Giulia GTA Junior e GT Junior: storia, tecnica e anteprime sportive dell'Alfa Romeo tra gli anni ’60 e ’70
Il connubio tra Alfa Romeo e le corse sportive è da sempre insito nella storia del marchio. Dopo il ritiro dalle competizioni automobilistiche, avvenuto a metà degli anni Cinquanta per concentrarsi sull'incremento della produzione industriale, l’Alfa Romeo torna a correre, e vincere, all'inizio degli anni ’60. La Giulia Sprint GTA (acronimo di Gran Turismo Alleggerita) debutta al salone di Amsterdam del 1965. Derivata dalla Giulia Sprint GT di serie, presenta diverse modifiche che consentono di alleggerirne il peso di circa 200 kg e di potenziare sensibilmente il motore, il celebre quattro cilindri bialbero da 1,6 litri.
Nel 1968 Alfa Romeo sceglie di prendere parte anche alle competizioni del campionato turismo riservate a vetture di cilindrata inferiore: così, accanto alla Giulia GTA 1600, scende in pista la sorella minore, la Giulia GTA 1300 Junior. L’auto deriva dalla GT Junior - presentata due anni prima e indirizzata ad un pubblico più giovane - con la quale la versione da corsa condivide il quattro cilindri da 1290 cc, originariamente montato sulla GIulietta. Presentata ufficialmente nel giugno del 1968, l’auto riscuote fin da subito un grande successo fra gli appassionati. Con la GTA Junior 1300, l’obiettivo di Alfa Romeo non è solo schierare in gara una vettura molto competitiva, ma anche offrire ai clienti sportivi un'auto meno costosa e con gestione e manutenzione più semplici ed economiche rispetto alle GTA 1600. La Giulia GTA 1300 Junior riscuote infatti un buon successo commerciale. L’auto resta in produzione fino al 1975 e viene realizzata in 447 esemplari, quasi tutti contraddistinti dalla tipica livrea rosso Alfa con quattro elementi a contrasto di colore bianco: la fascia laterale, il quadrifoglio sul parafango anteriore, la dicitura "GTA 1300 Junior" sul baule posteriore ed il Biscione, stemma araldico dell'Alfa Romeo, sul cofano anteriore.

L'Autodelta, il reparto corse dell'Alfa Romeo, si occupa dell'elaborazione del modello per le competizioni: i parafanghi vengono allargati per ospitare gomme più grandi, il peso scende a 760 kg e la potenza aumentata fino a 160 cv (velocità massima di 210 km/h). Nel 1971 i carburatori lasciano posto all’iniezione meccanica, meno sensibile alle forti accelerazioni laterali, e i cavalli salgono a 165. Una celebre pubblicità dell'epoca la presenta come "La Giulia che vince": una definizione particolarmente calzante, visto che il palmarès della GTA 1300 Junior è ricco di trionfi nazionali e internazionali, con vittorie conquistate dall’Italia agli Stati Uniti, passando per vari circuiti europei. Fra gli altri, spiccano i due titoli europei turismo consecutivi, 1971 e 1972, due 24 Ore di Spa-Francorchamps, la 4 Ore di Jarama, la 6 Ore del Nürburgring ed altre corse importanti a Monza, Zandvoort e Silverstone.
Nell’ambito della discussione tecnica e della storia del modello, è importante considerare anche le specifiche della serie Junior Zagato, sviluppata tra il 1969 e il 1975. Il veicolo è stato progettato da Ercole Spada e la carrozzeria fu prodotta da Zagato, con assemblaggio finale nello stesso stabilimento dell’Alfa Romeo Spider, basato sul pianale dell’Alfa Spider e con passo più corto di dieci centimetri rispetto a quello della Giulia Sprint GT. La Serie 2 utilizzava l'intero sottoscocca e il pianale del bagagliaio dell'Alfa Spider, compresi serbatoio e vano ruota di scorta. L’anteprima dell'Alfa Romeo Spider 1750 ebbe luogo nel gennaio 1968 al Salone dell'automobile di Bruxelles.
Con il motore più grande, tuttavia, il prezzo dell'Alfa Romeo Spider in Germania sale a 13.575 marchi. Questo rendeva difficile per molti giovani realizzare il desiderio di un'Alfa Romeo scoperta. Il raffronto tra GT Junior e le versioni sportive mette in luce che, sotto il cofano, c'era il collaudato motore a quattro cilindri da 1,3 litri, che si differenziava dal motore 1600 praticamente solo per la cilindrata. Il prezzo di 10.990 marchi, inferiore di circa 2.500 marchi rispetto all'Alfa Romeo Spider 1750 Veloce, si riflette anche nell'equipaggiamento ridotto. Le coperture dei fari in plexiglas, la barra stabilizzatrice sull'asse posteriore e alcuni elementi cromati, così come l'accendisigari, sono tutti vittime della matita rossa.
Oltre al capitolo sportivo, la discussione storica passa anche per le versioni di identità moderna: la serie GT Junior viene citata come riferimento per i modelli speciali Giulia GT Junior e Stelvio GT Junior lanciati in tempi recenti come omaggio all'Alfa Romeo GT 1300 Junior. Il classico colore della carrozzeria "Ocra Lipari" è un elemento visivo distintivo, mentre gli interni includono dettagli come sedili in pelle regolabili elettricamente con ricamo "GT Junior" sui poggiatesta anteriori.
Per quanto riguarda l’evoluzione del brand, si nota come Alfa Romeo abbia, nel corso degli anni, orientato le proprie scelte verso una gamma di modelli sportivi sempre legata a una tecnica di base condivisa: un motore quattro cilindri, una carrozzeria leggera in lega o alluminio, e una gestione della dinamica che privilegia la maneggevolezza e l'efficacia in pista oltre che l'accessibilità per i clienti sportivi. L’ampia storia della GT Junior e delle sue varianti dimostra come la casa milanese abbia saputo coniugare successo competitivo e mercato, offrendo versioni più accessibili senza rinunciare alla tecnica, all’aerodinamica e all’identità di marca.
