KTM 790 Duke: una naked di media cilindrata che punta su agilità, tecnologia e carattere
PARTIAMO DAL PREZZO Disponibile nella classica livrea arancione KTM o tutta nera, anche in due versioni depotenziate per i titolari di patenti A e A1, la nuova 790 Duke è arrivata sul mercato a un prezzo che parte da 9.150 euro per le versioni depotenziate e 9.550 euro per quella standard del nostro test.
QUANTI CAVALLI HA
Dall'essere una delle moto più ammirate di EICMA 2017 al diventare una delle più attese del 2018 il passo è stato breve, anche perché la nuova KTM 790 Duke, introduce novità importanti nella gamma del costruttore austriaco.
EREDITÀPESANTE
Comincio col guardarla da lontano e, lo dico subito, la curiosità è tanta. Anche perché sono sempre stato attratto dal design spigoloso, sfrontato e anticonformista delle moto di Mattighofen. E poi subisco il fascino del marchio KTM: è tra i più titolati nelle competizioni fuoristrada fin dagli anni Settanta e rappresenta il mio sogno irrealizzato di quattordicenne.
COM'ÈFATTA
Le plastiche disegnano linee aggressive e futuristiche: la Duke farebbe bella figura in un film di fantascienza di Luc Besson. E non è tutta plastica, visto che il telaietto posteriore non è rivestito, ma un pressofuso di alluminio in bella vista.
IN SELLA
Una volta in sella trovo una posizione quasi da supermotard, con il manubrio ravvicinato, le pedane basse e arretrate e una leva del cambio molto piccola, per risultare più protetta in caso di caduta. Metto in moto e il sound pieno e borbottante del bicilindrico mi gasa a mille.
GRAN POTENZIALE
Frizione - morbida - tirata a fondo, innesto la prima che entra con uno scatto deciso: si parte! In modalità Road la manetta ha un attacco relativamente dolce, privo di effetto on-off, ma una spinta taurina è lì che mi aspetta. Basta aprire un po' di più per capire che di cattiveria, qui sotto, ce n'è tanta.
ELETTRONICA AL TOP
Già, perché qui sotto c'è anche un'elettronica che segna il nuovo riferimento nel settore delle naked e streetfighter di media cilindrata. C'è l'ABS con funzione cornering, che regola la frenata anche a moto inclinata, e persino il launch control: una vera rarità nel segmento.
OTTIMO IL QUICKSHIFTER
I primi chilometri, comunque, mi concentro su altri aspetti e, per cominciare, apprezzo il cambio con quickshifter, che agisce sia in salita di rapporto sia in scalata: ottimo, senza dubbio, visto che gli innesti sono sempre sicuri ed efficaci.
COME SI GUIDA
Nonostante il peso sia di appena 169 kg, la guida è equilibrata: spec ie sul veloce, dove la sensazione di stabilità e il rigore in traiettoria sono molto elevati. Solo sui fondi irregolari il feeling non è perfetto. La Duke è però una moto da guidare molto più con le pedane che col manubrio, perché indirizzarla troppo di braccia fa emergere un lato nervoso della ciclistica, che altrimenti non si nota. Specie a bassa velocità.
GIOCANDO CON LE REGOLAZIONI
Comincio a giocherellare con le impostazioni scoprendo menu intuitivi e facili da gestire con i comandi al manubrio. Personalizzare questa KTM è reso ancora più piacevole dal bel quadro strumenti TFT, dall'ottima leggibilità e dalle grafiche molto pulite.
ALL'ATTACCO!
Siccome voglio davvero vedere di che cosa è capace la 790 Duke scelgo i settaggi più estremi e ne ottengo una moto reattiva ed emozionante. Ho però qualche riserva sulla massima sensibilità dell'acceleratore, che fa emergere un certo effetto on-off: forse, tutto sommato, per andare all'attacco dei tracciati tortuosi paga di più un livello intermedio, che certo risulta consigliabile per l'uso stradale. I consumi? Mi hanno sbalordito: andando a passeggio il computer di bordo ha calcolato una media di 3,8 l/100 km.
ACCESSORI TRADIZIONALI E HI-TECH
E visto che i prezzi ve li ho spoilerati all'inizio non resta che parlare degli accessori, il cui listino è davvero ricco. OPTIONAL HI-TECH Non mancano dotazioni più hi-tech come sensori di pressione per le gomme, manopole riscaldate e kit per montare la presa USB; supporti per ospitare gli smartphone a centro plancia alle le staffe per il montaggio del GPS.
GLI IRRINUNCIABILI
Alla fine, però, i due optional che mi sembrano più golosi sono lo scarico Akrapovic che ho già citato prima e le selle più imbottite: quella di serie, infatti, è un po' duretta.
ABBIGLIAMENTO
- LS2 FF397 VECTOR CARBON SOLID CARBON - Ai vertici della gamma Sport Gt, casco realizzato in fibra di carbonio, leggero e con Pinlock di serie.
- GIACCA DAINESE SUPER RIDER D-DRY JACKET - Protezioni solide, tessuto Mugello e mesh per ventilazione eccellente.
- GUANTI DAINESE 4 STROKE EVO - Struttura rigida all'inizio, protezioni avanzate e look tecnico.
- PANTALONI TUCANO URBANO GINS - Denim cerato, protezioni integrate e comfort.
- STIVALI DAINESE TORQUE D1 OUT - Comfort e traspirabilità, imbottitura adeguata ma non impermeabili.
Il testo descrive una moto semplice nello stile ma ricca di sostanza: una KTM Duke 790, soprannominata The Scalpel, è una naked di media cilindrata che punta tutto su agilità, grinta e tecnologia. La Duke è un riferimento per gli appassionati che cercano un prodotto di alto livello, ma facile da gestire (con un minimo di esperienza).
Il bicilindrico frontemarcia da 799 cm3 nella KTM eroga 90,5 CV e 83 Nm (rilevati alla ruota). La dotazione elettronica è ottima: tre riding mode (Street, Rain e Sport) che variano il controllo di trazione in base all’angolo di piega e alla risposta dell’acceleratore e l’ABS cornering dotato anche di modalità Supermoto (attivo solo davanti). Optional la mappatura Track e il cambio quickshift. I blocchetti della KTM hanno un aspetto essenziale, quasi “povero”: in realtà sono di qualità, intuitivi e facili da azionare anche con i guanti. L’indole sportiva della Duke è sottolineata dalla posizione di guida d’attacco, caricata sull’anteriore grazie al manubrio basso e largo, pedane arretrate e fianchi strettissimi che facilitano i movimenti veloci sulla sella nella guida sportiva.
La seduta è dura e dopo pochi chilometri in sella ci si stanca, anche per l’assenza di riparo dall’aria. Piuttosto rannicchiata la posizione delle gambe. Su strada il bicilindrico è velocissimo nel prendere i giri ed è esplosivo ai medi regimi, dove dà il meglio; agli alti l’allungo è deciso. L’elettronica è precisa e lineare, tra le curve la 790 è reattiva, con un avantreno “svelto” e un assetto sostenuto che la rende agile e precisa in traiettoria. La frenata è adeguata a peso e potenza, anche se non molto grintosa nell’attacco. Il cambio è preciso e morbido negli innesti, ma non è efficace quanto il quickshift (offerto come optional). Grazie al peso contenuto, la 790 Duke ha consumi ottimi. Le naked non sono moto nate per andare in autostrada; si può però fare qualche gita fuori porta. La posizione di guida della Duke alla lunga si fa stancante e anche il passeggero non sta comodo. La capacità di carico è limitata, sia per le forme irregolari dei serbatoi, sia per quelle affusolate della coda. Meglio munirsi di zainetto. Nel traffico di città invece la 790 Duke è rapida e agile tra le auto in coda. Il bicilindrico è pronto e reattivo all’apertura del gas anche nella mappatura più Street o nella più tranquilla Rain, scelta obbligata sul bagnato per contenere l’esuberanza del motore.

