Moto acquascooter e Polizia: controllo, procedure e incidenti in mare
Avrebbe speronato di proposito un acquascooter della Polizia per evitare il sequestro della propria barca. Con quest’accusa un 37enne ingegnere napoletano è stato arrestato in flagranza sabato nelle acque di Ischia, per poi venire liberato lunedì dal Tribunale di Napoli, che non ha convalidato l’arresto. Secondo la ricostruzione delle forze dell’ordine, l’imbarcazione dell’uomo era risultata priva di assicurazione a un controllo e quindi sottoposta a fermo amministrativo: lui però aveva provato a fuggire dirigendosi al largo. Intercettato dagli agenti a bordo di due moto d’acqua, non si sarebbe fermato all’alt e con una manovra azzardata avrebbe speronato uno dei mezzi, facendo cadere in acqua il poliziotto alla guida, curato in ospedale e dimesso con una prognosi di cinque giorni.
Immediatamente dopo la diffusione della notizia, però, i legali dell’arrestato hanno contestato la versione dell’accusa, basandosi su un video dell’incidente, pubblicato in diretta sui social, che, sostengono, scagiona completamente l’ingegnere, mostrando come l’incidente sia stato del tutto fortuito: si tratta, spiega l’avvocato Angelo Pisani, di “una manovra errata del motociclista“, che “sbaglia virata per via dell’onda di risacca finendo addosso all’imbarcazione del 37enne. “Le immagini documentano in modo inequivocabile una dinamica profondamente diversa rispetto a quella riportata nei comunicati ufficiali e nei resoconti giornalistici”, affermano gli avvocati Angelo Pisani e Marco Cioffi. I legali hanno depositato le immagini di fronte al giudice, che però ha scelto di non acquisirle e ha liberato l’indagato (il pm aveva chiesto la misura cautelare dell’obbligo di firma).
“Siamo molto soddisfatti del fatto che il giudice abbia accolto in pieno la nostra linea difensiva”, commentano gli avvocati Pisani e Cioffi.
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Le dotazioni di sicurezza obbligatorie per la moto d’acqua sono l’insieme di dispositivi che la legge italiana impone di avere a bordo o di indossare durante la navigazione, aggiornate dal Decreto Ministeriale n. Se stai preparando la tua stagione sul PWC, questa è la guida che fa per te. Dotazioni di sicurezza obbligatorie per la moto d’acqua: l’elenco aggiornato al 2026. Regole di navigazione moto d’acqua 2026: orari, distanze e divieti. Requisiti aggiuntivi e ordinanze locali: attenzione alle variazioni regionali.
Il casco per la moto d’acqua è obbligatorio? Secondo l’art. 3, lett. h) del Codice della Nautica da Diporto (D.Lgs. 171/2005), la moto d’acqua è un natante con scafo inferiore a 4 metri che utilizza un motore a getto d’acqua come principale mezzo di propulsione. In quanto natante, è soggetta a regole diverse rispetto alle imbarcazioni: meno obblighi documentali, ma dotazioni precise e una normativa di navigazione molto specifica.
1. Il giubbotto non va tenuto nel gavone: sulla moto d’acqua va indossato durante tutta la navigazione, indipendentemente dalla distanza dalla costa. Per le moto d’acqua e l’uso ricreativo costiero è sufficiente un dispositivo da 50 Newton, conforme alla norma EN ISO 12402. È tecnicamente classificato come “aiuto al galleggiamento”, ma è il minimo prescritto per questa categoria di natanti.
2. Kill switch (lanyard): il dispositivo di arresto automatico del motore in caso di caduta del pilota va tenuto agganciato al polso o al giubbotto durante tutta la navigazione. Dispositivo telecomandato di spegnimento: deve avere una distanza utile di almeno 300 metri dalla costa.
3. La moto d’acqua, in quanto natante a motore, deve avere a bordo un estintore omologato. La classe minima richiesta è 13B per motori fino a 294 kW (la grande maggioranza delle moto d’acqua in commercio rientra in questa categoria).
4. Navigare senza i documenti giusti è un errore che si paga caro. La navigazione è consentita solo di giorno e con condizioni meteorologiche favorevoli: mare calmo e buona visibilità. È vietato depositare la moto d’acqua in spiaggia o su aree demaniali al di fuori degli spazi appositamente destinati, sia di giorno che di notte durante la stagione balneare. Sui grandi laghi italiani, per esempio, le regole possono essere ancora più stringenti: sul Lago di Como la navigazione delle moto d’acqua è consentita dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19, con una distanza minima di 150 metri dalle coste. Nelle aree marine protette il discorso è diverso ancora: in molte di esse la navigazione con moto d’acqua è parzialmente o totalmente vietata, o richiede un’autorizzazione specifica rilasciata dall’ente gestore. Attenzione: le sanzioni per la violazione di ordinanze locali si sommano a quelle nazionali e in alcuni casi le superano. Non dare mai per scontato che le regole siano uguali da un anno all’altro: le ordinanze stagionali vengono aggiornate ogni estate.
Il casco per la moto d’acqua è obbligatorio? Il casco non è obbligatorio per legge sulle moto d’acqua in acque marine italiane, a differenza di quanto previsto per la motonautica agonistica o i kart d’acqua. Preparare la moto d’acqua prima di ogni stagione non è burocrazia: è il modo più intelligente di godersi il mare senza pensieri. Il DM 133/2024 ha semplificato e chiarito molte norme, adeguandole alla nautica moderna. Il 2026 è la prima stagione in cui non ci sono più alibi: la Guardia Costiera applica le nuove regole integralmente. Servono la patente nautica (per motori superiori a 30 kW), il giubbotto di salvataggio da indossare sempre, un estintore omologato a bordo, i documenti di proprietà e l’assicurazione RCT. La navigazione è consentita solo di giorno, con buone condizioni meteo. Non esiste un orario fisso a livello nazionale, ma molte ordinanze locali, come quelle sui laghi, che fissano fasce orarie precise (tipicamente 9-13 e 15-19).
Presenza e ruolo delle moto d’acqua della Polizia di Stato
Con l’avvio della stagione estiva, sul litorale di Savona e di Alassio, molti cittadini e turisti avranno sicuramente notato dalla spiaggia il passaggio dei poliziotti a bordo delle moto d’acqua con i colori della Polizia di Stato. Durante l’estate, quando turisti e i bagnanti tornano a gremire le spiagge del savonese, la vigilanza sulle nostre coste viene assicurata da poliziotti della Questura e del Commissariato di Alassio, specializzati in controllo del territorio e nella conduzione di questi mezzi.
Si tratta di Moto d’acqua Yamaha FC Cruiser 1.800 c.c., omologate per il trasporto di tre persone, capaci di raggiungere i 70 nodi di velocità (circa 130 km orari), allestiti per servizi di pronto intervento, vigilanza del rispetto delle norme di navigazione, controllo del territorio e prevenzione dei reati entro un miglio dalla costa, insomma, una vera e propria Volante in mare. Queste pattuglie speciali, soprattutto durante i fine settimana, vengono coinvolte non solo nei servizi di vigilanza e controllo ma anche in occasione di manifestazioni sportive e gare di nuoto che si svolgono in mare, per garantire la sicurezza degli eventi.

Insieme alle norme, queste unità rappresentano una componente visiva efficace della presenza di legge sulle acque italiane, dimostrando come le moto d’acqua possano supportare operazioni di pronto intervento e controllo del rispetto delle norme riguardanti navigazione, sicurezza e ordine pubblico entro la fascia costiera.
