pace Valentino Rossi Marc Marquez significato: una lettura della pace tra due titani della MotoGP
Non è scoppiata la pace eterna o l'amore tra Rossi e Marquez e nessuno toglierà dalla testa a Valentino di aver subìto un torto lo scorso anno. Quella di Barcellona è stata una delle gare più belle della carriera di Rossi. E' vero. Lo dice lui e lo pensiamo anche noi. Il weekend conteneva troppe cose tese per sprofondare in un'altra giornata mesta e priva di senso. Non è tanto la maniera in cui Rossi ha vinto la gara a metter pace con le tragiche difficoltà di un GP segnato dalla morte di Luis Salom. Si guardano, hanno un attimo di esitazione, Marquez fa un timido cenno della mano verso Rossi che coglie l'occasione per tendere la propria e rivolgergli un complimento per aver dato vita insieme a lui ad un duello straordinario.
Proviamo a farla breve. Ma intensa. Non pensiamo che sia scoppiata la pace eterna o l'amore tra i due e nessuno toglierà dalla testa a Rossi di aver subìto un torto lo scorso anno. Rossi ha capito che Marquez aspettava da tempo. Rossi ha capito dunque di avere un potere da gestire, l'ha circoscritto in una notte di riflessione e ha stabilito che doveva essere piegato ad una bellissima esigenza umana: quella di avere pace intorno. E' sempre un viaggio passare dalla rabbia, dalla sete di vendetta al perdono, alla pace o a qualcosa di simile ad essi. E non tutti ne sono capaci. Specie dopo una morte in pista seguita da un pomeriggio di polemiche tecnico/sportive che tiravano pure dalla parte dell'inopportuno. E sempre in quella notte di sabato è arrivato ad una conclusione: è un mestiere pericoloso in cui è meglio stare tranquilli. Che vuol dire anche generare serenità per avere serenità, magari energia nuova per andare avanti a vincere. E' arrivato persino a cambiare idea sulla curva nove - per dire - sostenendo che in effetti, guardandola bene, forse era davvero pericolosa.
Dite che è più facile fare la pace nel giorno in cui vinci in casa dell'avversario? Può essere, ma è il risultato che conta. Una rivalità che parte da lontano ed ha caratterizzato per anni la MotoGP. Valentino Rossi contro Marc Marquez, duelli sempre accesi e mai banali. Nove titoli ha vinto Rossi, otto Marquez, con l’italiano che ha visto infrangere il sogno di conquistare il decimo mondiale proprio a causa del rivale spagnolo. È l’anno 2015 quando tra il Dottore e Marquez avvenne la rottura definitiva, con lo scontro in pista e fuori pista che segnò quel campionato, contribuendo alla vittoria finale di Lorenzo proprio ai danni del campione di Tavullia.
Una rivalità che ha diviso anche i tifosi: gli italiani, neanche a dirlo, si sono schierati dalla parte di Rossi e lo hanno fatto in maniera netta. Tutti contro Marquez o quasi, tanto che il suo arrivo in Ducati è stato accompagnato anche da qualche dubbio. La risposta, a giudicare dai primi approcci di Marquez con il mondo Ducati, è positiva. Nelle prime uscite nella pre-season, i tifosi hanno accolto con entusiasmo l’otto volte campione del mondo, segnale che forse lo strappo risalente al 2015 è ormai ricucito. “Il Ducatista è un tifoso molto esigente, dal cuore caldo. Mi sento identificato con questa passione” le parole pronunciate dallo spagnolo che hanno favorito anche questa distensione. Pace firmata dunque, con Valentino Rossi che non se ne farà certo un cruccio.
Marc Marquez ha appena festeggiato la sua 200ª gara in MotoGP al Sachsenring, e lo ha fatto mettendo a segno la quarta doppietta consecutiva con cui ha consolidato la sua fuga in vetta alla classifica iridata. Ma l'anniversario da incorniciare è stato preceduto da un'intervista che promette di riaccendere le polemiche di sempre. A far discutere, ancora una volta, è il suo rapporto mai sanato con Valentino Rossi. Intervistato da DAZN Spagna, il fuoriclasse di Cervera ha chiarito che ogni ipotesi di riconciliazione con il Dottore è da escludere. Uno strappo profondo, che neanche il tempo ha ricucito. E che continua a condizionare anche il clima attorno a lui.
Lo sa bene Davide Tardozzi, team manager Ducati, che dopo la vittoria di Marc al Mugello ha dovuto commentare i fischi dei tifosi italiani: "Marc e Valentino devono stringersi la mano", ha dichiarato, sperando in un gesto di pacificazione mai arrivato. Ma per Marquez, la questione è chiusa. "Certe dichiarazioni, a 20 anni, potevano ferire. A me hanno solo motivato", ha tagliato corto il numero 93. "Dani Pedrosa è stato il mio maestro, Jorge Lorenzo pensava volessi solo lo show" Il Marquez che oggi domina la classifica iridata non è più quello del 2015, ma certi capitoli restano ancora aperti. "Il mio più grande rivale? Dani Pedrosa, è stato il mio maestro silenzioso. Ho imparato molto da lui", ha detto lo spagnolo, che ammette di aver cercato di emularne lo stile, aggiungendo però un po' della sua aggressività. Una carriera piena di duelli, ma anche di errori. E Marc non nega l'autocritica: "Rientrare subito in pista a Jerez fu il mio errore più grande. Ne porto ancora oggi le conseguenze".
Quella frattura, nel 2020, ha cambiato per sempre la sua traiettoria sportiva. Ma non la sua fame. Dopo quattro weekend perfetti - sprint e gara vinti ad Aragon, Mugello, Assen e Sachsenring - Marquez guida il Mondiale con 83 punti di vantaggio sul fratello Alex e addirittura 147 su Bagnaia. Il nono titolo è solo questione di tempo. "Le vittorie? Non le conto. So solo che Rossi ne ha 89: difficili da raggiungere" Nel suo racconto a DAZN, il campione di Cervera ha anche ammesso di non essere mai stato ossessionato dai numeri. "Non ho mai fissato un obiettivo di vittorie. Non sapevo nemmeno quante ne avessero Agostini o Valentino", ha detto. Poi però aggiunge: "Ora so che Rossi ne ha 89. Arrivarci è difficile. I suoi sette titoli in MotoGP? Quelli li vedo più raggiungibili".
E in effetti, con la Ducati ufficiale finalmente cucita addosso, Marquez sembra avere tutto per riuscirci. Il contratto con Borgo Panigale scade nel 2026 e, secondo alcune indiscrezioni, proprio in quell'anno il team VR46 di Rossi potrebbe affiancargli Pedro Acosta su una moto identica alla sua. Uno scenario che alimenta i sospetti su un tentativo di "ostacolarlo" nella corsa al decimo titolo. La rivalità, in fondo, non è mai finita. Anche perché se Valentino oggi è team owner, Marquez resta il punto di riferimento della pista. E lo sa: "La mia prima vittoria nel 2013 è come un primo amore. Ma quella di quest'anno con la Ducati ufficiale è stata speciale, soprattutto perché l'ho condivisa con mio fratello Alex".
Un legame, quello familiare, che resiste anche alla pressione dei circuiti. "Se dobbiamo superarci, lo facciamo. Se cadiamo, restiamo fratelli. La settimana dopo c'è un'altra gara". La nuova MotoGP, quella della comunicazione a tappeto targata Liberty Media, continua a fare i conti con il suo passato. E nel 2025, come nel 2015, tutto in qualche modo ruota ancora attorno alla frattura tra il #93 e il #46. Il resto, anche se cambia, sembra passare in secondo piano.
Per il momento però non sembrano esserci i presupposti, come lo stesso campione di Cervera ha spiegato in un'intervista esclusiva concessa ai microfoni di DAZN. "Quando qualcosa non dipende solo da te, non puoi dire: 'Sono interessato'. Tra le altre cose, Marc ha spiegato di aver avuto momenti di tensione non solo con il "Dottore", ma anche con altri colleghi. "Tutti i rivali mi hanno detto cose brutte. Ho avuto le mie questioni con Pedrosa, Lorenzo e Valentino, ma sono rivali. Sono colleghi, ma rivali. I tre grandi rivali della prima parte della sua carriera però sono stati anche dei grandi maestri: "Dani Pedrosa mi ha insegnato tanto. E' lui quello da cui ho imparato di più. Senza due handicap, ovvero altezza e forza, avrebbe vinto più di un titolo in MotoGP. Ho cercato di guidare come lui, ma con più aggressività. Domenica scorsa, con il successo al Sachsenring, ha ufficialmente superato Giacomo Agostini in termini di trionfi nella classe regina, arrivando a quota 69. Davanti a lui ora c'è solo Rossi a 89. "Mi sembra difficile raggiungerlo. Mi mancano tante vittorie. E poi non ho mai fissato una quota di trionfi da raggiungere in carriera. Non conoscevo il numero di successi di Agostini e Rossi, per esempio. Vincere sette titoli in MotoGP mi sembra più fattibile che raggiungere 89 successi. E' più fattibile, perchè niente è facile.
Sul rimpianto più grosso della sua carriera invece non ha grossi dubbi e la mente non può che tornare al 2020, l'anno del suo grave infortunio. Ma non quello in sé, quanto il tentativo di recupero lampo che ha compromesso diversi anni a venire: "Ritornare in pista a Jerez fu l'errore più grande. Mi ha lasciato strascichi che porto ancora oggi. “Fare pace con Valentino Rossi? Quando qualcosa non dipende solo da te, non puoi dire: ‘Sono interessato’”.
Pace fatta tra Marquez e Rossi? La foto dei due campioni insieme è su Twitter
E a 10 anni dall’annata più infuocata della rivalità con Rossi, ha risposto a una domanda specifica. “Lo ribadisco: voglio avere al mio fianco solo le persone che hanno qualcosa da darmi. Inoltre posso dire che ho avuto momenti di tensione anche con altri colleghi. Tutti i rivali mi hanno detto cose brutte. Ho avuto le mie questioni con Pedrosa, Lorenzo e Valentino, ma sono rivali. Sono colleghi, ma rivali. Le dichiarazioni di Marquez smentiscono quindi la Ducati e il suo team manager Davide Tardozzi, che dopo il Gran premio del Mugello si era stracciato le vesti e scandalizzato per i fischi ricevuti dallo spagnolo. “Sogno che Vale dia un segnale per provare a chiarirsi, perché credo che Marc sarebbe disponibile”, aveva detto Tardozzi in un’intervista alla Gazzetta, sostenendo che il suo pilota fosse maturato. Marquez invece nega di essere disponibile, confermando invece la sua indole di combattente puro.
Marquez raggiungerà con molta probabilità Valentino Rossi a fine stagione a nove titoli vinti: lo spagnolo ha ben 83 punti di vantaggio sul fratello Alex e sta dominando il mondiale. Ma servirà più tempo invece per raggiungere le 89 vittorie di Rossi in top class (record assoluto). In Germania ha però staccato Giacomo Agostini e si è portato a -20 dal record: “In tutta la mia carriera, non ho mai fissato un numero specifico di vittorie. Non sapevo quante vittorie avessero ottenuto Agostini o Valentino. Arrivare a 89 sarà comunque difficile“, ha detto Marquez.
Fonte del video: Eurosport
- Marc Marquez ha vinto da qualche giorno il Gran Premio di Germania 2025 al Sachsenring, dimostrando di essere ancora in grado di fare la differenza nonostante sia in questo mondo da ben più di un decennio.
- Nelle ultime ore il campione spagnolo ha rilasciato una lunga ed interessante intervista ai microfoni di 'DAZN España', toccando tanti temi caldi.
- Ecco, dunque, un estratto delle sue dichiarazioni sulla pace con Valentino Rossi.
- sulla pace con valentino rossi
- sul suo carattere
- Marquez
- sull'importanza della famiglia
- sull'errore più grande della carriera
- TV8 intervista 2018

Sulla pace con Valentino Rossi? Quando qualcosa non dipende solo da te, non puoi dire: 'Sono interessato'. Lo ribadisco: voglio avere al mio fianco solo le persone che hanno qualcosa da darmi. Inoltre posso dire che ho avuto momenti di tensione anche con altri colleghi. Tutti i rivali mi hanno detto cose brutte. Ho avuto le mie questioni con Pedrosa, Lorenzo e Valentino, ma sono rivali. Sono colleghi, ma rivali. E la cosa di cui sono più orgoglioso è che quando hai 20 anni è facile che tutte queste dichiarazioni ti condizionino e non mi hanno condizionato né nel carattere, né nel mio modo di guidare.
