Moto a presa diretta e guida automatica: esplorazione, tecnologia e prospettive
ROMA - C’era, oltre dieci anni fa, il desiderio di moto automatiche. Quando il cambio era dotazione imprescindibile dalle motociclette, nel momento in cui gli scooter si sono diffusi nei territori urbani, si sono accese le aspettative su un motoveicolo che, alle capacità dinamiche e la sicurezza offerte da una moto coniugasse la facilità di guida di uno scooter. Si può dire con ragionevole certezza che, grazie alla disinvoltura con cui chiunque vi possa approcciare alla guida, come alle qualità dinamiche offerte, una NC750X sia ciò che una volta era l’oggetto dei desideri dei “commuter”, a vocazione urbana come extraurbana.
La NC750X è, insomma, “La” moto automatica, concretizzazione di una fantasia che sul mercato europeo ha determinato una sua veloce scalata alle classifiche di vendita. Nell’ultima versione, le prime tre marce sono diventate più corte, le accelerazioni sono più efficaci, mentre le ultime tre si sono allungate, portando anche benefici concreti ai consumi lungo i trasferimenti autostradali. Moto veramente versatile, la NC750X offre una generosa capacità di carico, un casco “adventure” completo di visiera può essere riposto nel finto serbatoio, quello vero è sotto la sella: i 14 litri di benzina contenuti, considerando i consumi dichiarati da Honda, quasi 29 chilometri per litro, determinano un’autonomia da “gran turista”, di circa 400 chilometri.
Non solo per questo, i viaggi gli sono alla portata. Anche in due è diventato più agevole poggiare i piedi a terra, la seduta è più bassa di tre centimetri, ciò grazie a sospensioni di ridotta escursione. Non per questo viene pregiudicato il suo comportamento su strada, la guida è più divertente di prima, all’agilità fa eco una sorprendente stabilità andando veloci. Ad agevolare ulteriormente i compiti al pilota viene in aiuto il pacchetto di controlli elettronici di serie, la cui gestione è demandata alle modalità di guida automatiche, che sono tre più una personalizzabile nei parametri. Fra essi vi sono l’immediatezza della risposta dell’acceleratore, la resistenza del freno motore, la sensibilità del controllo di trazione e il funzionamento del cambio automatico.
Sebbene la maggior parte dei clienti abbia scelto la versione con il cambio automatico, Honda propone una NC750X anche col cambio tradizionale, caso in cui la frizione servoassistita è antisaltellamento, cioè capace di non bloccare la ruota posteriore in caso di scalata eccessiva. Lo strumento Lcd è nuovo, i “riding mode” possono essere agevolmente selezionati dal manubrio. Le luci sono “full Led”, le frecce rientrano automaticamente, segnalano le frenate improvvise a chi segua.
La tecnologia Riding Assist è stata recentemente presentata al CES di Las Vegas, dove Honda ha mostrato una moto in grado di stare in equilibrio da sola e di spostarsi anche autonomamente, senza pilota in sella. Honda Riding Assist. Cos’è? Come funziona. Scordiamoci dell’effetto giroscopio delle ruote, secondo il quale la nostra moto guadagna stabilità man mano che aumenta la velocità. Stiamo parlando del Riding Assist, la tecnologia studiata da Honda che promette di rivoluzionare il mondo della motocicletta, impedendo alla moto di cadere quando si ferma.
Il sistema, applicato a una Honda NC750, non utilizzerebbe giroscopi, ma sfrutterebbe invece tecnologie che la casa nipponica aveva già sviluppato per il sistema di mobilità personale UNI-CUB. Robotica e ingegneria motociclistica si fondono e danno vita a un sistema per ora unico al mondo; stiamo parlando infatti di un prototipo che però la Honda è già in grado di far toccare con mano. Come funziona Honda Riding Assist è una soluzione priva di giroscopi e trasforma il tradizionale sterzo meccanico. In sostanza al di sotto dei 5 km/h lo sterzo si disaccoppia dalla forcella, che viene gestita da una centralina separata e da una serie di servomotori.
La moto è in grado di percepire in ogni istante il suo assetto, che corregge adattando l’angolo della forcella e sterzando la ruota anteriore nei due versi migliaia di volte al secondo per mantenere sempre l’equilibrio. Tutto, naturalmente, senza privare il pilota del controllo sulla moto! Pur se scollegati, sterzo ed avantreno restano sincronizzati attraverso una serie di servomotori, sostituiti poi quando si superano i 5 km/h da due fissaggi meccanici. Ma non è tutto: la moto segue il proprietario e si parcheggia da sola.
Honda promette che in futuro le moto manterranno il normale piacere di guida ma quando si è fermi o si procede a basse velocità è in grado di rimanere in equilibrio da sola senza che il pilota poggi i piedi a terra. Oltre a questo la moto segue il padrone quasi “come un cagnolino”.
- La NC750X come punto di riferimento delle moto automatiche urbane e extraurbane.
- Il ruolo delle marce ridotte e delle rapportature per consumi ed ergonomia.
- Le ricadute della guida assistita Riding Assist sulla sicurezza e sul piacere di guida.
Infine, la diffusione di motorini elettrici ad alta tensione ha aperto nuove frontiere: modularità, autonomia e leggerezza si confrontano con la tradizionale trasmissione a cambio. Le nuove soluzioni, come la presa diretta, eliminano la leva frizione, semplificando la manovrabilità e offrendo esperienze di guida diverse rispetto ai propulsori tradizionali.

