Ufficio infrastrutture ciclopedonali e gestione delle piste ciclopedonali: norme, autorizzazioni e investimenti
L’Ufficio infrastrutture ciclopedonali cura, con riferimento ai lavori di realizzazione e di sistemazione dei percorsi ciclopedonali di interesse provinciale, gli adempimenti propedeutici alla programmazione nonché le attività concernenti la programmazione, l’istruttoria tecnica per l’approvazione, la direzione lavori ed ogni altra attività connessa, nonché la manutenzione straordinaria dei percorsi ciclopedonali, prevede esami e istruttorie tecniche preordinati al rilascio di pareri e di valutazioni relativi a progetti di piste ciclopedonali di competenza di soggetti diversi dalla Provincia ivi compresi i pareri tecnici e collabora all’esame e all’istruttoria tecnica preordinata al rilascio di pareri e di valutazioni riguardanti la pianificazione territoriale, la pianificazione negoziata, la programmazione viaria, la valutazione di impatto ambientale e gli usi civici, in intesa con le altre strutture competenti, interventi rientranti in materia di mobilità sostenibile, in intesa con le altre strutture competenti anche extra provinciali, la regolamentazione della segnaletica afferente la mobilità ciclopedonale.
Eventuali attraversamenti o l’uso della sede stradale delle piste ciclabili con opere di qualsiasi tipo, sia di carattere permanente che temporaneo, possono essere effettuati solo previa autorizzazione dell’ente proprietario. Per l’esecuzione di lavori lungo i percorsi ciclopedonali gestiti dalla Provincia Autonoma di Trento, che non prevedono l’instaurarsi di una concessione con l’ente gestore, va presentata la richiesta di autorizzazione. Per la realizzazione e il mantenimento di opere lungo i percorsi ciclopedonali su particelle appartenenti al Demanio provinciale o al patrimonio indisponibile assegnate al Servizio per il Sostegno Occupazionale e la Valorizzazione Ambientale, va presentata invece domanda di concessione. Le concessioni sono rilasciate solo in caso di assoluta necessità, previo accertamento tecnico dell’autorità competente, e possono essere rinnovate su richiesta.
Green economy è CyclingMAX ed è stata presentata in un report da Banca Mondiale e dall’Institute for Transportation. Si possono calcolare costi e benefici dell’investimento: investire sulle infrastrutture ciclabili conviene sicuramente in termini di salute, ma conviene anche in termini economici. Come nel caso di Addis Abeba, capitale dell’Etiopia, dove si prevede una rete ciclabile di 677 chilometri, un investimento di 118 milioni di dollari e un Tasso interno di rendimento economico (Eirr) al 75,7 per cento: quest’ultimo, a differenza del classico Irr finanziario, valuta l’impatto complessivo sulla collettività, considerando anche benefici e costi non monetari.
Quello della città etiope è soltanto uno dei casi riportati nel rapporto The Case for Cycling Infrastructure Investments (Banca mondiale, 2025) realizzato in versione congiunta tra Institute for Transportation and development policy e Banca mondiale. Chiedilo al Sole Domande di approfondimento generate da 24Ore AIl rapporto sottolinea ed evidenzia l’importanza degli investimenti strategici nelle infrastrutture ciclabili per promuovere la mobilità urbana sostenibile e migliorare la qualità della vita. In particolare viene presentata CyclingMAX, una piattaforma basata sul web unica nel suo genere che consente agli utenti, specialmente nei Paesi a basso e medio reddito, di valutare rapidamente il valore e i vantaggi di una rete di infrastrutture ciclabile pianificata.
In questo quadro CyclingMAX calcola due indicatori chiave che forniscono stime chiare, quantificabili e comparabili del valore dell’investimento. Il tool calcola in particolare il Valore Attuale Netto (VAN) e l’EIRR, due metriche importanti per l’analisi costi-benefici. Questi elementi consentono agli utenti di comprendere immediatamente il rapporto costi-benefici di un progetto e di prendere decisioni informate sulla fattibilità economica dell’investimento.
Una prima svolta e apertura verso il mondo delle due ruote si è registrata durante la pandemia, quando la domanda di mobilità è salita alle stelle e le città e i Governi hanno risposto facendo più spazio per le strade, fornendo libero accesso ai sistemi di bikeshare e allocando i budget agli incentivi per l’acquisto di biciclette. Sempre più città in tutto il mondo sono interessate a costruire piste ciclabili e reti pedonali che migliorino l’accesso ai trasporti pubblici e consentano una mobilità a basse emissioni di carbonio, ma a causa della sottovalutazione cronica e del sottoinvestimento nel ciclismo, poche città al di fuori del Nord Europa hanno una rete completa di piste ciclabili protette o dei finanziamenti sostenuti necessari per sviluppare e mantenere le infrastrutture ciclabili su larga scala.
Tra gli altri elementi evidenziati, si nota anche l’aumento della proprietà dell’auto, che ha un costo economico e finanziario elevato. A meno che questa tendenza non venga invertita, si prevede che le emissioni dei trasporti globali aumenteranno del 33% entro il 2050, mentre i sistemi basati su passeggiate, ciclismo e transito sono il 50% più convenienti di quelli incentrati sull’auto. Da qui la necessità di supportare un settore che ha potenziale economico, sociale e ambientale.
L'ente proprietario dei percorsi ciclopedonali, che ha disposto limitazioni per la circolazione di determinate categorie di utenti, può autorizzare su richiesta, per esigenze gravi e indifferibili o per accertate necessità, deroghe o permessi, subordinati a speciali condizioni e cautele. È dunque necessario, in caso di inderogabile esigenza al transito con veicoli a motore lungo i percorsi ciclopedonali, fare formale richiesta all’ente gestore attraverso le modalità indicate. 15 giorni: giorni massimi di attesa a decorrere dal giorno successivo al ricevimento della domanda o dall'avvio d'ufficio. Saranno completamente riasfaltate le vie Casale Sant’Ermete e delle Margherite grazie a una variante al progetto del nuovo percorso ciclopedonale di Sant’Ermete, realizzato con un investimento di 2,1 milioni di euro. L'opera, ormai terminata, sarà inaugurata entro l'autunno e permetterà di collegare in sicurezza la frazione con la rete dei percorsi protetti che consentono di raggiungere Rimini lungo la via Marecchiese.
La pista attraversa gli abitati di Case Gnoli, Casale e il Fondo e consentirà ai residenti e ai ciclisti di spostarsi a piedi o in bicicletta in condizioni di maggiore sicurezza. La possibilità di ampliare i lavori nasce dalle economie rimaste nell’ambito del progetto della pista ciclopedonale. L’amministrazione comunale ha scelto di destinare le risorse disponibili a un intervento più esteso sulla viabilità interessata dai lavori. Prima di effettuare l’intervento di asfaltatura della strada, che sarà realizzato entro il mese di settembre, l'amministrazione comunale ha interpellato tutti i possibili gestori dei sottoservizi per chiedere loro se avessero in programma delle opere da effettuare nei tratti di strada interessati, perché dopo gli asfalti non sarebbe stato più possibile intervenire rovinando il manto appena rinnovato.
Gli interventi realizzati hanno posticipato di qualche mese la fine dei lavori ma hanno consentito di rinnovare la rete elettrica di Enel, l’illuminazione pubblica, la fibra ottica con l’intervento di Open Fiber, la rete di acquedotto e fognatura da parte di Hera nonché il sistema di regimazione delle acque da parte del Consorzio di Bonifica della Romagna. Di seguito sono elencati alcuni parcheggi di biciclette “Ciclobox”: Zuffo, Santa Chiara FS, Stazione FS, Piazzale Sanseverino, Monte Baldo, Saluga - Port’Aquila, Parcheggio Bartali, Unterweger, Piedicastello, etichettati con posti da 12 a 200 coperti, alcuni di essi coperti. Chiuso per lavori, sostituito da Ciclobox Stazione di Trento 2.
Implicazioni pratiche per progettisti e pubbliche amministrazioni
- Verifica preventiva delle autorizzazioni necessarie prima di interventi sui percorsi ciclopedonali.
- Pianificazione integrata tra mobilità sostenibile e pianificazione territoriale, negoziata e ambientale.
- Valutazione di impatto ambientale per interventi su reti pedonali e ciclabili.
- Comunicazione chiara delle concessioni, delle autorizzazioni e delle possibili deroghe.
- Considerazione dei benefici sanitari ed economici degli investimenti in infrastrutture ciclabili.
Per approfondimenti si segnala CyclingMAX come strumento di valutazione del valore economico e sociale delle reti ciclabili, con indicatori VAN ed EIRR utili per decisioni di fattibilità. Le soluzioni realizzate a Sant’Ermete dimostrano come fondi pubblici possano essere opportunamente riallocati per migliorare la viabilità ciclabile e pedonale senza compromettere i lavori in corso, grazie a una pianificazione attenta e a un dialogo tra gestori di servizi e amministrazioni.

