Una guida dettagliata alla Ciclovia Ven.To e al Salento Ionico: origine, tracciato e potenzialità turistiche
Il progetto di fattibilità della dorsale cicloturistica più lunga d’Italia fu presentato al Governo Italiano nel 2012. La ciclovia del Po VenTo è attraversabile in totale sicurezza, a piedi, per tutti i suoi 679 chilometri. La Ciclovia del Po Ven.To è anche lo spezzone italiano dell’EuroVelo8, la Ciclovia del Mediterraneo, lunga 5900 km, che unisce Cadice, località spagnola, a Limassol città dell’isola di Cipro. Eurovelo è un progetto gestito dall’European Cyclists’ Federation (ECF), in collaborazione con soci nazionali, che per l’Italia è rappresentata da FIAB (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta) con la struttura Bicitalia. Eurovelo incorpora piste ciclabili nazionali e regionali esistenti e pianificate in un’unica rete europea.
In questa guida presentiamo per intero il tratto della Ciclabile del fiume Po, dalla sua sorgente sul Monviso (2020 mt. s.l.m.) nelle Alpi Cozie in Piemonte fino ai confini regionali con la Lombardia, nella città di Pavia. Il progetto della Ciclovia di Ven.To. Da Pian del Re - il pianoro sul Monviso dove a pochi passi è posta una grande pietra con la scritta “Qui nasce il Po” nel punto in cui sgorga il piccolo rigagnolo d’acqua - parte ufficialmente la Ciclabile a 1973 m. s.l.m. +39 380 3168966).
Si scende quindi a fondo valle seguendo la traccia GPX e, dopo una piacevole lunga discesa, si passa il Pian della Regina e poi i paesi di Crissolo, Paesana e Sanfront, dove la valle si apre giungendo ai 395 m. di altezza di Saluzzo, dopo ben 40 km facilissimi. Si prosegue per Racconigi: qui si percorre la strada che costeggia il grande Parco del castello e poi, su piccole e gradevoli stradine, si arriva a Motta e a seguire a San Bernardo, frazioni di Carmagnola. Dalla zona fluviale e dei piccoli laghi artificiali di Carignano e La Loggia si arriva a Moncalieri con il suo bel Castello Reale.
Il percorso prosegue sulle ciclabili del Parco del Po, prima confinando con i verdi prati della Moncalieri Golf Club e poi nel Parco delle Vallere dove, seguendo la ciclabile si passa sul ponte ciclopedonale posto sul torrente Sangone, entrando ufficialmente nella città di Torino. Il capoluogo piemontese è ricco di ciclabili in prossimità del fiume Po, quindi saranno loro le protagoniste del percorso, e da qui inizia la Ciclovia di Ven.To. Si percorrono le ciclabili sul lato sinistro del fiume fino al Borgo Medioevale e poco dopo al Parco e al Castello del Valentino che si attraversa proseguendo fino al ponte Umberto I, il ponte che porta su corso Moncalieri. La svolta è a sinistra verso la chiesa Gran Madre di Dio, posta di fronte a piazza Vittorio Veneto: da qui, proseguendo per via Po, si arriva al cuore della Città, in Piazza Castello. Restando sul lato destro del fiume, si prosegue sulle ciclabili fino al successivo ponte che si attraverserà, il ponte Regina Margherita. Giunti sul lato sinistro del fiume, si prosegue sempre su ciclabile fino al ponte Amedeo VIII per attraversare il torrente Stura di Lanzo. Seguendo le ciclabili si arriva poi a San Mauro Torinese ed sul territorio del Parco del Po si giunge a Settimo Torinese, e poi a Brandizzo. Si lasciano le ciclabili per un percorso che si sviluppa su strade urbane, ma lontane dal traffico, fino ad arrivare a Chivasso e poi a Borgo Revel sul ponte che attraversa la Dora Baltea, tratto breve ma molto trafficato e area su cui sono previsti futuri interventi per creare spazi ciclabili. Subito dopo il ponte si esce dalla SP 31 bis seguendo strade bianche fino a Crescentino e poi si prosegue per Palazzolo Vercellese, fino a quando si svolta a sinistra verso il Lago Bianco per una deviazione oggetto di prossimi interventi. Circa per poi uscire sulla destra in territorio di Trino. Superato l’ostacolo dell’attività produttiva sul fiume si torna a percorrere le strade bianche di Ven.To verso la bella Grangia di Pobietto, dove merita una sosta per la visita al Museo delle Mondine, sede operativa anche del Parco del Po. Tra risaie e pioppeti si arriva a Morano sul Po: si segue il lungo e dritto argine che conduce a Casale Monferrato. Si suggerisce una sosta per visitare il centro storico di questa bella città, ricca di importanti monumenti tra cui la Cattedrale di S.Evasio, il Castello Paleologo e la Sinagoga. Si percorre da qui il lato destro del fiume fino a Frassineto Po, dove in centro paese si può visitare il Centro di interpretazione del paesaggio del Po, situato in Palazzo Mossi, realizzato e gestito dal Parco del Po. Il percorso prosegue nella pianura del Casalese fino a Torre d’Isola, a Valmacca dove il fiume si fa grosso, dopo che vi è confluito anche il fiume Sesia: qui si possono scattare belle fotografie. Si prosegue seguendo gli argini e raggiungendo Rivalba, altra frazione di Valmacca, per poi sfiorare l’abitato di Bozzole. Seguendo l’argine si arriva dopo circa 3 km. a dover svoltare a destra, immettendosi sulla SP 55 con svolta a destra e poi, dopo pochi metri svolta a sinistra verso Monte Valenza. Dopo circa 230 km. dalle cime del Monviso qui troviamo la prima salita, la “Cima Coppi” del giro (ovviamente per chi non avesse scalato il Monviso). Mille metri, per soli 72 metri di ascesa, su sette tornanti con fondo sconnesso. Giunti in cima, si svolta a destra in direzione Valenza, dove si torna a costeggiare il fiume fino a Mugarone, Bassignana, Alluvioni Cambiò e Molino dei Torti, quest’ultimo paese è posto ai confini con la Lombardia. I paesi che successivamente si attraverseranno sono Cornale, Corana, Cervesina, Pancarana e Bottarone dove si passa il fiume per proseguire sul suo lato sinistro fino alla frazione Boschi di Trovacò Siccomario. Costeggiando il fiume Ticino, si giunge a Borgo Ticino dove, attraversando il fiume, si entra alla città di Pavia, meta conclusiva del tratto qui presentato, dopo aver pedalato per 315 km.
Il tratto Salento Ionico presenta una visione complementare della ciclabilità in Italia, offrendo percorsi a basso traffico e infrastrutture dedicate che valorizzano le risorse naturali e culturali delle località costiere del Salento.
Il Salento Ionico: una rete di cinque anelli ciclabili
La Ciclovia del Salento Ionico, grazie ai cinque percorsi ad anello, tutti sul litorale ma che attraversano ben 5 parchi naturali e aree verdi, da Ugento fino a Manduria, offre un'esperienza su misura che consente di personalizzare il proprio viaggio in bicicletta, offrendo una vasta gamma di scenari da esplorare tanto agli appassionati ciclisti quanto ai cicloamatori occasionali. L'iniziativa non solo promuove il turismo sostenibile, ma offre anche un'opportunità per lo sviluppo economico locale, grazie alla destagionalizzazione dell'offerta turistica. Se d’estate col mare e le attività ricreative si registra sempre il ‘tutto esaurito’, la ciclovia si prefigge di attrarre turisti delle due ruote in periodi di bassa stagione, come la primavera e l`autunno.
Realizzata da Vivilitalia (società di Legambiente, Festambiente - circolo di Legambiente e SL&A) che si occupa di ricerca e analisi nel settore del turismo ambientale e responsabile attraverso il progetto Green Community Ionico-Adriatica, con la collaborazione tra enti locali (tra cui la provincia d Lecce), associazioni e operatori economici, la Ciclovia è stata finanziata coi fondi del Pnrr. Foto: credits Ciclovia del Salento Ionico (Roberto Guido)
Moderate bike ride. Good fitness required. Mostly paved surfaces. Suitable for all skill levels. The starting point of the route is accessible with public transport. Last updated: June 26, 2026.
All’iniziativa, promossa dalla Provincia di Lecce, hanno aderito svariati comuni. L’ideatore di questa proposta è Roberto Guido: «Questo progetto - afferma - si inserisce a pieno titolo nella via italiana al cicloturismo. Offre una straordinaria esperienza di viaggio nel Salento che mette insieme i tesori dell’entroterra con il mare. Ma soprattutto rivaluta la natura, andando oltre i cliché del turismo balneare. La Ciclovia del Salento Ionico, infatti, attraversa ben cinque parchi e aree verdi, tutti sul litorale. Da Ugento fino a Manduria, uniti dal filo dell’autenticità e della meraviglia. Il senso di tutto ciò, come ricorda anche il presidente di Vivilitalia, Sebastiano Venneri, è quello di «creare una vera comunità accogliente. Essa è fatta di amministratori, associazioni e operatori economici che hanno deciso di scommettere su una proposta di vacanza fortemente destagionalizzante. Va inoltre sottolineato che oltre al percorso è stata presentata anche un’app che rende facile e intuitiva la navigazione lungo la Ciclovia del Salento Ionico, mettendo in evidenza la rete di sentieri, strade secondarie e rurali, punti di interesse e strutture bike-friendly. Un itinerario cicloturistico unico che collega le sorgenti di Caposele (Avellino) alla cascata monumentale di Santa Maria di Leuca (Lecce), attraversando Alta Irpinia, Vulture Melfese, Alta Murgia, Valle d’Itria e Salento. Il percorso alterna sterrati compatti, sentieri e tratti su strade a basso traffico. Evitare luglio e agosto per il caldo intenso del Sud. La pista di servizio non è privata ma concessa ad Acquedotto Pugliese SpA ed è stata resa fruibile alle biciclette. Questo sito è un’iniziativa indipendente del Coordinamento dal Basso, un comitato costituito nel 2015 da associazioni, imprese e cittadini dei territori attraversati per promuovere e valorizzare la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese. Non ha alcun legame con Acquedotto Pugliese SpA e con le Regioni Puglia, Basilicata e Campania, cui spetta la realizzazione e la gestione della ciclovia. Il tracciato descritto non è quindi quello ufficiale.

