Lambretta Innocenti anni 50: storia, modelli e fascino senza tempo
Noi di Stile Millelire siamo particolarmente affezionati al tema del vintage italiano e a tutti i prodotti che il Bel Paese ha regalato al mondo ai tempi del suo massimo splendore.
Quest’ultima non era però l’unica due ruote prestigiosa che usciva dalle nostre fabbriche: i più scaltri e appassionati avranno già capito a cosa ci riferiamo… ovvero alla Lambretta della Innocenti, da sempre la concorrente più agguerrita della Vespa, tanto che tutt’oggi i possessori dell’una e dell’altra continuano a discutere animatamente su quale dei due scooter si meriti di salire sul trono del migliore; una risposta che non potremo certo darvi.
Quella della Lambretta è una storia che parte molto prima degli anni del suo massimo splendore; se il successo di questo iconico scooter è giunto ai suoi apici negli anni ‘50, infatti, per raccontarvi come nasce dobbiamo tornare indietro fino al 1922, quando Ferdinando Innocenti apre la sua prima fabbrica di tubi in acciaio in quel di Roma.
Sì, perchè nel corso del conflitto la fabbrica venne rasa al suolo dai bombardamenti americani.
Il povero signor Innocenti fu costretto a tornare nella Capitale per studiare un prodotto che lo aiutasse nel rilancio della sua attività: per ironia della sorte, l’ispirazione arrivò proprio dalle moto dei soldati americani e dal bisogno della popolazione di nuovi modi per muoversi al termine della guerra.
Arriva così il 1947 e la Lambretta M viene finalmente presentata al pubblico; il motoscooter prende il suo nome dal fiume Lambro, che scorre a pochi passi dalla rinata fabbrica.
Un vero e proprio simbolo di rinascita, dunque, che però non incontra quell’immediato successo tanto sperato dai suoi ideatori.
Deve passare un anno prima dell’uscita del modello successivo: la cosiddetta versione B del 1948, nella quale i progettisti hanno provveduto a rimediare agli errori commessi in precedenza, sistemando le sospensioni e adottando delle ruote da 8”.
Il motivo di questo grande successo è presto detto: dopo il periodo buio della guerra, le famiglie italiane avevano bisogno di un mezzo economico e versatile al contempo.
Le prime automobili, purtroppo, avevano un prezzo a dir poco proibitivo; per questo in molti preferivano scegliere tra una Vespa e una Lambretta, e per la stessa ragione questi due mezzi sono così rappresentativi di quegli anni.
Ma uno degli aspetti per cui la Lambretta - anche se eterna seconda - viene tutt’oggi ricordata, è senz’altro la sua eterna rivalità con la ben più celebre Vespa.
La maggior differenza fra i due motoscooter era senza dubbio la struttura che li formava: se nel caso della Vespa il telaio era costituito da un unico pezzo, la Lambretta era invece tenuta assieme - almeno inizialmente - da una semplice struttura tubolare.
Che sia proprio da questo momento (visto forse dai “Vespisti” come la volontà di copiare il loro due ruote preferito) che ha avuto inizio l’agguerrita rivalità?
Nessuno può dirlo con certezza.
…conclusa la nostra digressione storica, vi proponiamo alcuni articoli che non possono mancare agli appassionati di motocicli vintage italiani.
Siete dei “Lambrettisti” DOC e volete dimostrarlo a tutti, ovunque voi andiate?
Non c’è modo migliore che indossare sul petto il logo della celebre due ruote Innocenti, grazie a questa splendida felpa dal sapore vintage: una tipica maglia con cappuccio, dotata di tasca a marsupio, perfetta soprattutto per i mesi più freddi dell’anno.
Una delle caratteristiche più riconoscibili della nostra amata Lambretta Innocenti è senza dubbio la forma inconfondibile delle sue fiancate… che la distinguono - anche al colpo d’occhio dei meno esperti - dalla eterna “rivale” della Piaggio.
Quale modo migliore per dichiararsi innamorati della Lambretta, dunque, se non quello di avere sempre con sé un portachiavi che ne riproduce proprio la forma delle carene?
Se divorato letto questo articolo in pochi minuti e le informazioni che vi abbiamo dato sul mondo della Lambretta non vi sono sembrate sufficienti, non temete: esistono diversi libri sul tema, in grado di soddisfare anche le curiosità più recondite e sconosciute sul mondo Innocenti.
La Innocenti, fondata da Ferdinando Innocenti nel 1933 a Milano Lambrate, inizi la produzione di scooter nel 1947 con la serie A , ispirata ai motorscooter militari americani del periodo post bellico.
Ferdinando Innocenti, figura centrale dell'economia italiana del Dopoguerra, introdusse la Lambretta come soluzione economica per la mobilità individuale.
Negli anni '60 il figlio Luigi ampliò l'offerta verso il mercato automobilistico.
La Lambretta A è un pezzo storico raro e significativo in quanto rappresenta l'avvio della produzione del marchio Innocenti.
Questa unità è completamente restaurata, funzionante, con targa originale e certificata FMI, per questo particolarmente appetibile per i collezionisti.
La Innocenti Lambretta LD 125 nasce dalla visione di Ferdinando Innocenti, imprenditore milanese che, nel secondo dopoguerra, rivoluzionò la mobilità italiana.
Il nome Lambretta deriva dal fiume Lambro, che scorreva vicino agli stabilimenti Innocenti a Milano.
La serie LD, prodotta tra il 1952 e il 1957, rappresenta una delle famiglie più apprezzate della gamma.
Introdotta all’inizio degli anni ’50, la LD 125 si colloca tra il modello LC (precursore) e le successive serie LI.
La LD 125 si distingue per linee più morbide e dettagli più curati rispetto ai modelli precedenti, mentre resta fedele al telaio monoscocca con trave centrale e alle soluzioni tecniche consolidate.
La LD 125 si distingue per la doppia sella, il classico tachimetro integrato e i leveraggi meccanici visibili.
La colorazione originale più diffusa è “Beige Sabbia 8029” o “Crema”, segno distintivo dell’epoca.
Fra gli elementi di serie: selleria comoda per due persone, sospensione anteriore e posteriore classica, freni a tamburo e comandi tutti meccanici.
Per la Lambretta LD 125 non sono documentate versioni speciali ufficiali a tiratura limitata, ma esistono esemplari con finiture particolari o restaurati in modo maniacale.
I punti critici tipici sono l’usura della trasmissione meccanica, giochi negli snodi della sospensione e il sistema elettrico che, se non mantenuto originale, può presentare problemi.
Attenzione allo stato di conservazione delle guarnizioni del motore e all’integrità dei componenti originali come la selleria, il tachimetro e le manopole freni.
Il monocilindrico da 125 cm³ offre una risposta morbida e affidabile, caratterizzata da una fluidità che semplifica la guida cittadina e le gite fuori porta.
Il cambio manuale richiede una certa familiarità con la meccanica d’epoca, rendendo la guida della LD 125 un’esperienza autentica e coinvolgente.
Il telaio centrale e la distribuzione dei pesi agevolano le manovre a bassa velocità, mentre i freni a tamburo richiedono una guida più “previdente” rispetto agli standard attuali.
I modelli più ricercati sono quelli conservati in condizioni originali, oppure restaurati secondo specifiche ASI o FMI, con documenti originali e tinte d’epoca.
Linee arrotondate, parafanghi pieni e scocca compatta caratterizzano la LD 125.
La doppia sella separata, la strumentazione al manubrio e le cromature sono elementi che esprimono la cura tipica della produzione Innocenti.
Oltre alle colorazioni beige e crema, esistono versioni ripristinate in colori speciali dell’epoca.
La Lambretta LD 125 è spesso disponibile con documentazione originale (libretto, targa) ed è idonea per iscrizioni storiche ASI/FMI in Italia.
La maggior parte degli esemplari proposti sul mercato italiano è restaurata o conservata con accuratezza.
La Innocenti Lambretta LD 125 è uno scooter che ha segnato la mobilità italiana degli anni ’50 e ’60.
Linee raffinate, meccanica robusta e una comunità appassionata la rendono oggi una scelta di riferimento nel mercato dei motorini d’epoca.
Nella storia dei mezzi a due ruote made in Italy, la Lambretta occupa sicuramente una postazione di rilievo e di tutto rispetto.
Si tratta di uno scooter, nato in Italia presso gli Stabilimenti della Innocenti con sede a Milano, nel quartiere Lambrate verso la metà del secolo scorso e la sua progettazione risale al periodo dell’immediato dopoguerra.
Nel 1922 Ferdinando Innocenti di Pescia diede vita ad una fabbrica di tubi d’acciaio a Roma.
Forse non tutti sanno che durante la seconda guerra mondiale, la fabbrica Innocenti fu bombardata e completamente distrutta.
Fu così che nel 1947, dopo aver concluso la fase di progettazione e dopo aver ricostruito gli stabilimenti milanesi, iniziò la produzione della Lambretta.
Un secondo aneddoto curioso è che con il boom economico esploso in Europa occidentale verso la fine degli anni ’60, la richiesta degli scooters ebbe un calo, mentre l’automobile era ormai alla portata di tutti.
In questo scenario, la Innocenti dovette quindi lottare per sopravvivere finanziariamente.
La “Innocenti Mini” usava molti dei componenti meccanici dell’originale ma era sotto molti aspetti superiore ad esso.
Innocenti/Lambretta venne venduta alla BMC, ma non avendo molto mercato, chiuse la produzione nel 1971.
La SIL (Scooters of India Limited), con sede a Lucknow nell’Uttar Pradesh, fu l’impresa di proprietà statale che cominciò la produzione un paio d’anni dopo l’acquisto, continuando la costruzione della Lambretta sino al 1998.
La terza curiosità è che uno tra i punti di riferimento per tutti gli appassionati di questo leggendario moto scooter (e di scooter in generale) è il “Museo dello Scooter e della Lambretta“, che si trova nel comune di Rodano, in provincia di Milano.
Come la Vespa, anche la Lambretta, quando fu progettata, aveva un motore a 2 tempi funzionante a miscela di benzina e olio, nonché 3 marce, con una cilindrata che variava dai 49 ai 198 cc.
I primi modelli prodotti dallo stabilimento milanese Innocenti, presentavano la caratteristica della “carrozzeria scoperta“, distinguendosi quindi totalmente dalla Vespa (che era invece totalmente carenata).
Questa appena detta era una peculiarità, il tipico segno di riconoscimento dello scooter milanese.
Si precisa ulteriormente che dei modelli degli anni 60, i modelli TV (Turismo Veloce) e SX (Special X) sono generalmente i più richiesti e desiderati, un successo dovuto alle loro prestazioni maggiorate e al look raffinato e innovativo.
Vespa e Lambretta potevano essere modificate facilmente; molti appassionati delle due ruote modificavano e tuttora modificano questi scooter “customizzandoli” con specchietti supplementari, elaborandoli, pitturando la carrozzeria, o personalizzandoli in altri modi.
Tutto ciò anche alla luce della filosofia culturale Mod’s inglese nata negli anni ’60 e ancora in voga presso il Regno Unito, che fece degli scooter italiani il veicolo simbolo della rivoluzione culturale giovanile di quegli anni: non solo mezzi veloci per spostarsi in città ma anche vere e proprie icone di moda!

