La storia della Vespa nel lungo cammino di Piaggio
È il 1884 quando Rinaldo Piaggio, appena ventenne, fonda la Società Rinaldo Piaggio per produrre arredamento navale a Sestri Ponente (GE), su un terreno che suo padre aveva acquistato due anni prima per impiantarvi uno stabilimento di lavorazione di legname destinato a forniture navali. Piaggio esordisce nel settore ferroviario nel 1906 con l’acquisizione di una nuova officina a Finalmarina, in provincia di Genova. L’attività di produzione aeronautica, che inizia nel 1916, contribuisce all'incremento dell'occupazione e al disegno di sviluppo economico nazionale.
Dopo l’acquisto dello stabilimento Oneto a Pisa, poi sostituito con un nuovo impianto, Rinaldo Piaggio ricerca ulteriori spazi per la costruzione di motori aeronautici su licenza. L’obiettivo viene raggiunto con l’acquisizione di una moderna officina a Pontedera. Muore Rinaldo Piaggio e i suoi due figli gli succedono nel ruolo di Amministratore Delegato. L'impianto di Pontedera è gravemente danneggiato dalle vicende belliche e le attività produttive vengono spostate in Piemonte. Finita la guerra, comincia la ricostruzione.
Nel 1945 si avviano i lavori sui primi prototipi di Vespa: l'idea è di contribuire alla motorizzazione del Paese con un veicolo semplice, a basso costo, fruibile da parte di tutti. Dopo una tiepida accoglienza, la produzione decolla. Mentre l'esportazione di Vespa continua a crescere, nascono nuovi prodotti: il 1947 è l'anno di Ape, che nell'Italia della ricostruzione contribuisce alla ripresa dei commerci. (scooter). Alla morte di Enrico Piaggio il genero Umberto Agnelli succede alla presidenza di Piaggio & C. Nasce il Ciao, capostipite dei ciclomotori di moderna concezione. Seguiranno il Boxer, il Bravo, il Sì, e altri successi del marchio. Con il T111 Piaggio entra nel campo della produzione di piccoli trattori agricoli. Vespa raggiunge il traguardo dei 10 milioni di esemplari prodotti. Nasce Piaggio V. E. L’entrata negli anni ’90 segna la costituzione di Piaggio & C. in holding. In occasione del cinquantenario, nasce la nuova Vespa ET.
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Piaggio Vehicles Pvt. Piaggio acquisisce Derbi-Nacional Motor S.A, storica casa costruttrice spagnola leader nel settore delle moto di piccola cilindrata. Piaggio & C. Aprilia vince il Titolo Costruttori per le classi 125cc e 250cc nel Campionato Mondiale. Viene completata la progettazione di un nuovo motore ibrido per Piaggio MP3. A solo una stagione dal debutto, Aprilia RSV4 e Max Biaggi trionfano nel Mondiale SBK conquistando sia il Titolo Costruttori sia il Titolo Piloti. Il marchio Piaggio ritorna da protagonista nel ricco segmento dei maxiscooter con Piaggio X10. Aprilia è campione del mondo Costruttori nella Superbike. Nel giugno del 2014 nasce a Mantova il primo Motoplex. Motoplex è un nuovo e rivoluzionario “concept store” che valorizza in un unico luogo il meglio del Gruppo Piaggio.
Il pilota francese Sylvain Guintoli conquista il mondiale SBK piloti portando anche Aprilia al titolo riservato ai costruttori. Dal 2016 Vespa e (RED) collaborano attivamente nella lotta contro le pandemie. Nasce Vespa Elettrica, icona contemporanea della migliore tecnologia italiana. Al Mugello si svolge la prima edizione di Aprilia All Stars, la festa del marchio che richiama decine di migliaia di appassionati ad ammirare le moto storiche di Noale e le moderne Moto GP insieme ai piloti Aprilia e ai grandi campioni del passato. Vespa continua le partnership con artisti, stilisti e designer internazionali di grande prestigio, quali Armani, Dior, Sean Wotherspoon, Justin Bieber e Mickey Mouse.
Aprilia ottiene la sua prima vittoria in MotoGP e, con il pilota Aleix Espargaró, rimane in lotta per il titolo mondiale fino alle ultime gare. Moto Guzzi presenta la nuova V7 Sport, un nome mitico che rinasce completo della più moderna tecnologia. Aprilia Tuareg vince per la seconda volta consecutiva la massacrante gara off road Africa Eco Race con arrivo a Dakar. Aprilia Racing conclude la sua migliore stagione 2025 in MotoGP, col secondo posto nella classifica Costruttori e il terzo tra i Piloti, grazie a tre vittorie nei GP, tre nelle gare sprint, quindici podi e cinque pole position. Il 23 aprile 2026 Vespa festeggia l’80esimo anniversario. È un traguardo straordinario che vede Vespa nel ruolo di icona globale della eleganza italiana e della mobilità più evoluta.
La Vespa è un’icona del design e della cultura italiana, prodotta per la prima volta nel 1946 da Piaggio. Ideata da Corradino D’Ascanio, un ingegnere aeronautico e dall’idea di Enrico Piaggio, figlio del fondatore che decide di puntare su un mezzo di trasporto economico e accessibile, capace di rispondere alle esigenze di mobilità del tempo in un’Italia che si stava riprendendo dalle devastazioni della Seconda Guerra Mondiale e dalla necessità dell’azienda Piaggio che in passato aveva prodotto aerei e si trovava a ripensare la propria missione.
Oltre che un mezzo di trasporto, la Vespa è diventata un’icona culturale e un simbolo di libertà, stile e spirito italiani. Nel febbraio 1946, constatata l’affidabilità delle soluzioni adottate attraverso il collaudo dei six primi prototipi, i tecnici Piaggio - capeggiati da d’Ascanio - impostarono il progetto definitivo da riprodurre in serie. La mancanza di presse adeguate, tuttavia, non consentiva di provvedere allo stampaggio della scocca in stabilimento, costringendo Piaggio ad affidarsi a ditte esterne. In attesa di trovare una soluzione, fu avviata a Pontedera la costruzione di un primo lotto di Vespa, definito “Serie Zero”: si trattava di una partita di esemplari costruiti con tecniche artigianali, con scocca ottenuta mediante ribattitura manuale. Il lotto sarebbe dovuto essere di sole 20 unità ma, a causa del ritardo nell’individuare la ditta esterna adatta allo stampaggio, si dilatò a circa 60 esemplari. Fu solo in seguito all’accordo con l’Alfa Romeo (aprile 1946) che giunsero in fabbrica i primi stampati, che consentirono l’inizio della produzione di serie.
Nel frattempo, il 24 marzo la Vespa aveva fatto la sua prima uscita ufficiale alla Mostra della Meccanica e della Metallurgia di Torino, dove fu addirittura possibile provarla su strada; pochi giorni dopo, il 29, fu la volta del debutto nella Capitale, al campo da golf dell’Acquasanta, alla presenza di stampa e autorità. Il 23 aprile 1946 fu depositato presso l’Ufficio brevetti di Firenze il Modello di Utilità n° 25.546 per una Motocicletta a complesso razionale di organi ed elementi con telaio combinato e cofano ricoprenti tutta la parte meccanica, un primo tentativo di tutelare Vespa dalle imitazioni, di lì a breve seguito da una serie di brevetti specifici per i paesi esteri.
A dispetto di una richiesta fin da subito soddisfacente, il primo anno di vita di Vespa fu per Piaggio assai problematico a causa delle grandi difficoltà di approvvigionamento di materie prime. Ciò nonostante, fin dall’inizio dell’anno Enrico Piaggio diede disposizioni perché la fabbrica si organizzasse per produrre 5.000 esemplari del nuovo veicolo. Alla fine dell’anno gli esemplari completati furono 2.484. È interessante sottolineare come, contrariamente a quanto riportato da molta bibliografia, essi non furono tutti caratterizzati dalla cilindrata di 98 cc: 137 veicoli si distinguavano infatti per l’adozione di un motore 125, montato sulle Vespa destinate all’esportazione in paesi dove - a differenza di quanto avveniva in Italia - la cubatura superiore del propulsore non comportava alcun gravame fiscale (la prima Vespa 125 sarebbe comparsa sulle strade italiane due anni più tardi, nel 1948). Questo dimostra come Enrico Piaggio, pur oberato da problematiche relative alla produzione, inseguisse fin dal principio il sogno di vendere la Vespa in tutto il mondo: alcuni documenti comprovano infatti come già nel 1946 essa avesse toccato, oltre al vicino suolo svizzero, anche i lontani paesi oltreoceano degli Stati Uniti e del Sud America.

La Vespa fu proposta in due differenti versioni: “Lusso” e “Normale”. La seconda si distingueva dalla prima per il manubrio verniciato e non cromato, per i listelli d’appoggio alla pedana in profilato Dural privo di guarnizione in gomma e per la sella in pegamoide invece che in pelle. Al momento del lancio sul mercato le due differentiate versioni furono rispettivamente proposte al costo di 61000 e 55000 lire (imballaggio e IGE esclusa). A fine 1946 fu sospesa la produzione del tipo “Normale”: Piaggio constatò infatti che non serviva una versione economica per incentivare le vendite. La difficoltà risiedeva piuttosto nella produzione: il difficile reperimento delle materie prime portò infatti a un’impennata dei costi del prodotto finito, tanto da portare il prezzo della Vespa a ripetuti aumenti nel corso dei mesi successivi.
Mettiamocelo in testa: la maggior parte delle icone (di stile) più riuscite, sono nate quasi per caso o quanto meno con pochissime pretese. Anche la storia del due ruote più amato nel mondo conferma questa teoria. Nata come espediente temporaneo, la Vespa è subito diventata un successo globale che ha cambiato lo stile di vita di milioni di persone, conquistando celebrità e set cinematografici dagli anni ‘50 a oggi.
Fondata a Genova nel 1884 da Rinaldo Piaggio, all’epoca ventenne, la società Piaggio si dedicava alla costruzione di arredamenti navali e alla realizzazione di carrozze, vagoni ferroviari, motori e tram. Con l’inizio della prima guerra mondiale, Piaggio entrò nel settore aeronautico e iniziò così la produzione di idrovolanti e aeroplani. Immediatamente dopo la guerra Enrico e Armando, i figli di Rinaldo, si occuparono del nuovo avvio della produzione industriale. A Enrico spettò la ricostruzione del grande stabilimento a Pontedera e dovette quindi occuparsi di trovare una sorta di “tampone” produttivo che permettesse all’azienda di superare il difficile dopoguerra, per riprendere in seguito la tradizionale costruzione aeronautica.
Detto, fatto. Nella fabbrica di Biella venne realizzato un prototipo ispirato alle motociclette per i paracadutisti che prese il nome di “MP5 Paperino” a causa della forma strana. L’ingegnere non si era mai occupato di progettare motociclette, non le amava e di certo non amava questa in particolare: secondo lui era scomoda, ingombrante, con gomme difficili da cambiare e sporcava troppo il conducente. Un buon inizio insomma, no? In verità sì, perché il suo disamore per le due ruote fu proprio la chiave del suo successo. Durante la realizzazione D’Ascanio si preoccupò di disegnare un mezzo per coloro che non erano mai saliti prima su una motocicletta e che odiavano guidarla a causa delle difficoltà.
La Piaggio depositò il brevetto per “motocicletta a complesso razionale di organi ed elementi con telaio combinato con parafanghi e cofano ricoprenti tutta la parte meccanica”, Enrico Piaggio diede il via alla produzione in serie di 2.000 esemplari della prima Vespa 98 cc. e Corradino D’Ascanio la presentò al Golf Club di Roma. I primi esemplari vennero venduti attraverso tramite piccoli gruppi di commercianti, con prezzi dalle 55.000 alle 66.000 Lire. Con il passare dei suoi settant’anni di storia, la Vespa è diventata lo scooter più famoso e affascinante del mondo, contando oltre 140 evoluzioni delle varie versioni e più di 16 milioni di esemplari prodotti. Questo due ruote 100% italiano ha cambiato la vita delle persone e non ha tardato ad affermarsi come icona glamour dello stile anche nel cinema, che ne ha decretato il successo definitivo. Tutti ricordiamo la scena con Gregory Peck e Audrey Hepburn in sella ad una Vespa bianca nel film del 1953 Vacanze Romane. Questo fu solo il primo film degli oltre 80 che l’hanno vista comparire. La preferita sui set e la più amata nella vita reale anche dalle celebrità. Ecco il nome di qualche star amante della Vespa.
L’origine del nome “Vespa”, divenuto in seguito famoso a livello planetario, rimane incerta. I punti chiave della Vespa sono innovativi: telaio a scocca portante di lamiera; motore e cambio integrati alla ruota posteriore, senza necessità di trasmissione finale; sospensione anteriore a bilanciere ispirata ai carrelli degli aerei. Il 24 marzo 1946 il veicolo debutta alla Mostra della Meccanica e Metallurgia a Torino e, un mese dopo, se ne deposita il brevetto. La Vespa è prima di tutto pratica: la scocca è robusta, ripara dalle intemperie e consente una notevole capacità di carico; il motore posteriore in un pezzo unico, con il cambio a tre marce e senza trasmissione finale, minimizza la manutenzione e aumenta l’affidabilità, oltre a rendere molto semplice lo smontaggio della ruota posteriore, al pari di quella anteriore; la posizione della meccanica, inoltre, non sporca, permettendo di guidare la Vespa con gli abiti quotidiani. Il motore è un 2 tempi di 98 cm³ con raffreddamento ad aria, eroga 3,4 CV a 4.500 giri e spinge il veicolo a 60 km/h; il cambio ha un pratico comando a manopola sulla sinistra del manubrio, la sospensione posteriore è sostituita dalle molle sotto il sellino, ci sono il faro sul parafango anteriore e il manubrio nudo; le ruote sono da 8”, il peso è contenuto in 60 kg. Le vendite il primo anno stentano, al pari della produzione resa non semplice dalla realizzazione della scocca (le prime 50 sono realizzate a mano da battilastra, poi interviene l’Alfa Romeo per lo stampaggio), ma già nel 1947 si passa a 10.535 unità e poco meno di 20 mila l’anno seguente, anche grazie a un accordo con Lancia che ospita la Vespa nelle proprie concessionarie.
La scocca portante è un tema tecnico comune. Prima ancora delle Fiat 600 e Nuova 500 è la Vespa a motorizzare l’Italia: dalla praticità di tutti i giorni il passaggio al bisogno di evasione è breve e il piccolo scooter soddisfa entrambi. Negli anni la Vespa con le sue molteplici qualità, umili ma necessarie, è compagna di avventure amorose, protagonista di film, gare di velocità e fuoristrada, esplorazioni, giri del mondo, raid avventurosi e perfino la Parigi-Dakar. In 80 anni di produzione, la Vespa ha indossato innumerevoli vesti, evolvendosi, ma restando sempre uguale a se stessa.
Nel 1948 arriva la “125”, con la sospensione posteriore: è quella immortalata nel film “Vacanze romane”; sette anni dopo è la volta della 150 Gran Sport (8 CV, 100 kg, cambio a 4 marce), considerata dai vespisti la più bella di sempre: è anche la prima a superare i 100 km/h e ha le ruote da 10” per essere più stabile. Nel 1956 a Pontedera si festeggia la produzione della milionesima Vespa. Passano altri otto anni e nel 1963 si pensa ad allargare la base della clientela: la “50” può essere guidata a 14 anni “senza documenti”, come recitava lo slogan del lancio, in virtù della potenza “codice” di 1,4 CV; pesa 68 kg ed è la prima con scocca piccola e ruote da 9”, sulla cui base nascerà la “125 Primavera” (7 CV, 68 kg) del 1968. Agile e brillante, la Primavera è un simbolo potente di libertà e fantasia: avrà un successo enorme. Passa un decennio e nel 1977 arriva una Vespa tutta nuova: si chiama “PX 125-150”, ha forme larghe e squadrate, è comoda e robusta (8-9 CV per 104 kg); con 3 milioni di esemplari è la più venduta, icona di una generazione. Segue, nel 1982, il nuovo modello piccolo: si chiama “PK” e sostituisce la “50” - nel 1973 divenuta “Special”, amatissima base per le “truccature” con i kit di Pinasco, Polini e Zirri - e “Primavera” con un design moderno e spigoloso. Sono i modelli che accompagnano lo scooter della Piaggio al tramonto dei motori a due tempi: la nuova epoca del motorismo porta i motori a 4 tempi e la Vespa si adegua nel 1996 con la ET4, che abbandona il cambio a manopola in favore del variatore. Le prestazioni aumentano sensibilmente (12 CV), avviando un processo di evoluzione che segue quello della mobilità: cilindrate e dimensioni sempre maggiori, fino ad arrivare ai 25 CV e oltre 160 kg dell’odierna Vespa GTS 310 con cerchi da 12”.
