Moto crossover alla Tracer: libertà, versatilità e comfort per ogni viaggio
Nel panorama delle naked e delle tourer moderne, la libertà di muoversi senza compromessi è il filo conduttore che collega Yamaha Tracer 7, Honda NC750X, Kawasaki Versys 650, Suzuki V-Strom 650 e Triumph Tiger Sport 660. Le moto qui parlate non inseguono l’emozione viscerale a ogni costo, ma promettono una cosa fondamentale per ogni motociclista: la libertà di arrivare in ufficio, scappare dal traffico, partire in viaggio, e farlo senza spendere una fortuna all’acquisto. Le città chiedono versatilità, i tornanti chiedono maneggevolezza, i viaggi chiedono autonomia; e queste cinque crossover cercano di rispondere a tutte le esigenze con caratteristiche differenti ma confrontabili tra loro.
Armi pari: le gomme e il riferimento comune
Per livellare le differenze tra le moto è stata scelta una gomma unica: Michelin Road 6. Questi pneumatici, oltre ad essere adatti a naked, enduro stradali e GT, accompagnano la filosofia versatile di queste moto: su Tracer e Tiger sono presenti ancora le Road 4 e Road 5 di serie, ma Road 6 migliora l’aderenza sul bagnato e la resa chilometrica, offrendo una base affidabile per chi ricerca una sportiva vs touring equilibrata.
Honda NC750X
Il compito di Honda è quello di distinguersi dal gruppo aggiungendo praticità da scooter con cambio DCT opzionale e vano al posto del serbatoio, senza rinunciare a essere una crossover a tutti gli effetti. Il bicilindrico parallelo frontemarcia, con 745 cc, è il più grande di cubatura tra le concorrenti ma il meno potente, con 58,5 CV a 6.750 giri/min. La coppia massima di 69 Nm arriva precocemente, poco oltre i 4.000 giri. A livello ciclistico la NC750X è semplice ma stabile, con sospensioni non particolarmente sofisticate e un solo disco anteriore da 320 mm. In tecnologia non mancano ride by wire, tre mappe e controllo di trazione regolabile su tre livelli.
In città
In città la NC750X brilla per praticità: il cambio DCT è un’arma per ridurre lo stress nelle partenze, soprattutto in slalom tra le auto, ma l’attacco della frizione può risultare brusco per chi non è in sintonia. La sella bassa (circa 80 cm da terra) facilita i surrogati di equilibrio e rende l’accesso al terreno agevole. Il passeggero beneficia della seduta relativamente comoda, anche se i Maniglioni sono stretti.
Tra le curve
In curva la NC750X sorprende per l’agilità, grazie al baricentro basso e alle mappe riding. La dinamica è equilibrata: in modalità sport la guida diventa coinvolgente, ma emerge i limiti di una ciclistica “basic” quando si chiedono prestazioni di alto livello, soprattutto con il freno anteriore poco mordente in frenata decisa e con pedane che toccano facilmente l’asfalto.
In viaggio
Non è la più indicata per un giro del mondo, ma è allestibile per viaggi average: borse laterali, cupolino e manopole riscaldabili per comfort extra, oltre al vano serbatoio sostituito da vano passeggero. Il passeggero può godere di una protezione generale, ma lo spazio è limitato e la posizione di guida resta fondamentale per l’ergonomia del passeggero.
Kawasaki Versys 650
La Versys 650 resta una scelta solida con aggiornamenti visivi e tecnologici: fari full LED, display TFT a colori e un controllo di trazione regolabile su più livelli. Il motore parallelo da 649 cc sviluppa 69 CV e 64 Nm, abbinato a un telaio in acciaio e sospensioni Showa: forcella regolabile e mono ammortizzatore con precarico regolabile, posizionato lateralmente per agevolare la regolazione.
In città
La Versys 650 non è la più leggera, né la più bassa, ma la triangolazione sella-pedane-manubrio è molto riuscita. Le leve frizione sono regolabili e la gestione del cambio è fluida e precisa. Lo stile è equilibrato: slalom tra le auto è facile, il motore resta regolare e privo di on/off rabbioso, e le sospensioni filtrano bene le asperità.
Tra le curve
La taratura morbida delle sospensioni non la rende una corsa vera e propria; resta una sportiva-touring con traiettoria precisa e una buona tenuta in curva nonostante l’avanzo di peso e un motore meno brillante rispetto a Triumph e Yamaha. Il controllo di trazione è efficace senza essere eccessivamente sofisticato, e la frenata è una delle migliori del confronto.
In viaggio
La Versys 650 è ampia e comoda, con protezione aerodinamica adeguata grazie al cupolino regolabile in altezza (da fermo) e ai faretti ausiliari. Le borse laterali sono spaziose e facili da montare; il kit Tourer è molto pratico per i viaggi, con borse interne incluse. Il passeggero riceve un’accoglienza generalmente molto buona grazie all’abitabilità complessiva.
Suzuki V-Strom 650
La V-Strom punta su affidabilità e praticità, con un motore bicilindrico a V di 90° da 645 cc che eroga 71 CV a 8.000 giri e 62 Nm di coppia a 6.500 giri/min. Il telaio è in alluminio e la ruota anteriore è da 19 pollici, dettagli che la rendono unica nel gruppo. Malgrado l’età del progetto, la V-Strom si difende bene grazie all’affidabilità e all’unicità di soluzioni come la ruota da 19 pollici. È la moto più ospitale per il passeggero, grazie all’interasse lungo e a una sella comoda, con la possibilità di rinforzare la sicurezza con controllo di trazione a due livelli.
In città
La V-Strom è la meno agile in città: dimensioni generose, manubrio alto e peso consistente. La sella è bassa e comoda, il cambio/frizione lavora senza problemi, ma le dimensioni possono rendere la maneggevolezza meno immediata rispetto alle rivali. Tuttavia, la gestione delle buche e dei pavé è molto buona, grazie alle sospensioni ben tarate.
Tra le curve
In curva la V-Strom non è la più brillante, con un motore meno vigoroso ai medi regimi; la dinamica di guida è stabile e precisa, ma il carattere non è sportivo come quello di Triumph o Yamaha. La frenata è buona, con intervento efficace del freno posteriore, e il controllo di trazione rimane una funzione utile ma non sofisticata.
In viaggio
La V-Strom è la globetrotter per eccellenza: ampia, protettiva e ben equipaggiata, con manopole riscaldabili, parabrezza regolabile e borse laterali comode, anche se meno capienti delle rivali concorrenti. L’abitabilità del passeggero è di alto livello, e la moto è ottima per viaggi di lunga distanza grazie a una combinazione di comfort, affidabilità e capacità di carico.
Triumph Tiger Sport 660
La Tiger Sport 660 è la newcomer del gruppo, con un tre cilindri in linea da 660 cc che eroga 81 CV a 10.250 giri/min e 64 Nm a 6.250 giri/min. È la proposta più fresca, con due riding mode, controllo di trazione regolabile, display TFT a colori e connettività, e un eventuale quickshifter. L’impostazione è chiaramente sportiva-touring, con parabrezza regolabile, borse laterali opzionali e paramani, forniti per un pacchetto pronto all’uso turistico. Il cruciale aspetto di questa sport-touring è la combinazione di potenza, agilità e comfort di guida, anche se manca di cruise control di serie, presente solo come optional, e non c’è un cavalletto centrale di base.
In città
Il Quickshifter è un evidente vantaggio, e le dimensioni contenute, insieme a una sella snella, rendono la Tiger Sport 660 pronta all’uso urbano. L’ergonomia è riuscita, con una posizione di guida gestibile, anche se alcuni guidatori potrebbero avvertire una leggera tensione a livello di braccia in determinate posizioni di guida.
Tra le curve
La Tiger Sport 660 si presenta come una moto “più recente” e “più sportiva” rispetto agli altri, con una dinamica di guida coerente e reattiva. Il tre cilindri offre una spinta continua e una curva di coppia ampia, ideale per chi cerca una guida appagante tra curve e tornanti, pur senza rinunciare al comfort di una sport-touring.
In viaggio
La Tiger Sport 660 è bene equipaggiata per i viaggi, con due borse laterali e un parabrezza regolabile. La dotazione di serie è completa, ma per completare l’esperienza si può optare per un cambio quickshifter, cruise control e un cavalletto centrale, elementi disponibili o come optional in alcuni allestimenti. È la proposta che più sposa sportività e utilità nel quotidiano e nei viaggi, offrendo una piattaforma moderna e affidabile.
Yamaha Tracer 900 GT: la compagna ideale di ogni viaggio
Al centro della Tracer 900 GT c’è un motore tre cilindri in linea da 847 cc, capace di circa 115 CV. La coppia di 87,5 Nm a 8.500 giri/min rende la guida fluida sia in autostrada che su strade tortuose. Il design è moderno e aerodinamico, con carenature studiate per offrire protezione dal vento e una sella comoda per lunghe distanze.
Design e comfort d’eccellenza
La Tracer 900 GT impone una protezione dal vento efficace e una sella ergonomica che favorisce una posizione di guida rilassata. La carenatura è studiata per massimizzare il comfort sui viaggi lunghi, con una posizione di guida che permette di percorrere molte ore senza affaticarsi.
Tecnologia e sicurezza come compagne di viaggio
La moto è dotata di controllo della trazione, diversi modi di guida, display TFT a colori e connettività Bluetooth. Il sistema infotainment è pensato per integrare smartphone e pianificare itinerari o tenere traccia delle prestazioni, offrendo una visione chiara e rapida delle informazioni necessarie.
Una moto pronta per ogni avventura
La Tracer 900 GT è estremamente versatile: serbatoio da 19 litri per autonomia, sistema di valigie laterali opzionale e parabrezza regolabile. Il telaio e le sospensioni completamente regolabili permettono di mantenere comfort e controllo in diverse condizioni di guida.
Prezzo e configurazioni
La Yamaha Tracer 900 GT è proposta a 14.699 euro, con due colorazioni disponibili (Pure White e Midnight Black) e un configuratore ricco di opzioni per personalizzare l’esperienza, tra cui borse, schermi, prese USB, accessori e supporti per smartphone.
Concorrenza Leale: alternative alla Tracer 900 GT
In questa sezione si confrontano tre alternative in linea con la filosofia sport-touring: Ducati Multistrada 950, Kawasaki Versys 1000 e Triumph Tiger 900 GT. Le tre proposte offrono una combinazione di potenza, comfort e capacità turistica, con differenze di posizione di guida, ciclistica e dotazione tecnologica che potenziano la scelta in base alle preferenze: ergonomia, peso, dinamica di guida e contenuti di elettronica avanzata.
Confronto tra le protagoniste: chi è la migliore crossover?
BMW ribalta il tavolo con la F 900 XR, dotata di un 895 cc monocilindrico parallelo, 105 CV e una ciclistica di alto livello con forcella regolabile e sospensione semiattiva. Triumph risponde con un tre cilindri inedito da 798 cc che eroga 115 CV e 84 Nm, offrendo una curva di coppia ampia. Le caratteristiche di elettronica includono Dynamic Traction Control, ABS Pro con funzione cornering e Dynamic Brake Control. In termini di aerodinamica e costruzione, la Tracer 9 GT introduce un display TFT da 7” configurabile e fari Matrix LED, oltre a una connettività avanzata. Il quickshift bidirezionale è comune tra Yamaha e Triumph, con Yamaha che integra la gestione elettronica per una cambiata precisa in tutte le condizioni. Tutte utilizzano cerchi da 17” e la tecnologia Spin Forged su Tracer e altri modelli Yamaha per equilibrare leggerezza e resistenza.
Conclusioni (in forma di comparative alignment)
In sintesi, ogni modello offre una filosofia diversa: la NC750X privilegia praticità e contenimento di prezzo con opzioni DCT; la Versys 650 si distingue per comfort, facilità di guida e una buona dinamica di marcia; la V-Strom 650 è la globetrotter affidabile e ospitale; la Tiger Sport 660 introduce una ventata di sportività accessibile; la Tracer 900 GT spinge sull’equilibrio tra sportività e turismo. La scelta dipende dal valore che si attribuisce a sedute più ergonomiche, protezione dal vento, dotazione tecnologica, peso complessivo e budget. Chi cerca una cross-over pronta all’uso turistico, con una base tecnologica avanzata e una guida piacevole, troverà risposte adeguate in uno di questi modelli.

