Caduta di Valentino Rossi e MotoGP a Misano: analisi della tensione con Marc Marquez
Marc Marquez cade nella Sprint Race di Misano dopo mesi senza errori e lascia strada a Marco Bezzecchi. Il weekend della MotoGP a Misano ha riportato in primo piano la storica tensione tra Valentino Rossi e Marc Marquez. Lo spagnolo non cadeva in gara da oltre sei mesi: l'ultima volta era successo ad Austin. L'errore è stato ammesso dallo stesso Marquez: "È stato un mio errore, sono rientrato più tardi del dovuto, avrei dovuto rientrare con gomme un po' più morbide… diversi fattori, e quella fiducia con così tante gare vinte, tutto si somma, ed è successo che siamo caduti in questa Sprint".
Una caduta che ha acceso subito le reazioni del pubblico, con fischi e applausi dagli spalti. Lo spagnolo ha liquidato la questione con freddezza: "Con queste azioni, si definiscono da soli. Non c'è bisogno di dargli più attenzione".
La reazione di Valentino Rossi alla caduta di Marquez davanti alle telecamere
Ma l'episodio che ha fatto più discutere è stata la reazione di Valentino Rossi, tornato nel paddock proprio a Misano. Un gesto breve ma eloquente, che sembra raccontare meglio di qualsiasi parola come la frattura tra i due resti insanabile, almeno da parte del "Dottore".
Dal celebre Sepang 2015, la rivalità tra Rossi e Marquez non si è mai ricomposta: incroci freddi nei paddock, sguardi evitati, assenza totale di dialogo. Anche a Misano, i due non si sono mai incrociati direttamente, confermando quanto lontani restino i tempi in cui condividevano stima e rispetto.
La caduta di Marquez, avvenuta mentre era al comando dopo un sorpasso perfetto su Bezzecchi, ha regalato al pubblico di casa un finale inatteso. I tifosi hanno celebrato il trionfo del pilota Aprilia, ma a restare negli occhi è stata soprattutto la scena con Rossi. Un dettaglio che dimostra come, anche a distanza di anni e con carriere ormai in percorsi diversi, il rapporto tra i due continui a generare tensioni e, nel bene e nel male, ad alimentare le emozioni dei tifosi.
Il Mondiale è ormai nelle mani di Marquez, che può ancora guadagnarsi la chance del primo match point iridato nel prossimo round in Giappone. Ma a Misano, la scena in qualche modo l'ha rubata ancora una volta la rivalità con Rossi, capace di resistere al tempo e alle classifiche.
Secondo Andre Agassi il dolore per una sconfitta è sempre superiore alla gioia per una vittoria. Ma, se tutte le sconfitte fanno male, alcune sono peggio di altre. Flop clamorosi, a volte spettacolari, sempre indimenticabili. Questa serie li racconta.
Alle 14.08 di quel maledetto 29 ottobre 2006, al circuito Ricardo Tormo di Valencia incendiato da 32 gradi, durante il quinto giro del Gp della Comunità Valenciana, davanti a 129.446 spettatori sulle tribune e chissà quanti milioni davanti alle tv, Valentino Rossi prende male la curva 2, scivola, cade e saluta il suo ottavo titolo mondiale. Ciao. Senza quota
È l’imprevisto che nessuno aveva previsto, perché - soprattutto dopo che nella gara precedente in Portogallo Pedrosa aveva speronato il compagno di Honda Hayden permettendo a Rossi di arrivare in Spagna a più 8 sull’americano - sulla vittoria finale del Dottore non c’era quota. Dai, com’è possibile che non vinca? Viene da cinque titoli di fila, è una leggenda che guida, un imbattibile, un immortale, un gelido che non sbaglia mai nei momenti cruciali, perché ha un talento mostre, una testa superiore e (dicono i suoi critici) anche un bel po’ di fortuna. Non solo: Hayden è l’outsider per definizione, per molti solo un miracolato in un gioco più grande di lui. Insomma, come può andare altrimenti?
Appunto. L'incredulità del mondo
Quando si rialza per risalire sulla Yamaha mezza sciancata, Valentino è ultimo mentre Nicky è secondo. Significa 20-0, saldo per Rossi meno 12. La mano buona, stavolta, è per il Kentucky Kid, che procede in controllo, lui sì gelidissimo, verso un terzo posto (sarà doppietta Ducati con Bayliss e Capirossi) mentre Valentino è solo 13°: il saldo finale è meno 5. Sul podio di Valencia, nell’incredulità del mondo, suona lo Star Spangled Banner, mentre il ragazzo più simpatico del paddock festeggia fra risa e lacrime e comunque con merito, perché due Gp in stagione li ha vinti e perché anche per segnare a porta vuota bisogna arrivare in orario all’appuntamento.
Il grande rimpianto
Per Valentino sembrò uno di quei rovesci che in fondo capitano sempre nella storia di ogni fuoriclasse. E infatti Rossi nel 2008 e 2009 vinse altri due titoli. Poi però si fermò, e ormai sono 11 anni che non vince più un campionato. Così, quel Mondiale volato via nel 2006 - più che quelli del famigerato 2015 del presunto biscotto spagnolo o del 2007 in cui Stoner dominò senza storia con la Ducati - è diventato il più grande rimpianto del campione, stoppato a 9 titoli probabilmente per sempre. E intendiamoci: l’episodio non ha minimamente intaccato la leggenda di Valentino, né mai lo farà. Ma se il campione ci ripensa, per dirla con Conte (Paolo), le balle devono ancora girargli a mille.
Valentino Rossi, caduta nelle qualifiche della MotoGP: partirà 20° nel GP Austin. Weekend fin qui complicato per Rossi ad Austin: il pilota della Petronas è stato protagonista di una caduta durante le qualifiche, domenica sarà costretto a partire dalla 20^ posizione. Fine settimana da dimenticare fin qui per Valentino Rossi ad Austin. Sulla pista in cui appena due anni fa si era giocato la vittoria con Rins, chiudendo al secondo posto, il 'Dottore' è infatti incappato in una caduta in curva 6 nelle qualifiche. Un errore che lo ha relegato in 20^ posizione nel GP delle Americhe. Già piuttosto lento nella prima giornata, il pilota della Yamaha Petronas aveva chiuso le FP3 con il 15° tempo complessivo, peggiorando la situazione nelle FP4 con il 18° crono.
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Bezzecchi: "L'obiettivo principale sarà finire la gara"
Alla partenza qualche difficoltà: "Ci ho messo più di Marc a passare Lorenzo, lì ho accumulato il ritardo di un secondo che ho cercato poi di colmare, ma sono caduto. Non mi pareva di essere arrivato lungo quando sono arrivato alla staccata, ma la moto mi è partita senza preavviso".

Rossi riannoda il natro della stagione: "I rimpianti sono legati al fatto che sono sempre stato veloce i tutti i week end, ma ho pure fatto degli errori e c'è stata la pesante rottura del Mugello. La verità, comunque, è che non siamo mai stati davvero in lotta per questo campionato.
LO SFOGO DI VALENTINO ROSSI CONTRO MARQUEZ
Questo riassunto mette in luce come la caduta di Marquez a Misano abbia riacceso la discussione sulla rivalità, ma anche come la carriera di Rossi continui a interessare tifosi e media, mantenendo vivo il racconto di una delle epoche più intense della MotoGP.
