in discesa.

Il Punto di Partenza e l'Avvicinamento
Il viaggio inizia a Fraz. Scalvino, precisamente dal parcheggio dell'Agriturismo Ferdy (m. 500). Da qui, ci si immette sulla pista ciclabile che conduce a Piazza Brembana. Poco prima di raggiungere il paese, una deviazione a destra sotto un ponticello apre la strada verso Valnegra e Moio de' Calvi, costeggiando lo stabilimento Stella Alpina. Superando un paio di tornanti, si guadagna quota sopra la statale, seguendo le indicazioni per Foppolo, Branzi e Carona.
Il percorso prosegue attraverso Trabuchello e Branzi, fino a raggiungere Carona. Qui, le indicazioni per i rifugi Longo e Calvi guidano i biker verso l'inizio della vera salita.
La Salita ai Rifugi: Impegno e Panorami
La partenza verso i rifugi Longo e Calvi è decisa, con pendenze che si aggirano tra il 15% e il 20%. L'ascesa porta prima all'abitato di Pagliari (m. 1313), un grazioso borgo ben conservato. Successivamente, sulla sinistra, si ammira la cascatella che scende dalla Val Sambuzza (m. 1420). La pendenza rimane sostenuta, accompagnando i ciclisti fino a poco prima del Lago del Prato (m. 1650).
A questo punto, si incontra l'unico bivio significativo della giornata. Prendendo a sinistra, si segue la direzione per il Rifugio Longo (m. 2026). La strada, pur mantenendo una pendenza regolare, presenta qualche tornante e poi si trasforma in una lunga diagonale sotto le pendici del Monte Masoni, offrendo scorci su numerose cascatelle.
Dopo circa un'ora di pedalata, si giunge al Rifugio Longo (m. 2026), con l'imponente parete del Monte Aga (m. 2720) a fargli da sfondo. Dopo una meritata pausa e un caffè, si riprende la fatica. La discesa verso il Lago del Prato richiede attenzione agli escursionisti, e al bivio si imbocca la strada a destra che conduce al Rifugio Calvi (m. 2015). Questo primo tratto di salita è molto impegnativo, ma la strada tende a spianare gradualmente fino a raggiungere il muro della diga del lago artificiale di Fregabolgia.

Un tornante a sinistra porta sopra il muro della diga. Da qui, con una breve pedalata di circa dieci minuti lungo il costone del lago, si raggiunge il Rifugio Calvi.
Il Rifugio Calvi e la Discesa
Il Rifugio Calvi (m. 2015) rappresenta un punto ideale per una sosta rigenerante, offrendo una vista spettacolare sulla conca e sulle montagne circostanti, tra cui spicca il Pizzo del Diavolo. Dalla terrazza del rifugio, è possibile godere di un panorama grandioso.
La discesa verso il punto di partenza, Fraz. Scalvino, ripercorre in gran parte il tragitto dell'andata. È fondamentale prestare attenzione agli escursionisti e affrontare i tratti più tecnici con prudenza. La ciclabilità in discesa varia: dal Rifugio Calvi alla Baita Armentarga si attesta intorno al 70%, mentre su altri tratti può raggiungere il 90% o il 100%.
Varianti e Percorsi Alternativi
Per i biker più avventurosi e con maggiore esperienza, esiste una variante escursionistica che porta sulla cima del Monte Aga (m. 2720). Questa salita, della durata di circa un'ora, presenta alcuni passaggi di primo grado e sconsigliata ai meno esperti di montagna. Dalla Selletta, invece di scendere per l'itinerario principale, ci si tiene in quota fino a raggiungere un'insenatura strapiombante sul Lago del Diavolo.

Esistono inoltre diverse opzioni per accorciare il percorso o per variare il rientro a Carona, come riprendere la strada cementata in diversi punti. Un itinerario alternativo, più orientato alla visita della Val Sambuzza, parte sempre da Carona e, pur essendo anch'esso impegnativo, offre un'esperienza differente all'interno della stessa conca. Questo percorso si sviluppa su sterrati e sentieri d'alta quota, con salite dispendiose e discese tecniche alternate a tratti veloci.
4k EMTB e MINI2 da Pagliari fino al Rifugio Calvi e al Rifugio Longo
Considerazioni Tecniche e Stagionali
La mountain bike consigliata per questo percorso è una full suspension o una e-bike, data la natura tecnica e il dislivello. Per le e-bike, è importante notare che non vi è possibilità di ricarica lungo il percorso. Il periodo ideale per affrontare questo itinerario va dalla tarda primavera all'autunno, quando le condizioni meteorologiche sono più favorevoli e la neve si è ritirata.
La cartina di riferimento per questo percorso è la KOMPASS N° 105 - Lecco / Valle Brembana. Per chi desidera scaricare la traccia GPS, è disponibile un link apposito.
Un'Esperienza Unica nelle Prealpi Orobie
La Conca del Calvi, e più in generale le Prealpi Orobie, rappresentano una meta di grande fascino per gli amanti della montagna e degli sport all'aria aperta. I profili delle montagne, le perle naturali come i laghi e le cascate, creano un contesto paesaggistico di rara bellezza. Il percorso verso il Rifugio Calvi, con le sue sfide tecniche e i panorami mozzafiato, è un'esperienza indimenticabile per ogni mountain biker. La combinazione di salite impegnative, discese tecniche e la possibilità di esplorare varianti e sentieri meno battuti, rende questo itinerario un vero gioiello per chi cerca l'avventura sulle due ruote.

La presenza dei rifugi Longo e Calvi lungo il percorso offre inoltre la possibilità di pianificare soste strategiche, godendo dell'ospitalità alpina e ricaricando le energie prima di affrontare il resto dell'itinerario o intraprendere la discesa. La consapevolezza della difficoltà tecnica, soprattutto nei tratti più accidentati e dissestati, è cruciale per una pianificazione sicura e per godersi appieno questa splendida avventura montana.
