Tragico incidente mortale nel ciclismo e nel motorally: vite spezzate sulla strada
Tragico investimento nella mattina di venerdì 24 gennaio: la ciclista di 19 anni, Sara Piffer di Palù di Giovo, è stata travolta e uccisa da un'auto mentre si trovava lungo via Cesare Battisti, una strada interna che collega Mezzocorona a Mezzolombardo. Con lei su un'altra bici da corsa il fratello, Christian Piffer, anche lui ciclista agonista negli U23, che ha riportato ferite non gravi. Dalla prima ricostruzione un'auto guidata da un uomo, un 70enne della zona, che veniva in senso opposto e che ne stava sorpassando un'altra, ha centrato la giovane. Malgrado l'intervento dell'elicottero del 118 e i tentativi di rianimarla, le ferite riportate dalla ragazza sono state fatali. Sul posto è intervenuta la Polizia Locale della Rotaliana che sta effettuando gli accertamenti. Le ultime parole al padre: “Noi stiamo attenti papà, sono gli altri che non stanno attenti a noi”.
Sara Piffer correva in bicicletta per il Team Mendelspeck Ge-Man di Pineta di Laives ed aveva partecipato a numerose gare nazionali e internazionali. Nell'agosto 2023 aveva partecipato alla gara in linea juniores ai Mondiali di Glasgow. La notizia tragica ha riportato alla memoria la pericolosità delle strade che ogni giorno mettono a rischio ciclisti e motociclisti, nonché l’urgenza di riflessioni sull’etica della convivenza sulla strada e sulle misure di sicurezza.
La dinamica dell’altro incidente riguardante Sara Lenzi in Sardegna è emersa in parallelo: una promessa dell’enduro morta a vent’anni durante una tappa del motorally italiano. Secondo i carabinieri, la giovane stava percorrendo una strada interna stretta, in parte sterrata e in parte asfaltata, quando ha perso il controllo della moto dopo aver urtato un Suv. L’urto è stato violento al punto da farle perdere il casco; il trauma cranico è risultato letale. L’indagine è in corso per chiarire la dinamica, inclusi dubbi sull’eventuale contributo di un fuoristrada incontrato lungo il percorso.
La cronaca tronca qui due vicende distinte ma accomunate da una costante: la vulnerabilità di chi pratica sport su strada e percorsi off-road, dove la convivenza tra velocità, ostacoli naturali o veicoli e scelta di traiettorie sicure è fondamentale. In Trentino, Sara Piffer stava allenandosi sulla piana Rotaliana, fra Mezzocorona e Mezzolombardo, quando l’auto investitrice ha travolto la ciclista. La provincia di Trento ha ora da parte sua il compito di valutare misure di sicurezza per le strade provinciali e potenziare la segnaletica, oltre a promuovere campagne di etica della guida per ridurre incidenti che coinvolgono ciclisti e pedoni. La procura di Trento ha aperto un fascicolo per omicidio stradale, evidenziando la gravità della perdita.
La catena di eventi tragici suggerisce temi comuni che attraversano diverse realtà sportive: la necessità di interventi delle istituzioni per garantire percorsi più sicuri, la responsabilità individuale dei conducenti, e la riflessione su come insegnare ai futuri guidatori una convivenza più rispettosa sulle strade. Le storie di Sara Piffer e Sara Lenzi mettono in luce quanto poco basti una frazione di secondo per cambiare interi progetti di vita e carriera, e quanto sia cruciale la cultura della prudenza tra automobilisti, motociclisti e ciclisti.
La pilota ufficiale RIEJU, Sara Traini, ha conquistato il titolo di Campionessa Italiana Enduro 2025 nella categoria femminile, dopo un fine settimana perfetto nell’ultima tappa degli Assoluti d'Italia. Già dal venerdì, nel prologo, Sara ha mostrato un ottimo feeling con il terreno e ha continuato dominando sia sabato che domenica. Grazie al vantaggio in classifica, si è laureata campionessa già al termine della giornata di sabato, permettendole di affrontare la domenica con maggiore tranquillità, evitando errori e godendosi la gara. Con questa vittoria, Sara conferma il suo straordinario talento e costanza, affermandosi come una delle protagoniste assolute del panorama enduristico femminile. Ora l’attenzione è rivolta al prossimo obiettivo: il terzo round del Campionato Europeo in Ungheria, dove cercherà di continuare su questa linea vincente.
Gli altri racconti, anche se separati, ricordano giovani promesse nel motorally nazionale e nel motocross: Sara Lenzi, residente in Toscana, era iscritta al Rally Sandalion e correva per il Team Beta Dirt Racing di Greve in Chianti. Era una promessa del motorally italiano e aveva già mostrato grandi potenzialità in diverse competizioni. Il clima di apprensione nelle comunità coinvolte è palpabile, mentre amici, familiari e allenatori ricordano la passione per le moto e la determinazione con cui queste giovani atlete inseguono i propri sogni.

Taglio informativo: la tragedia sulla provinciale 29 in Trentino ha acceso la discussione sull’importanza di politiche di sicurezza stradale e sull’etica della guida, elementi chiave per prevenire simili lutti tra ciclisti e motociclisti.
SICUREZZA STRADALE in BICI: Regola #1: Non viaggiare troppo sulla destra!
In chiusura, la comunità si interroga su come bilanciare libertà di movimento, sport e sicurezza: scelte progettuali, educazione stradale e responsabilità individuale rimangono temi centrali per ridurre episodi come quelli di Sara Piffer e Sara Lenzi, che testimoniano quanto possa essere fragile la linea tra passione sportiva e rischio stradale.
