Impennare con BMW R850R: guida dettagliata basata su esperienze e tecniche
In quattro, sulla sella della BMW GS. Già così potrebbe sembrare una follia, visto che il conducente e due dei passeggeri sono anche in calzoncini corti e casco aperto. Ma, come se non bastasse, l’uomo al manubrio apre il gas e solleva l’anteriore della maxienduro tedesca: un’impennata in quattro. Una manovra decisamente al limite e anche piuttosto pericolosa. Poi, però, il seguito del video dimostra che il conducente è tutt’altro che un folle improvvisatore, visto che la GS nelle sue mani sembra la più agile delle moto da stuntman.
Le maxi naked e le maxi enduro: due mondi molto distanti per quanto riguarda il cliente finale, ma molto simili sotto tantissimi aspetti. Nel caso di KTM, il primo elemento è il motore bicilindrico da 1.301 cc che equipaggia la 1290 Super Duke R e la 1290 Super Adventure S. Si parla di potenze diverse e, talvolta, anche di soluzioni tecniche leggermente tecniche. Lo stuntman ufficiale di KTM, Rok Bagoros, riesce a impennare qualsiasi moto Made in Mattighofen. Certo, è anche vero che tutte le moto austriache hanno un’indole ''Ready to Race'' che si vede anche nella facilità dell’impennata. In uno dei suoi ultimi video, lo stuntman ''arancio'' spiega passo a passo tutti i segreti per ''impennare con disinvoltura''.
Quello su cui bisogna prestare attenzione all’inizio è lo stile, perché è la prima cosa che l’occhio vuole quando si guarda una figura di questo tipo. La Tecnica di base per impennare in moto parte dal presupposto che la vostra ruota anteriore non si sia mai sollevata da terra se non sui cavalletti per il cambio gomme. Quello che bisogna iniziare a fare all’inizio è familiarizzare con la sensazione dell’avantreno che si alleggerisce e poi si alza, cosa che per chi non ha mai impennato, risulta una sensazione del tutto irrazionale.
La posizione sulla sella è fondamentale: la posizione in sella durante forti accelerazioni è con il sedere più lontano possibile dal serbatoio, e con il corpo che non deve schiacciarsi in avanti a caricare l’avantreno. Errore comune è assumere la posizione inversa, tutto caricato in avanti, che impedisce l’alzata. So bene che è innaturale portare le spalle indietro mentre la moto si sta alzando, ma è quello che va fatto. Partite da fermi dopo aver scaldato bene la gomma e dopo averla sgonfiata leggermente; poco dopo i 20 km/h, spalancate il gas tenendo d’occhio il contagiri, perché la lancetta sale velocemente insieme alla ruota anteriore.
Come mi regolo per non ribaltarmi? Impennare in moto da seduti fino a quando davanti a voi vedete la strada vuol dire che non vi state ribaltando. Quando non vedete più l’orizzonte e vedete solo la vostra strumentazione, è il momento di chiudere dolcemente il gas e riportare giù la ruota. Le prime volte che riuscite a sollevare l’avantreno, la vostra reazione naturale è chiudere subito il gas e rimettere giù la ruota, spesso bruscamente. Cercate di farlo nel modo più dolce possibile. Con l’allenamento, otterrete progressi e capirete come gestire l’impennata in prima marcia fino al limitatore che riporta giù.
Il decollo richiede di conoscere bene la propria moto e la sua coppia: non sono solo i cavalli a sollevare la ruota, ma la coppia e la rapportatura. Le due tecniche principali sono: accelerare fino al punto di coppia massima e poi dare una manata decisa di gas, oppure aiutarsi con una chiusura rapida e riapertura completa del gas per una moto con minore coppia. La forcella si comprime, e all’estensione, con la botta di gas, l’avantreno prende il volo. La posizione in sella deve assecondare la moto, tirando i semimanubri e portando indietro le spalle.
Con motori di maggiore coppia, come mille e bicilindrici moderni, l’operazione risulta più semplice poiché occorre meno manetta per sollevarlo e gestirlo in aria. Impennare in seconda, per aiutare lo stacco, spesso richiede anche un colpo di reni e tirare i semimanubri; in alcune moto, senza uso della frizione, l’impennata in seconda potrebbe non avvenire comunque. È utile avere un amico che ti filmi, per rivedere quanto si sta effettivamente impennando, poiché le prime prove possono sembrare molto più alte di quanto non siano in realtà.
Raggiungere il punto di equilibrio è la chiave: più è alto l’avantreno, meno gas serve e più lunga risulta l’impennata. In prima marcia la durata è limitata e nervosa; in seconda o terza marcia, una volta trovato l’equilibrio, si può tenere la moto su una ruota per molto tempo, con una gestione attenta del gas, inclinazione e peso indietro. È fondamentale mantenere lo sterzo dritto durante l’atterraggio per evitare sbacchettate e rispettare superfici irregolari. La tecnica richiede pazienza, ripetizioni ore e ore, e una buona padronanza dell’acceleratore e della posizione del corpo.
La gestione della frizione è cruciale per cambiate rapide e per aumentare la sicurezza delle transizioni tra marce rimanendo su una ruota. La frizione diventa un “sesto dito” e permette di alzare la moto molto prima della normale alzata, fornendo tempo per raggiungere l’inclinazione desiderata e ottenere più giri a disposizione. Per la cambata da prima a salita, è utile pizzicare appena la frizione e dare una leggera inclinazione prima di rilasciarla. Le prime volte possono nascere errori, ma l’allenamento è l’unica via per sincronizzare movimenti e raggiungere una tecnica fluida e controllata.
Per impennare in seconda o terza marcia, si porta la moto a un alto numero di giri, poi due dita fanno slittare la frizione per un breve frangente di tempo, rilasciando e controllando parzialmente il gas per mantenere l’orizzonte desiderato. Anche qui la differenza di coppia tra una 600 e una 1000 è determinante, così come la lunghezza dei rapporti. La zona di “coppia” va individuata in base al motore, ai cv disponibili e all’usura della frizione, e la sfrizionata va dosata con precisione per ottenere la quota desiderata.
Le impennate lente e in equilibrio richiedono protezioni adeguate e una gomma posteriore leggermente sgonfia per evitare pattinamenti e per facilitare la gestione a bassissima velocità. L’aumento del minimo a circa 3000 giri rende la manovra più controllabile. La tecnica prevede, quasi da fermi, una sfrizionata decisa in prima marcia mentre la moto si impenna, e l’uso del freno posteriore per dosare l’altezza senza chiudere il gas. Il peso del corpo deve restare indietro, con il sedere vicino al codone, e la sensibilità al freno posteriore è fondamentale. La posizione corretta è con le forcelle parallele all’asfalto, e, una volta imparata, permette di mantenere una moto in verticale quasi a passo d’uomo a bassissimi giri.
Nota di stile e sicurezza: le impennate rimangono una pratica ad alto rischio; l’abbigliamento e l’attrezzatura adeguati sono indispensabili, anche se la passione per la guida controllata può ispirare sperimentazioni sempre sane e misurate.

IL SEGRETO PER IMPENNARE QUALSIASI BICI!
In conclusione, impennare con una BMW R850R o con altre maxi-enduro richiede una comprensione profonda della coppia motrice, della gestione del gas e della posizione del corpo. Le tecniche descritte, se applicate con cautela e pratica continua, mostrano come sia possibile controllare un gesto così spettacolare senza sacrificare la stabilità e la sicurezza dell’assetto di guida.
