Harley-Davidson Pan America 1250: la nuova maxi enduro Made in USA
Tra le novità annunciate da Harley Davidson la Pan America è la più inattesa. COME NEVE AD AGOSTO Alzi la mano chi si sarebbe aspettato una notizia bomba di questo tipo: Harley Davidson si lancerà nel segmento delle bicilindriche Adventure Touring. La mia, sarò onesto, è rimasta abbassata e adesa al corpicino, eppure la notizia non è una bufala di mezza estate bensì una certezza, Harley Davidson avrà una maxi enduro. La Pan America 1250.
CI VUOLE PAZIENZA La maxi enduro di Milwaukee si farà, non subito chiaro, lasciamo i tempi tecnici per sviluppare un prodotto in grado di battagliare in un segmento affollato come il casello autostradale il primo weekend di agosto.
SOUND AMERICANO Tra tutte, la Pan America sarà la più europea del listino Harley Davidson. Le Maxi Enduro piacciono anche oltre oceano ma il vero boom è scoppiato qui, nel vecchio continente, dove la regina delle vendite è la BMW R1200 GS e la più amata è la Honda Africa Twin. I loro motori sono tendenzialmente educati (fino all’arrivo di un terminale aftermarket) e adatti alla pacatezza europea. La Pan America no. Il suo bicilindrico da 1250cc, espressione massima di una nuova piattaforma modulare di motori raffreddati a liquido su cui si baseranno altre Harley, suonerà proprio come da tradizione. Le specifiche tecniche sono ancora sconosciute, ma se i rivali si chiamano Multistrada, Ktm 1290 Adventure e GS il motorone dovrà erogare potenza almeno in tripla cifra.
SI FA SUL SERIO Il nuovo motore sarà ingabbiato in un telaio inedito accoppiato ad un nuovo forcellone, forcella Showa con specifiche adatte ad una avventuriera e pinze monoblocco Brembo; insomma la ciclistica sembra essere definita.
TECH! WE CAN Due, tre o quattro cilindri, tubeless o camera d’aria, più strada o più fuori, una cosa è certa: le maxi enduro di oggi sono dei concentrati di tecnologia che farebbero impallidire l’Apollo 13. Come si comporterà alle prese con la tecnologia un marchio tradizionalista come Harley? Secondo loro bene, la Pan America sarà dotata di tutti i gingilli elettronici d’uopo su una moto di questo tipo. Non mancheranno infatti il Traction Control, l’ABS cornering, luci a LED e ovviamente uno schermo TFT che potrebbe già debuttare su altri modelli della casa americana quest’autunno. Ovviamente tutto ciò avrà ripercussioni sul prezzo che, quando si parla di Harley, non è mai contenuto. Il prezzo sul cartellino sarà quasi certamente in linea con quello delle rivali se non di poco superiore.
Un talento naturale, nel senso che si è ritrovato a seguire la sezione Moto dopo aver svolto in passato ogni mestiere immaginabile, tranne quello di web editor. Ad aiutarlo, un amore smisurato per tutto ciò che gira attorno alle due ruote, oltre a una contagiosa simpatia e a una professionalità esemplare, che in breve tempo hanno contribuito a fare di Danilo un personaggio amato da colleghi e appassionati.
La maxi crossover H-D monta un bicilindrico a V con fasatura variabile e una dotazione elettronica all’altezza delle migliori concorrenti: una piattaforma inerziale a sei assi controlla i 5 riding mode, accordando l’erogazione del motore, l’ABS e il controllo di trazione di tipo cornering. L’impianto frenante può contare anche su un raffinato sistema di frenata integrale, mentre la ciclistica propone un telaio a traliccio col motore come parte “stressata”, sospensioni di qualità (a regolazione elettronica nella versione Special) con 190 mm di escursione, forcellone in alluminio e ruote da 19” anteriore e 17” posteriore (in lega nella versione “standard” e a raggi nella Pan America Special).
Sin dai primi metri si apprezza l’agilità, nonostante le dimensioni: in città è maneggevole mentre tra le curve è leggera ma allo stesso tempo stabile, doti difficili da immaginare guardandola da fermo. Impressiona anche il motore: sotto i 4.000 giri ha una spinta solo discreta, ma ai medi regimi invece è entusiasmante e agli alti allunga vigoroso. La Special ha una dotazione più ricca che comprende sospensioni elettroniche e fari cornering. È facile da guidare, nonostante le dimensioni, e ha una dotazione completa. Il motore spinge forte ai medi e altri regimi.
La ruota anteriore da 19” e il peso la rendono impegnativa in offroad.
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Creato per affrontare qualsiasi cosa attenda oltre l’asfalto, il modello Pan America 1250 Special trasforma l’ignoto in un’altra fantastica giornata di guida. Sospensioni semi-attive che si adattano alla guida Altezza della sella regolabile con sicurezza adattiva Ruote e pneumatici pronti per qualsiasi superficie Schermo touch TFT a colori da 172 mm Ricarica avanzata e prestazioni della batteria.

Tutti i dettagli tecnici e le varianti della gamma ADV Harley-Davidson 2026 sono riassunti di seguito:
- Il Pan America 1250 Special integra 150 cavalli, sospensioni semi-attive e altezza di guida adattiva per i terreni inesplorati. Le ruote a raggi tubeless, le modalità di guida e il display TFT da 173 mm danno pieno controllo ovunque finisca la strada.
- Il Pan America 1250 Standard e la Special presentano differenze di sospensioni: Showa a controllo elettronico, con ruote 19”/17” e opzioni di cerchi a raggi o in lega; pneumatici Michelin Scorcher Adventure di serie e possibilità di affidarsi ad Anakee Wild in alternativa.
- Il sistema di frenata Brembo con pinze radiali all’anteriore e disco posteriore da 280 mm garantisce potenza sufficiente per una moto di questa taglia, con ABS cornering di serie.
- Il sistema ARH regola automaticamente l’altezza da terra, facilitando l’accesso alla sella anche a passeggeri o piloti con diversa statura.
DESIGNMOTORECICLISTICAELETTRONICACOME VAN
Nuova Harley-Davidson Pan America: posizionamento in sella come standard per il segmento ADV, con busto eretto, pedane centrali e manubrio di generose dimensioni. Con il sistema ARH è possibile ridurre l’altezza della sella e migliorare l’accessibilità. La protezione aerodinamica è affidata a sovrastrutture e al plexiglass regolabile su 4 posizioni, anche in movimento, seppur l’angolo di visione rimanga parzialmente influenzato.

INCONFONDIBILMENTE HARLEY Frontale massiccio e faro-orizzontale caratterizzano l’estetica Pan America, con la coda che integra i supporti per borse laterali. Il regolatore di tensione resta esposto nel modello Special in prossimità del paracoppa.
FİNITURE Gli standard qualitativi sono elevatissimi; verniciature, plastiche e blocchetti risultano ben realizzati, sebbene la mancanza di retroilluminazione sui tasti sia una piccola pecca. Il paracoppa espone il regolatore di tensione nella versione Special.
MOTORE Al centro della Pan America c’è Revolution Max, V-Twin 1.250 cc capace di 150 CV e 127 Nm, con fasatura variabile e pistoni forgiati in alluminio. Lo scarico ha una voce educata ma possente.
GOODBYE (BAD) VIBRATION Il nuovo motore riduce vibrazioni grazie al doppio contralbero di bilanciamento, migliorando comfort e piacere di guida, conservando un carattere tipico Harley.
CICLISTICA La Pan America unisce telaio a traliccio e motore come componente strutturale, mantenendo un peso di 242 kg in ordine di marcia (253 kg per la Special). Forcellone in alluminio pressofuso e pneumatici Michelin Schoarcher Adventure di serie, con opzione cerchi a raggi e pneumatici specifici per fuoristrada Anakee Wild.

I FRENI Brembo e le sospensioni Showa distinguono le versioni Standard e Special: steli da 47 mm, 191 mm di corsa, e sospensioni semi-attive sulla Special. L’altezza da terra è regolabile automaticamente con Adaptive Ride Height come opcione avanzata.
Harley-Davidson Pan America 1250 TEST: una Harley così non l'avevo mai guidata!
DISPLAY TOUCH Uno schermo TFT da 6,8 pollici orientabile fornisce tutte le informazioni e controlla i riding mode; la funzione touch si disattiva in movimento ma resta accessibile tramite comandi a manubrio e Bluetooth per navigazione con app dedicata.
COME VA Nuova Pan America: posizione di guida comoda, assetto di guida che permette una postura adatta al lungo raggio; l’altezza di sella di 850-870 mm è gestibile grazie al ARH. La protezione dall’aria è efficace e la visibilità in diverse condizioni è buona, seppur la visuale possa essere parzialmente distorta in certe angolazioni.
NON IL SOLITO MOTORE I 150 CV sono evidenti nel riding mode Sport, ma il motore resta elastico e gestibile con medi corposi; una leggera ruvidità ai bassi regimi è stata osservata sui test iniziali, attribuibile a pochi chilometri e piccoli aggiustamenti necessari.
SORPRENTE L’esperienza di guida è stata definita sorprendente: la Pan America offre stabilità nelle curve di medio raggio, pur non essendo la più agile nello stretto; è una compagna affidabile per lunghi viaggi, in fuoristrada leggero e su strade miste.
QUANTO MI PIACE La dinamica della Pan America non è paragonabile alle WP di KTM, ma le Showa a controllo elettronico dimostrano capacità eccellenti in diverse condizioni. Il setting offre comfort su buche e reattività in guida sportiva, mantenendo l’assetto stabile e controllato.
FUORISTRADA LEGGERO Anche in fuoristrada, la Pan America si difende bene; le mappe off road adattano il motore a fondo e una gestione elettronica completa permette di divertirsi anche ai neofiti, con ABS e traction control a supporto. Il peso elevato resta un limite su terreno impegnativo.
CONCLUSIONI, PERGI E DIFETTI Come detto, la Pan America lascia una positiva impressione: è una moto che avvicina Harley al mondo ADV, offrendo motore e sospensioni di alto livello. Non è necessariamente la migliore del segmento, ma presenta punti di forza chiari e limiti ragionati. L’impianto frenante potrebbe essere più mordente e alcune dotazioni avanzate potrebbero arrivare in opzione o come rifinitura, ma resta una proposta molto attraente per chi cerca un “all-rounder” americano di alto livello.
PREZZO La Pan America 1250 costa 16.300 euro, mentre la versione Special, più ricca, arriva a 18.700 euro. Questo posizionamento competitivo lega prezzo a prestazioni di livello superiore rispetto alle rivali dirette nel comparto enduro stradale di fascia premium.
