Vantaggi e svantaggi della Kawasaki Ninja: una guida completa
Se sei un motociclista e frequenti i social ti sarà senz’altro capitato di leggere il commento: “Dove devi andare con soli 48 CV!”. Ecco, la moto protagonista del Cool Factor di oggi ne ha addirittura meno, ma se condotta a dovere può tranquillamente reggere il passo di moto di categoria superiore. Un inno alla semplicità e alla concretezza, ma anche al piacere di guida. Ovviamente sto parlando della sportiva per patente A2 Kawasaki Ninja 500, scopriamo insieme gli aspetti che convincono, ma anche quelli che potrebbero essere migliorati… Dai che si va!
Ninja 500: com’è fatta
Ninja 500: vista laterale Lo ammetto, a primo impatto ho pensato che avessero sbagliato a consegnare la moto in redazione, invece nessun errore: seppur sia una delle più piccole, la Ninja 500 in verde sembra quasi una delle sorelle maggiori, stesse forme appuntite, plastiche ben assemblate e volumi simili, solo in scala leggermente ridotta. Poi ovviamente la squadri con attenzione e il travestimento crolla, specialmente guardano la forcella tradizionale e la pinza assiale… quale sportiva nel 2026 può avere tale componentistica e risultare credibile? Ecco… qui crollano i primi pregiudizi.
Semplice, forse troppo? In un mondo in cui ora anche le sportive da 125 cc, specialmente se prodotte in Cina, hanno alette, forcelle da 41 mm (se non addirittura 50 mm) fantomaticamente regolabili e impianti frenanti a svariati pistoncini, è la Kawasaki a fare la figura della “povera”, almeno nell’aspetto. Kawasaki Ninja 500: la componentistica semplice non risulta troppo limitante nella guida sportiva
Forcella tradizionale da 41 mm non regolabile, mono regolabile solamente nel precarico molla, telaio tubolare in acciaio ad alta resistenza e forcellone scatolato, un solo disco da 310 mm di diametro morso da una pinza a doppio pistoncino… Vista così, in effetti, non fa venire i brividi, ma poi dalla teoria ci si sposta alla pratica e, come vedremo tra poco, tutto cambia.
Peso su kg, qui si costruisce il piacere di guida
Dalla sua, la piccola Ninja ha il rapporto peso potenza. Vero, i 45,4 CV a 9.000 giri min e 42,6 Nm a 6.000 giri/min non sono i valori più alti della categoria, ma rapportati a un peso in ordine di marcia di appena 172 kg (serbatoio da 14 litri), la situazione si fa più interessante. Il bicilindrico da 451 cc è lo stesso utilizzato anche sulla KLE, o la Z500, ma anche la Eliminator, a sottolineare la versatilità e la bontà progettuale di questo propulsore, che viene abbinato ad un cambio a 6 rapporti.
Elettronica? Solo quella che serve
Kawasaki Ninja 500: dettaglio dello strumento Una moto che strizza l’occhio ai giovani non può non essere connessa e in Kawasaki non si sono fatti prendere in contropiede. La Ninja 500 ha uno strumento TFT connesso che mostra anche un buon numero di parametri utili per la guida della moto. Le grafiche non saranno le più moderne ma almeno lo strumento è completo. Se scelta in versione SE, come la moto in prova, si aggiunge anche il sistema keyless, una comodità in più che male non fa. Più utile alla guida invece è la frizione assistita e anti-saltellamento, che mette una pezza in caso di scalate troppo repentine.
Cosa dura tra pregie e difetti
La Ninja 500 deve essere porta d’accesso verso le più performanti della famiglia sportiva della Casa di Akashi, una moto che sia accessibile e alla portata di tutti. Senza dubbio i semi manubri rialzati e la sella a 780 mm da terra aiutano a raggiungere lo scopo, la moto risulta di facile gestione davvero per ogni pilota, ma questa soluzione ha due risvolti negativi: penalizza i giovani rider alti (e guardandomi intorno ne vedo sempre di più), che si trovano a guidare in posizione davvero troppo rannicchiata e rende la moto meno “appealing” o attraente per i giovani che vogliono guidare ma anche apparire.
Dal mio metro e settantaquattro non ho particolari problemi, probabilmente avrei solo preferito delle pedane leggermente meno avanzate e la presenza di leve regolabili al manubrio, secondo me imprescindibili per ritenersi davvero inclusivi dal punto di vista ergonomico.
La sua natura facile fa sì che anche quando c’è da sgattaiolare nel traffico, la sportiva Kawasaki non si trovi in particolare difficoltà. La moto non scalda praticamente nulla, ha una frizione leggerissima e prevedibile nello stacco e una triangolazione di guida - unita al comfort delle sospensioni - che non presenta il conto all’ennesima buca non vista e presa un po’ più veloce del consigliato. Un altro aspetto da non sottovalutare nell’uso urbano è la brillantezza del motore: anche grazie alla rapportatura corta del cambio si hanno ottimi spunti in ripartenza, in modo da non rimanere al palo quando il semaforo rosso si è spento e si può “scatenare l’inferno”.
Tra le curve, la potenza non è tutto
Kawasaki Ninja 500: il piccolo plexi protegge bene Ma se in città conta essere facili e gestibili, e la Ninja 500 lo è, tra le curve i metri di giudizio cambiano, specialmente se hai scelto una sportiva. I 45 CV del bicilindrico parallelo Kawasaki non saranno certo emozionanti come i 200 del 4 in linea montato sulla ZX-10R, non voglio certo convincervi del contrario, ma se anziché una pista con lunghi rettilinei ci fosse un passo alpino o collinare, con curve che non ti danno fiato nel loro susseguirsi, quanti ne useresti davvero? Forse solo qualcuno in più rispetto a quelli della piccola 500… ma con uno sforzo fisico e mentale decisamente superiore.
Il bello di queste cilindrate è che puoi dire veramente di aver sfruttato tutto ciò che il motore ti può dare, e il motore Kawa alla fine è più generoso di quello che inizialmente penseresti. Non ha particolari picchi di spinta, ma è sempre pronto a salire di giri e aumentare l’andatura.
Sostanza batte show
Kawasaki Ninja 500: in Val Trebbia a seminare sportive di cilindrata superiore La vera sorpresa però me l’ha data la ciclistica, proprio quello che sulla carta sembra un suo punto debole. Nonostante sulle prime sembri troppo morbida d’assetto, come spesso accade con le entry level di Akashi, all’aumentare del ritmo di guida la ciclistica non va in crisi, anzi. Sì, ha qualche oscillazione in più di quanto di aspetteresti da una sportiva estrema (che lei non è), ma ti consente di azzardare la staccata un metro dopo, o affrontare una buca a moto piegata, senza finire nell’iper-uranio. E anche i tanto criticati freni dicono la loro. Un impianto che mi ha convinto per potenza - adeguata alle performance e alle dimensioni - feeling e resistenza all’affaticamento, anche quando per scampare ad un temporalone in arrivo hai affrontato salita e discesa dal Passo Penice in modalità time attack.
Qui arriva la vera chicca: la Ninja 500 parte da 6.590 euro nella versione base, mentre la SE provata, con accensione keyless KIPASS di serie, display TFT e presa USB-C, si ferma a 7.099 euro. Il cool factor, in fondo, sta proprio qui: in una moto pensata per chi inizia, ma capace di regalare sensazioni di guida che non ti aspetteresti da una sportiva così accessibile, sia nel prezzo che nella componentistica.
Approfittando del passaggio alla Euro 4, Kawasaki ha “trasformato” la ER-6f in Ninja 650. La sostanza però rimane la stessa, apprezzata e ultracollaudata: anche se si chiama Ninja non è una moto da pista, bensì una sport-tourer di media cilindrata efficace e adatta a tutti. La somiglianza estetica con la Z 1000 SX, l’altra sport-tourer Kawasaki, è evidente soprattutto nella parte frontale dall’aspetto piacevolmente grintoso. Il motore è l’apprezzato bicilindrico parallelo di 649 cm3, 8 valvole che, rispetto a quello della ER-6f, ora è in regola con la Euro 4: la potenza scende di poco (da 72 a 69 CV dichiarati) ma scendono i consumi (Kawasaki dichiara 23,4 km/l come percorrenza media WMTC) e aumenta la coppia massima che passa da 64 a 65,7 Nm a 6.500 giri. Elegante e completissima la nuova strumentazione multifunzione. Le differenze rispetto alla ER-6f sono soprattutto nela ciclistica: come la sorella naked, anche la Ninja 650 monta un nuovo telaio a traliccio in tubi d’acciaio, simile a quello della Ninja H2, con un nuovo forcellone a banana molto leggero (4,8 kg). Il monoammortizzatore è collegato al forcellone tramite un nuovo leveraggio progressivo (mentre sulla ER-6f era infulcrato direttamente sul forcellone): questa soluzione secondo i progettisti offre una risposta più progressiva e migliora il rendimento della sospensione in tutte le situazioni. A dispetto delle linee grintose, la Ninja 650 è una moto comoda: la sella è a soli 79 cm da terra, i semimanubri sono rialzati, il parabrezza è regolabile (meccanicamente) su tre posizioni, così come le leve di freno e frizione. Disponibile da metà febbraio con prezzi a partire da 7.590 euro, la nuova Ninja 650 è proposta in nero e in arancio: con un sovrapprezzo di 200 euro si può avere anche nel classico verde "Kawa" che su una Ninja sta sempre bene.
Sotto lo strapuntino del passeggero c'è lo spazio per un piccolo antifurto. Avevamo provato poche settimane fa la sorella “nuda” Z 650 e siamo saliti in sella alla nuova Ninja 650 pensando che fosse solo la versione "vestita" della piccola bicilindrica giapponese. La protezione dall’aria è buona fino a 120-130 km/h e permette di macinare chilometri senza stancarsi. Il bicilindrico 650 delle "medie" Kawasaki è sempre un piacere da usare. Le sue doti migliori sono l’elasticità e la prontezza ai medi regimi: dai 3.000 ai 7.000 giri sfodera un’erogazione piena e regolare, ma è comunque capace di raggiungere i 9.000 giri (anche se la spinta si affievolisce). Meglio dunque salire di una marcia e godersi i medi regimi, aiutati da un cambio sempre preciso e una frizione impeccabile nel funzionamento. Decisamente a punto le sospensioni: pur avendo una taratura tendenzialmente morbida, si sono dimostrate capaci di digerire bene anche la guida sportiva.
Confronto tra modelli correlati
La Kawasaki Ninja 650 MY2023 presenta vantaggi come l’assetto confortevole per turismo, un pacchetto di sicurezza (ABS e controllo della trazione), e un prezzo competitivo. È ergonomica e versatile, adatta a diverse tipologie di motociclisti, con un look Ninja distintivo.
La Kawasaki Z 400 MY2023 offre un motore vivace, una ciclistica e freni di buona qualità, e un look elegante e rifinito. Tuttavia, ha leve non regolabili, elemento che può pesare per chi desidera personalizzare la posizione di guida.
In conclusione, la Ninja 650 MY2023 e la Z 400 MY2023 sono due moto interessanti con caratteristiche tecniche e di design distintive. La Ninja 650 è adatta al turismo, comoda e offre un pacchetto di sicurezza completo. La Z 400, d'altra parte, ha un motore vivace, un telaio e freni di buona qualità e un look ben rifinito.

