Italjet Dragster 700 Twin: un crossover tra moto e scooter che ridefinisce la mobilità sportiva
La cornice del circuito di Imola ha fatto da sfondo alla presentazione di Italjet Dragster 700 Twin, un veicolo che si propone di ridefinire i confini della mobilità sportiva su due ruote. Non un semplice maxiscooter, ma un mezzo che si pone di fare da ponte di collegamento tra due mondi diversi tra loro, quello delle moto e quello degli scooter, appunto. Frizione, cambio, freno a pedale, forcella a steli rovesciati da 50 mm di diametro, ammortizzatore di sterzo: c’è tutto ciò che serve per divertirsi. E anche per non passare inosservati, con telaio e componentistica non nascosta sotto le carene, ma ben in vista, perché è questa la filosofia Italjet.
Pensato per chi vuole mettersi in mostra con un mezzo unico nel suo genere, la primissima presa di contatto - nonché la presentazione del veicolo - non poteva certo avvenire in una location anonima, tantomeno su strada. Moto o scooter?
Il cuore pulsante del Dragster 700 Twin è un motore bicilindrico parallelo raffreddato a liquido da 692 cc, capace di erogare 68 Cv a 8.500 giri/min e spingerlo fino ai 190 km/h (a occhio anche qualcosina in più, in staccata alla Rivazza di quinta piena in zona rossa). Il cambio è manuale a sei rapporti, con frizione a bagno d’olio e trasmissione finale a catena. Sarà disponibile anche una versione depotenziata a 48 Cv, adatta a chi possiede la patente A2. Il modello ha già fatto parlare di sé con la Limited Edition, andata esaurita in sole due settimane.
Premium Edition- Per il grande pubblico Italjet ha ora pronto il lancio della Premium Edition, che arriverà sul mercato a gennaio 2026 al prezzo di 13.990 euro. Un modello esclusivo che si distingue per la dotazione di alto livello: scarico sportivo Akrapovič, sospensioni Marzocchi, impianto frenante Brembo e un innovativo sistema di telecamere integrato. Le due livree disponibili, Nero/Giallo e Rosso/Bianco/Antracite, esaltano il carattere aggressivo del mezzo e ne sottolineano l’anima racing.
Team Gresini- La presentazione di Imola è stata arricchita dalla presenza del Team Italjet Gresini Moto2, con Albert Arenas e Darryn Binder protagonisti di giri dimostrativi mettendo in evidenza il legame tra il marchio bolognese e il mondo delle corse.
L’esperienza in pista- Personalità unica, design fuori dagli schemi, voglia di innovare e proporre qualcosa di nuovo, tracciando una strada: Italjet Dragster 700 Twin è tutto questo, ancor prima di salire in sella. Omologato per due persone, gode di una posizione di guida a metà strada tra quella di una moto e quella degli scooter, più tendente alla seconda pur non disponendo di una pedana piatta vera e propria e godendo di una sella ampia posta a 815 mm da terra.
La corsa lunga dell’acceleratore ci permette di tenere il gas puntato in molte occasioni, spremendolo fino in fondo passato il punto di corda. Il motore è vivace, urla a più non posso in un contesto tendenzialmente a lui sconosciuto. La potenza frenante è soddisfacente, lo si nota quando si stacca alla variante del Tamburello in prossimità dei 200 km/h dopo aver fatto la Variante Bassa o, ancor di più, alla Rivazza 1. Lì si stacca a oltre 190 km/h, con la moto/scooter inclinata e si mette a dura prova la stabilità del mezzo. Più complicato il feeling con il freno posteriore, non immediato da trovare.
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Italjet schiera a EICMA 2024 l’incredibile Dragster 700 nella spettacolare versione Limited Edition, che sarà venduta in soli 700 esemplari numerati. I suoi fiori all'occhiello sono componenti molto pregiati. L'elenco spazia dallo scarico Akrapovic in titanio al coperchio frizione DBK con finestra trasparente passando per pinze freno Brembo e sospensioni Öhlins. L'Italjet Dragster 700 Twin rappresenta un incrocio tra uno scooter e una superbike. Il risultato sfugge a qualsiasi definizione, creando la nicchia degli hyperscooter. Alle spalle di uno scudo tanto grintoso quanto compatto, ciclistica e meccanica sono lasciate in vista. Il telaio tubolare a traliccio ospita un bicilindrico 700 QJMotor, capace di 68 CV e 70 Nm di coppia nella versione full power. È però disponibile anche in variante depotenziata per patente A2.
Proprio come sulle moto ci sono frizione, cambio a sei rapporti, un forcellone massiccio e una forcella con due piastre di fissaggio. Nel corso della sua lunga storia, Italjet si è sempre fatta riconoscere per mezzi a due ruote fuori dal comune. Primo tra tutti il Dragster, uno scooter rivoluzionato, nato negli anni '90 e caratterizzato dalla sua ciclistica "a vista" con telaio a traliccio e sospensione anteriore monobraccio con un particolare schema di leveraggi per posizionare l'ammortizzatore tra i piedi del pilota.
Come è fatto: Linee basse, allungate, peso scaricato tutto sulla sella. A vederlo da lontano sembra a tutti gli effetti uno scooter, ma questa novità non ha nient'altro in comune con i mezzi con variatore a cui siamo abituati. Prima di tutto perché il 700 Twin ha il cambio manuale a sei rapporti con leva della frizione e leva a piede come su una moto. Il motore, infatti, è un bicilindrico frontemarcia da 692 cm3 capace di 68 CV a 8.500 giri/min e 70 Nm di coppia a 6.000 giri/min. Lo scudo è l'unica "cosa" da scooter del Dragster.
Il pacco frizione non è però l'unico elemento a vista: infatti il telaio composto da un traliccio in acciaio ed elementi in alluminio è in bella mostra. Davanti c'è una forcella a steli rovesciati regolabile e dietro il monoammortizzatore è dotato di un particolare sistema eccentrico per regolare l'altezza e variare la dinamica di guida in pochissimi secondi. Ma non è finita: l'impianto frenante è Brembo con pompa e pinze radiali, dischi anteriori da 270 mm e gomme Pirelli montate su cerchi da 15".
Un mezzo così folle necessita di un test altrettanto folle, e anche in questo caso Italjet ha voluto fare le cose in grande: infatti, abbiamo guidato il Dragster 700 Twin sul circuito di Imola, purtroppo solo per 3 giri. Peccato perché questa novità sorprende fin dai primi metri: la posizione di guida è quasi da scooter con il peso scaricato tutto sulla sella, pedane avanzate e manopole alte. Basta però abbassare lo sguardo per capire che è tutto diverso: piastre da moto, regolazioni sui tappi forcella, semimanubri larghi: caratteristiche che garantiscono una connessione con l'avantreno paragonabile a quella di una moto.
La ciclistica, infatti, è molto reattiva e si riescono ad affrontare i cambi di direzione con rapidità e precisione, merito anche del peso contenuto in 190 kg a secco. Merito anche del freno anteriore, modulabile e potente il giusto (alcuni colleghi hanno dovuto lottare con il surriscaldamento dell'impianto e conseguente allungamento della corsa della leva: noi siamo stati i primi a scendere in pista e nei soli tre giri a disposizione non c'è stato il tempo di metterlo così in crisi). Entusiasmante anche il motore, che allunga con brio e invoglia a sfiorare il limitatore ad ogni cambiata. Ciliegina sulla torta sarebbe stato il quick shift, azzeccato su un mezzo così estremo. Buona la taratura delle sospensioni, sostenuta il giusto per divertirsi senza però risultare scomoda sulle sconnessioni. Non è un mezzo da pista, comunque tra i cordoli si difende.
Prezzo, colori e disponibilità- La versione Limited Edition dell'Italjet Dragster 700 Twin, che abbiamo provato in esclusiva, è andata sold out in pochissimo tempo, ma per fortuna è in arrivo la Premium Edition. Questo allestimento conferma gran parte degli accessori montati sulla top di gamma con grafica replica Gresini Moto2, ma al posteriore monta un monoammortizzatore Marzocchi che prende il posto del più raffinato Öhlins (disponibile comunque come accessorio).

