Motocicletta a Motore Stellare: tra puro estro artigianale e innovazione audace
Altro che officina: questa folle moto con motore radiale da 2.200 cc è nata... Ci sono i customizzatori della domenica, quelli che si chiudono in garage con una birra e un set di chiavi inglesi, e poi ci sono Tim e Cheryl Oakley. Una coppia britannica che ha ridefinito completamente il concetto di "fatto in casa", assemblando una creatura meccanica unica al mondo sul balcone, sotto la neve. Si chiama StarFire ed è un mostro a due ruote spinto da un motore radiale a 5 cilindri da ben 2,2 litri. Quando si vede un motore radiale su una moto, di solito il pensiero va al trapianto di un vecchio propulsore aeronautico recuperato in qualche sfasciacarrozze. Non in questo caso. Arredamento alternativo: Il blocco motore è rimasto piazzato in salotto, esattamente davanti alla televisione, per ben dieci mesi. Il motivo? Meccanica "da esibizionisti": L'obiettivo era mostrare il movimento di quanti più componenti possibile. Se pensate che tutto questo sia stato partorito in un atelier riscaldato e iper-tecnologico, siete fuori strada. La StarFire è venuta alla luce sul terrazzo di casa durante un rigido inverno inglese. "È stata costruita all'aperto, sul nostro terrazzo, in mezzo alla neve" ha confessato Tim. Una volta completato il motore, bisognava trovare il modo di farlo camminare. Volete parlare di prestazioni? Con un rapporto di trasmissione finale decisamente lungo, la StarFire trotta a circa 112 km/h a soli 2.000 giri/min.
Megola: una visione forward-leaning nel cuore della storia motociclistica
Megola è un nome che non tutti conoscono, anzi, sono pochi a sapere che questa piccola casa motociclistica di inizio secolo ha prodotto una delle moto più rivoluzionarie della storia, rimasta esempio unico di una filosofia futuristica ed innovativa, così avanti da incontrare un destino ingrato. Il mondo non era ancora pronto per le Megola e per le sue meravigliose invenzioni. Quando l'arte e la tecnologia viaggiano insieme, nasce una moto capace di stupire. La storia di questo marchio nasce a Monaco di Baviera nel 1922, in tempi di rinascita europea e di sogni di futuro.
La particolarità della Megola
Direttamente dal futuro: la linea è particolare e segue un profilo a onda. Il motore è stato spostato sulla ruota anteriore ed è un 5 cilindri da 640cc con architettura stellare, tipica degli aerei. L'assenza di cambio e frizione; l'albero motore è fissato nel mozzo della ruota davanti e tutto il motore ruota con la ruota; una valvola a farfalla nel mozzo controllava la miscela. La moto era una trazione anteriore unica e rivoluzionaria, con telaio scatolato, serbatoio all'interno del telaio e altre particolarità che anticipavano soluzioni future.
Prestazioni e destino
Le prime versioni toccavano 85 km/h, le versioni finali arrivavano a 140 km/h, con un successo anche in gare e un posto al museo Guggenheim di New York. La fabbrica operò dal 1921 al 1925, produsse circa 2.000 esemplari e oggi restano solo una decina di unità complete. Nel 2011 un 640 Touring è passato tra le mani dei curatori Bonhams con stima tra 145.000 e 200.000 euro, dimostrando che rarità e innovazione mantengono valore nel tempo.
Altre interpretazioni moderne: motori stellari e sogni di velocità
Un binomio curioso è quello tra una casa specializzata in aeronautica e motori stellari applicati alle moto: Ride Motion in Australia ha montato un tre cilindri longitudinale su un telaio MV Agusta rielaborato, chiamato Low Flying Object, con potenze di 240 cavalli a 10.000 giri e cilindrata di 2.100 cc. L’obiettivo è ottenere velocità da record come Bonneville Speedweek; una dimostrazione di quanto sia creativo spingersi oltre i limiti delle strutture tradizionali.
La JRL Lucky 7 rappresenta un altro esempio di propulsore stellare applicato alle due ruote. Equipaggiata con un Rotec a sette cilindri, 2.800 cc, è proposta al pubblico come una vera hypercar su due ruote, capace di rumorosità e prestazioni fuori dal comune, con prezzo di circa 85.900 euro. La costruzione richiede mesi ed è guidata da una filosofia di alta personalizzazione e potenza, con potenze di circa 360 km/h dichiarate dal costruttore ma soggette a interpretazioni.
Fin dagli albori, i motori stellari hanno incarnato la voglia di innovazione: alcuni tentativi storici, come la Monaco-Trossi Mod. degli anni Trenta, hanno tentato trazione anteriore, albero e trasmissione complessi, con esiti disastrosi in gara. Monaco, Aymini e Agnelli collaborarono inizialmente, ma i problemi di trazione anteriore e di bilanciamento portarono al fallimento, rendendo l’episodio un monito sull’equilibrio tra innovazione e affidabilità.
Questa ampia galleria di esempi mostra come la passione per motori stellari possa trasformarsi in veri e propri pezzi di storia, capaci di ispirare progettisti moderni e di incuriosire appassionati con soluzioni audaci e spesso impensabili.
- StarFire: motore radiale 5 cilindri, 2,2 litri, costruzione esterna completa in inverno; velocità stimata 112 km/h a 2.000 giri.
- Megola: motore stellare posizionato davanti, trazione anteriore, velocità iniziali 85-140 km/h, museo Guggenheim.
- Low Flying Object: Tre cilindri longitudinale, 2.100 cc, 240 CV a 10.000 g/m; obiettivo record Bonneville.
- Lucky 7: Rotec 7 cilindri, 2.800 cc, prezzo alto, potenza e prestazioni di nicchia.
- Monaco-Trossi: esperimenti di trazione anteriore con motore radiale, finale travagliato ma importante per la storia.
In definitiva, il fil rouge è una domanda: quanto può spingersi la creatività umana quando si intreccia con l’ingegneria motoristica? Le risposte variano, ma la passione resta costante e contagiosa, lasciando nella memoria dei motociclisti una galleria di sogni meccanici e di profili di veicoli che hanno cambiato il modo di pensare la mobilità su due ruote.

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